Cuamm laurea 27 medici in Mozambico: quando "aiutiamoli a casa loro" non è solo uno slogan

Festa in Mozambico: a Beira, all’Università Cattolica del Mozambico (UCM), si sono laureati 26 nuovi medici, risorse preziose per il Paese, formate in loco grazie anche al sostegno di Medici con l’Africa Cuamm. La grande festa cha ha visti coinvolti studenti, amici, parenti e professori, era importante anche per un anniversario particolare. Si festeggiano infatti quest’anno i 10 anni di lauree a Beira, durante i quali dall’UCM sono usciti quasi 300 medici. «All’inizio è stata una scommessa – spiega don Dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa Cuamm –. Sostenere nella sua crescita una nuova facoltà, lavorando fianco a fianco con i docenti mozambicani, per garantire al paese nuovi medici: professionisti formati indispensabili, se consideriamo che in Mozambico si conta solo un medico ogni 25.000 abitanti, quando in Italia ne abbiamo uno ogni 256. Questo decennale quindi ha un significato particolare: ci fa pensare a una scommessa vinta. Negli anni i medici laureati a Beira sono andati a lavorare nei posti dove c’era più bisogno, ma sono anche diventati direttori di ospedali o responsabili ministeriali per il programma di lotta alla malaria. Cominciamo a raccogliere i frutti: le competenze trasmesse ai giovani studenti resteranno e potranno essere trasmesse ad altri, più persone potranno essere curate e oggi, nel nostro piccolo, possiamo essere un po’ più ottimisti per il futuro del Mozambico. Il grazie va ai tanti donatori che ci hanno sostenuto in questo cammino». Fondata nei primi anni 2000, la facoltà di Medicina dell’Università Cattolica del Mozambico è stata la seconda del paese, aggiungendosi all’unica facoltà esistente della capitale Maputo. Fin dalla fondazione, Medici con l’Africa Cuamm ha garantito il sostegno alla didattica, inviando medici docenti, offrendo un collegamento per i tirocini tra l’università e l’Ospedale Centrale di Beira, dove il Cuamm è presente nella Neonatologia, sviluppando progetti di ricerca e soprattutto promuovendo borse di studio per gli studenti meritevoli economicamente svantaggiati. Anche quest’anno si laureeranno due studenti sostenuti nel loro percorso dalle borse di studio di Medici con l’Africa Cuamm: Pinto Fernando Alfanete e Madalena Gabriel Zacarias. È possibile sostenere il lavoro dei medici del Cuamm con una donazione su c/c postale 17101353 e online suwww.mediciconlafrica.org: con 40 euro è possibile garantire ad una futura mamma il parto assistito. Per contribuire con il proprio 5x1000, il codice fiscale del Cuamm è 00677540288.

 

MEDICI CON L’AFRICA CUAMM   Nata nel 1950, Medici con l’Africa Cuamm è la prima Ong in campo sanitario riconosciuta in Italia e la più grande organizzazione italiana per la promozione e la tutela della salute delle popolazioni africane. Realizza progetti a lungo termine in un’ottica di sviluppo, intervenendo con questo approccio, anche in situazioni di emergenza, per garantire servizi di qualità accessibili a tutti. In 65 anni di storia sono state 1.615 le persone inviate, 221 gli ospedali serviti, 41i paesi d’intervento e 165 i programmi principali realizzati. Oggi Medici con l’Africa Cuamm è impegnato in 7 paesi dell’Africa sub-Sahariana (Angola, Etiopia, Mozambico, Sierra Leone, Sud Sudan, Tanzania, Uganda) con 827 operatori (213 europei e 614 africani), 72 progetti di cooperazione principali e un centinaio di micro-realizzazioni di supporto; appoggia 14 ospedali, 35 distretti (per attività di sanità pubblica, assistenza materno-infantile, lotta all’Aids, tubercolosi e malaria, formazione), 3 scuole infermieri e 2 università (in Etiopia e Mozambico).

Sanità Digitale: l’Italia insegue in Europa

La quarta rivoluzione industriale (o Industry 4.0) ha cambiato a suon di innovazioni tecnologiche il mondo del lavoro. Anche il mondo della Sanità, quindi, ha cambiato pelle, sposando le innovazioni tecnologiche e dando vita al concetto di Sanità Digitale.

Il mercato della Sanità Digitale
Secondo gli ultimi dati raccolti nel rapporto dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano, che stima 1,27 miliari di euro il valore 2016 di questo mercato, negli ultimi mesi c’è stata una flessione del 5% di tale comparte, nonostante gli ambiziosi piani del Governo Italiano. Questo rallentamento porta il Bel Paese in una posizione di ritardo rispetto agli standard europei e rispetto alle ambizioni annunciate dal Governo nel 2014, quando fu firmato il Patto per la Sanità Digitale.

Secondo lo studio sono soprattutto le aziende sanitarie, le Regioni e il Ministero a far registrare un calo della spesa per le tecnologie digitali. Questo, secondo gli esperti, è un segnale che conferma quanto i ritardi normativi e la mancanza di risorse inizialmente promesse nel Patto per la Sanità digitale abbiano bloccato gli investimenti e le nuove progettualità. Inoltre, le riforme sanitarie in atto a livello regionale hanno portato ad un sostanziale immobilismo da parte delle aziende, nell’attesa che le nuove strutture organizzative siano portate a regime e alla razionalizzazione delle risorse esistenti, dovuta alle operazioni di accorpamento delle aziende sanitarie.

I fascicoli elettronici
Uno dei dati meno incoraggianti riguarda l’utilizzo del fascicolo sanitario elettronico. Secondo gli esperti, il fascicolo elettronico viene utilizzato solo da un medico su tre, nelle regioni in cui il fascicolo è già attivo. In pratica il medico preferisce utilizzare altri software o, addirittura, canali non ufficiali come l’email o Whatsapp per lo scambio di informazioni e documenti con il proprio paziente.

Secondo la ricerca effettuata dall’Osservatorio, infatti, il 53% dei medici di medicina generale comunica con i propri pazienti tramite WhatsApp e l’85% utilizza l’email. Questo perchè i canali come WhatsApp e le mail sono molto più immediati e comodi e di uso quotidiano. Nonostante ciò, le comunicazioni più importanti (es. diagnosi) non possono avvenire attraverso questi canali. Se proprio non si volesse utilizzare il fascicolo sanitario elettronico sarebbe quanto meno essenziale che si utilizzassero sistemi di comunicazione allo stesso immediati ma che offrono standard di sicurezza di gran lunga maggiori. Ci riferiamo in particolare al fax online di eFax che garantisce lo stesso livello di sicurezza del fax analogico che conosciamo.

Il 2017 anno della svolta digitale
La musica, però, deve cambiare. Entro il 2017 tutte le Regioni dovranno concludere lo sviluppo dei fascicoli sanitari elettronici e dovranno garantirne l’interoperabilità. Nello sviluppo di questi sistemi è fondamentale tener presente l’utente finale e la necessità di una fruibilità semplice e intuitiva. E bisogna informare il cittadino circa le opportunità fornite da questi sistemi, come ad esempio la possibilità di consultare i propri referti online, da qualsiasi dispositivo mobile.

 

Forex per principianti, 7 cose da sapere (assolutamente!)

Se il Forex vi sta appassionando, e volete avere qualche nozione utile per poter approfondire con maggiore consapevolezza le vostre strategie di trading online, abbiamo condiviso per voi 7 piccole “pillole” che abbiamo trovato su ilcorsivoquotidiano.net, e che vi consigliamo di digerire quanto prima per poter compiere i prossimi step formativi con minore fatica. Pronti?

Forex
Il Forex è il mercato finanziario in cui, ogni giorno, vengono scambiate le coppie di valute. Si tratta di un mercato ampissimo, molto liquido, over the counter (non è un mercato regolamentato, come potrebbe essere quello azionario di Borsa Italiana), e – soprattutto – ricco di opportunità!

Forex trading
Quando si parla di Forex trading ci si riferisce all’attività di investimento che gli operatori pongono in essere sul mercato finanziario in questione, scambiando valuta con un’altra, a un tasso di cambio stabilito dal mercato, e in cambio di mutare secondo dopo secondo. Fare del Forex trading significa pertanto cercare di prevedere quale sarà l’evoluzione dei cambi delle coppie valutarie e… investire sulla direzione corretta!

Trading 24 ore al giorno
Il mercato Forex non dorme mai (o quasi!). Gli scambi avvengono  infatti 24 ore al giorno, su diverse sessioni che tendono a sovrapporsi dalla domenica al venerdì sera, proponendo pertanto agli investitori maggiori occasioni di rendimento e di profitto.

Leva finanziaria
Sul Forex è possibile investire attraverso prodotti in grado di garantirvi importanti leve finanziarie: si tratta di prodotti derivati che, dietro deposito di una piccola quota di soldi rispetto a quella che sarebbe realmente necessaria per fare gli investimenti desiderati, vanno a moltiplicare i profitti ottenuti dalle operazioni (e, conseguentemente, anche le perdite). Investite con leva finanziaria solo quando vi sentite realmente pronti e, comunque,, con la massima prudenza.

Quotazioni Forex
Nel Forex lequotazioni sono “di coppia”. In altri termini, non troverete un prezzo singolo per la valuta, bensì un prezzo di quella valuta rapportata a una seconda valuta. In tal senso, rammentate che ogni coppia di valute è formata da una valuta iniziale (la valuta base) e da una seconda valuta (la valuta di scambio). Ad esempio, nel cambio EUR/USD, la valuta EUR è quella base, quella USD è quella di scambio: se la quotazione di questa coppia tende a diminuire, si potrà ben dire che il dollaro USD si sta apprezzando nei confronti dell’euro, e viceversa.

Pip
Un termine molto diffuso nel Forex trading è quello di “Pip”. Il Pip è l’unità di misura di base del Forex, ovvero la più piccola quota di variazione del cambio valutario. Anche in questo caso, un esempio potrà chiarire meglio quanto sopra abbiamo brevemente definito: se ad esempio la quotazione EUR/USD è pari a 1,11 e sale a 1,13, si può ben dire che è cresciuta di 2 pip.

Spread
Altro concetto molto diffuso nel Forex trading è quello di spread. Si tratta, come potreste già intuire, del differenziale tra i prezzi di acquisto e i prezzi di vendita di una coppia di valute. Se pertanto il broker vi permette di negoziare EUR/USD a 1,1108 e a 1,1104, lo spread sarà di 0,4 pip.

 

Prevenzione delle patologie della toroide: giornata di screening gratuito alla Clinica Villa Maria di Padova

Sono circa sei milioni gli italiani soffrono di una malattia della tiroide. Le donne soffrono di disturbi tiroidei da 5 a 8 volte più degli uomini.
Con una particolare attenzione agli anziani. In particolare, l'ipotiroidismo lieve può raggiungere una prevalenza del 15-20% nelle donne ultrasettantenni. L'ipertiroidismo colpisce l'1-2% della popolazione generale, e supera il 5% negli anziani residenti in aree con carenza iodica. Numeri che portano a far riflettere e stimolano iniziative di sensibilizzazione.

Per questo la Casa di cura Villa Maria di Padova, in occasione della settimana mondiale "tiroide e benessere", mercoledì 24 maggio metterà le sue equipe specialistiche di endocrinologi a disposizione dei pazienti, sia uomini sia donne, per screening gratuiti. La tiroide è una ghiandola che, attraverso la secrezione degli ormoni tiroidei, regola numerose funzioni metaboliche del nostro organismo. Un eccesso (ipertiroidismo) o difetto (ipotiroidismo) della produzione degli ormoni tiroidei influisce sulla qualità della vita e sul benessere della persona. L'ipertiroidismo induce una accelerazione di tutti i processi metabolici causando dimagrimento, cardiopalmo, irrequietezza, tremori e irritabilità. L'identificazione di questi sintomi consente la diagnosi precoce e un trattamento efficace.

Compito dello specialista è infatti quello di diagnosticare tempestivamente e correttamente le patologie tiroidee, con l'aiuto del laboratorio e degli esami strumentali dedicati, e di sottoporle a terapie correttive della funzione tiroidea, che nella quasi totalità dei casi portano a guarigione; nelle forme croniche, alla scomparsa dei sintomi e delle possibili complicanze. In casi particolari l'endocrinologo potrà individuare l'indicazione all'intervento chirurgico o alla terapia radiometabolica con 131-I.

I pazienti che volessero aderire all'iniziativa possono prenotare gli screening a titolo gratuito telefonicamente allo 049 8711144, fino ad esaurimento posti. Per richiedere ulteriori informazioni è possibile scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Elezioni a Padova 2017: quasi quasi sto a casa

Una campagna elettorale un po' ipocrita, un po' carogna e certo con pochi temi davvero seri che filtrano tra uno starnazzo e un ringhio da tastiera. Non mi entusiasmò quella del 2014, vissuta al fianco di Ivo Rossi. Quella del 2017 mi mette quasi tristezza: basata su una contrapposizione da scontro finale tra ultras del professore che piace alla buona borghesia Arturo Lorenzoni e il candidato dimezzato Sergio Giordani, alle prese con una convalescenza vissuta coraggiosamente, ma anche con qualche miseria da parte dei suoi avversari. Nel frattempo Massimo Bitonci se la ride e continua a dosare le presenze pubbliche, lavorando un sacco con incontri pubblici e privati. Degli altri candidati, il tempo dirà cosa resterà oltre al denaro speso per una campagna comunicativamente e gastronomicamente impegnativa di Luigi Sposato, ed una davvero sotto tono messa in pista finora da Simone borile del M5S. Maurizio Meridi e Rocco Bordin puntano forse a scollinare lo zero virgola ed ad evitare la maglia nera, che non farebbe piacere nemmeno ai fascisti 2.0
Quanto ai temi, mi metto nei panni di un elettore medio: a destra lo slogan è chiaro e quasi ridicolo. Campeggia in tutte le salse sulle molte affissioni che Massimo Bitonci ha acquistato in città: Bitonci è sicurezza. Ed a poco valgono le pubbliche ammissioni di irrilevanza del suo ex assessore Maurizio Saia. Con una schizofrenia che fa risaltare quanto probabilmente le motivazioni di voto dei "fans" come li chiama lo stesso Bitonci, siano tutt'altro che razionali; lo stesso Bitonci si lamenta a più riprese del degrado tornato in città, dell'insicurezza a causa del commissariamento. Piccolo particolare: il comandante della polizia municipale è lo stesso che ha nominato lui, portandoselo da Cittadella. Miracoli dell'antinomia logico semantica della campagna elettorale. La stessa schizofrenia che porta Arturo Lorenzoni a qualificarsi come "il nuovo" quando al suo fianco ci sono Daniela Ruffini, Marco Carrai, Francesco Bicciato, tutti esponenti non di secondo piano delle giunte targate Zanonato. Per Lorenzoni & co. almeno a giudicare dalla mole di comunicati difusi, i problemi principali della città sono: inquinamento, orti sociali, autobus di notte e piste ciclabili. Periferie? Qualche cena a base di torte salate e dolci, fatte in casa, e poco altro. Tanto che appunto le due sedi elettorali sono sull'asse riviere - via Trieste e il girotondo si è tenuto tra Prato della Valle e palazzo della Ragione. Mica a pontevigodarzere o alla Guizza, per carità. Quanti erano in piazza? 500 secondo il Mattino, più di mille secondo gli organizzatori, un miliardo secondo la pasionaria Adina Agugiaro, già notista di gossip e dintorni per il quotidiano mica tanto tenero con Lorenzoni, o almeno non tanto quanto lo ha saputo essere con Giordani, ed ora cooptata anima e corpo e quel che rimane del senno, nelle fila degli arancioni. Furiosa come Orlando, che appunto una parte del senno lo ritrovò sulla luna, la salottiera signora bene ha fatto di Lorenzoni una sorta di simulacro di tutte le virtù patavine da contrapporre al male assoluto, incarnato più che da Bitonci come sembrerebbe ideologicamente ortodosso, anche dal pur malato Giordani, reo di chissacchè per meritarsi tanto fiele. Non credo che la signora in questione abbia mai orientato in città masse popolari, ma certo è utile da portare ad esempio di come in certi strati del centrosinistra, specie quello più chic, la questione non sia tanto, almeno per il momento, cacciare da Padova l'ex sindaco di Cittadella, quanto affermare un proprio primato personale e di clan, pardon, di civica coalizione. e pazienza se per fare ciò si usano argomenti che con il popolo incolto e suburbano, c'entrano poco. 
Lavoro? Emigrazione di migliaia di padovani, spesso con il biglietto di sola andata, politiche urbane per la ricucitura urbanistica e sociale delle periferie? Poca roba. Forse non paga parlarne, forse manca un'idea complessiva di città. E poi l'ischemia che ha fiaccato, si spera da sinistra non troppo e solo temporaneamente, le capacità persuasive di Sergio Giordani. Scrive l'ex sindaco Paolo Giaretta su facebook: "Che Bitonci (e purtroppo anche Lorenzoni) utilizzino l'argomento del malore di Sergio Giordani è una pessima notizia. Per loro, per la pochezza umana che mettono in luce sotto lo stress della campagna elettorale. Ottima per noi, perchè dimostrano di non avere argomenti seri. Perchè la malattia non è un argomento, visto che presto Giordani riprenderà pienamente la campagna elettorale. Arrivederci al voto, e vedremo chi arriverà in forza". Ho come l'impressione che ad arrivare stremato e sfiduciato alla cabina elettorale sarà l'elettore medio. Che potrebbe decidere anche di osare davvero, come invita a fare da mesi il più munifico dei candidati. Stando a casa. Sarebbe una sconfitta, qualsiasi sia il vincitore su una Padova politica che dopo il ventennio di Flavio Zanonato rischia solo macerie tra la lotta per bande a sinistra e le nevrosi securitarie a destra.

Alberto Gottardo

Domenica a Veggiano ragazzi con disabilità diventano piloti per un giorno grazie al Lions Morgagni e Tito Livio

Una mattina speciale per regalare sorrisi ed emozioni nuove ad un gruppo di bambini e ragazzi con disabilità mentali e fisiche. Nasce con questa finalità "Bandiera a scacchi. Piloti per un giorno", l'iniziativa organizzata e promossa dal Lions Club Morgagni e Lions Club Tito Livio per domenica 21 maggio che porta avanti il service "I bambini del silenzio", progetto nato per raccogliere fondi per la ricerca sull'autismo.

Nella mattinata di domenica, dalle 10 alle 12, la zona industriale di Veggiano (PD) verrà chiusa e trasformata in un circuito, completo di partenza, sistema di sicurezza, sbandieratori e tutto quello che serve per far sfilare macchine e piloti, con bambini e ragazzi che diventeranno co-piloti per un giorno. Le auto sono messe a disposizione dall'organizzazione e guidate da veri professionisti. Saranno minuti unici, indimenticabili per realizzare un sogno e sentirsi parte di una bella avventura provando le emozioni di indossare un casco e di sedere in una vera macchina da corsa. L'ingresso è libero per il pubblico che desidera assistere alla corsa. Quella del 21 maggio è un'iniziativa importante, possibile grazie al sostegno delle aziende sponsor che contribuiscono sia alla realizzazione del progetto che al sostegno diretto alla ricerca scientifica. Hanno aderito con entusiasmo numerose realtà del territorio come l'ANFASS, Irpea, l'associazione STEP, L'Hospice Pediatrico e la Clinica Centro Foniatrico, proponendo ai propri ragazzi la partecipazione alla sfilata. "Bandiera a scacchi. Piloti per un giorno", vuole regalare una parentesi unica, e lo farà anche grazie ad un altro gruppo di ragazzi allievi dell'Istituto Alberghiero di Abano Terme, che la sera del 21 maggio prepareranno una cena gourmet per 100 invitati, allestita alla Grafitec, un vero show room di motori e il ricavato sarà destinato al service "I bambini del silenzio".

VIA VOLTA, VEGGIANO (PD)

ORARIO: 10 – 12

INGRESSO LIBERO

Haka, yoga, equitazione, boxe e danza: ovvero allenarsi alla leadership aziendale divertendosi con Niuko

Che cosa c’entrano lo yoga o la danza con la vita d’ufficio? In che modo il rito maiori dell’Haka può aiutare ad affrontare le sfide lavorative? Che cosa insegna la boxe al mondo dell’impresa? Cambia qualcosa quando il capo è una donna? E in che modo imparare a relazionarsi con un cavallo è utile a gestire un team di reparto? Le risposte arrivano grazie all'Experiential Training Barcamp promosso da Niuko Innovation & Knowledge e IALT, giunto quest'anno all’ottava edizione e ospitato nella Comunità San Francesco di Monselice giovedì 18 e venerdì 19 maggio 2017.

Il Barcamp è una “non conferenza” di due giorni pensata per sperimentare le più avanzate proposte nel campo della formazione esperienziale: percorsi per costruire nuove strade per la crescita personale, professionale e aziendale. Oltre duecento i formatori aziendali e i responsabili delle risorse umane attesi da tutta Italia. Sempre meno aula, sempre più esperienze e allenamento sulle competenze trasversali, quelle “soft skills” che permettono di sciogliere le complessità che emergono ogni giorno nella vita d’azienda.

L’edizione 2017 è la prima dopo la “consacrazione” del Barcamp da parte dell’Associazione italiana formatori, che ha assegnato alla manifestazione il Premio Adriano Olivetti nella categoria Enti e Agenzie Formative: un chiaro motivo di orgoglio, ma anche la conferma della bontà del progetto.

«Perché il BarCamp funziona? Perché tutti si mettono in gioco senza timore – racconta l’ad di Niuko Marina Pezzoli – e perché si crea una vera e propria comunità e si liberano creatività ed energia che risultano molto utili quando poi si ritorna alla vita di tutti i giorni. Le aziende con cui lavoriamo ci chiedono questo: una formazione capace di parlare la lingua della quotidianità, capace di preparare a scenari sempre più complessi e a figure professionali sempre più chiamate a superare strette logiche di funzione e a costruire strade innovative di collaborazione».

L’Experiential Training Barcamp è uno degli esempi di come cambia il modo di costruire percorsi formativi aziendali: «La formazione – spiega Giada Marafon, product manager Niuko - non può essere più considerata come un semplice trasferimento di conoscenze, quanto piuttosto un'esperienza di apprendimento in un ambiente che dia vita un percorso di creazione, di approfondimento, di valorizzazione di conoscenze e capacità, con un continuo riferimento a metodologie attive che attingono a diverse metafore (come ad esempio sport, cucina, teatro) o che replicano situazioni reali aziendali (produzione, logistica, sviluppo prodotti, sicurezza)».

 

Niuko Innovation & Knowledge è la società per la formazione delle territoriali di Confindustria di Padova e Vicenza. Rappresenta il più grande polo formativo italiano in ambito confindustriale, con oltre trent’anni di esperienza. Progetta e realizza percorsi di formazione e consulenza per lo sviluppo delle competenze individuali e aziendali, con una particolare specializzazione su formazione esperienziale, sviluppo delle Soft Skills, realizzazione di Academy aziendali, interventi per la riorganizzazione aziendale.

 

La Caritas di Padova "fotografa" la povertà di Padova: 2600 persone in difficoltà hanno bussato alla porta della Diocesi

Perché lo coltivasse e lo custodisse è il titolo del quarto Rapporto redatto dall’Osservatorio delle Povertà e delle Risorse di Caritas Padova, riferito ai dati raccolti nel 2016 nei Centri di Ascolto vicariali e nei diversi Servizi della Caritas diocesana, che viene presentato oggi sabato 13 maggio 2017).

La mattinata vede il saluto e l’intervento iniziale del vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla, e l’introduzione ai lavori di don Luca Facco, direttore di Caritas Padova. Quindi la parola viene data a Walter Nanni, responsabile dell’Ufficio Studi di Caritas nazionale, cui segue la presentazione dei dati del Report di Caritas Padova a cura dell’Osservatorio delle Povertà e delle Risorse.

Il Report nasce come strumento utile a leggere e interpretare il territorio, per coglierne le dinamiche sul fronte della povertà e dell’impoverimento che – specie dopo l’avvio della crisi globale (dal 2008 in poi) – si sta allargando a fasce sempre più ampie della società. L’Osservatorio Caritas raccoglie i dati che provengono dai Centri di Ascolto attivati nei vicariati (al momento sono attivi in 29 vicariati su 38) e dai Servizi – Segno diocesani.

Come ogni anno il Report presenta una mappatura più generale in cui emerge la fotografia della povertà nel territorio, rispetto alle persone che si rivolgono ai Centri di Ascolto vicariali e poi approfondisce un tema. Il focus di quest’anno è rappresentato dalle utenze domestiche – le bollette – che rappresentano un aspetto molto importante e significativo nella vita delle persone più disagiate, in quanto se non si pagano vengono “tagliati” i servizi, che significa: acqua, gas, elettricità… ossia quelle “energie” della natura che aiutano a vivere in maniera dignitosa, a scaldarsi, a mangiare, a curarsi…

«Ci rendiamo conto – sottolinea in proposito il direttore di Caritas Padova, don Luca Facco – che questo è un tema complesso e spinoso, ci siamo messi in ascolto delle società erogatrici di servizi; ci siamo confrontati con le assistenti sociali dei Comuni e infine ci siamo verificati tra volontari dei Centri di Ascolto vicariali, per mappare le diverse pratiche e prassi».

Il tema è stato affrontato partendo da vari punti di vista: il panorama nazionale, i dati emersi dai Centri di Ascolto vicariale, le modalità operative dei gestori di servizio (quelli che si sono resi disponibili a rispondere), la voce dei Comuni del territorio per evidenziare le risposte sociali fornite alle crescenti situazioni di bisogno. Infine i focus group tra gli operatori Caritas dei vicariati per verificare e confrontare le situazioni e studiare insieme possibili piste di intervento sul problema.

Da questo rapporto tra “energie” che permettono una vita dignitosa e sana e territorio è nato anche il titolo del Report, tratto dal Libro della Genesi, “Perché lo custodisse e lo coltivasse”. «Il versetto – scrive il vescovo Claudio nella prefazione – ci rimanda anche all’attenzione che il Signore Dio ha posto nella creazione per quanto necessità all’uomo: gli elementi della terra e del cielo sono le fonti stesse di quelle energie che, trasformate dall’ingegno e dalla tecnologia sempre più avanzata, arrivano direttamente nelle nostre case per permetterci di vivere in un ambiente confortevole, di nutrirci, di curarci, di mantenerci in relazione. Ma per molti fratelli e sorelle tutto questo sta diventando un “lusso” che non ci si può permettere. Ricercare le cause e individuare i percorsi, che dall’ascolto portino a creare reti solidali efficaci e individuare soluzioni non solo di carità, ma di giustizia, è un compito che riguarda chi ha a cuore la terra e le sue creature».

Alcuni dati.

Nel 2016 nei Centri di Ascolto vicariali e in quello diocesano si sono rivolte 2.603 persone (per un totale di 8.482 colloqui), di cui 1.634 stranieri e 969 italiani, con una lieve prevalenza delle donne (1.370 femmine e 1.233 maschi). Nel 43% dei casi si tratta di coppie con figli, mentre quasi il 20% è rappresentato da persone sole e un 13,8% sole con figli. La maggioranza (quasi il 59%) vive in affitto, solo un 18% ha un’abitazione propria. Le problematiche economiche (38%) e lavorative (25%) sono le principali, seguono a stretto giro quelle abitative (13%) e di salute (10%).

Analizzando le problematiche economiche un 35% denuncia l’assenza di reddito, e un 40% l’insufficienza per garantire un minimo vitale.

Le richieste sono soprattutto in ordine a beni e servizi materiali (48%); sussidi e finanziamenti (33%), tra i segnali emergenti di un impoverimento diffuso e allarmante la presenza di una persona su tre che chiede un aiuto per il pagamento delle bollette collegate alle utenze domestiche.

Rimane uno scarto tra le richieste e le risposte date: «la possibilità di far fronte alla domanda di finanziamenti (per bollette, tasse, affitto, sanità) è inferiore al bisogno (dal 33% delle richieste si scende al 26% delle risposte), segno della crescente difficoltà dei Centri di Ascolto vicariali di far fronte ai bisogni a causa del concomitante incremento della domanda e della riduzione delle risorse».

In crescita anche la “povertà sanitaria”, specie per quelle persone che devono ricorrere sistematicamente a cure mediche.

Nel complesso, a fronte di richieste per oltre 430mila euro, nel 2016 sono stati assegnati importi per quasi 400mila euro.

Il Report nella seconda parte dà voce ai singoli Centri di Ascolto vicariale, cercando di “profilare” la tipologia delle persone che vi si presentano e il tipo di richieste, tra cui emerge – significativo – il dato relativo alle utenze domestiche.

In particolare guardando i dati raccolti in 21 Centri di Ascolto vicariali l’erogazione per i pagamenti delle bollette (nel 2016) rappresenta il 64% del totale delle erogazioni (188.346,13 euro a fronte di 293.810,59 erogati). Un dato parziale che non permette una panoramica su tutti i Centri di Ascolto vicariali, ma indica una tendenza. Ci sono vicariati, come quelli di Torre, Monselice per cui le erogazioni dei Centri di Ascolto riguardano esclusivamente (100%) il pagamento di bollette, a cui si accodano Abano Terme (97% del totale), Vigonza (85% del totale), Limena (84% del totale). Senza dimenticare che molte persone si rivolgono direttamente alla parrocchia: da una stima fatta su un campione di parrocchie di 19 vicariati, nel primo semestre del 2016, sono state pagate 718 bollette per un totale di circa 141 mila euro a fronte di 1.192 bollette pagate dai Centri di Ascolto vicariali nello stesso periodo.

Dal Report risulta che l’80% delle richieste di pagamento bollette vengono accolte ed emerge l’impegno degli operatori Caritas nel territorio per prodigarsi «a tamponare le falle (attraverso concorsi nel pagamento delle bollette, dialogo con gli enti gestori per trovare soluzioni non traumatiche agli insoluti, tentativi di individuare lavori socialmente utili che possano garantire agli interessati un minimo di entrate)» e a educare a corretti consumi e promuovere percorsi di recupero di autonomia dei singoli.

Il Report è disponibile e scaricabile integralmente dal sito www.caritaspadova.it

Playoff girone B: il Padova per tornare in paradiso

Il Girone B della Lega Pro, stagione 2016/17, aveva delle gerarchie piuttosto chiare e teoricamente stabilite: a comandare sarebbero state il Venezia di Inzaghi e Tacopina da una parte, il Parma e la sua voglia di rinascita dall’altra. Così è stato, si sono contesi la prima posizione a lungo, praticamente per tutto il campionato sino ad un mese fa, quando il declino dei ducali ha spalancato le porte della B al Venezia con diverse giornate d’anticipo e garantendole la certezza e prestigio del primo posto.

Subito dietro la prima fila, nel lotto di squadre che si sarebbero potute inserire, per blasone e bacino d’utenza, vi era sicuramente il Padova. Con Modena e Reggiana rappresentava l’elite del Girone B, con i canarini che invece dovranno sperare nell’anno prossimo per riabbracciare la cadetteria. Tutta una stagione sulla scia dei due colossi, per il Padova, giunto ad appena quattro lunghezze dal Parma e con la soddisfazione di chiudere come seconda difesa del campionato, appena due reti in più subite rispetto alla capolista Venezia.

L’andamento delle ultime giornate ha però precluso ai veneti la non trascurabile chance di agganciare la terza posizione, utile in chiave playoff. Così si sarebbero garantiti la possibilità di ottenere un vantaggio non da poco contro qualunque altra formazione che parteciperà ai playoff, nel caso in cui i match termineranno a parità di reti avanza infatti la squadra meglio classificata nel corso del campionato regolamentare. Padova che invece chiude a quota 66 come il Pordenone, avanti però in virtù degli scontri diretti.

Un’opportunità sfumata a causa dell’unica vittoria raccolta nelle ultime cinque partite, tra l’altro con il quarto posto ormai matematico, in casa contro la penultima Lumezzane. Con due vittorie in più i veneti avrebbero persino potuto chiudere in seconda posizione e festeggiare la promozione diretta, con un Parma capace di inanellare tre sconfitte consecutive nell’ultimo mese e mezzo.

Invece, domenica alle 14.30, la sfida all’Albinoleffe terminato nono in classifica: in caso di parità il match terminerebbe nei 90 minuti, con il Padova in finale. I bergamaschi non hanno mai perso nelle ultime 5, vincendone solo una ma vantando la terza difesa del campionato: una statistica che lascerebbe presagire uno 0-0 prevedibile, vista anche l’alta posta in palio e la tensione del match, tendenza sostenuta anche dal
quadro generale proposto da Sports Bwin relativo alle quote sull’esito finale del match e sul numero di reti segnate.

Le altre sfide vedranno il Pordenone ospitare il Bassano, terza contro decima e separati al termine della stagione da 15 punti in classifica. Sfida diametralmente opposta alla precedente descritta: si sfidano il miglior attacco del campionato contro la seconda peggior difesa di tutto il raggruppamento. Il match è previsto domenica pomeriggio alle 18 e chiuderà il programma dei playoff.

Ad aprire invece la serie sarà la partita fra Gubbio e Sambenedettese: gli umbri hanno preceduto in sesta posizione i marchigiani di due punti, nonostante abbiano chiuso il girone segnando di meno e subendo più reti. Si gioca sabato pomeriggio ore 15.30. Chiude il poker il match tra Reggiana e Feralpi Salò di domenica alle 16.30 fra due squadre che hanno chiuso con un distacco di sei punti ma dai numeri simili per quanto concerne gol fatti e subiti. Gli emiliani partono favoriti, con la terza miglior difesa ed il fattore campo, ma sono reduci da due soli punti nelle ultime quattro uscite.