La violenza a scuola torna al centro dell’attenzione dopo l’aggressione a un quindicenne nel bagno dell’Enaip di Conselve, mentre alcuni compagni filmavano. La famiglia ha scoperto il fatto dal video circolato nelle chat; il ragazzo è stato curato in ospedale e sono in corso verifiche.
Violenza a scuola a Conselve, l’aggressione filmata nei bagni
Un quindicenne è stato aggredito da un coetaneo durante l’intervallo nei bagni dell’Enaip di Conselve. Attorno alla vittima altri studenti hanno ripreso la scena con i telefoni, mentre il video ha poi iniziato a circolare nelle chat.
La ricostruzione è stata riportata da TgPadova nel servizio sull’aggressione e da altre testate locali. Il ragazzo sarebbe stato colpito più volte alla testa e al volto prima di riuscire ad allontanarsi.
La famiglia informata dal video
Una volta rientrato a casa, il giovane avrebbe inizialmente attribuito i segni sul volto a una caduta, temendo possibili ritorsioni. La famiglia ha conosciuto quanto accaduto quando un altro studente ha inviato il filmato. Dopo un malore, il quindicenne è stato accompagnato in ospedale e curato per un lieve trauma cranico.
I familiari hanno annunciato una denuncia ai carabinieri. Gli accertamenti dovranno chiarire le responsabilità individuali, il ruolo dei presenti e la sequenza completa dei fatti, che coinvolgono minorenni e richiedono particolare cautela.
Le verifiche della scuola
L’istituto, secondo quanto riferito da Antenna Tre, ha dichiarato di essersi attivato secondo il regolamento interno, avviando verifiche e coinvolgendo le famiglie. Anche i carabinieri stanno ricostruendo l’episodio.
Il caso riapre il confronto sulla violenza tra adolescenti e sull’uso dei cellulari come strumento di spettacolarizzazione. Il presidente regionale Alberto Stefani ha richiamato la necessità di affrontare apertamente il rapporto tra giovani e social, mentre gli psicologi invitano a non ridurre questi episodi alla sola punizione.
Nel Padovano il tema della sicurezza dei più giovani si intreccia con il lavoro di prevenzione già raccontato negli interventi recenti nei luoghi frequentati dai ragazzi. Scuola, famiglie e istituzioni sono ora chiamate a tutelare la vittima e a impedire nuove forme di emulazione.