Il referendum Atesia si chiude con la vittoria del sì a Granze e Sant’Elena, secondo il commento diffuso dalla Provincia. Canella indica servizi, personale e risorse come priorità del progetto di fusione: benefici attesi, da tradurre nei successivi passaggi amministrativi.
Referendum Atesia, Canella guarda alla gestione dei servizi
Il sì alla fusione fra Granze e Sant’Elena apre, secondo Daniele Canella, una nuova prospettiva per la Bassa Padovana. Il presidente della Provincia di Padova interviene sull’esito del referendum regionale consultivo del 25 e 26 ottobre, sostenendo che l’aggregazione possa aiutare i due territori ad affrontare difficoltà amministrative, economiche e demografiche comuni.
Il comunicato provinciale annuncia la vittoria del sì, senza riportare percentuali, voti o affluenza. La consultazione riguarda il progetto di nuovo Comune denominato Atesia: il risultato del voto e le aspettative sui servizi restano distinti dalla realizzazione della fusione e dai suoi successivi passaggi.
Personale e capacità amministrativa
Per Canella, la frammentazione dei piccoli Comuni rende più difficile reperire personale e sostenere le attività degli uffici. A questa pressione si aggiungono il calo della popolazione e le conseguenze sulle entrate. Mettere insieme risorse e professionalità, nella lettura del presidente, può rafforzare la capacità di programmare gli interventi e dare risposte ai cittadini.
Scuole, servizi comunali, viabilità, tutela dell’ambiente e sviluppo del territorio sono gli ambiti richiamati nella nota. Si tratta delle priorità indicate da Canella per il progetto, non di miglioramenti già conseguiti dopo il referendum Atesia. L’obiettivo dichiarato è ampliare le opportunità mantenendo l’attenzione alle esigenze delle comunità coinvolte.
Il percorso dopo il voto
Il presidente considera la nascita di Atesia un punto di partenza e insiste sulla necessità di trasformare la scelta in una prospettiva di sviluppo per la Bassa Padovana. La nota non specifica un calendario di attuazione né nuovi stanziamenti collegati all’esito della consultazione.
Alla vigilia del voto, anche Confapi Padova aveva sostenuto l’aggregazione fra i due Comuni, collegandola alla disponibilità di personale tecnico e alla programmazione dei servizi. Il commento di Canella riporta ora questi temi al centro del confronto successivo al referendum.