Defibrillatori nelle scuole e cultura del primo soccorso: a Padova la Fondazione Ometto rilancia il progetto per rendere il Veneto più cardioprotetto.
Una scuola può avere un ruolo importante anche fuori dalle lezioni: diventare un luogo in cui una comunità è più pronta ad affrontare un’emergenza. È su questa idea che la Fondazione Ometto punta con il progetto per diffondere i defibrillatori nelle scuole del Veneto. Il tema è stato al centro del convegno “La salute nasce dalla prevenzione – Veneto Regione cardioprotetta”, ospitato venerdì 23 ottobre alla Camera di Commercio di Padova.
La sala gremita ha accolto rappresentanti delle istituzioni, del mondo economico e della sanità, insieme a diversi studenti. L’incontro ha messo al centro la cardioprotezione, con un confronto dedicato anche alla prevenzione nelle aziende e negli istituti scolastici.
Defibrillatori nelle scuole, perché i primi minuti contano
I numeri richiamati durante l’incontro danno la misura della sfida. Secondo il materiale diffuso dagli organizzatori, in Italia si verificano circa 60mila arresti cardiaci improvvisi extraospedalieri ogni anno. La sopravvivenza indicata è del 9%, ma può salire fino al 50-70% se si interviene nei primi tre-cinque minuti.
Per questo la disponibilità di un defibrillatore può fare la differenza. Il dispositivo, però, è soltanto una parte della risposta: occorre anche sapere come riconoscere un arresto cardiaco e come prestare i primi soccorsi, in attesa dell’arrivo del personale sanitario.
Il progetto della Fondazione Ometto, sviluppato nell’ambito del “Piccolo Principe”, punta proprio a diffondere dispositivi salvavita e formazione. L’obiettivo è costruire una rete di luoghi più preparati a gestire le emergenze, coinvolgendo scuole, imprese e territorio. Anche altri Comuni stanno rafforzando la rete dei dispositivi salvavita, come racconta il progetto con nove nuove postazioni di defibrillatori a Trebaseleghe
Imprese e donazioni per una rete più sicura
La Fondazione invita a sostenere la campagna “Defibrillatori nelle scuole del Veneto” attraverso la piattaforma Produzioni dal Basso. La raccolta punta a coinvolgere cittadini e realtà economiche, chiamati a contribuire alla diffusione dei dispositivi.
Nel modello promosso dalla Fondazione, la prevenzione non riguarda soltanto il singolo edificio. Le imprese possono dotarsi di defibrillatori e sostenere la donazione di altri dispositivi a scuole e comunità locali, affiancando l’installazione alla formazione del personale.
In chiusura, la presidente Valentina Ometto ha ricondotto l’iniziativa al Progetto Piccolo Principe, nato per rendere città e aziende cardioprotette. Ora l’attenzione si concentra anche sulle scuole: luoghi frequentati ogni giorno da studenti, insegnanti e famiglie.