La prima Tecno Crane Cup ha portato alla Kioene Arena oltre 130 bambini e bambine Under 12 di circa tredici società. Dodici campi, tornei maschile e femminile e una formula due contro due senza eliminazioni: l’Accademia Kioene Pallavolo Padova punta sul gioco e sul coinvolgimento di tutti.
Tecno Crane Cup, dodici campi per giocare tutti
Oltre 130 giovanissimi atleti hanno partecipato domenica pomeriggio alla prima Tecno Crane Cup, ospitata dalla Kioene Arena. Il torneo Under 12, raccontato nel comunicato di Pallavolo Padova del 3 novembre, ha riunito bambini e bambine provenienti da circa tredici società del territorio.
L’Accademia Kioene ha allestito dodici campi contemporaneamente, sei per il torneo maschile e sei per quello femminile. La formula scelta è stata il due contro due, senza eliminazioni. Nel corso del pomeriggio le squadre sono state rimescolate per consentire ai partecipanti di affrontare avversari di livello simile.
Più palloni toccati, meno divari
Alice Biasini, responsabile del settore giovanile maschile dall’Under 15 in giù, dei progetti nelle scuole e dei camp dell’Accademia, spiega che l’obiettivo è far giocare i più piccoli il più possibile. Il confronto a coppie permette di aumentare le occasioni di contatto con il pallone e di creare gruppi omogenei.
È una modalità già utilizzata negli allenamenti e durante i camp, anche con i ragazzi più grandi. La presenza di due tornei con la stessa formula ha consentito di coinvolgere anche le società che lavorano soltanto nel settore femminile.
La giornata non si è conclusa con premi legati alla classifica. Durante la pausa merenda, Pallavolo Padova ha organizzato una lotteria con gadget della società per le squadre estratte.
L’ipotesi di una nuova giornata a fine stagione
Al torneo ha collaborato Tecno Crane, impresa padovana attiva nell’assistenza, montaggio e noleggio di gru e partner della società sportiva da oltre dieci anni. Ai bambini è stato consegnato anche il gioco da tavolo “Sei all’altezza”, ideato dall’azienda.
L’Accademia vorrebbe riproporre l’esperienza a fine stagione con la formula “porta un amico”. Nell’idea illustrata da Biasini, ogni coppia sarebbe composta da un giovane della società e da un amico, anche proveniente da altri sport o senza precedenti esperienze sportive. È un progetto ancora da definire, non un nuovo appuntamento già fissato.
