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Venezia, il Museo Correr ripensa due sale: la casa del collezionista e i simboli della Serenissima

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Il Museo Correr prepara un nuovo percorso al primo piano. Il Comité Français pour la Sauvegarde de Venise sostiene due delle diciassette sale, dedicate alla casa di Teodoro Correr e alla Venezia Stato-città. Il progetto comprende restauri, nuovi apparati e maggiore attenzione all’accessibilità.

Museo Correr Venezia

La casa del collezionista e i simboli della Serenissima saranno due dei nuclei del nuovo percorso del Museo Correr di Venezia. La Fondazione Musei Civici annuncia la riprogettazione del primo piano e il sostegno del Comité Français pour la Sauvegarde de Venise alle sale 7 e 9, due delle diciassette previste.

L’impegno è stato rinnovato durante la cena per i sessant’anni del Comité, tenuta l’8 ottobre all’Istituto Italiano di Cultura a Parigi. Per il pubblico, la notizia riguarda soprattutto il modo in cui il museo tornerà a raccontare la storia della città attraverso oggetti, dipinti e ambienti.

Dentro la casa di Teodoro Correr

La sala 7 ricostruirà la dimensione domestica del collezionista. Una riproduzione in grande formato del disegno di Lazzari mostrerà l’ambientazione originaria della casa; di fronte saranno esposti oggetti rappresentati nell’immagine e ancora conservati nelle raccolte.

Il percorso accosterà dipinti riconoscibili nel disegno, fra cui il Ritratto del doge Andrea Contarini, ad arredi dell’epoca. Un facsimile delle Due dame veneziane di Vittore Carpaccio ne richiamerà la presenza storica nella sala. Gli apparati saranno multilingue e le opere interessate da interventi di conservazione.

La Serenissima e l’eredità di Carlo Scarpa

La sala 9 aprirà la sezione dedicata a Venezia come Stato-città. I ritratti seicenteschi dei Procuratori di San Marco dialogheranno con gli abiti cerimoniali; dipinti di Bastiani, Bellini e Carpaccio, insieme alla Processione ducale di Cesare Vecellio, formeranno i nuclei del racconto.

Lo Studio Guicciardini Magni reinterpreta l’allestimento di Carlo Scarpa del 1952-53. La nota prevede il recupero delle custodie originali restaurate per gli abiti storici, affiancate da nuovi arredi.

Il progetto complessivo comprende interventi architettonici, restauri, adeguamento degli impianti e dell’illuminazione, strumenti museografici e attenzione all’accessibilità. Segue la riapertura delle Sale Reali del 2022. Il comunicato non indica una data di apertura del nuovo percorso né un importo del sostegno: le sale descritte rappresentano il progetto annunciato, senza poterle presentare come già riallestite e visitabili.

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