Il vicepremier e l’europarlamentare della Lega sono attesi in via Turazza. Al centro della polemica l’organismo privato nato in città che dichiara di occuparsi di controversie civili e commerciali secondo principi islamici, ovvero la camera arbitrale islamica.
La vicenda della Camera arbitrale islamica italiana torna al centro del confronto politico. Oggi, giovedì 15 ottobre, il vicepremier Matteo Salvini e l’europarlamentare leghista Anna Maria Cisint sono attesi a Padova, in via Turazza, per intervenire sulla questione. La loro visita arriva dopo giorni di dichiarazioni, esposti e richieste di chiarimenti sull’organismo fondato in città.
La vicenda era già stata al centro delle richieste di verifica della Lega, con Paolo Borchia che ha chiesto chiarimenti sulla Camera arbitrale islamica.
A far discutere è la natura della Camera arbitrale, costituita a marzo 2026 e con sede in via Armistizio. L’associazione dichiara di voler risolvere controversie civili e commerciali ispirandosi ai principi della Sharia, la legge islamica. Salvini ha ribadito la propria contrarietà all’ipotesi di sistemi di giustizia paralleli, mentre Cisint ha annunciato iniziative nei confronti dell’avvocato Omar Vanin, fondatore e rappresentante legale dell’organismo.
La Procura ha aperto un fascicolo
Il caso è arrivato anche all’attenzione della magistratura. La Procura di Padova ha aperto un procedimento a modello 45, dopo un esposto presentato dall’avvocato Francesco Minutillo, esponente di Futuro nazionale. Si tratta di un fascicolo per accertamenti, al momento senza indagati né ipotesi di reato.
Vanin ha respinto la definizione di tribunale religioso o di sistema alternativo alla giustizia statale. Secondo il legale, la Camera svolge attività di arbitrato in ambito commerciale e patrimoniale, uno strumento previsto dall’ordinamento italiano. Ha inoltre dichiarato che le eventuali decisioni devono rispettare la legge italiana e che, finora, l’organismo non ha emesso lodi arbitrali.
La questione, quindi, riguarda anche i confini entro cui un arbitrato privato può operare e le regole applicabili alle controversie affidate agli arbitri. Su questi aspetti si concentrano le richieste di approfondimento e gli accertamenti annunciati.
La polemica non coinvolge soltanto gli esponenti del centrodestra. L’Unione delle comunità islamiche d’Italia ha preso le distanze dall’iniziativa, sottolineando che la giustizia in Italia è amministrata dai tribunali della Repubblica. Anche esponenti dell’opposizione hanno chiesto attenzione sui possibili effetti dei procedimenti sui diritti delle persone coinvolte.
La visita di Salvini e Cisint riporta nel capluoogo veneto una discussione che intreccia libertà religiosa, arbitrato privato e rispetto dell’ordinamento italiano. Gli accertamenti della Procura dovranno contribuire a chiarire gli aspetti ancora controversi della vicenda