Le famiglie padovane devono fare i conti con rette sempre più pesanti per gli anziani non autosufficienti nelle case di riposo. Anp-Cia Padova segnala nuovi aumenti in autunno. Intanto le tariffe ufficiali 2026 delle case di riposo mostrano quanto può arrivare a costare un mese di assistenza.
PADOVA – Per una famiglia che deve trovare un posto in una casa di riposo, il conto può superare i 2.000 euro al mese e, in alcuni casi, arrivare oltre i 3.600 euro. E il rischio è che la spesa aumenti ancora: secondo Anp-Cia Padova, dal prossimo autunno sono previsti rincari che possono tradursi in una spesa aggiuntiva fino a circa 1.800 euro all’anno.
Il tema riguarda soprattutto le persone anziane non autosufficienti e le loro famiglie, che devono fare i conti con una distinzione fondamentale: la quota sanitaria riconosciuta dal sistema regionale e la parte della retta che resta a carico dell’ospite e, quando previsto, della famiglia.
Quanto costano le case di riposo a Padova
Le tariffe cambiano in base alla struttura, al livello assistenziale, alla presenza dell’impegnativa di residenzialità e al tipo di camera.
Alla Residenza Configliachi di Padova, le rette giornaliere in vigore dal primo gennaio 2026 sono, per gli anziani non autosufficienti con impegnativa di residenzialità, di 68 euro in una stanza a due o più letti e 75 euro in una stanza singola. Per chi è senza impegnativa, la tariffa sale a 104 euro al giorno, che diventano 121 euro per la stanza singola.
Tradotto in un mese di 30 giorni, con un semplice calcolo matematico, significa circa 2.040 euro per la tariffa da 68 euro al giorno, 2.250 euro per quella da 75 euro, 3.120 euro per quella da 104 euro e 3.630 euro per la tariffa da 121 euro.
Sono però calcoli indicativi sulla tariffa giornaliera, non importi mensili ufficiali: il costo effettivo può dipendere dalla situazione dell’ospite e dalla durata della permanenza.
Anche AltaVita-IRA, che gestisce diverse strutture nel territorio padovano, pubblica le proprie rette 2026. Al Centro Servizi Beato Pellegrino di Padova la tariffa per una persona non autosufficiente è di 71,25 euro al giorno, che sale a 81,15 euro per una stanza singola. Per gli ospiti privi dell’impegnativa di residenzialità, le tariffe indicate per i nuovi ingressi arrivano a 86,55 euro al giorno e 101,95 euro in stanza singola per la specifica fascia temporale indicata nel documento.
Anche in questo caso, 71,25 euro al giorno corrispondono a circa 2.137,50 euro ogni 30 giorni, mentre 81,15 euro equivalgono a circa 2.434,50 euro.
Cosa significa avere l’impegnativa di residenzialità
Per capire davvero quanto paga una famiglia bisogna però fare attenzione a un punto: la retta della struttura non coincide necessariamente con quanto l’anziano deve pagare interamente di tasca propria.
La Regione Veneto spiega che, per l’inserimento delle persone anziane non autosufficienti nella rete dei centri di servizio, viene riconosciuta un’impegnativa/quota unica sanitaria di 52 euro al giorno, dopo la valutazione multidimensionale e lo scorrimento del Registro Unico della Residenzialità.
È quindi importante distinguere tra la tariffa complessiva applicata dalla struttura e la quota sanitaria riconosciuta dal sistema regionale. La situazione economica finale dell’ospite dipende dal tipo di inserimento, dalla struttura e dalle condizioni specifiche.
Da settembre possono arrivare altri aumenti per le case di riposo
Il problema non riguarda soltanto le tariffe già in vigore.
Anp-Cia Padova ha lanciato nei giorni scorsi l’allarme sui costi delle Rsa, spiegando che i rincari di energia e utenze stanno mettendo sotto pressione le strutture. Secondo l’associazione, dal prossimo autunno sono previsti aumenti nell’ordine di 4-5 euro al giorno. Su un anno, l’incremento può arrivare a circa 1.800 euro per persona.
L’associazione parla di una situazione sempre più difficile per le famiglie e sostiene che, in alcuni casi, i figli degli anziani arrivino a prendere in considerazione anche la vendita dell’abitazione di proprietà per riuscire a sostenere le spese.
Si tratta di una denuncia dell’associazione, non di un dato che riguarda indistintamente tutte le strutture: le tariffe effettive dipendono infatti dai singoli centri e dalle condizioni dell’ospite.
Il Comune può aiutare le famiglie che non riescono a pagare le case di riposo
Per le famiglie padovane in difficoltà esiste anche uno strumento di sostegno.
Il Comune di Padova può integrare la retta alberghiera per la permanenza in un centro di servizio per persone anziane non autosufficienti quando, dopo la verifica dei requisiti, l’anziano e il nucleo familiare non sono in grado di sostenere integralmente il costo. Il contributo è subordinato alla disponibilità di bilancio e alla valutazione della situazione del richiedente e della famiglia.
L’accesso avviene attraverso il Centro Servizi Territoriale del quartiere di residenza, presentando la richiesta e la documentazione necessaria.
Tra le alternative all’ingresso in struttura c’è anche l’assistenza domiciliare a Padova, che permette alle persone anziane che ne hanno i requisiti di ricevere supporto continuando a vivere nella propria abitazione.
Il sostegno, quindi, non è automatico e non significa che il Comune paghi indistintamente una parte della retta per tutti gli ospiti: vengono valutati i requisiti economici e la situazione del nucleo familiare.
Il conto può cambiare molto da una struttura all’altra
I dati delle rette 2026 mostrano quindi una situazione tutt’altro che uniforme.
Alla Configliachi si passa dai 68 euro al giorno per un non autosufficiente con impegnativa in camera multipla ai 121 euro per un non autosufficiente senza impegnativa in stanza singola.
Ad AltaVita, al Beato Pellegrino, si va dai 71,25 euro al giorno per una persona non autosufficiente agli 81,15 euro per la stanza singola, con tariffe diverse per altre condizioni di ospitalità.
Il confronto rende evidente perché parlare genericamente di “costo della casa di riposo” può essere fuorviante: non esiste un’unica cifra valida per tutti.
Il problema non è soltanto quanto costa oggi
Il punto sollevato dalle associazioni è anche quello della sostenibilità futura.
Secondo Rai TGR Veneto, nel sistema regionale sono ospitati circa 33 mila anziani in 351 strutture e le quote a carico delle famiglie per gli anziani con impegnativa sono destinate a collocarsi, con gli aumenti indicati nel servizio, tra circa 1.750 e 1.950 euro al mese, mentre per chi è senza impegnativa possono arrivare a circa 2.950 euro mensili.
Il tema, dunque, non riguarda soltanto Padova ma l’intero sistema regionale della non autosufficienza. A Padova, però, le tariffe pubblicate dalle strutture mostrano già concretamente quanto possa pesare l’assistenza sul bilancio di una famiglia.
Per chi si trova improvvisamente a dover cercare una sistemazione per un genitore non autosufficiente, la domanda non è più soltanto quale struttura scegliere. Diventa anche quanto sarà possibile sostenere quella scelta nel tempo.