A Montegrotto sette pastifici si sono confrontati fra ricette tradizionali e innovazione. CNA Padova e Rovigo segnala rincari delle materie prime e prevede per il 2026 fatturati stabili, ma margini in diminuzione. Al banco gli aumenti riferiti dai laboratori vanno da zero al 10% su alcuni prodotti elaborati.
Pastai Padova Rovigo
Uova e carne più care del 30%, formaggi del 20% rispetto a settembre 2025: sono gli aumenti riferiti dai pastai nel comunicato di CNA Padova e Rovigo. La categoria prevede per il 2026 un fatturato sostanzialmente stabile, dopo tre anni di crescita, accompagnato però da una contrazione dei margini.
Si tratta delle valutazioni e dei rincari riportati dall’associazione, non di bilanci annuali già chiusi. Il quadro emerge in occasione della prima edizione di “Mani in pasta: l’arte dei pastai artigiani”, che ha riunito sette pastifici l’8 ottobre alla Trattoria da Nicola di Montegrotto Terme.
I rincari non passano tutti al banco
Secondo la nota, gli aumenti dei prezzi al pubblico cambiano molto da laboratorio a laboratorio: alcuni non hanno ritoccato il listino, altri arrivano al 10% per preparazioni particolarmente elaborate e più esposte al costo degli ingredienti.
La previsione di stabilità dei ricavi resta legata anche all’andamento delle vendite natalizie. Il problema indicato dai produttori è quindi la distanza fra materie prime in crescita e prezzi finali aumentati solo in parte.
La serata di Montegrotto ha affiancato il confronto economico alla presentazione delle tecniche di lavorazione e dei prodotti, davanti a colleghi, amministratori locali e operatori del settore.
Fra tortellini classici e ricerca di nuovi sapori
Claudio Condomitti, titolare del Pastificio Orso all’Arcella e componente del direttivo degli Alimentaristi CNA, racconta una domanda ancora legata a tortellini e ravioli ricotta e spinaci, ma sempre più attenta ai ripieni stagionali.
Con l’autunno tornano zucca, radicchio e salsiccia. La sperimentazione comprende anche gnocchi di patate al Campari con ripieno di olive, pensati per l’aperitivo.
Dal Tortellaio Matto di Boara Pisani, Sara e Samuele Frigato riferiscono lo stesso interesse per stagionalità e qualità. Entrambi i laboratori segnalano richieste alimentari più specifiche: per produzioni senza glutine, spiegano, servono strutture dedicate. È un’esigenza organizzativa che può richiedere investimenti ulteriori, mentre i piccoli produttori cercano di difendere margini e identità artigiana.