L’identità alias potrebbe estendersi agli enti partecipati del Comune di Padova. L’assessora Margherita Cera ha inviato una lettera ai responsabili, invitandoli a valutare procedure simili a quelle già adottate dal municipio. La proposta riguarda il riconoscimento del nome scelto sul lavoro, nel rispetto della riservatezza.
Identità alias, la proposta agli enti partecipati
Il Comune di Padova invita gli enti partecipati a valutare l’adozione di strumenti per l’identità alias del personale. La novità è l’invio di una lettera dell’assessora alle Risorse umane Margherita Cera a presidenti, amministratori, direttori e responsabili delle organizzazioni collegate al municipio. La richiesta è di esaminare il regolamento comunale e considerare misure analoghe, adattate a ciascun ente.
La lettera è riferita da Il Mattino di Padova nell’articolo del 2 ottobre. L’invito non equivale all’adozione automatica della misura da parte delle partecipate: spetta a ogni organizzazione valutare se e come applicarla.
Come funziona nel Comune
Il Comune spiega nel comunicato sul regolamento che il personale interessato può chiedere un’identità elettiva. Dopo un accordo di riservatezza, il nome scelto può comparire su badge, account di posta, targhette ed elenchi interni. Per sottoscrivere atti e provvedimenti con valore esterno resta invece necessario il nome anagrafico.
Il regolamento era stato approvato nel 2024. La proposta di oggi apre una fase ulteriore: portare la pratica anche negli ambienti di lavoro degli enti partecipati. Secondo il quotidiano, il Comune ha trasmesso loro anche la propria Carta dei Valori, elaborata con il coinvolgimento di amministratori, dirigenti e dipendenti.
Le posizioni dell’amministrazione
Cera presenta l’iniziativa come una scelta di inclusione e tutela del benessere sul lavoro. A suo giudizio la pubblica amministrazione dovrebbe dare l’esempio nel rispetto delle differenze e nella prevenzione delle discriminazioni. La consigliera comunale Etta Andreella, promotrice del regolamento, ritiene importante che il riconoscimento delle persone riguardi anche lavoro, studio e luoghi di aggregazione. Si tratta di valutazioni attribuite alle due amministratrici, non di decisioni già assunte dalle singole società.
Il Comitato unico di garanzia della Regione Veneto, riferisce ancora Il Mattino, ha riconosciuto il regolamento padovano come buona pratica e lo ha invitato a un convegno lo scorso maggio. Resta da verificare quali enti accoglieranno l’invito e con quali tempi. Nel quadro delle iniziative cittadine per l’inclusione, il Comune ha inoltre firmato un accordo per ampliare l’accesso ai musei universitari.