Undici creator attivi nella provincia di Padova sono stati segnalati all’Agenzia delle Entrate. Secondo la Guardia di Finanza, non avrebbero dichiarato oltre 3 milioni di euro di redditi da piattaforme digitali. La cifra riguarda imponibile ricostruito, non imposte già recuperate.
Creator a Padova: i controlli sui redditi delle piattaforme
La Guardia di Finanza ha individuato undici digital content creator nella provincia di Padova ai quali contesta la mancata dichiarazione di redditi per oltre 3 milioni di euro. Lo comunica il Comando provinciale nella nota del 29 ottobre, che riassume l’attività di monitoraggio svolta nell’ultimo anno sul settore dei contenuti digitali.
Secondo la ricostruzione dei finanzieri, le undici persone esercitavano in modo continuativo e abituale un’attività professionale remunerata attraverso piattaforme online, senza dichiararne i relativi proventi. Le posizioni sono state segnalate all’Agenzia delle Entrate per il recupero delle somme dovute e la contestazione delle sanzioni amministrative previste.
Abbonamenti, contenuti e sponsorizzazioni
I ricavi esaminati derivavano principalmente da abbonamenti a pagamento e dalla vendita di contenuti multimediali esclusivi su piattaforme di intrattenimento, comprese quelle riservate a un pubblico adulto. Il comunicato cita inoltre sponsorizzazioni, collaborazioni commerciali e monetizzazione delle visualizzazioni sui principali social network.
L’indagine sui creator a Padova è partita dal monitoraggio online di influencer, blogger e altri autori che producono e diffondono contenuti, costruendo un rapporto con i propri follower. Per le posizioni considerate sconosciute al fisco, i reparti hanno fatto attribuire un numero di partita Iva e ricostruito analiticamente i ricavi riconosciuti dai gestori delle piattaforme, al netto delle commissioni di gestione.
La ricostruzione fiscale e i passaggi successivi
Ai controlli hanno partecipato il Nucleo di polizia economico-finanziaria, il Gruppo di Padova e le Compagnie di Cittadella, Este e Piove di Sacco della Guardia di Finanza. L’attività ha quindi interessato più aree del territorio provinciale, senza che la nota renda note le identità dei contribuenti.
I 3 milioni di euro indicano il reddito imponibile che, secondo i controlli, sarebbe stato sottratto a tassazione: non rappresentano un importo di imposte già incassate dallo Stato. Il comunicato riferisce gli esiti delle verifiche e la segnalazione all’Agenzia delle Entrate; non annuncia sentenze né quantifica separatamente tasse e sanzioni.