Le terme di Battaglia tornano al centro del confronto istituzionale: Regione Veneto e Comune hanno esaminato lo stato dell’ex compendio Inps e i passaggi necessari per rilanciarlo. Tra le ipotesi ci sono riabilitazione sanitaria, benessere, investimenti privati e soluzioni di social housing.
Terme di Battaglia, il futuro dell’ex compendio Inps
Regione Veneto e Comune di Battaglia Terme riaprono il confronto sul futuro dell’ex compendio termale Inps, un’area storica del bacino euganeo che da anni attende una prospettiva stabile. Il sopralluogo dell’assessore regionale al Demanio e Patrimonio Filippo Giacinti, insieme alla sindaca Stefania Malparte e ai tecnici regionali, ha permesso di verificare direttamente condizioni, criticità e passaggi amministrativi necessari.
Una proprietà condivisa
Secondo il comunicato della Regione Veneto sul sopralluogo, il 90 per cento del complesso appartiene alla Regione e il restante 10 per cento al Comune. La struttura era stata acquisita dallo Stato in base alla legge sul riordino del settore termale, con l’obiettivo di conservarne le funzioni terapeutiche e turistiche.
La proprietà condivisa rappresenta ora il punto di partenza per costruire un progetto sostenibile. L’intenzione dichiarata non è limitarsi al recupero dell’immobile, ma restituire all’area una funzione coerente con la storia delle cure termali e con i bisogni contemporanei.
Le ipotesi sul tavolo
Tra le possibilità indicate figurano attività di riabilitazione medico-sanitaria, servizi dedicati al benessere e il coinvolgimento di investimenti privati. Dove compatibile con gli strumenti urbanistici, potrà essere approfondita anche l’ipotesi di forme innovative di social housing.
Non si tratta ancora di un progetto definitivo: il sopralluogo serve a definire le condizioni tecniche e amministrative per le scelte successive. Il valore della notizia sta proprio nella riapertura di un percorso istituzionale su un patrimonio rilevante per tutto il bacino termale.
Un tema strategico per il territorio euganeo
Il rilancio del compendio potrebbe incidere su turismo, sanità, occupazione e rigenerazione urbana. L’area termale è già interessata da interventi pubblici, come l’intervento sulla mobilità a Montegrotto, ma il recupero dell’ex Inps avrebbe una portata più ampia.
Regione e Comune dovranno ora trasformare le ipotesi in verifiche, tempi e strumenti concreti. Il passaggio decisivo sarà individuare una funzione sostenibile capace di tutelare l’identità termale del luogo e, nello stesso tempo, generare nuovi servizi per residenti, pazienti e visitatori.