Quando un incendio colpisce un’azienda, il primo pensiero va inevitabilmente alle persone e alla loro sicurezza. Subito dopo arrivano le conseguenze sull’attività: macchinari danneggiati, locali inutilizzabili, materiali distrutti e, in alcuni casi, una sospensione della produzione che può durare giorni o settimane. Gli episodi di cronaca mostrano quanto rapidamente una situazione di emergenza possa trasformarsi in un problema economico e organizzativo per un’impresa. Per questa ragione la prevenzione incendi occupa un ruolo importante nella gestione della sicurezza sul lavoro e richiama attenzione crescente da parte delle aziende, in un momento in cui il quadro normativo è stato aggiornato.
Incendio in azienda: i danni vanno oltre le fiamme
Quando l’emergenza blocca l’attività
Le conseguenze di un incendio sono molto diverse in base alle caratteristiche dell’azienda e degli ambienti coinvolti. Un principio di incendio rapidamente controllato può limitare i danni, mentre un rogo più esteso può compromettere strutture, impianti, attrezzature e scorte.
A questi effetti facilmente riscontrabili, si aggiungono gli effetti indiretti. Se gli spazi di lavoro diventano temporaneamente inagibili, l’impresa può trovarsi costretta a interrompere la propria attività, riorganizzare il personale o individuare soluzioni provvisorie per continuare a lavorare.
La ripresa può quindi richiedere tempo e comportare costi che vanno ben oltre quelli necessari per sostituire ciò che è stato materialmente danneggiato.
Il rischio cambia in base al tipo di impresa
Un’attività produttiva, un magazzino, un’officina o un ufficio presentano caratteristiche differenti e, di conseguenza, anche il rischio incendio deve essere valutato considerando la situazione.
A incidere sulla sicurezza antincendio sono la tipologia di lavorazione, la presenza di materiali combustibili, le caratteristiche degli impianti, la disposizione degli ambienti e il numero di persone presenti. Anche eventuali modifiche apportate nel tempo ai locali o all’organizzazione dell’attività possono rendere necessaria una nuova valutazione.
La prevenzione incendi richiede un aggiornamento costante
Un quadro di regole che negli anni è cambiato
Per le imprese, uno degli aspetti più impegnativi riguarda l’aggiornamento rispetto alla normativa. La disciplina della sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro ha infatti attraversato diversi cambiamenti negli ultimi anni, ed è buona pratica verificare se le procedure adottate siano ancora adeguate.
Tra i riferimenti più recenti ci sono il Decreto Ministeriale 2 settembre 2021, dedicato alla gestione della sicurezza antincendio in esercizio e in emergenza, e il Decreto Ministeriale 3 settembre 2021, che stabilisce i criteri generali per la progettazione, la realizzazione e l’esercizio della sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro. I due provvedimenti hanno contribuito a ridefinire il quadro precedentemente basato sul DM 10 marzo 1998.
Non basta conoscere la norma: bisogna capire come applicarla
La difficoltà non riguarda soltanto la quantità di disposizioni da conoscere. Ogni azienda deve tradurre le indicazioni normative nella propria organizzazione, tenendo conto dei rischi effettivamente presenti.
La valutazione del rischio, la gestione delle emergenze, la formazione degli addetti e la disponibilità di attrezzature adeguate devono essere coerenti con l’attività svolta. Anche la manutenzione e i controlli nel tempo hanno un ruolo indispensabile.
Per una piccola o media impresa seguire direttamente ogni aspetto tecnico e normativo può essere complicato. Esistono però professionisti specializzati in antincendio e antinfortunistica con cui analizzare la situazione dell’attività, individuare eventuali criticità e verificare quali interventi siano necessari.
Controlli pianificati e formazione: la prevenzione avviene tutti i giorni
Manutenzione e controlli non devono essere trascurati
La gestione della sicurezza richiede il mantenimento in efficienza delle attrezzature e dei sistemi destinati alla prevenzione e alla gestione degli incendi.
Controlli e manutenzione devono essere inseriti nella normale organizzazione dell’azienda, così da evitare che un’attrezzatura risulti inutilizzabile proprio nel momento in cui dovrebbe essere impiegata.
Come ricordano i consulenti antincendio di NOVA Fire, la sorveglianza effettuata dal personale interno, per verificare il buono stato dei dispositivi antincendio, va eseguita 1 volta al mese, mentre il controllo svolto da tecnici qualificati ha una frequenza consigliata di 6 mesi.
Gli addetti devono sapere come comportarsi
In caso di emergenza, anche le procedure più accurate e i dispositivi più efficaci dipendono dalla capacità delle persone di applicarle correttamente. La formazione degli addetti antincendio serve proprio a fornire le conoscenze necessarie per intervenire secondo quanto previsto dall’organizzazione aziendale e per gestire le prime fasi dell’emergenza.
Sapere come dare l’allarme, quali comportamenti adottare e come seguire le procedure stabilite fa la differenza quando ogni minuto conta.
Prevenire significa intervenire prima dell’emergenza
La sicurezza antincendio nelle aziende richiede quindi un’attenzione che parte dalla valutazione dei rischi e prosegue con formazione, organizzazione, manutenzione.
L’obiettivo della prevenzione è intervenire prima che si verifichi un’emergenza, riducendo la possibilità che un principio di incendio possa trasformarsi in un evento capace di mettere a rischio lavoratori, strutture e continuità dell’attività.
Per le imprese è necessario integrare la sicurezza nella gestione ordinaria – eventualmente confrontandosi con consulenti specializzati nelle pratiche e forniture antincendio – anziché occuparsene soltanto quando le conseguenze di un incendio sono già diventate concrete.