Migliaia di studenti in piazza a Padova per chiedere una scuola pubblica più accessibile, sicura e finanziata. Il corteo di venerdì 30 ottobre ha attraversato il centro cittadino, raccogliendo le rivendicazioni della Rete degli Studenti Medi e dell’Unione degli Universitari. Una mobilitazione che, secondo gli organizzatori, coinvolge una protesta più ampia, condivisa da studenti di diverse città europee.
La manifestazione era partita da piazzale della Stazione. Il percorso autorizzato aveva attraversato corso del Popolo, piazza Garibaldi, via VIII Febbraio, piazza Antenore e altre strade del centro, fino all’arrivo in Prato della Valle. Per gestire la sicurezza erano stati predisposti circa cento agenti delle forze dell’ordine. Previste anche modifiche alla circolazione e deviazioni per alcune linee degli autobus.
Corteo studenti a Padova, le richieste alla scuola pubblica
«Ogni giorno attraversiamo scuole inadeguate, inaccessibili e che ogni anno richiedono alle nostre famiglie spese sempre più ingenti», ha dichiarato Alice Congiu, coordinatrice della Rete degli Studenti Medi di Padova. La protesta punta il dito anche contro il definanziamento dell’istruzione pubblica, le borse di studio insufficienti e le difficoltà che incontrano gli studenti stranieri nell’accesso al diritto allo studio.
Congiu ha richiamato inoltre il divario tra le dichiarazioni politiche sull’importanza delle nuove generazioni e le risorse effettivamente destinate alla scuola. «La scuola sta diventando sempre di più un lusso, e noi studenti non ci stiamo più», ha affermato.
Il sostegno dell’Udu e il prossimo appuntamento
Alla mobilitazione ha partecipato anche l’Unione degli Universitari di Padova. Il coordinatore Marco Nimis ha collegato le rivendicazioni degli studenti a quelle di lavoratori e cittadini, sostenendo la necessità di una mobilitazione comune.
La protesta, nelle intenzioni degli organizzatori, non si fermerà al corteo del 30 ottobre. La Rete ha già annunciato un nuovo appuntamento per il 20 novembre, con uno sciopero che coinvolgerà studenti delle scuole e delle università. L’obiettivo dichiarato resta quello di ottenere una scuola pubblica capace di garantire pari opportunità, senza trasformare l’accesso all’istruzione in una questione economica.