Per la piscina comunale incompiuta di Selvazzano, la Giunta avvia l’iter per estinguere parte di un mutuo con risorse rimaste inutilizzate. La decisione spetta al Consiglio. Il Comune prevede rate più leggere dal 2027 e lascia aperte le ipotesi di un progetto ridotto o del coinvolgimento di privati.
Piscina comunale, la proposta sui mutui
Ridurre il debito della piscina comunale senza chiudere le possibilità di un progetto diverso. È l’indirizzo annunciato dalla Giunta di Selvazzano Dentro nel comunicato del 6 novembre: l’atto approvato il 4 novembre avvia l’iter per l’estinzione parziale di uno dei due mutui dell’opera incompiuta. La decisione dovrà essere assunta dal Consiglio comunale.
Secondo la ricostruzione dell’amministrazione, i due finanziamenti, contratti fra dicembre 2015 e febbraio 2016 con l’Istituto per il Credito Sportivo, ammontavano complessivamente a otto milioni di euro, con durata di 25 anni. Il capitale ancora da restituire sarebbe di circa 5,4 milioni. Le rate vengono regolarmente pagate e valgono insieme circa 465mila euro l’anno.
Risorse inutilizzate e risparmi previsti
Il Comune indica in circa 3,7 milioni le somme dei mutui rimaste accantonate dopo l’interruzione dei lavori, fermi da oltre quattro anni. La proposta è utilizzarle per ridurre l’indebitamento. Se il Consiglio approverà l’operazione, l’amministrazione prevede dal 2027 una rata annua complessiva di circa 140mila euro, contro gli attuali 465mila: oltre 300mila euro annui liberati per il bilancio. Si tratta di una previsione legata all’approvazione, non di un risparmio già conseguito.
Il futuro dell’impianto
La Giunta considera non sostenibile il progetto originario. Nella nota richiama il documento sulle alternative progettuali, il DOCFAP, che secondo il Comune porta il quadro economico complessivo da 10,9 a 15,8 milioni e stima un disavanzo gestionale di almeno 100mila euro l’anno. Sono valutazioni riportate dall’amministrazione, non un bilancio consuntivo dell’impianto.
Restano possibili il ridimensionamento del progetto e il coinvolgimento di operatori privati. L’assessore Andrea Chiodi lega la riduzione del debito alla ricerca di soluzioni sostenibili; il sindaco Claudio Piron richiama la necessità di preservare risorse per servizi e manutenzioni.
Il Comune precisa inoltre che non saranno utilizzate, per questa operazione, le somme incassate nel contenzioso con l’ex appaltatore e il garante: riferisce che il giudizio prosegue in appello. La sorte dei manufatti già costruiti resta aperta.
