Tre giovani veneti lanciano il tripadvisor per chi ha un amico a quattrozampe (con tanto di app): mai più sorprese al ristorante con fido

Dopo Be Puppy, e molti altri social dedicati al mondo degli animali, ecco arrivare myPetWorld, un vero e proprio tripadvisor a misura di animale, una community tutta italiana di riferimento, dove condividere recensioni, qualità dei servizi e informazioni. A realizzare il portale di servizi gratuito tre ragazzi veneti, due padovani ed un trevigiano: Marco Antonello, Matteo Cherubin e Andrea Faliva. In pochi giorni la pagina Facebook ha raccolto centinaia di mi piace.

L'obiettivo è quello di offrire a chi vive con un cane, un gatto, un coniglio o qualsiasi altro animaletto domestico o da compagnia, uno strumento semplice e veloce per cercare i servizi di cui hanno bisogno, come un veterinario, una farmacia notturna, ma anche una struttura alberghiera "dog friendly" o una spiaggia aperta anche agli amici a 4 zampe, i pachi piuttosto che i negozi dedicati. Oltre a questo, grazie alla sezione canili e gattili, sarà possibile avere una mappatura completa dei rifugi che ospitano animali abbandonati. Chi accede al portale troverà indirizzi e le recensioni lasciate dai naviganti, ma soprattutto avrà la possibilità di valutare la qualità del servizio scelto attraverso il giudizio espresso da altri utenti, e di lasciare il proprio contributo. Un vero e proprio TripAdvisor per proprietari di animali che ricopre tutta l'Italia.
Sono tre i fondatori di questo nuovo servizio Marco Antonello (43), Matteo Cherubin (44) e Andrea Faliva (27). L'idea è nata inizialmente da Marco, che poi ha trovato supporto negli altri due soci. Marco, alle prime armi con il mondo degli animali, si è trovato di fronte all'esigenza di individuare un veterinario per il suo cucciolo affetto da una sindrome genetica. Il primo problema è stato "Da chi vado?" i nomi erano tanti, ma senza sapere nulla di più. Si accorge così che mancava un servizio che andasse in aiuto a chi si trova a gestire emergenze o anche la quotidianità dei propri animali domestici, con recensioni e informazioni utili, mancava un vero portale informativo e di servizi dedicato. Marco ha condiviso l'idea con i amici ed il progetto ha preso il via: in tre mesi sito e app sono funzionati, già godono di tante recensioni e commenti, grazie ai social, nuovo motore della comunicazione. Il portale è www.mypetworld.it

COME FUNZIONA: Registrarsi è semplice, occorre un nome, una mail valida e una password (o potete fare accesso direttamente attraverso Facebook/Gmail), si attende la conferma della registrazione e poi si potrà accedere al sito. Il progetto myPetworld è nato e sviluppato a Padova: il servizio è fornito al cliente tramite sito web e soprattutto app mobile, disponibile per dispositivi IOS e Android.

APP iOS:https://itunes.apple.com/it/app/mypetworld/id960414449

APP Android: https://play.google.com/store/apps/details?id=it.mypetworld.app
ANDREA FALIVA, nato a Camposampiero (PD il 21 agosto 1987 e residente a Loreggia (PD)
Dopo il liceo ha continuato con studi economici presso l'università Ca' Foscari di Venezia, e parallelamente porta avanti al passione per la musica e l'insegnamento.
Nel 2013 fonda PEPE Interactive, un digital lab orientato al mondo del marketing, che offre servizi di sviluppo web/ecommerce, social media e servizi di comunicazione digitale per aziende.
La passione per gli animali c'è da tutta la vita: "Fin da piccolo sono cresciuto a stretto contatto con la "vita di campagna" grazie ai nonni, e nel mio piccolo ho cercato un continuo a questo, adattandolo alle possibilità offerte da una vita un po' più cittadina". Andrea vive con Sansone (Golden retriever) e Dado ( (bassotto).

MATTEO CHERUBIN, nato a Camposampiero (PD il 5 aprile 1971 e residente a Santa Giustina in Colle (PD)
Diplomato in informatica ha subito iniziato a lavorare come programmatore su personal computer, con gli anni ha aggiunto alle sue competenze lo sviluppo web e su dispositivi mobile (ios ed android).
Parallelamente ha sempre coltivato la passione per lo sport in particolare per la pallavolo ed il beach volley (praticati a livello agonistico), che lo ha portato a sviluppare la propensione per il lavoro in Team.
Cresciuto in campagna, l'amore per gli animali è stato trasmesso dai nonni, in particolare per cani e gatti da sempre presenti in casa come parte della famiglia.

MARCO ANTONELLO, Nato a Thiene (Vicenza) il 27 ottobre 1972 e residente attualmente a Castelfranco Veneto (TV).
Dopo la Laurea in Economia e Commercio a Parma, attualmente collabora come libero professionista in uno studio legale e segue due attività imprenditoriali in ambito alimentare. Nel tempo libero si occupa molto di sport e nel particolare di calcio, segue come allenatore le selezioni giovanili locali.
"Non ho avuto da sempre un grandissimo rapporto con gli animali – spiega Marco- fondamentalmente per motivi legati al poco spazio in casa. Ultimamente ho deciso di intraprendere una nuova avventura con OTTO (un cucciolo di Weimaraner), dal qualche mi sono dovuto separare presto per una malattia che l'ha colpito".

Scuole e famiglie: una riflessione sul patto educativo sabato a Padova

Scuole e famiglie. Proposte educative per una nuova umanità è il titolo del convegno in programma sabato 11 apriledalle 8.45 alle 12.30 in aula E di palazzo Bo (Università di Padova). L’incontro, organizzato e promosso dalla Fondazione Girolamo Bortignon per l’educazione e la scuola, si pone all’interno del percorso di avvicinamento al Convegno ecclesiale nazionale di Firenze del prossimo autunno, che ha come riferimento il “nuovo umanesimo”. Il convegno vuole essere un momento di ascolto e discernimento per la società civile e per le comunità cristiane, specificatamente in merito all’ambito educativo, al rapporto scuola/famiglia in un contesto così complesso come l’attuale.

Il convegno prevede, dopo il momento di accoglienza, i saluti e l’introduzione alle ore 9 di Michele Panajotti, presidente della Fondazione Girolamo Bortignon per l’educazione e la scuola. Seguiranno due interventi.

Il primo tratterà il tema Scuola/famiglia: che cosa sostanzia il patto educativo? e sarà proposto da Giuseppe Mari, ricercatore di pedagogia generale e docente alla Cattolica di Milano, all’Issr di Milano, allo IusVe e membro del comitato direttivo del Centro studi e ricerche sul disagio e sulle povertà educative.

Il secondo contributo, sul tema Educare oggi nella società complessa, sarà offerto da Stefano Quaglia, dirigente dell’Ufficio Quinto dell’Ufficio scolastico regionale del Veneto –Politiche formative e rapporti con la Regione e gli Enti locali – Progetti europei – Edilizia scolastica e Dirigente Reggente dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Verona. Segue il dibattito.

Modera l’incontro la giornalista Chiara Gaiani.

Uffici postali di Padova al top per qualità del servizio

Qualità del servizio, attenzione al cliente e affidabilità. Sono le parole chiave che hanno permesso a sette uffici postali di Padova e provincia (Montegrotto, Cittadella, Padova 18 all'Arcella, Padova Centro, Vigodarzere, Este e Vigonza - ritratto nella foto) di ottenere risultati di eccellenza e di aggiudicarsi il riconoscimento per le migliori performance nel corso dell'anno.

La premiazione del vincitore si è svolta la scorsa settimana a Mestre in occasione dell'incontro dell'area Nord Est di Poste Italiane, che ha riunito 430 tra dirigenti, personale di staff e sportellisti in rappresentanza di più di 1.000 uffici postali delle tre regioni. Le Poste padovane hanno conquistato i primi posti nell'offerta della vasta gamma di servizi e prodotti postali, finanziari e di comunicazione, ciascuno nella propria categoria individuata sulla base del traffico di clientela.

Durante la giornata, il responsabile nord-est Cosimo Andriolo ha illustrato, riprendendo le parole dell'AD Francesco Caio, il Piano Industriale 2020, sottolineando sfide e opportunità: "I risultati conseguiti dagli uffici premiati e da tutta la rete attiva nell'area dimostrano che Poste Italiane è la cassaforte sicura dei risparmi degli italiani. Risultati ottenuti grazie alla grande qualità del lavoro svolto e alla capacità di porre sempre il cliente al centro dei nostri interessi per rispondere al meglio ad ogni sua esigenza".

Alì supermercati ha a cuore (letteralmente) la salute dei suoi clienti: arrivano due defibrillatori cardiaci

Da oggi sono presenti e attivi presso i punti vendita Alìper di Abano Terme e Alìper di Maserà due defibrillatori che Alì ha ricevuto da Croce Verde nell’ambito dello "Spettacolo del Cuore", proposto dal dottor Davide Terranova (specialista in cardiologia che ha deciso di dedicarsi alla divulgazione medica) e rivolto ai ragazzi delle scuole secondarie di primo grado, a fine febbraio scorso. Croce Verde ha formato 4 dipendenti per ciascuno degli Alìper destinatari dei due strumenti salvavita, installati al box informazioni dell'Alìper di Abano e di Maserà. 

Ogni anno in Italia le vittime dell'arresto cardiaco sono 57.000, e costituiscono il 10% della totalità dei decessi. L'arresto cardiaco avviene quasi sempre senza preavviso e può colpire chiunque. Se non si riesce a ripristinare velocemente il ritmo cardiaco, la morte sopraggiunge in pochi minuti e dopo appena 6 minuti possono subentrare danni cerebrali irreversibili. Quindi, nel caso in cui si manifestasse un arresto cardiaco, è vitale intervenire nell’immediato, utilizzando un defibrillatore, che consente al cuore di riprendere un ritmo cardiaco regolare.

Grazie alla Legge n°120 del 3 Aprile 2001, oggi chiunque può intervenire tempestivamente, in attesa dell'arrivo dei soccorsi: è necessario conoscere poche e semplici manovre e avere a disposizione un defibrillatore semiautomatico esterno (AED o DAE). Per questo i dipendenti dei supermercati Alìper hanno seguito un corso di abilitazione all’utilizzo del DAE, organizzato dalla Croce Verde.

Il DAE è un apparecchio semplice da usare e affidabile, in grado di ripristinare il ritmo cardiaco in sicurezza.

«Oggi grazie al contributo di Croce Verde e IREDEEM, distributore autorizzato di defibrillatori a marchio Philips, avremo nei banchi informazioni dei nostri punti vendita di Abano e Maserà ben due defibrillatori. Questo è sicuramente un passo importante per la prevenzione e la sicurezza dei nostri clienti e dipendenti. Proprio perché è statisticamente provato che l'arresto cardiaco è una delle più frequenti cause di morte - dichiara Silvano Canella, titolare di Alì S.p.A. - abbiamo deciso di cominciare a dotarci di questi strumenti salvavita, semplici da utilizzare e di fondamentale importanza per ripristinare il ritmo cardiaco in caso di necessità, perché ci sta a cuore la salute delle persone. Questo è anche un modo per estendere e divulgare la cultura del primo soccorso promossa da Croce Verde.»

Fa multare le principali assicurazioni dall'antitrust. Premiato? No, allontanato dal sindaco di Padova perchè non organico alla Lega Nord

Questa è la storia di Amedeo Levorato, manager che ha scoperchiato il pentolone degli accordi di trust tra compagnie assicuratrici, e che è stato allontanato da Aps Mobilità perchè non è gradito all'attuale amministrazione in quanto ha lavorato per anni con l'amministrazione di Flavio Zanonato.
In estrema sintesi: da Presidente di Aps holding, azienda che ha la responsabilità del trasporto pubblico a Padova Amedeo Levorato si accorge che le compagnie assicuratrici fanno cartello per tenere alti i premi delle assicurazioni dei bus. Denuncia tutto all'anti trust che commina ai due principali gruppi assicurativi italiani una maxi multa da decine di milioni di euro. Amedeo Levorato è stato premiato per questo? No. E' stato sacrificato in nome dello spoil system, quel termine inglese che in italiano potrebbe essere tradotto: "puoi essere bravo fin che vuoi, ma se non sei del mio partito ti devi dimettere". Clicca qui per leggere l'articolo che sulla vicenda scrive l'ex sindaco e senatore Paolo Giaretta

Le suore Dimesse festeggiano i 400 anni della presenza della congregazione a Padova

Con il mese di maggio 2015, le Suore Dimesse Figlie di Maria Immacolata inizieranno una serie di appuntamenti per festeggiare i 400 anni della loro presenza a Padova.

Il 23 maggio prossimo infatti, la Casa Madre di Via Dimesse darà avvio ad un anno di celebrazioni che si concluderanno nel maggio 2016, per onorare la memoria di tutto ciò che in questo tempo è stato qui vissuto, con un forte desiderio di guardare al futuro, soprattutto per quanto riguarda l’ambito educativo.

La storia delle Suore Dimesse a Padova è iniziata nel 1615 per volontà di Madre Maria Alberghetti, che ha fondato la Comunità insieme ad alcune giovani della nobiltà veneziana. Da allora e per quattro secoli, la Casa Madre è divenuta luogo di educazione che ha resistito alle intemperie dei tempi, compresa la soppressione napoleonica, rimanendo sempre presente e attiva in città.

La realtà delle Suore Dimesse è saldamente intrecciata con la storia di Padova ed il suo tessuto sociale, culturale e di fede; ha dato infatti alla città un contributo significativo per la formazione delle giovani generazioni.

Per questo le celebrazioni, che avranno ufficialmente inizio il prossimo 23 maggio, desiderano essere soprattutto una occasione di incontro per rinsaldare le relazioni con gli ex-alunni e per offrire a quanti lo desiderano una possibilità di conoscenza del servizio compiuto dalle Dimesse.

«L’obiettivo dei festeggiamenti è dare voce a una memoria grata per quello che è stato il passato, ma anche  alimentare la speranza per quello che potrà essere il futuro della nostra presenza – spiega Suor Marilena Bazza, responsabile della Comunità Dimesse di Padova: una presenza riconoscente per questi quattro secoli vissuti dalle nostre Sorelle in questa città secondo il carisma del nostro fondatore padre Antonio Pagani, carisma portato qui da Madre Maria Alberghetti, che veniva dalla Comunità delle Dimesse di Murano – VE.

Le suore Dimesse sono state un punto di riferimento per l’educazione.

«Certamente l’educazione qui si è radicata prima che si consolidasse la scuola in Italia – prosegue Suor Marilena Bazza-. Anzi, la nostra scuola ha ricevuto nei secoli il riconoscimento del Re d’Italia, dello Stato Italiano ed è sempre rimasta luogo di una educazione cercata e approvata dalla gente come seria e importante per l’impostazione della vita.»

Una scuola che nei secoli di presenza in città ha mantenuti dei punti fermi sul modello di formazione.

«Il nostro motto è “Formare la mente ed educare il cuore” – precisa Suor Marilena Bazza-. Il progetto educativo è fondato sulla formazione integrale della persona, un cittadino onesto serio, capace e intellettualmente formato, attrezzato quindi per affrontare i problemi che ogni stagione della Storia presenta, compresi quelli  attuali. Oggi la nostra scuola è partitaria, adeguata a tutte le normative richieste dallo Stato Italiano e ha, in più, quella attenzione alla persona che rimane sempre al centro della nostra formazione nella sua interezza.»

Un anno di celebrazioni che avranno appunto inizio il 23 maggio con una Celebrazione Liturgia presieduta dal Vescovo di Padova, Mons. Antonio Mattiazzo nella chiesa della Casa Madre di Via Dimesse, a testimonianza del forte legame con la Diocesi e con la Città.

«Noi Suore Dimesse intendiamo vivere quest’anno come occasione di apertura verso il territorio e verso la città di Padova – conclude la responsabile della Comunità Dimesse di Padova, Suor Marilena Bazza – e in dialogo con le famiglie, perché anche a esse si rivolge la nostra attenzione, oltre che all’alunno, per accompagnarle nell’educazione dei figli.

Ci auguriamo che queste celebrazioni divengano punto di partenza per guardare al futuro con prospettive nuove. Sicuramente ci daranno la possibilità di camminare ancora nel tempo.»

 

Breve storia della Congregazione:

Il 21 maggio 1615 Madre Maria Alberghetti con alcune sorelle provenienti da Murano, tra le quali Diana Crivelli, Catarina Tamburini e la nobile Regina Giustiniani da poco entrata nella Compagnia, dà inizio alla Nuova Comunità Dimesse di Padova. La Madre si preoccupa di far recintare orto e giardino con delle mura, e di far costruire una chiesetta dedicata alla Santa Vergine ove ritirarsi a pregare.Madre Maria Alberghetti, confermata Superiora della Comunità sino al termine della vita, muore il primo gennaio 1664.

La piccola comunità si organizza velocemente in fraterna vita in comune, dedicata alla preghiera e alle opere di carità, e riceve la benedizione di Papa Gregorio XV. Accanto ai vari impegni, sia all’interno della comunità sia nell’ambito della Chiesa locale e dell’ambiente cittadino, le Dimesse svolgono anche attività educativa. E si può dire che quella dell’educandato sia opera nata con la stessa fondazione della comunità padovana. La formazione e l’educazione alle giovani ragazze risulta già dai primi documenti ufficiali quale scopo principale dell’Istituto e le Dimesse vengono ben presto definite “una Compagnia secolare di educatrici”. Nella seconda metà del Settecento le Dimesse intensificano anche l’Istruzione scolastica, sempre con l’impegno di trasmettere cultura, e valori umani e spirituali.

Nonostante un primo Sovrano Decreto di scioglimento della Compagnia giunto il 12 maggio 1810 da parte del Governo Francese, le Dimesse, pur deposto l’abito religioso, riescono ad evitare la soppressione, non estesa a luoghi di educazione. Un secondo ordine di scioglimento giunge nell’ottobre dello stesso anno. Il ministro francese viene invitato dal prefetto a vistare il Collegio. Il metodo educativo viene apprezzato, l’attività scolastica elogiata e l’Opera quindi può essere risparmiata dalla soppressione napoleonica. Quindi, la Casa di Padova, come quella di Udine, sopravvive proprio grazie alla natura giuridica di “istituto secolare” benemerito nell’istruzione e nell’educazione.

L’8 dicembre 1905, Festa dell’Immacolata Concezione, le Dimesse esprimono, anche pubblicamente, con i voti religiosi, il vincolo di donazione che le lega a Cristo, configurandosi come Congregazione religiosa a tutti gli effetti.

Tra gli anni ’50 e ’60 fondano piccole Comunità principalmente nelle parrocchie della diocesi di Padova, ma non mancano di allargarsi nelle diocesi di Vicenza, Verona, Udine, Trieste, Milano e Roma.

Dal 1965 sono presenti nelle missioni in Kenya; in Brasile dal 1976, in India dal 1984 e in Tanzania dal 2005.

La fisionomia delle Dimesse ha assunto così una dimensione sempre più intercontinentale: a rafforzare il movimento degli inizi che si allargava, da quelle già esistenti, a nuove Comunità, fino a dove lo Spirito vorrà condurle.

Nel 2000 il Carisma è stato aperto anche ai laici ed è nata così la Fraternità Laicale “Padre Antonio Pagani”.

Welfare familiare e cura dell'anziano: ne parlano a Padova Paolo Crepet e don Mazzi

"Invecchiare è complicato" e ancora: "Attenzione, cura e dignità" sono le parole che dovremmo riservare ai nostri anziani. È la prima riflessione del noto psichiatra e sociologo Paolo Crepet che farà parte del panel dei relatori chiamati da Openjobmetis a dibattere intorno a uno dei temi di maggior attualità dei nostri tempi: l'invecchiamento della popolazione e la conseguente necessità di farsi carico delle persone anziane e non più autosufficienti.

Si parlerà sia di coloro che vengono comunemente denominate – probabilmente con un termine che suona meno valorizzante di quanto dovrebbe – "badanti", sia di quanto l'operato di queste figure professionali impatti nei delicati equilibri socio familiari. Per questo, Openjobmetis ha deciso di dedicarsi alla loro ricerca e selezione tramite una nuova e apposita divisione specializzata, denominata "Divisione Family Care".

I convegni, intitolati "Welfare familiare: l'anziano oggi, una ricchezza di cui prendersi cura", si terranno martedì 24 e giovedì 26 marzo, rispettivamente a Milano e a Padova. Interverranno: il Prof. Paolo Crepet, il Senatore Antonio Tomassini, Presidente dell'Associazione di Iniziativa Parlamentare per la tutela della salute, Silvia Dumitrache, Presidente Associazione Donne Romene in Italia e Francesco Maietta, Responsabile Politiche Sociali Fondazione Censis.

Nella serata padovana del convegno, Openjobmetis si avvalorerà anche della presenza di Don Antonio Mazzi - il popolare fondatore della Onlus Exodus - al quale ha voluto affidare il compito di aiutare il pubblico a riflettere su tematiche tanto importanti quanto universali.

L'appuntamento è giovedì 26 marzo al Piccolo Teatro di via Asolo, 2, con orario di inizio fissato per le ore 20:00.

 

Il contesto sociale

Francesco Maietta descriverà quei 2,5 milioni di anziani che vivono in casa propria o di parenti con limitazioni funzionali (il 20% circa degli anziani nel nostro Paese) e hanno bisogno di assistenza. Le famiglie italiane spendono oltre 9 miliardi di euro l'anno per la cura dei propri cari, mentre si calcola che la spesa pubblica per la long term care per gli anziani non autosufficienti sia pari all'1,28% del Pil, vale a dire circa 20 miliardi di euro. Un costo sociale molto elevato, che però non sempre coincide con un servizio ottimale. Infatti, se per l'80% degli Italiani gli assistenti familiari hanno salvato una generazione di anziani, percentuali addirittura superiori indicano che il modello di welfare del "badandato" è tuttavia imperfetto: per l'81,6% sono molti i casi di assistenti familiari che non sono all'altezza del loro compito, perché poco professionali e non adeguatamente preparati.

"Desideriamo rivolgerci, con questi due nuovi appuntamenti, a tutte quelle famiglie che oggi si trovano nella delicata necessità di assicurare assistenza ai propri anziani – commenta Rosario Rasizza, Amministratore Delegato di Openjobmetis. La nostra Agenzia per il Lavoro vuole quindi essere un punto di riferimento sociale, occupandosi non solo della selezione e della gestione delle assistenti familiari, ma anche e soprattutto dando sicurezza, serenità e prontezza di risposte alle famiglie che mettono i propri cari nelle mani di una persona che non conoscono e con la quale devono necessariamente instaurare un rapporto di stima e di fiducia".

"La nostra è una società fondata sull'egoismo – afferma, senza tanti giri di parole, don Antonio Mazzi. Ed è da questa considerazione e da questa consapevolezza che dovremmo partire per ragionare sul fatto che la solidarietà, il sentirsi vicini a una problematica sociale, è un qualcosa che dovrebbe avere inizio nella propria casa, nella propria quotidianità. Se ci fosse una differente concezione degli anziani, e della ricchezza che essi rappresentano, non ci sarebbe necessità di azioni "spot" destinate a lasciare il tempo che trovano, ma vivremmo in un mondo caratterizzato da un'altra cultura di fondo. Invece gli anziani muoiono negli appartamenti posti sul nostro stesso pianerottolo e non sempre ce ne si accorge subito. Viviamo in un mondo che diventa sempre più vecchio e solo, ma se la relazione fosse più "relazione", se ponessimo più attenzione alla necessità di attribuire importanza, profondità, valore allo scambio che avviene tra gli anziani e le persone chiamate a prendersene cura, le cose andrebbero molto meglio. Anche per i giovani - conclude Don Mazzi - che nei "nonni" potrebbero trovare quel porto sicuro, quella dolcezza e quella disponibilità all'ascolto che troppo spesso manca e che è una delle prime cause di disagio sociale".

"Gli anziani sono il legame con la nostra storia, sono la nostra memoria, sono la testimonianza dell'amore che ci ha generato e, nel contempo, sono la proiezione del nostro futuro di esseri umani – afferma Paolo Crepet, psichiatra e sociologo –. Invecchiare è complicato. Lo è per chi, giorno dopo giorno, porta il peso crescente degli anni. Allo stesso modo questo peso, questo mutamento di condizioni e di rapporti, viene vissuto con difficoltà dalle famiglie. Una madre e un padre che non sono più autosufficienti giustificano l'ansia di un figlio che avverte la sua fragilità di fronte a una situazione irreversibile, che si complica con il passare dei giorni. È una situazione che si deve e si può gestire, garantendo alle persone l'assistenza e la protezione che meritano e, soprattutto, salvaguardando la loro dignità".

Mentre Saia e Bitonci vanno di perlustrazione mattutina in stazione, Padova ci rimette la faccia su Striscia la notizia in via Liberi

Dopo che con un articolo il Mattino di Padova ha dimostrato che in dieci mesi la situazione della sicurezza in zona stazione è peggiorata, dando voce ai commercianti (clicca qui per leggere l'articolo) Massimo Bitonci e Maurizio Saia hanno compiuto un giro in zona alle 10 di lunedì mattina. E mentre i due paladini della sicurezza annunciata parlavano con i commercianti annunciando (sempre la futuro) che arriveranno 8 agenti di polizia municipale (senza direesattamente quando),  a poche centinaia di metri in via Liberi (dove la polizia municipale ha un robusto distaccamento) si consumava una delle tante contraddizioni della Padova che Maurizio Saia annunciava in campagna elettorale, sarebbe stata resa sicura in 100 giorni. Una donna novantenne piangeva in auto mentre si vedeva per l'ennesima volta rinviato lo sfratto esecutivo dell'appartamento che le integra, da un anno solo in teoria, il reddito da pensionata. Colpa di una serie di fattori: della crisi che ha portato a non poter più pagare l'affitto a una coppia di nordafricani, facchino lui, disoccupata lei dopo che è nata la loro bimba di due anni. Risposte, in un anno di tira e molla tra privati, per questa coppia non ne sono arrivate dai servizi sociali, che a causa dei tagli di bilancio, hanno un milione di euro in meno da destinare a chi a Padova non ce la fa. Ed allora la coppia di genitori ha deciso di farsi dare man forte da un gruppo di connazionali, che rendono di fatto vana l'applicazione della legge. Rimangono le lacrime di una anziana, l'angoscia di una coppia con una bambina che non sa dove altro andare, e una coppia di politici in perenne passerella. Che risposte sapranno dare il sindaco Bitonci e l'assessore Saia a queste due famiglie di Padova? Cosa diranno alla signora novantenne e ai due genitori di una bambina di due anni?

Clicca qui per vedere il servizio di Striscia la Notizia

 

Monster porta a Padova 380 opportunità di lavoro per universitari

Monster, leader mondiale nel favorire l’incontro tra persone e opportunità di lavoro, porta in Veneto il mese del lavoro.
Un intero mese in Veneto per presentare la nuova app Monster University Tour dedicata a studenti, laureandi e neolaureati che si inserisce nel più ampio progetto di Monster dedicato a laureandi e neolaureati.

Il Tour nel mese di marzo dedica alla regione ben 3 tappe: Ca’ Foscari di Venezia, Università degli Studi di Verona con tappa l’11 marzo e in chiusura l’ateneo di Padova il 25 marzo.

Attraverso il Tour, un ciclo di incontri organizzati in collaborazione con i job placement di ateneo, Monster punta infatti a raccontare ai ragazzi le metodologie per meglio comunicarsi alle Aziende attraverso il web e per andare incontro a nuove opportunità professionali.

In questo momento su Monster.it gli annunci di lavoro in Veneto sono circa 3.000 divisi in tutte le categorie. Oltre 380 gli annunci in regione dedicati espressamente ai candidati neolaureati. Un patrimonio di opportunità che può essere maggiormente sfruttato anche utilizzando le applicazioni mobile. La nuova app pensata per i giovani, infatti, oltre a dare facile accesso ad offerte di lavoro dedicate, rappresenta uno strumento utile a 360 gradi: grazie ad un'interfaccia immediata ed intuitiva, consente di scaricare e prendere spunto dai modelli di CV Monster per creare un curriculum personalizzato e proporsi al meglio alle aziende.

Disponibile gratuitamente su App Store e Google Play, la app offre la possibilità di accedere ai suggerimenti  degli esperti Monster per la stesura di un'efficace lettera di motivazione, ai video  tutorial che supportano gli studenti con consigli sulla ricerca di lavoro e consente di consultare i profili di aziende alla ricerca di neolaureati.

In pochi passaggi è possibile visualizzare le offerte di lavoro e candidarsi direttamente a quelle più in linea con il proprio profilo.

"Laconoscenza del mercato per uno studente o un neolaureato alla ricerca del suo primo impiego - ha dichiarato Nicola Rossi Country Manager di Monster Italia - è indispensabile. Sapere quali sono le aziende che stanno cercando personale nella propria area di interesse, approfondirne il settore e l'attività può essere un elemento determinante per trovare un impiego. Allo stesso modo, anche usare al meglio gli strumenti base come il CV o la lettera di motivazione è un aspetto centrale. Per questo abbiamo voluto realizzare un'applicazione gratuita che contenesse tutto il meglio dei suggerimenti targati Monster per la ricerca di lavoro, calibrati sulle esigenze dei giovani".

"Sapersi giocare le proprie carte in un mercato molto competitivo come quello in cui viviamo - ha concluso Rossi - è fondamentale per riuscire a intercettare le opportunità. Diventa quindi indispensabile saper presentare al meglio le proprie competenze. Con il Monster University Tour e questa nuova app vogliamo dare una mano proprio a chi ha appena concluso o sta terminando il suo percorso universitario e dovrà cominciare a confrontarsi con aziende alla ricerca di personale".