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Verde urbano, la stretta europea riguarda 58 Comuni del Padovano

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La Nature Restoration Law impone nuovi obiettivi per tutelare alberi e aree verdi. Le amministrazioni dovranno mappare il patrimonio esistente e integrare la sua salvaguardia nella pianificazione urbanistica.

Il verde urbano non sarà più soltanto una questione di arredo o qualità estetica. Con la nuova normativa europea sul ripristino della natura, parchi, alberi e copertura vegetale diventano elementi centrali delle scelte urbanistiche. In provincia di Padova sono 58 i Comuni direttamente interessati dalle nuove disposizioni, su un totale di 102.

Il quadro è stato al centro di un approfondimento nella sala convegni Zairo dell’Ordine degli Architetti di Padova. A illustrare le ricadute della Nature Restoration Law è stato Massimo Cavazzana, consigliere provinciale con delega a Urbanistica, Pianificazione territoriale e Tutela del paesaggio.

Verde urbano, cosa cambia per i Comuni

Il regolamento europeo 2024/1991 è entrato in vigore nell’agosto 2024 e stabilisce obiettivi vincolanti per gli Stati membri. Per gli ecosistemi urbani, il principio è evitare entro il 2030 una perdita netta della superficie complessiva di verde urbano e della copertura arborea rispetto ai livelli rilevati nel 2024.

Questo non significa bloccare ogni trasformazione urbanistica. Le amministrazioni dovranno però considerare la tutela del verde nella progettazione degli interventi. Se un’area verde lascia spazio all’urbanizzazione, il principio indicato dalla normativa prevede una compensazione con una superficie verde equivalente.

In Veneto i Comuni interessati sono 274, pari al 48,93% del totale regionale. Per rispettare gli obiettivi, sarà necessario censire il patrimonio verde, aggiornare i dati e verificare gli strumenti urbanistici. Il monitoraggio si baserà anche sui sistemi satellitari europei del programma Copernicus.

«Una città più verde è una città più sana»

Secondo Cavazzana, la norma segna un cambio di prospettiva che coinvolge non soltanto l’ambiente, ma anche la salute e la vivibilità dei quartieri. «Una città più verde è una città più sana», sottolinea il consigliere, richiamando i benefici degli alberi e degli spazi verdi nel contrasto alle temperature estive e nella qualità della vita.

Il tema è già al centro del dibattito cittadino: il progetto Padova Cuore Verde propone quindici interventi di depavimentazione e nuove alberature nel centro storico, con l’obiettivo di aumentare le superfici permeabili e creare più zone d’ombra.

La Provincia punta ad accompagnare i Comuni nell’applicazione delle nuove regole. Il presidente Daniele Canella richiama, tra gli strumenti in corso, la Variante generale al Piano territoriale di coordinamento provinciale, avviata per affrontare temi come consumo di suolo, mobilità sostenibile e rigenerazione territoriale.

La sfida, quindi, non riguarda soltanto quanti alberi piantare, ma come inserire il verde in una strategia urbanistica di lungo periodo. Perché la qualità delle città si misura anche dalla capacità di proteggere gli spazi naturali mentre il territorio cambia.

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