Il congresso Pd di Padova si avvicina con due nomi in campo: Caterina Coppo e Laura Frigo. La prima si presenta come alternativa alla leadership attuale, la seconda chiede un cambio di metodo e meno correntismo.
Il Partito Democratico padovano si prepara al congresso provinciale con due candidature che riflettono sensibilità diverse all’interno del partito. Da una parte Laura Frigo, consigliera comunale a Cittadella e medico anestesista. Dall’altra Caterina Coppo, consigliera comunale a Padova e portavoce delle Democratiche.
La candidatura di Frigo era emersa già a metà ottobre. Nell’intervista al Mattino di Padova, la candidata aveva indicato la necessità di superare il correntismo e cambiare il metodo di lavoro del partito. Tra le priorità programmatiche aveva citato lavoro dignitoso e sicuro, salute, istruzione e pace.
Congresso Pd, Coppo si propone come alternativa
Il 26 ottobre è arrivata la candidatura di Coppo, sostenuta da un gruppo critico nei confronti dell’attuale leadership dei dem. «Siamo l’alternativa», è il messaggio con cui ha presentato la propria disponibilità. Al centro della proposta ci sono una maggiore presenza sul territorio e più dialogo tra le diverse componenti del partito.
La candidatura ha aperto un confronto anche sul percorso unitario che si stava cercando di costruire. Come riportato dal Mattino, la consigliera regionale Vanessa Camani era contraria a una soluzione unitaria.
La procedura congressuale è ancora in corso
La competizione, tuttavia, deve ancora completare i passaggi formali. La Commissione provinciale per il congresso si è insediata il 27 ottobre. Il giorno successivo, il Pd padovano ha comunicato che i moduli per la raccolta delle firme necessarie alla presentazione delle candidature sarebbero stati approvati nei giorni successivi.
Il congresso provinciale si inserisce in una fase delicata per il partito, che deve definire anche il proprio ruolo nel percorso verso le elezioni comunali del 2027. La scelta della nuova segreteria sarà quindi un passaggio importante per gli equilibri interni e per il rapporto con le altre forze del centrosinistra.
