Padova trai territori più attivi sul fronte delle offerte di lavoro in Regione secondo lo studio di Osservatorio Infojobs

Anche nel corso del 2016 le imprese italiane hanno proseguito i piani di assunzione iniziati negli anni precedenti, seppure con un rallentamento rispetto ad un 2015 probabilmente favorito dal Jobs Act. Durante l'anno appena concluso, infatti, secondo l'Osservatorio InfoJobs sul Mercato del Lavoro 2016, le offerte di lavoro in Veneto sono aumentate del 12,3% rispetto al 2015. Grazie a questa performance, il Veneto si piazza al terzo posto in Italia per numero di annunci, con una quota del 13,3% del totale italiano.

La classifica dei settori più dinamici è guidata da Consulenza manageriale e revisione che, grazie a una crescita del 50,6% rispetto al 2015, arriva a una quota del 17,2% del totale delle offerte in Regione. Completano il podio il comparto Commercio, distribuzione e GDO, con una quota del 14% e ICT con il 13,7%. Seguono quindi Telecomunicazioni con il 13,5% e Servizi Ambientali, autore di un vero e proprio balzo nel 2016, che arriva al 9% degli annunci in Veneto. Nella Top 10 troviamo anche PR e eventi (5,6%), Hotellerie e ristorazione (3,3%), Insegnamento e formazione (2,9%), Servizi finanziari (2,2%) e Salute, benessere e fitness (2%).

Per quanto riguarda le categorie più ricercate, l'Osservatorio InfoJobs mostra che in Veneto la prima posizione appartiene a Manifatturiero, produzione e qualità, che nel 2016 ha visto un aumento delle posizioni aperte del 15,9% e rappresenta il 30,9% del totale delle offerte in Regione. Seguono quindi Vendite con una quota del 10,5%, Amministrazione e contabilità (8,5%), Commercio al dettaglio e GDO (8,2%) e Acquisti, logistica e magazzino (6,8%), che chiude la Top 5.

"Nonostante l'incertezza riguardante il termine delle misure legislative e degli incentivi fiscali, anche nel 2016 abbiamo assistito a una performance positiva del numero delle offerte di lavoro. Il Jobs Act ha dato un impulso significativo all'apertura di nuove posizioni in azienda, ma è fondamentale che le riforme sul diritto del lavoro proseguano per accrescere la dinamicità del mercato nei prossimi anni" dichiara Eva Maggioni, Head of Field Sales & Customer Service di InfoJobs. "Il nostro punto di osservazione privilegiato sulle dinamiche tra domanda e offerta di lavoro ci consente di essere fiduciosi su un buon andamento del mercato del lavoro anche nel 2017 e di prevedere che le ricerche saranno sempre più indirizzate verso profili con caratteristiche di flessibilità e innovazione: questi talenti sono fondamentali per l'evoluzione ed il successo delle aziende in uno scenario estremamente affollato e competitivo".

Tra le provincie più attive, Padova mantiene lo scettro regionale, concentrando il 22,1% dell'offerta in Veneto, con un aumento degli annunci del 15,3% rispetto al 2015. Al secondo posto troviamo Treviso, con una quota del 20,3% e al terzo Verona con il 19,9%. Completano il quadro regionale Vicenza (19,1%), Venezia (14,2%), mentre Belluno e Rovigo chiudono la graduatoria entrambe con il 2,2%.

Bar e ristoranti in crisi a Padova: secondo Appe chiusi 150 esercizi commerciali in un anno

«È un dramma quotidiano». Non usa certo giri di parole Filippo Segato, Segretario dell'Associazione Provinciale Pubblici Esercizi (APPE), che a Padova e provincia rappresenta 1.500 iscritti tra bar, ristoranti, pasticcerie, pizzerie e altri locali.
Il riferimento è alla situazione economica che stanno vivendo le attività di somministrazione di alimenti e bevande e, in particolare, all'andamento congiunturale negativo che non dà segni di miglioramento.
«I numeri dell'Istat – conferma Segato – non danno spazio a interpretazioni: dopo il saldo negativo di 213 attività relativo al 2015 nella nostra provincia, anche il 2016 si chiude con -144 aziende. Vale a dire che in due anni ha chiuso oltre il 10% degli esercizi presenti sul territorio».
In particolare, sono le attività di bar e caffetteria quelle che soffrono di più, pesando per oltre il 60% sul totale delle chiusure, segno evidente che il settore subisce l'onda lunga della crisi dei consumi.
«I problemi dei bar – spiega Segato – derivano da due fattori tra loro legati: l'aumento dei costi, soprattutto delle forniture e del lavoro, e una politica dei prezzi non più remunerativa».
Secondo gli studi dell'Associazione di via Savelli, i costi aziendali (forniture, materie prime, lavoratori dipendenti) sono aumentati, nel corso dell'ultimo decennio, di oltre il 15% mentre il costo della "tazzina" è rimasto pressoché inalterato.
«Troviamo ancora – conferma il Segretario APPE – alcuni bar che propongono il caffè a 90 centesimi, esattamente lo stesso prezzo di dieci anni fa. Anche i bar che hanno aumentato i prezzi, non arrivano che a un euro, massimo un euro e dieci centesimi, un prezzo che ormai non è più sufficiente a remunerare le attività e i dati Istat, relativi alle chiusure, lo confermano in pieno».
La rivalutazione della bevanda "principe" del bar, vale a dire il caffè (e in generale i prodotti di caffetteria), è la ricetta che, secondo l'APPE, potrebbe salvare tanti pubblici esercizi.
«Occorre – dichiara Segato – che gli esercenti comincino a dare valore al loro prodotto: a breve a Milano aprirà Starbucks e state certi che non venderà il caffè ad un euro. Allo stesso modo non c'è un Paese in Europa in cui il caffè costa ancora un euro ma, senza arrivare agli eccessi di Copenaghen dove costa anche sei euro a tazzina, i prezzi ordinari sono almeno di due o tre euro».
«Ricordiamoci – prosegue il Segretario – che storicamente il prezzo della tazzina è sempre stato in linea con il costo dei quotidiani (oggi variabile da 1,20 a 1,50 euro) ed il costo del biglietto dell'autobus (oggi a 1,30 euro)».
Cosa bisognerà aspettarsi dunque nei prossimi mesi? Prezzi del caffè alle stelle?

Le bellezze di Roma non puoi certo dimenticarle!

Roma come poche città al mondo, rappresenta una delle mete più amate e visitate, da milioni di turisti, in ogni stagione dell'anno, parliamo di uno dei più grandi Patrimoni dell'Umanità Unesco, ovvero di un vero e proprio museo a cielo aperto.

Una tappa fondamentale è l'Anfiteatro Flavio, meglio noto come Colosseo, una delle sette meraviglie del mondo, fortemente voluto dall'imperatore Vespasiano, in memoria di un glorioso passato Imperiale.

Un tempo ospitava le cruente lotte tra gladiatori ed animali feroci, oggi però è chiaramente possibile incontrare “ I Centurioni ”, che indossando i tipici vestiti dell'epoca, si prestano volentieri ad essere fotografati. La maestosità dell'architettura, che racchiude in se gran parte della storia di Roma, di giorno lascia il turista affascinato,  mentre di notte, quando tutte le luci sono accese, vi farà assistere ad uno spettacolo davvero indescrivibile.

 

La Fontana di Trevi, progettata dall'architetto Nicolò Salvi, è una delle mete alle quali non si può certo rinunciare, la bellezza e l'imponenza della costruzione, realizzata in stile barocco, incanta i numerosi visitatori; molti seguendo la tradizione, non sanno rinunciare, a lanciare nelle sue acque una monetina, gesto propiziatorio di un futuro ritorno.

 

Esistono soluzioni perfette per custodire la tua vettura?

San Pietro è la vera testimonianza del Culto Cattolico, in realtà, non si trova in territorio italiano, ma direttamente nella Città del Vaticano, infatti, una sottile linea in travertino, impercettibile ai più, separa via della Conciliazione, dallo Stato del Vaticano.

La basilica, riconosciuta come la più grande del mondo,  affascina e stupisce allo stesso tempo, impressionabile è la monumentale facciata, sovrastata dalla maestosa cupola, realizzata da Michelangelo, per poi non dimenticare il magnifico colonnato che la circonda, capolavoro del Bernini.

L'ingresso completamente gratuito, permette di ammirare i numerosi tesori dell'arte italiana, prima di tutto la Pietà di Michelangelo, unica opera, che reca la sua firma, inoltre, salendo sulla cupola, si potrà godere di una vista panoramica impareggiabile.

 

Una vacanza a Roma è il sogno di ogni turista, grazie ai numerosi collegamenti, è possibile raggiungerla in poche ore, sia in aereo, che in treno. Tutti coloro che amano spostarsi comodamente in auto, ma temono il traffico caotico della capitale, oltre alla penuria di parcheggi, possono contare sul servizio la Parclick.it, in grado di offrire la soluzione ideale per risolvere questo problema.

Nei pressi della Stazione ferroviaria di Roma Termini, a pochi passi dalle zone di maggior interesse, potrai trovare un posto sicuro dove lasciare l'auto, per poi spostarti in tutta tranquillità per la città.

 

Uomini e donne al volante: un’infografica che sfata i luoghi comuni

L’otto marzo è la Festa della Donna. Con l’occasione automobile.it, sito di compravendita di auto nuove e usate, ha sviluppato l’infografica Uomini e Donne al volante – Tutta la verità  per  fare il punto su come si comportano realmente le donne al volante e per capire se ci sono differenze significative tra il modo di guidare maschile e femminile.

Sfatare il luogo comune così radicato e riassunto nel detto “donne al volante, pericolo costante” può essere molto difficile. Eppure se si guardano i numeri, il mito che vede le donne incapaci di guidare si rivela un falso mito, che esiste più nella percezione di automobilisti, motociclisti e pedoni che nella realtà.

Gli uomini guidano più delle donne; rappresentano infatti il 57% del totale degli automobilisti italiani. Non c’è tuttavia grande differenza per quanto riguarda l’utilizzo dell’auto: nel 2015, infatti, è stato calcolato che ogni uomo italiano abbia percorso in auto circa 11.500 km., la distanza che collega Roma a Manila. Le donne si fermano però poco prima, a Giacarta, con un totale di 10.600 km e mille chilometri in meno che, nell’arco di un anno, sono meno di 3 chilometri al giorno.

I dati relativi a uomini e donne al volante sono simili anche se si guardano le strade a più alto tasso di pericolosità. In entrambi i casi le strade dove avviene il maggior numero di incidenti sono quelle urbane dove si verifica il 70% dei sinistri “maschili” e il 71% di quelli “femminili”. Sulle autostrade avviene invece il 6% degli incidenti complessivi, sia che alla guida ci sia un uomo sia che ci sia una donna.

Dai dati raccolti e presentati nell’infografica non sembrano esserci dunque differenze sostanziali tra uomini e donne alla guida; le differenze emergono, invece, al momento di scegliere un’auto: gli uomini sono più sognatori mentre le donne sono più pragmatiche e impiegano il 10% del tempo in meno per decidere quale auto usata acquistare.

Lo studio realizzato da automobile.it ha indagato anche sulle cause alla base del luogo comune.

Due possibili ragioni sono distrazione e insicurezza, “difetti femminili” che sarebbero alla base del pregiudizio soprattutto secondo i più giovani. Un’altra possibile ragione è lo stress al volante: gli uomini sono più strettati ma sono più bravi a nasconderlo; quattro donne su cinque ammettono infatti di sentirsi sotto pressione mentre sono alla guida, una sensazione che si trasmette alle persone che si incontrano in strada, siano essi pedoni, altri automobilisti o compagni di viaggio.

Se neanche i numeri riescono a sfatare il luogo comune, bisognerà conviverci.  Nell’infografica viene offerto qualche consiglio su come fare; se quasi una donna su due, infatti, ha la ferrea volontà di smentire questa credenza con i fatti, sono tante le donne che hanno ormai rinunciato e si dicono non interessate a questo pregiudizio oppure rassegnate al fatto che non ci siano soluzioni.

 

Donne in sanità: tanti medici ma ancora poche manager in rosa

La popolazione medica femminile in Italia supera ormai il 40%, ma sotto i 40 anni siamo ben oltre il 60%: e le prestazioni del medico donna sono percepite sempre più a un livello superiore. Per questo il dato nazionale sulla presenza di donne ai vertici delle strutture sanitarie complesse, oggi intorno al 16%, è destinato a cambiare radicalmente. Anche nel Veneto, dove la quota di donne ai vertici dei reparti sanitari si ferma al 12,4%.

I dati trovano conferma nella comparazione "Donne professioniste nella sanità" presentata oggi dall'"Osservatorio Professionale Donna", che raggruppa un centinaio di imprenditrici e professioniste che operano a nordest.

A parte l'Istituto Oncologico Veneto, le strutture sanitarie più "virtuose" nelle cosiddette quote rosa,  sono a Padova (19%), Verona (17,3%), Chioggia e Mirano (16,7%). Sopra la media regionale anche Bassano (16%), Este (13,6%), Belluno (12,8%), Arzignano, Bussolengo e Pieve di Soligo (12,5%). Tra i capoluoghi il più basso risulta Vicenza (8.9%).

Per Lisa Zanardo, coordinatore dell'Osservatorio: "Anche qui, la questione di genere più che un elemento etico è ormai un fatto di qualità: nella valutazione delle strutture sanitarie un'equa presenza di donne avrà sempre più peso nei parametri di valutazione del servizio e gli ospedali, soprattutto nella scelta dei vertici, ne dovranno tener conto".

Un'indicazione che trova conferma nel nuovo libro "Bendessere e Natura: la scienza per sentirsi bene" che Giada Caudullo (nella foto), allieva di Vittorino Andreoli che ne ha curato la presentazione, ha illustrato in anteprima all'Osservatorio Professione Donna: "Un focus particolare del mio libro è dedicato proprio alla donna nei suoi più importanti momenti di vita: e in azienda, compresa quella ospedaliera, una logica più vicina alle particolari necessità della donna che lavora parte proprio dal vertice".

 

 

Donne

Totale

%

ISTITUTO ONCOLOGICO VENETO

2

8

25,0%

PADOVA

8

42

19,0%

VERONA

9

52

17,3%

CHIOGGIA

3

18

16,7%

MIRANO

5

30

16,7%

BASSANO DEL GRAPPA

4

25

16,0%

ESTE

3

22

13,6%

BELLUNO

5

39

12,8%

ARZIGNANO

3

24

12,5%

BUSSOLENGO

4

32

12,5%

PIEVE DI SOLIGO

4

32

12,5%

ASOLO

5

41

12,2%

ROVIGO

4

33

12,1%

TREVISO

7

61

11,5%

CITTADELLA

4

37

10,8%

VENEZIANA

6

59

10,2%

ADRIA

1

11

9,1%

VICENZA

4

45

8,9%

FELTRE

2

23

8,7%

S. DONA` DI PIAVE

2

25

8,0%

LEGNAGO

2

27

7,4%

THIENE

1

26

3,8%

Totale complessivo

88

712

12,4%

http://www.dati.salute.gov.it/dati/dettaglioDataset.jsp?menu=dati&idPag=62

 

Il gruppo Despar aiuta le associazioni di donne: fino al 5 marzo basta una piccola donazione alla cassa

Dal 27 febbraio al 5 marzo in tutti i supermercati Despar, Eurospar e Interspar nel Triveneto e in Emilia Romagna sarà possibile fare una donazione direttamente alle casse a favore di chi aiuta le donne del territorio.
Il gruppo Despar infatti ha deciso di tendere una mano a chi opera ogni giorno a favore delle donne, dei loro diritti e della loro salute, nell'avvicinarsi della festa della donna.
Destinatarie 4 associazioni attive sul territorio nella difesa dei diritti e nella promozione del benessere e dell'integrazione delle donne.
La raccolta fondi si intitola "Il mondo ha bisogno delle donne" e vede la firma di Aspiag Service, la concessionaria Despar per il Nordest.

"Il gruppo Aspiag- ha spiegato Angelo Pigatto, Direttore Risorse Umane di Aspiag Service srl – ha 2 terzi dei dipendenti che sono donne, 5000 su 7500. Molte sono le iniziative a sostegno della maternità e del welfare aziendale che mettiamo in campo per i nostro collaboratori. Con questa iniziativa abbiamo voluto estendere la nostra mano anche fuori, sempre nei confronti delle donne. La nostra filosofia aziendale così come il nostro nome guarda ad un'armoniosa collaborazione dentro e fuori l'azienda. Ecco perché crediamo che dare aiuto al territorio e alle donne in difficoltà porti ad un bene comune, di cui ne beneficia alla fine anche l'azienda."

La raccolta fondi aiuterà per il Veneto Gruppo Polis: la somma raccolta sosterrà il servizio di accoglienza protetta e di accompagnamento socio-lavorativo per donne vittime di violenza (http://www.gruppopolis.it/home/sostienici/casa-viola/). In particolare le somme raccolte saranno devolute a Casa Viola, un'abitazione a indirizzo segreto che può ospitare fino a 6 donne accompagnate da figli minori se presenti. Il servizio prende il nome ed è dedicato a Franca Viola, la prima donna che nel 1965 rifiutò in Sicilia un matrimonio riparatore dopo un sequestro di persone e una violenza sessuale. Accanto all'alloggio il Gruppo Polis offre a queste donne anche un percorso di reinserimento sociale, lavorativo e psicologico. "Quando si parla di violenza domestica problema – ha commentato Reneè Battistello di Gruppo Polis – dobbiamo considerare che molto spesso le vittime sono anche i bambini, costretti ad assistere: Casa Viola si occupa anche di loro. Il problema è che oggi la percezione dell'emergenza riguardo a questo fenomeno si sta abbassando: se nel 2013 il 77% avvertiva l'emergenza, oggi siamo al 73% : ormai la frequenza delle notizie legate a casi di femminicidio ha quasi creato un "raffreddamento" dell'opinione pubblica. Dobbiamo stare attenti a non abbassare la guardia su questi temi. "

In Friuli Venezia Giulia il contributo andrà invece al comitato provinciale di Pordenone dell'AISM Onlus (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), che si occupa di supporto e assistenza psicofisica a chi si trova a dover affrontare questa malattia: le più colpite sono proprio le donne, con un rapporto di 3 a 1.
"Oltre a sensibilizzare e ad informare sulla malattia – ha commentato Gabriele Cadelli, Associazione Italiana Sclerosi Multipla sezione di Pordenone - offriamo ogni giorno gratuitamente servizi di assistenza sul territorio, mobilità, trasporti e riabilitazione fisioterapica. Oggi la malattia può essere curata. Mentre nel 1979 su 10 persone 7 finivano in carrozzina e 5 erano donne oggi su 10 persone 3 finiscono in carrozzina . Di queste due sono le donne"

Per il Trentino e l'Alto Adige è stata invece scelta ANVOLT (Associazione Nazionale Volontari Lotta Contro i Tumori), che ogni anno organizza delle giornate di prevenzione dei tumori femminili eseguendo visite ginecologiche, senologiche e pap test.
" Tra le altre iniziative – ha spiegato Elisa Zeni, Presidente ANVOLT sezione Trentino – proponiamo a trento anche una giornata benessere alle donne in chemioterapia assieme ad estetista . Le aiutiamo cioè a sistemare i difetti dovuti alla chemioterapia. Le aiutiamo cioè anche psicologicamente parlando ad essere donna sempre e comunque.

A beneficiare della raccolta fondi in Emilia Romagna sarà infine il Centro Anti Violenza di Parma, fondato nel 1985, che si propone come "un luogo di donne per le donne".

Un'iniziativa lodevole e che il Comune di Padova non ha esitato a sposare ha spiegato il Commissario Straordinario per la città del Santo Paolo De Biagi .
"I femminicidi e le violenze sulle donne che salgono alla ribalta – ha commentato De Biagi – sono soltanto la punta dell'iceberg di un problema esteso contro cui dobbiamo combattere. L'amministrazione di Padova lo fa da anni , sostenendo in particolare tre strutture del territorio e collaborando con molte associazioni. Viste le finalità meritorie di questa iniziativa noi ci siamo e sosterremo l'iniziativa del gruppo Despar"

Revisione delle bombole a metano per auto: la manutenzione regolare può far risparmiare. Ed a Padova arrivano gli incentivi

A novembre a Treviso, a dicembre e gennaio due episodi a Padova. Anche in Veneto ciclicamente accadono incidenti connessi alla mancata revisione bombole metano auto. Costa caro infatti quando una bombola del gas non funziona, basta guardare la foto qui a fianco. 

Forse non tutti lo sanno ma la legge prevede sì 'obbligatorietà della revisione della bombola del gas, ma anche il fatto che questa operazione sia gratuita per il proprietario dell'auto. Il costo infatti è già assorbito da una accisa, le tanto famigerate addizionali di scopo, pari a 0,035 centesimi per ogi metro cubo di metano erogato. L'automobilista che porta l'auto in officina paga insomma solo la manodopera di smontaggio e montaggio della bombola. La data di scadenza, dopo la manutenzione, viene scritta sul collo della bombola e su un cartoncino che deve essere consegnato al conduttore del veicolo. Come tutte le operazioni di revisione dei veicoli, oltre al rischio di incorrere in sanzioni secondo quanto stabilito dal codice della strada, se viene ritardato pone ad un rischio crescente gli automobilisti di perdere, letteralmente, l'auto e di farsi anche male. 

Quindi oltre al danno economico anche quello fisico. Sono decine, secondo i dati del bilancio annuale del lavoro dei Vigili del fuoco, le auto che ogni anno prendono fuoco, ed a volte letteralmente esplodono, a causa di malfunzionamenti che innescano fiamme poi pericolosissime per i serbatoi contenenti il liquido propellente. 

Insomma se è vero che "il metano ti da una mano" come recitava un vecchio ed azzeccato slogan pubblicitario, sottolineando il minore impianto ambientale dell'utilizzo di questo combustibile per la trazione e se è vero che il motore dell'auto dura di più superando molto spesso i 300mila chilometri, è anche vero che occorre prestare grande attenzione alla manutenzione. 

Il metano infatti garantisce un costo inferiore del 65% a quello della benzina, permettendo di percorrere fino a 400 chilometri con appena 15 euro di carburante. Un sogno specie per chi percorre molti chilometri l'anno e quindi ammortizza più rapidamente le spese di installazione e manutenzione degli impianti. 

L'ente provincia di Padova ha inoltre confermato anche per il 2017 l'incentivo di mille euro una tantum per l'installazione di impianti a metano su mezzi commerciali con alimentazione diesel. Tale politica è dettata anche dal fatto che proprio in provincia di Padova a causa delle emissioni inquinanti che ristagnano in valle Padana, si respira una delle arie peggiori d'Europa. 

Despar rimette in circolo oltre 5 milioni di euro di generi alimentari ancora buoni

Tutte le filiali Despar, Eurospar e Interspar dell’azienda sono abbinate a una o più enti o associazioni che si occupano della ridistribuzione dei prodotti a chi ne ha bisogno. 
L’AD Paul Klotz: “La prevenzione dello spreco è uno dei fondamenti della nostra responsabilità sociale d’impresa”.

Secondo i dati diffusi dall’Osservatorio nazionale Waste Watcher di Last Minute Market / Swg in occasione della 4° giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, lo spreco annuale di cibo in Italia ammonta a circa 16 miliardi di euro, ovvero l’1% del Pil. Si spreca soprattutto nelle case: circa 145 kg di cibo all’anno per famiglia, valore che è pari al 75% dello spreco complessivo in Italia, per un costo di 360 € annui.

Sommando allo spreco domestico le perdite in campo (circa 1 miliardo e 25 milioni), gli sprechi nell’industria (circa 1 miliardo e 160 milioni) e nella distribuzione (circa 1 miliardo e 430 milioni), si arriva al valore di 15 miliardi e 615 milioni di spreco alimentare annuo (valore riferito all’anno 2015, elaborazione Distal Università di Bologna e Last Minute Market su dati Borsa Merci Bologna).

La grande distribuzione finisce spesso sul banco degli imputati: in realtà è forse l’attore che, lungo la filiera dal produttore al consumatore, controlla maggiormente lo spreco e mette in atto buone pratiche per prevenirlo.

Ne è una prova il risultato raggiunto nel corso del 2016 da Aspiag Service, la concessionaria Desparper il Nordest, grazie all’ormai consolidata collaborazione con Last Minute Market e con Banco Alimentare.

L’azienda ha abbinato tutte le proprie filiali 224 filiali Despar, Eurospar e Interspar in Veneto, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige ad almeno un’associazione di riferimento che, con cadenza regolare, ritira e ridistribuisce tutta la merce perfettamente commestibile ritirata dagli scaffali perché, per diverse ragioni, non può più essere venduta.

Grazie all’allargamento della rete di supermercati aderenti al progetto, nel 2016 Despar Nordest ha recuperato e rimesso virtuosamente in circolo merce per un valore totale di 5.405.863,38 euro.

Il 45% di questo valore (2.420.822,46 euro) è stato recuperato in Veneto ed Emilia Romagna; 1.859.368,52 euro in merce sono stati invece recuperati e ridistribuiti in Friuli Venezia Giulia; tra le associazioni assistite in Trentino Alto Adige, invece, è stata ridistribuita merce per 1.125.672,39 euro.

La lotta allo spreco alimentare è parte integrante della nostra responsabilità sociale d’impresa: i nostri primi progetti di recupero delle eccedenze alimentari risalgono al 2003”, racconta Paul Klotzamministratore delegato di Despar Nordest. “Nel frattempo ci siamo attivati anche sul fronte dell’educazione alimentare, in particolare con il progetto didattico ‘Le Buone Abitudini’, che in dieci anni ha coinvolto oltre 1.500 insegnanti e 40.000 bambiniPromuovere l’educazione alimentare è una battaglia centrale per favorire una svolta culturale sui temi dell’alimentazione e della salute, restituendo il giusto valore al cibo”.

Dal 2016, inoltre, l’azienda ha intensificato la collaborazione con Fondazione Banco Alimentare e Last Minute Market, organizzando anche degli incontri informativi per i volontari delle oltre 200 Onlus assistite, con l’obiettivo di illustrare i rivolti legislativi della cessione merce (in particolare alla luce della nuova legge “antispreco” entrata in vigore lo scorso settembre) e gli aspetti igienico-sanitari connessi con l’attività di donazione, raccolta e ridistribuzione del cibo.

Nel Regno Unito arrivano le nuove norme per il gioco ed i casinò

E' scaduto il periodo trimestrale di stand still a Bruxelles per le condizioni di rlascio delle licenze di gioco, anche per i casino online migliori, ed i codici di condotta: quindi, sono in arrivo le nuove norme del Regno Unito sul gioco e sui casinò con il via libera da parte della Commissione Europea alle “Gambling Commission Licence Conditions” ed il “Codes of Practice”. Dopo i consueti tre mesi in cui si possono presentare pareri od osservazioni in relazione a queste nuove normative ecco l'ok della Commissione. Il provvedimento “Condizioni per il rilascio della licenza da parte della commissione giochi d'azzardo e codici di buona prassi” tratta delle modifiche effettuate alle condizioni per il rilascio della licenza ed ai codici di comporamento che sono stati redatti dalla Commissione nel “ben lontano 2007”, mese di giugno, ai sensi della legge del 2005 sul gioco d'azzardo. Bisogna sottolineare che tutte le licenze di gioco rilasciate per i giochi d'azzardi devono essere conformi alle condizioni per il rilascio della licenza stabilite appunto dalla suddetta Commissione, nonché al relativo codice di responsabilità sociale redatto ai sensi della stessa legge, articoli 24 ed 82. Le disposizioni contenute nelle condizioni e nel codice variano naturalmente in relazione al fatto che la licenza si riferisca a servizi di gioco a distanza, oppure a servizi di gioco terrestri. Le modifiche hanno apportato miglioramenti per garantire di raggiungere l'obbiettivo di tenere la criminalità lontana dal gioco d'azzardo attraverso il rilascio della licenza ed assicurare che i casinò online seguano procedure atte a disincentivare ed individuare il riciclaggio di danaro, poiché queste operazioni sembrerebbe trovino facile accesso nel settore ludico non solo nel nostro territorio. Come si sa, e come è già stato affrontato in altri articoli, il mondo del gioco d'azzardo e quello dei casino online è molto appetibile per la criminalità organizzata che vede in questo settore la possibilità di riciclare danaro proveniente dal malaffare, la possibilità di “esercitare l'usura”, anch'essa “accompagnatrice infausta” a volte dell'abuso del gioco, la possibilità di infiltrare nei vari comparti del gioco “personaggi” che abbiano la possibilità di “giostrare” le imprese per i tornaconti della criminalità. Il tutto appartenendo ad un mondo lecito, ma con personaggi “criminali”e quindi al servizio delle varie organizzazioni illegali. Le condizioni per il rilascio delle licenze ed i codici di buona prassi si rendono, quindi, indispensabili per garantire al settore del gioco la correttezza e la trasparenza e per prevenire “danni peggiori” e sono richieste allo scopo di garantire l'aggiornamento degli stessi comparti nell'ambito della prevenzione dell'infiltrazione della criminalità. Ovviamente, si tratta di misure assolutamente non discriminatorie che specificano i requisiti necessari allo scopo di assicurare una prestazione dei servizi di gioco più sicura e tranquilla da parte sopratutto dei casinò a distanza, segmento difficile da controllare e monitorare. L'intendimento di tutte le organizzazioni che “controllano il gioco” è quello di preservare sempre di più il settore ed offrire sempre più garanzie di legalità, trasparenza e “pulizia” a coloro che vi si rivolgono. E questo ovviamente vale per tutti i Paesi visto che ogni territorio desidera che il gioco si svolga con serenità e che offra divertimento e non certo malaffare né disagi. Tutte le strategie quindi per arrivare a questo scopo vengono messe sul piatto con questo obbiettivo di salvaguardia proprio del divertimento.