l taglio Irpef a Padova potrebbe coinvolgere circa il 9,3% dei contribuenti provinciali. Il risparmio massimo previsto è di 500 euro l’anno, ma la misura è inserita in una manovra ancora all’esame del Parlamento.
Il taglio Irpef a Padova potrebbe riguardare circa 66.700 contribuenti su un totale di 718.615: poco meno di uno su dieci. È la stima elaborata da Confcommercio Padova sulla base dei dati del Ministero dell’Economia relativi ai redditi 2024. Una platea potenziale, precisa l’associazione, perché le statistiche territoriali disponibili non permettono di isolare direttamente tutte le fasce di reddito interessate.
La misura è contenuta nel disegno di legge di Bilancio 2027, approvato dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre e trasmesso alle Camere il 30. Il testo prevede, per il solo 2027, l’estensione della seconda aliquota Irpef al 33% fino a 55mila euro di reddito imponibile, rispetto all’attuale soglia di 50mila.
Taglio Irpef a Padova: quanto si risparmia davvero?
Il vantaggio riguarda esclusivamente la quota di reddito compresa tra 50mila e 55mila euro, sulla quale l’aliquota passerebbe dal 43% al 33%. Il risparmio crescerebbe progressivamente: 100 euro per un imponibile di 51mila euro, 200 a 52mila, 300 a 53mila e 400 a 54mila. Dai 55mila euro in su il beneficio teorico massimo raggiungerebbe i 500 euro annui, poco meno di 42 euro al mese.
Secondo le elaborazioni di Confcommercio, circa 55mila contribuenti padovani si trovano già sopra la soglia dei 55mila euro, mentre altri 11mila sarebbero nella fascia tra 50mila e 55mila. Per quest’ultima categoria la stima utilizza la distribuzione nazionale dei redditi. Chi dichiara un imponibile inferiore ai 50mila euro non beneficia di questa specifica estensione.
Il presidente di Confcommercio Padova, Patrizio Bertin, accoglie positivamente l’intervento, ma invita a non sopravvalutarne gli effetti sui consumi. «Non sono 100 euro in più o in meno che fanno la differenza, ma è la fiducia nella continuità del proprio reddito», osserva. Un tema che si intreccia con il peso delle spese quotidiane e degli affitti rispetto ai redditi nei Comuni padovani. Il taglio fiscale può alleggerire il conto, ma la vera partita si gioca sulla stabilità economica delle famiglie. Perché 500 euro in più all’anno aiutano, ma non bastano a cancellare l’incertezza di chi ogni mese deve fare i conti con le stesse uscite.
