Il team di Neurorobotics dello IAS-Lab dell’Università di Padova ha conquistato il primo posto alla Cortical Peaks Challenge 2026 di Graz. Il sistema ha trasformato in tempo reale i segnali cerebrali in comandi per cinque videogiochi, senza ricorrere a movimenti oculari o muscolari.
Segnali cerebrali, la vittoria del team padovano
Il gruppo di Neurorobotics dello IAS-Lab dell’Università di Padova ha conquistato il primo posto alla Cortical Peaks Challenge 2026, organizzata durante la decima Graz Brain-Computer Interface Conference. La competizione ha riunito quattro squadre europee provenienti da Italia, Germania, Irlanda del Nord e Austria.
Il team padovano
La squadra era composta dai dottorandi Paolo Forin, Tommaso Cortecchia e Francesca Virgolini, con la supervisione dei professori Stefano Tortora e Luca Tonin del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione. Lo IAS-Lab ha superato i gruppi neuroTUM, NeuroCONCISE e MIRAGE91.
Cinque prove controllate con il cervello
La challenge chiedeva ai partecipanti di governare cinque videogiochi utilizzando esclusivamente l’attività cerebrale. I sistemi non potevano affidarsi intenzionalmente a movimenti degli occhi, battiti di ciglia o contrazioni muscolari. Ogni prova valutava la capacità di riconoscere i segnali e convertirli subito in comandi affidabili, sia discreti sia continui.
Il risultato misura quindi non soltanto la precisione dell’algoritmo, ma anche la sua efficacia in situazioni dinamiche. Le interfacce cervello-computer creano infatti un collegamento diretto tra l’attività neuronale e un dispositivo esterno, aprendo applicazioni nello studio dell’interazione uomo-macchina.
Una prova internazionale in tempo reale
La conferenza di Graz è uno dei principali appuntamenti scientifici dedicati alle BCI. Portare il sistema fuori da un test statico e dentro scenari interattivi consente di verificarne stabilità e rapidità. È un passaggio essenziale perché un comando utile deve essere riconosciuto con continuità, anche quando il contesto cambia durante l’esecuzione.
Le possibili applicazioni assistive
La ricerca è particolarmente rilevante per lo sviluppo di tecnologie assistive destinate alle persone con disabilità motorie. La capacità di tradurre segnali cerebrali in istruzioni operative può contribuire, nel tempo, a rendere più accessibili strumenti di comunicazione, controllo e autonomia personale.
La vittoria è stata annunciata nella comunicazione ufficiale dell’Università di Padova. Il successo si inserisce in un periodo di forte attenzione dell’Ateneo verso l’intelligenza artificiale, già raccontato nell’approfondimento sui nuovi linguaggi molecolari per la ricerca farmaceutica.