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Padova, sciopero Kone di due ore: la Fiom contesta il nuovo software per gli interventi

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Tecnici del Veneto e del Friuli-Venezia Giulia al presidio davanti alla sede Kone di Padova. Dopo il confronto in Assolombarda, la Fiom denuncia difficoltà nella gestione degli interventi e chiede modifiche al sistema in sperimentazione da sei mesi.

Sciopero Kone Padova: tecnici del Nordest al presidio

Due ore di sciopero e un presidio davanti alla sede Kone di Padova hanno riunito mercoledì 21 ottobre i tecnici della manutenzione e dell’assistenza di ascensori, montascale e scale mobili provenienti dal Veneto e dal Friuli-Venezia Giulia. A promuovere la mobilitazione sono state la rappresentanza sindacale unitaria e la Fiom Cgil di Padova, che ne dà notizia in un comunicato.

Al centro della vertenza c’è il nuovo sistema operativo per la gestione degli interventi, in sperimentazione da sei mesi. Il sindacato giudica insoddisfacente il tavolo tecnico tenuto martedì 20 ottobre in Assolombarda e sostiene che le difficoltà segnalate continuino a pesare sull’organizzazione del lavoro.

Le criticità segnalate dalla rappresentanza sindacale

Secondo la ricostruzione della Fiom, la Rsu ha individuato insieme al sindacato 59 punti critici del software. L’azienda ne avrebbe affrontati 33, ma gli interventi vengono giudicati dalla rappresentanza dei lavoratori soluzioni provvisorie, insufficienti a risolvere i problemi alla radice.

Sono valutazioni e numeri riportati dal sindacato, che denuncia ricadute sulla vita lavorativa e privata dei dipendenti e sulla qualità del servizio. La nota non contiene una replica della società alle contestazioni. Non fornisce inoltre dati numerici sull’adesione allo sciopero o sulle presenze al presidio.

Battisti chiede un confronto con risultati concreti

Francesca Battisti, della segreteria della Fiom di Padova, ha espresso a sciopero concluso, d’intesa con la Rsu, soddisfazione per la partecipazione alla protesta. La sindacalista sottolinea la difficoltà di riunire lavoratori che operano ogni giorno in un’area molto estesa del Nordest e chiede alla direzione modifiche concrete al sistema.

La richiesta riguarda dunque l’esito del confronto già avviato: per la Fiom, il tavolo deve tradursi in interventi capaci di superare le criticità denunciate. Durante le due ore di astensione, riferisce ancora il comunicato, sono stati assicurati esclusivamente i servizi minimi essenziali previsti dagli accordi aziendali.

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