I dati Istat fotografano una provincia che invecchia: a Barbona ci sono 377 anziani ogni 100 ragazzi, mentre Villanova di Camposampiero registra il tasso di natalità più alto. Confcommercio avverte: a rischio non c’è soltanto l’equilibrio sociale, ma anche il futuro delle imprese.
Una provincia che invecchia, con sempre meno bambini e un ricambio generazionale che fatica a decollare. È la fotografia che emerge dai dati Istat sui 101 Comuni del Padovano, rilanciati da Confcommercio Padova. Numeri che raccontano una realtà tutt’altro che uniforme, ma che sollevano una questione comune: chi sosterrà il territorio nei prossimi anni?
A Barbona ci sono quasi quattro anziani per ogni ragazzo
Il dato che colpisce maggiormente riguarda l’indice di vecchiaia, aggiornato al 1° gennaio 2025. A Barbona si contano 377,5 residenti con almeno 65 anni ogni 100 ragazzi tra zero e 14 anni. Seguono Merlara, con 341,3, e Villa Estense, con 335,9. Anche Este supera quota 300, mentre il Comune di Padova registra un indice di 254,9.
La situazione cambia in altri centri della provincia. Loreggia si ferma a 126,5, Massanzago a 129,9 e Veggiano a 127,5: sono i valori più bassi tra quelli riportati, pur indicando una popolazione anziana numericamente superiore a quella dei più giovani.
Crisi demografica a Padova: i numeri delle nascite
Il quadro non migliora guardando alle nascite. Nel 2024, secondo i dati Istat, Villanova di Camposampiero è in testa con 9,43 nati ogni mille residenti. Seguono Borgoricco, con 8,74, e Urbana, con 8,42.
All’estremo opposto si trovano Cinto Euganeo, con appena 1,58 nati ogni mille abitanti, e Barbona, con 1,76. Numeri che mostrano differenze importanti anche all’interno dello stesso territorio provinciale. Il tema della natalità si intreccia anche con quello del natalità e sostegno alle famiglie, tra servizi per l’infanzia e possibilità di conciliare lavoro e genitorialità»
«Un problema anche per le imprese»
Per Patrizio Bertin, presidente di Confcommercio Padova, la crisi demografica ha conseguenze che vanno oltre la composizione della popolazione. Le imprese devono fare i conti con una società più anziana, con difficoltà nel reperire personale e con la necessità di adattare l’offerta ai cambiamenti della domanda.
La questione riguarda anche le comunità: scuole che chiudono e strutture per anziani sotto pressione sono segnali di un equilibrio sempre più difficile da mantenere.
La domanda, allora, non è soltanto quanti abitanti avrà il Padovano domani. È se i suoi Comuni riusciranno a offrire ai giovani motivi concreti per restare, mettere su famiglia e costruire qui il proprio futuro.