Padova candidata a Capitale italiana dell’arte contemporanea 2028 con il dossier “Ancora imparo. Esercizi di dissidenza”. Il progetto, presentato al Ministero della Cultura, punta a valorizzare la città come laboratorio europeo tra arte, ricerca, università, quartieri e rigenerazione urbana. Al centro anche la direzione artistica con Maurizio Cattelan, Marta Papini e Myriam Ben Salah.
Padova candidata a Capitale italiana dell’arte contemporanea
Padova prova a trasformare la propria identità culturale in una candidatura nazionale. La città ha presentato al Ministero della Cultura il dossier per diventare Capitale italiana dell’arte contemporanea 2028, riconoscimento istituito dal decreto ministeriale n. 117 del marzo 2024. La prima città insignita del titolo è Gibellina per il 2026, mentre Alba è stata designata per il 2027.
Il progetto padovano si intitola “Ancora imparo. Esercizi di dissidenza” e viene illustrato nel dettaglio dalla pagina dedicata di Padova Cultura sulla candidatura a Capitale italiana dell’arte contemporanea 2028. L’obiettivo non è presentare Padova solo come città d’arte, universitaria e scientifica, ma come laboratorio in cui arte contemporanea, ricerca, innovazione, formazione e spazio pubblico possano dialogare.
Un progetto tra cultura, università e sistema economico
Alla regia del Comune di Padova si affiancano il patrocinio della Regione Veneto, la collaborazione strategica dell’Università di Padova, della Diocesi e delle fondazioni Alberto Peruzzo, Chiara e Francesco Carraro e Bano. Il dossier richiama anche il coinvolgimento del terzo settore, delle associazioni, delle cooperative e del mondo economico, produttivo e turistico.
È questo l’aspetto più interessante per Padova24Ore: la candidatura non riguarda soltanto eventi e mostre, ma anche politiche urbane, attrattività, turismo culturale, formazione e nuove economie creative. Il bando ministeriale prevede infatti che le città candidate indichino progetto culturale, modello di governance, sostenibilità economico-finanziaria, interventi sugli spazi e indicatori di risultato. Alla città vincitrice sarà attribuito un contributo di 1 milione di euro, come indicato nel bando della Capitale italiana dell’arte contemporanea 2028.
Cattelan, il Comitato scientifico e la rete degli spazi
La direzione artistica del progetto coinvolge Maurizio Cattelan, Marta Papini e Myriam Ben Salah. Il Comitato scientifico comprende Cecilia Alemani, il cardinale José Tolentino de Mendonça, la rettrice Daniela Mapelli e Renzo Piano.
Il dossier guarda anche alla città fisica. Padova 2028 punta su una rete di spazi distribuiti tra centro e quartieri, con oltre 20 mila metri quadrati di nuove infrastrutture culturali dedicate all’arte contemporanea, alla formazione e alla partecipazione. Tra i luoghi citati figurano Palazzo della Ragione, Orto Botanico, Castello Carrarese, Musei Eremitani, Palazzo Lanza, Palazzo Zabarella, ex Cinema Altino, San Carlo Center DU30, Palazzo Configliachi, Laboratorio di Quartiere all’Arcella e Villa Breda a Ponte di Brenta.
La candidatura sarà valutata secondo il percorso previsto dal Ministero: entro il 15 settembre 2026 saranno selezionate al massimo cinque città finaliste, con audizione pubblica entro il 15 ottobre e proposta finale al Ministro entro il 30 ottobre.
Per Padova, quindi, la candidatura è già una notizia culturale. Ma può diventare anche una domanda politica ed economica: se il titolo non arrivasse, cosa resterà comunque di questa rete di progetti, spazi e alleanze costruita attorno al contemporaneo
