(Adnkronos) – Cresce l’allarme negli Stati Uniti per possibili attacchi dell’Iran contro diplomatici e funzionari americani: secondo il New York Times, Teheran sarebbe in una “fase avanzata” della pianificazione di eventuali operazioni contro obiettivi statunitensi, considerati “legittimi” dopo le operazioni militari dei mesi scorsi di Usa e Israele. Intanto, secondo il Wall Street Journal, Donald Trump starebbe valutando la ripresa di attacchi militari su larga scala dopo le elezioni di midterm del 3 novembre. Il Pentagono avrebbe già elaborato diverse opzioni operative, mentre gli Stati Uniti rafforzano la propria presenza militare nella regione.
Secondo quanto scrive il Nyt, gli iraniani sembrano convinti che Israele e Stati Uniti si stiano preparando al terzo grande attacco su vasta scala contro la Repubblica islamica in 16 mesi e cita due fonti iraniane – tra le quali un ufficiale dei Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran – secondo cui tra gli obiettivi possibili di Teheran ci sarebbero effettivamente diplomatici e personale americano.
Osservazioni sulla portata delle capacità iraniane a parte, il conflitto in Medio Oriente, è la sintesi del giornale, è entrato in una nuova fase in cui una serie di fattori, dalle elezioni in Israele e negli Usa alla possibilità che le parti cerchino pretesti per l’azione, creano livelli di tensione e rischio sempre più elevati.
Funzionari Usa, rilancia il Nyt, affermano di essere concentrati su elementi delle informazioni di intelligence più recenti secondo cui gli iraniani potrebbero tentare di uccidere ambasciatori americani in Medio Oriente e funzionari americani in territorio Usa, quello che il quotidiano sottolinea essere un vecchio obiettivo dell’unità 840, unità d’élite iraniana, ricordando come “la storia insegni che le ambizioni dell’Iran sono spesso superiori alle sue capacità”.
Fonti americane e alleati europei, evidenzia ancora il giornale, hanno sottolineato come le notizie di intelligence su possibili attacchi siano aumentate dopo i fatti nel Regno Unito, dopo l’allarme nella base Raf Fairford usata dalle forze Usa. E le fonti citate hanno precisato che le informazioni di intelligence valutate da ufficiali di alto livello includono la pianificazione da parte dell’Iran di un’eventuale risposta a possibili operazioni di Usa o Israele. In questo contesto, stando a una fonte, ci sarebbero prove che gli iraniani abbiano agenti negli Usa “che non sono semplicemente cittadini iraniani”.
Il presidente americano, Donald Trump, è sempre più orientato a riprendere operazioni militari su larga scala contro l’Iran dopo le elezioni di midterm in programma il 3 novembre, anche se non è stata ancora presa una decisione definitiva. Lo riferisce il Wall Street Journal, citando funzionari statunitensi secondo i quali l’amministrazione Trump si sta preparando a una possibile nuova ondata di attacchi contro Teheran. Il presidente è già stato informato di una serie di opzioni elaborate dal Pentagono, che spaziano dai bombardamenti contro impianti nucleari e infrastrutture, tra cui ponti, fino ad assalti contro isole controllate dall’Iran.
“Potremmo fare un’altra piccola ‘Epic Fury'”, ha dichiarato Trump durante un comizio in Florida, facendo riferimento al nome dell’operazione militare americana contro la Repubblica islamica. Secondo i critici, tuttavia, una nuova serie di attacchi difficilmente costringerebbe Teheran a rinunciare al proprio programma nucleare, rischiando invece di provocare un ulteriore aumento dei prezzi globali dell’energia.
Intanto, gli Stati Uniti hanno rafforzato la propria presenza militare nella regione: due gruppi d’attacco di portaerei si trovano attualmente in Medio Oriente, mentre un terzo è in arrivo dal Pacifico.
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