Opere artistiche e letterarie raccolte in diversi Paesi raccontano l’esperienza del maladaptive daydreaming. La mostra inaugura il 16 ottobre alle 16 alla Cittadella dello Studente dell’Università di Padova, per poi trasferirsi al Liviano. Il progetto nasce dalla collaborazione tra associazione e ricerca.
Maladaptive daydreaming, le esperienze diventano mostra
Raccontare attraverso l’arte un’immaginazione così intensa da interferire, nelle testimonianze di chi la vive, con la vita quotidiana. È il punto di partenza di “Le forme del Maladaptive Daydreaming”, la mostra che inaugura venerdì 16 ottobre alle 16 alla Cittadella dello Studente della Scuola di Psicologia dell’Università di Padova.
L’iniziativa è organizzata dall’associazione APS Maladaptive Daydreaming Italia insieme al Dipartimento di Psicologia dello sviluppo e della socializzazione. L’ateneo offre sostegno economico e logistico a un percorso che mette in dialogo testimonianze personali, espressione creativa e ricerca.
Il comunicato presenta lavori artistici e letterari realizzati da persone di diversi Paesi. Al centro non c’è una rappresentazione unica dell’esperienza, ma la possibilità di renderne visibili forme e vissuti attraverso linguaggi differenti. Gli organizzatori descrivono il progetto come la prima mostra al mondo dedicata al tema; si tratta di una qualificazione proposta dall’associazione.
Da Psicologia al Liviano
La prima sede sarà la Cittadella dello Studente, dove l’esposizione resterà visitabile nei giorni feriali della prima settimana. Successivamente il percorso si trasferirà al Liviano, in piazza Capitaniato. L’accesso alla mostra è gratuito durante gli orari di apertura delle sedi universitarie.
La locandina indica la Sala AMU per l’appuntamento inaugurale, che comprenderà la presentazione dell’esposizione e una breve introduzione al tema. È prevista anche un’occasione conviviale; l’associazione invita a confermare la presenza attraverso il proprio sito.
Il progetto coinvolge la presidente dell’associazione Valeria Franco, la vicepresidente Sara Spisto, la professoressa Silvia Salcuni e la ricercatrice Elisa Mancinelli. La collaborazione intende dare spazio diretto alle persone che raccontano queste esperienze, affiancandole al lavoro accademico.
La mostra propone un’occasione pubblica di ascolto e conoscenza, rivolta anche a chi incontra per la prima volta il tema. Il successivo passaggio al Liviano allargherà il percorso dalla sede di Psicologia a uno spazio universitario nel centro cittadino.