Olivicoltura euganea al centro dell’incontro del 27 settembre a Valnogaredo: esperti, produttori e istituzioni discutono la stagione 2026, il nuovo Osservatorio regionale e le prospettive della filiera. Nei Colli Euganei la qualità potenziale dell’olio resta alta nonostante il deficit idrico.
Olivicoltura euganea tra clima e futuro
Domenica 27 settembre il Frantoio di Valnogaredo, nel territorio di Cinto Euganeo, ospita dalle 15.30 un incontro tecnico-divulgativo dedicato al futuro della produzione di olio nei Colli Euganei e in Veneto. L’iniziativa è promossa dal Biodistretto dei Colli Euganei e dal frantoio, con il patrocinio della Provincia di Padova.
Secondo il comunicato della Provincia di Padova sull’appuntamento di Valnogaredo, parteciperanno esperti, produttori, istituzioni e cittadini. Tra gli enti coinvolti figurano Regione Veneto, Comune di Cinto Euganeo, Parco dei Colli Euganei, Aipo e Destinazione Turistica Terme e Colli Euganei.
La stagione 2026
Il confronto analizzerà gli effetti dell’andamento climatico sulla campagna olivicola. Temperature elevate e persistenti, insieme a precipitazioni estive non sufficienti a colmare il deficit idrico, hanno creato condizioni impegnative. La varietà dei microclimi e la morfologia dei Colli, tuttavia, avrebbero limitato i danni fisiologici.
La sanità delle olive viene descritta come buona e la qualità potenziale degli oli elevata. La produzione dovrebbe inoltre superare quella del 2025. Nel Padovano circa 400 aziende agricole mantengono una filiera legata alle varietà autoctone, al paesaggio e alla qualità del prodotto.
Il nuovo Osservatorio regionale
Durante l’incontro sarà presentato anche l’Osservatorio Olivicolo Veneto, istituito dalla legge regionale del primo luglio 2026. Dovrà costruire una banca dati del patrimonio olivicolo, mappare superfici e appezzamenti e monitorare condizioni fitosanitarie, nutrizione delle piante e rese.
In Veneto si contano circa 5.000 ettari di oliveti, 950.000 piante e oltre 4.100 produttori. Negli ultimi dieci anni, però, le aziende attive sono diminuite del 39,4 per cento. L’Osservatorio dovrà sostenere anche il recupero degli oliveti abbandonati, la formazione tecnica e l’oleoturismo.
Il presidente provinciale Daniele Canella ha indicato innovazione e sostenibilità come priorità per rendere la filiera più competitiva. Il tema si collega al dialogo avviato dalla Provincia con le imprese e le istituzioni economiche padovane, con l’obiettivo di trasformare dati e collaborazione in sostegno concreto alle aziende agricole.