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Carlo Calenda a Padova: “Alle prossime regionali potremmo decidere qualsiasi cosa” Ed apre alla zona rossa in stazione

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“La Lega in Veneto è una Lega molto particolare poichè non è la Lega di quella sciagura chiamata Salvini che fa disastri sui treni e fa la groupie di Trump. La Lega di Zaia è per così dire erede dell’amministrazione democristiana, del Veneto bianco: con Brugnaro non parlo da anni ma con il sindaco di Treviso Conte c’è un dialogo, e noi possiamo dialogare con questa realtà, anzi mi chiedo cosa ci facciano Zaia e i suoi con uno come Salvini”. A dirlo al suo arrivo a Padova dove è atteso da una serie di impegni politico istituzionali Carlo Calenda, segretario di Azione.
“Alle regionali potremmo fare qualsiasi cosa – ha aggiunto Calenda – ne parleremo questa sera durante la direzione regionale del partito. Credo che alla fine in Veneto si voterá tra ottobre e novembre. Se si votasse in primavera la prossima volta che verrò qui dovremo però parlare anche di qualcos’altro dato che la crisi che rischiamo tra dazi e costo dell’energia sta mordendo forte le imprese venete. Qui in Veneto abbiamo persone di qualità come Carlo Pasqualetto, segretario regionale ed i vicari Giovanni Faverin e Nicolò Rocco di Treviso. Decideremo insieme cosa fare”.
Sulla così detta zona rossa in stazione e cioè una zona in cui la polizia ha qualche potere in più rispetto a dissuasione delle presenza di pregiudicati, Carlo Calenda ha aggiunto: “Io non sono d’accordo con le zone rosse nelle città: sono d’accordissimo nella zona della stazione ferroviaria di Padova come nella zona della stazione ferroviaria di Roma Termini. Se riuscissi a convincere Gualtieri la vorrei anche a Roma”.
“La sicurezza non è di destra – ha aggiunto Carlo Calenda – sia chiaro, è il tema posto dai cittadini più deboli e fragili: finchè la sinistra non capisce questo non va da nessuna parte. Padova è la mia seconda città: ci vengo sempre molto volentieri e molto spesso; qui sono stato eletto alle Europee anni fa e se farò in tempo chiamerò oggi anche il mio amico Sergio Giordani (sindaco di Padova Ndr) dicendogli “fai la zona rossa che è una cosa intelligente da fare”.

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