HomePadovaEconomia e lavoroConfagricoltura lancia l'allarme: "Imu insopportabile per le aziende agricole"

Confagricoltura lancia l’allarme: “Imu insopportabile per le aziende agricole”

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Mentre Confagricoltura, a livello nazionale, esprime apprezzamento ai rappresentanti della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome per la ferma opposizione all’applicazione dell’Imu nelle aziendeagricole, sul tema interviene anche Confagricoltura Padova per voce del suo presidente, Antonio da Porto: «Il fatto che anche le Regioni, compreso il Veneto, siano contrarie all’Imu dimostra che il Governo deve intervenire per riequilibrare la forte imposizione fiscale per gli agricoltori, esentando dall’imposta i fabbricati ad uso strumentale o riducendo gli oneri».

Confagricoltura Padova giudica infatti insostenibile la pressione fiscale sulle aziende: «La tassa sui fabbricati rurali (che per gli agricoltori sono mezzi di produzione, e non ricchezza accumulata) viene praticamente raddoppiata. Ricordiamo che gli aumenti dell’IVA e dei carburanti fin d’ora incidono pesantemente sui costi agricoli, creando serie difficoltà di bilancio. E a Padova non saranno poche le aziende che si troveranno in gravissime difficoltà a pagare tasse e aumenti e a tenere aperta l’attività».

Da Porto giudica l’impianto dell’imposizione fiscale sui terreni e sui fabbricati strumentali all’attività punitivo per le imprese,poiché il decreto Salva Italia, così com’è, comporta incrementi di tassazione dal 100% al 300% per il settore agricolo e mette a rischio di chiusura molte imprese agricole.

«In questo modo – conclude da Porto – si scarica sugli agricoltori e sulle loro famiglie oltre il 10 per cento del peso della manovra. Ringraziamo il Presidente del Consiglio Regione Clodovaldo Ruffato ed il Governatore Luca Zaia per aver appoggiato le nostre istanze, chiedendo la revisione del meccanismo di calcolo dell’Imu sui terreni e sui fabbricati agricoli e di aprire un tavolo di confronto Governo-Regioni per individuare criteri alternativi di applicazione dell’imposta, salvaguardando gli obiettivi del decreto Salva Italia, ma senza pregiudicare la sopravvivenza del settore agricolo. La Regione ha capito che, se non si vuole il tracollo di buona parte del settore, non si possono tassare gli strumenti di lavoro dell’agricoltore considerandoli una ricchezza accumulata».

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