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Il volontariato universitario diventa un titolo spendibile nel cv: da gennaio al via il Civic engagement badge

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(Adnkronos) – Prende il via da gennaio il Civic engagement badge, il nuovo riconoscimento digitale promosso da Andisu su proposta di Erasmus student network (Esn) Italia, realizzato con il supporto tecnico di Cineca e gli auspici del Ministero dell’Università e della Ricerca. Il badge certificherà il tempo dedicato dagli studenti universitari al volontariato presso le associazioni dei rispettivi atenei e le competenze apprese e assimilate. “Oggi – dichiara Emilio Di Marzio, presidente di Andisu – uno studente che dedica tempo, energie e competenze a un’associazione universitaria non dispone di uno strumento che riconosca e certifichi formalmente questo percorso. Il Civic engagement badge nasce per colmare questo vuoto: vogliamo incentivare la partecipazione e il volontariato studentesco, dando valore e visibilità a un impegno che troppo spesso resta invisibile. Il badge consentirà di rendere questa esperienza riconoscibile e spendibile anche al di fuori dell’università, dal curriculum alle piattaforme professionali come LinkedIn, fino all’ingresso nel mondo del lavoro”. 

“Ma c’è – avverte – un aspetto ancora più importante: l’impegno associativo è anche un luogo nel quale si acquisiscono e si mettono concretamente alla prova competenze trasversali sempre più richieste in ambito professionale, dalla capacità di lavorare in gruppo al coordinamento di progetti, dal problem solving alla gestione delle relazioni. Con questo strumento vogliamo riconoscere non soltanto il tempo che uno studente dedica agli altri e alla propria comunità universitaria, ma anche il patrimonio di competenze che costruisce attraverso quell’esperienza”. 

A illustrare la struttura del riconoscimento è Daniele Maoddi, delegato Andisu per il progetto: “Abbiamo previsto due tipologie di badge, pensate per due percorsi diversi. Il badge Leadership è destinato a chi ha svolto funzioni di coordinamento all’interno di un progetto; il badge Volunteering riconosce invece l’attività di volontariato svolta senza ruoli di coordinamento. Entrambi porteranno il logo Andisu e, auspicabilmente, il logo del Ministero dell’Università, formalmente richiesto e che contiamo di veder deliberato nelle prossime settimane”. Sull’origine dell’iniziativa interviene Matilde Quaglia, presidente di ESN Italia: “L’idea nasce da una nostra proposta, con l’obiettivo di dare finalmente un riconoscimento formale a un impegno che gli studenti mettono in campo ogni giorno nelle nostre università. Grazie ad Andisu e al coinvolgimento del Ministero, abbiamo lavorato per costruire uno strumento semplice ma solido: lo studente “volontario” riceverà il badge direttamente sulla sua casella e-mail e potrà spenderlo su scala nazionale”. 

 

“Il Civic engagement badge colma un vuoto reale: chi fa attivismo universitario sa quanto tempo ed energie richieda l’impegno associativo, e finora tutto questo restava invisibile su un curriculum”, commenta all’Adnkronos/Labitalia Fausto Desiderio, presidente Ufe (Universitari Federalisti Europei)
Sapienza. “Va dato atto a Esn – sottolinea – con cui condividiamo la rete Europa porta Europa, di aver avuto l’intuizione e di averla portata avanti fino in fondo: non capita spesso che una proposta nata dagli studenti diventi uno strumento riconosciuto dagli enti e dal Ministero, e questo è già un risultato importante per tutto l’associazionismo universitario. Da federalisti ci permettiamo di aggiungere un auspicio, nello spirito di chi tifa perché l’iniziativa cresca: l’Unione ha già le credenziali digitali europee per l’apprendimento, che certificano anche il volontariato, finiscono nel portafoglio Europass dello studente e, grazie al sigillo elettronico qualificato, sono verificabili come autentiche in tutti e ventisette gli Stati membri senza passaggi ulteriori”. 

“Sarebbe bello – afferma – che lo studente che fa volontariato a Roma e poi parte in Erasmus per Lipsia potesse spendere il proprio badge anche lì. E’ una strada che ci sentiamo di suggerire ad Andisu e al Ministero, magari costruendo il badge su standard aperti fin d’ora, così da tenere la porta aperta: il volontariato universitario è già una scuola di cittadinanza europea, e ci piacerebbe vederlo crescere in una cornice altrettanto europea”. 

 

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