Franco Cardini a Padova per raccontare "Istanbul. Seduttrice, conquistatrice, sovrana". Appuntamento in sala anziani giovedì

Franco Cardini, illustre medievista ritorna dopo anni a Padova domani, giovedì pomeriggio alle ore 18 in sala anziani. Lo scrittore presenta il suo ultimo libro edito dal Mulino: "Istanbul. Seduttrice, conquistatrice, sovrana", gustosa guida di una delle città più belle e ricche di storia del mondo. Ancora oggi, scrigno di meraviglie senza tempo: dai sufi danzanti agli aromi dei Bazar passando per moschee che tolgono il fiato per la loro bellezza senza tempo.
Si presenta questa come una ricca occasione per sentire Franco Cardini, che come è noto, è un grande conoscitore del Vicino Oriente e delle problematiche che affliggono questa parte del mondo ma anche delle sue potenzialità immense. Non improvvisato esperto del mondo islamico. Modera la presentazione Angelo Cimarosti, Direttore Tg Canale Italia. Interverranno Adolfo Morganti, presidente dell'Associazione Identità Europea promotrice dell'evento.
La partecipazione è aperta al pubblico, che dopo anni potrà risentire questo autore che è capace di muoversi a tutto tondo tra storia e attualità.

Hotel a Padova: prezzi in ribasso deprimono i fatturati nonostante l'aumento degli arrivi

L'imposta, intesa come tassa di soggiorno, è mobile come la famosa piuma al vento di operistica memoria. Dai dati pubblicati di recente dall'osservatorio di Federalberghi, su un campione di 12 città capoluogo dall'appeal turistico paragonabile a Padova, alla città del Santo è riservata la tariffa più alta (3 euro nei 4 stelle), mentre per realtà limitrofe quali Verona e Vicenza è notevolmente più bassa (2 euro nei 4 stelle) e una prossima new entry come l'Unione dei Comuni del Camposampierese prevede addirittura una tariffa di 50 centesimi fino al valore di 100 euro per stanza.
Tassa che poi ha un andamento simile a quello dei fiumi carsici: inghiottita da alcuni confini territoriali rispunta qualche chilometro più in là, con un effetto simile a quello delle trombe d'aria, che devastano in modo asimmetrico i territori su cui si scatenano.
Eppure qualche speranza la nutre Monica Soranzo, presidente di Padova Hotels, la sigla di Ascom Confcommercio che rappresenta l'hotellerie padovana, galassia di realtà eterogenee con anime diverse, rappresentate dalle piccole e medie strutture a gestione familiare e dagli hotel delle grandi catene nazionali ed internazionali.
"Da poco abbiamo potuto avere un interessante confronto in Ascom con l'assessore Grigoletto del Comune di Padova – afferma Monica Soranzo - che ha lasciato intravvedere una buona disponibilità da parte dell'amministrazione attuale a rivedere la tariffa della tassa di soggiorno, e già questo sarebbe un segnale fortissimo per la categoria tutta. Disponibilità che abbiamo tradotto in una lettera che abbiamo inviato allo stesso assessore ai tributi e al suo collega Rodeghiero, competente per il comparto turistico".
"Abbiamo anche voluto tastare il polso dei nostri colleghi padovani con un breve sondaggio, per capire l'aria che tira. Sono emersi dati che fanno riflettere – continua Soranzo – anche per la dicotomia rilevata tra chi intravvede qualche lieve segnale positivo nell'andamento delle presenze per i primi mesi dell'anno e chi invece sta prendendo atto di un drastico calo nelle prenotazioni".
Il dato che emerge prepotente e corale comunque è che, mentre le statistiche regionali attribuiscono a Padova un incremento nelle presenze turistiche in città, la redditività è in netto calo, determinata dall'erosione delle tariffe, in caduta libera sia per la politica commerciale "aggressiva" di alcune grandi strutture, sia per la concorrenza fortissima delle strutture ricettive complementari, come i bed&breakfast, gli appartamenti e via dicendo, che possono andare al ribasso forti di una gestione fiscale e aziendale completamente differente.

Il presidente Ascom Patrizio Bertin incontra il Prefetto di Padova "L'insicurezza continua a crescere tra i commercianti, occorre prevenzione"

Si sono incontrati e si trovati perfettamente d'accordo il Prefetto, Patrizia Impresa ed il presidente dell'Ascom, Patrizio Bertin: la sicurezza richiede, prima di tutto, prevenzione ed, in secondo luogo, non serve fare di tutta l'erba un fascio.
"Al Prefetto – ha detto al termine dell'incontro il presidente dell'Ascom – abbiamo manifestato tutta la nostra preoccupazione per il senso di insicurezza che sta prendendo piede tra gli operatori economici anche se il rischio è quello di amplificare fenomeni che sono sicuramente in aumento ma che per essere valutati nella giusta portata meritano di essere distinti".
Per Bertin, in altri termini, le statistiche hanno il loro peso ma non dicono tutto.
"Negli ultimi tempi – ha continuato Bertin – sono state soprattutto le abitazioni private a rappresentare un obiettivo per i malavitosi, così come i centri commerciali sono stati oggetto di furti, ma qualche segnale positivo è venuto dalla diminuzione delle rapine, soprattutto di quelle violente e, per quanto ci riguarda, dobbiamo segnalare una buona situazione in Prato della Valle dove i nostri operatori ambulanti segnalano un deciso miglioramento della situazione".
Questo non significa che l'allarme sociale non sia a livello alto.
"Purtroppo - aggiunge il presidente dell'Ascom – c'è una diffusa percezione che le Istituzioni e le Forze dell'Ordine non dispongano degli strumenti adatti per combattere fenomeni che, per essere contrastati, necessitano di una certezza della pena che, al momento, sembra essere l'anello debole della catena".
Il Prefetto, per parte sua, ha confermato il massimo impegno dicendosi convinta dell'opportunità di confrontarsi periodicamente con le categorie economiche

Expo days a Padova la domanda è "Cosa mangiamo?" Rispondono al giardino della biodiversità Piero Martin e Alessandra Viola

Un appuntamento speciale con gli Expo Days, da annotarsi sulla propria agenda: mercoledì 11 (ore 17, Orto Botanico, Sala Convegni del Giardino delle Biodiversità, ingresso libero) si parla dell' «atomo nel piatto», andando alla radice – con particolare attenzione alla biodiversità – degli alimenti che arrivano nelle nostre tavole. Cosa mangiamo? Da questa domanda muovono gli interventi di Piero Martin e Alessandra Viola

Le parole atomo, nucleo e radiazione incutono timore e sono spesso associate a energia, medicina, telecomunicazioni, eppure sono presenti ogni giorno sulla nostra tavola e probabilmente sempre più lo saranno in futuro. La fisica nucleare trova larga applicazione in agricoltura, nella tutela dell'ambiente e in generale in quasi tutta la catena alimentare e, in un modo o nell'altro, l'atomo è nel nostro piatto. I contenitori dei cibi deperibili che acquistiamo al supermercato sono stati probabilmente sterilizzati con radiazioni ionizzanti, prodotte in processi nucleari.

Con le radiazioni si distruggono insetti, muffe e batteri responsabili del deperimento dei cibi e si rallenta la maturazione di frutta e verdura per impedirne la germinazione (questo tipo di radiazioni sono usate anche per conservare il cibo degli astronauti). Sempre le radiazioni ionizzanti sono alla base di diverse tecniche antiparassitarie che aiutano a debellare una piaga endemica per l'agricoltura africana come la mosca tsetse, che si stima abbia da sola prodotto danni economici per quattro miliardi e mezzo di dollari. I traccianti radioattivi, oltre che per lo studio dell'impatto e della distribuzione dei fertilizzanti, si usano anche per seguire il corso delle acque e ottimizzare i sistemi di irrigazione. Curioso l'aneddoto che riguarda George de Hevesy, chimico ungherese pioniere nell'uso dei traccianti radioattivi, che usò proprio un tracciante per scoprire che la sua padrona di casa riciclava il cibo avanzato per preparargli delle sbobbe immangiabili, inchiodandola così alle sue responsabilità di pessima oste! Le radiazioni ionizzanti sono usate anche per indurre mutamenti genetici nelle specie vegetali: l'esempio del grano Creso, realizzato dall'Enea quarant'anni fa e ancora oggi largamente coltivato in Italia, è solo uno dei molti possibili. Anche la FAO, insieme all'Agenzia internazionale dell'energia atomica (IAEA), ha un programma denominato "Atoms for food: Nuclear Techniques in Food and Agricolture" che mira a migliorare la sicurezza e la sostenibilità delle strategie agricole e alimentari attraverso l'uso di tecniche nucleari. Le radiazioni emesse dagli atomi di cibo e piante permettono poi di verificare la qualità dei formaggi, dalle mozzarelle all'asiago o di insaccati, prosciutti e carni o anche – quando misurate su larga scala attraverso satelliti o rivelatori installati su aeroplani – di monitorare la crescita e la salute delle colture, di predire i raccolti e di anticipare possibili problemi. Atomi nel piatto, quindi. Tanti, e utili. Ed è importante conoscerli e talvolta superare pregiudizi. La conversazione sarà dedicata ad illustrare alcune di queste applicazioni, con un'attenzione particolare sia alla spiegazione dei principi fisici che all'attualità. La dialettica tra una competenza giornalistica e una scientifica darà l'opportunità di utilizzare un approccio interdisciplinare che partendo dalla tematica alimentare – centrale per EXPO – consenta al pubblico di approfondire le proprie conoscenze in un campo che spesso si ritiene ostico come quello della fisica nucleare e di scoprirne applicazioni del tutto inaspettate.

Piero Martin. È professore di Fisica sperimentale al Dipartimento di Fisica e Astronomia dell'Università di Padova ed è ricercatore presso il Consorzio RFX. Già responsabile scientifico dell'esperimento padovano RFX, è oggi responsabile di una task force europea su esperimenti di fusione termonucleare controllata, che coinvolge tre grandi esperimenti in Germania, Svizzera e Gran Bretagna promossa dal Consorzio EUROfusion. È Fellow dell'American Physical Society. È

autore de "L'era dell'atomo" (con A. Viola, Il Mulino 2014).

Alessandra Viola. Dottore di ricerca in scienze agrarie e ambientali, è giornalista scientifica e collabora con «L'Espresso», «la Repubblica», «Il Sole 24 Ore», la RAI, il CNR. Nel 2013 ha vinto il premio per la divulgazione scientifica dell'Associazione italiana del libro. È autrice di «Verde brillante» (con S. Mancuso, Giunti, 2013, tradotto in spagnolo e in tedesco) e "L'era dell'atomo"

(con P. Martin, Il Mulino 2014) e produttrice di cartoni animati a sfondo sociale (Giovanni e Paolo,

sulla storia dei giudici Falcone e Borsellino, e La missione di 3P, sulla vicenda di Padre Pino Puglisi)

per la RAI. È docente alla Luiss.

Festa della donna a Padova: entrate gratuite a stadio e orto botanico (e mimose gratis con la Croce rossa)

Molte le iniziative in vista della festa della donna, domenica 8 marzo. Allo stadio Euganeo in occasione della gara Biancoscudati Padova - Arzichiampo le donne entreranno gratis e alle fedelissime abbonate alle gare casalinghe dei Biancoscudati sarà riservato un omaggio floreale e cosmetico. Entrata gratuita anche all'orto botanico ed al giardino della biodiversità di Padova.
Il Comitato Provinciale della Croce Rossa di Padova, Domenica 8 marzo dalle ore 9 alle 18, in occasione della Festa della Donna, sarà presente in via Roma a Padova (angolo con via S. Martino e Solferino) con un'iniziativa di sensibilizzazione, informazione e di raccolta fondi, per il progetto "Donne al Centro".

Verranno offerte mimose, gentilmente donate da "La Boutique - Piante, frutta e verdura di Fanton Maila" di Ponte di Brenta (PD) invitando i cittadini a lasciare un'offerta per sostenere il Progetto di accoglienza di donne (e loro figli minori) vittime di violenza domestica.

Il Progetto, attivo dal 2012 si realizza presso la struttura gestita dalla Croce Rossa di Padova e si articola attraverso l'accoglienza, il supporto emotivo e logistico e nelle attività con i bambini di donne oggetto di violenza domestica. Il Progetto è strutturato al fine di garantire un'accoglienza in situazioni di emergenza e per i progetti di seconda accoglienza che prevedono il reinserimento sociale e lavorativo.

Orti a Padova: un corso per gli aspiranti contadini metropolitani

A partire da martedì 10 marzo 2015, un corso organizzato da City&Farm con il patrocinio del Comune di Padova, svelerà le pratiche di base e le tecniche più efficaci per coltivare il proprio orto utilizzando il metodo dell'agricoltura biologica.

Organizzato in 5 lezioni (tre teoriche e due pratiche sul campo), il corso sarà tenuto da Luca Masiero, agrotecnico esperto della materia e approfondirà i punti fondamentali per chi voglia iniziare a coltivare il proprio orto: il terreno, le piante, gli insetti e le patologie delle piante.

Per facilitare la partecipazione il corso si terrà in due sedi: a Padova Est, in via del Lavoro 79/1 a Vigonovo (località Tombelle) e a Padova Ovest presso Ca'Sana, in via SS Fabiano e Sebastiano 13 Padova (zona Brusegana).

Programma e date del corso sono reperibili sul sito www.cityandfarm.it. Il costo delle cinque lezioni è di 40,00 euro.

Per iscriversi occorre compilare il modulo on line su www.cityandfarm.it o inviare un'e-mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Inoltre, City & Farm dà anche la possibilità di autoprodursi la verdura attraverso l'affitto di un piccolo orto in città, circa 50 mq all'interno di due aree in via Due Palazzi (vicino allo stadio Euganeo) e in via Asturie (zona Camin) a Padova. Qui, in via sperimentale, verrà anche avviato un progetto di orti familiari, dedicando un terreno dedicato a orto biologico che verrà seguito da un orticoltore sulla base delle preferenze delle famiglie che aderiranno.

CITY & FARM
City&Farm è un'associazione senza scopo di lucro nata a Padova nel 2014 con l'obiettivo di avvicinare il mondo della campagna al mondo della città, seguendo alcuni valori chiave come il rispetto dell'ambiente, la valorizzazione dei prodotti del territorio e delle aziende agricole, educare a stili di vita sobri e a un consumo responsabile per favorire uno sviluppo sostenibile.

Una particolare attenzione viene posta ai giovani e alle famiglie cercando di favorire la socializzazione che può generare solidarietà e relazioni di sostegno e aiuto.

City&Farm, ad oggi, ha proposto numerose iniziative, fra cui L'Orto in Affitto, i Corsi di Orticoltura e altre progettualità in partnership con Associazioni, Pubbliche Amministrazioni e Aziende per rendere il territorio più vivibile e solidale.

Per informazioni: www.cityandfarm.it - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Un anno senza stampare nemmeno un documento: si può, l'esprienza di Menocarta.net

Lavorare un anno senza carta, senza stampare fatture o documenti? Possibile. E a ben guardare anche pratico e vantaggioso. Anche limitandosi alle fatture elettroniche (senza contare i registri sociali e i libri contabili) i numeri del primo anno di vita del workspace di Padova di Menocarta.net danno l'idea di cosa significa lavorare paperless. In un anno la rete d'impresa ha gestito 2.200.000 fatture in formato digitale. Ciò significa che ha permesso di non stampare circa 5 milioni di pagine, una pila di carta alta 50 metri, più o meno come un grattacelo di 17 piani, pesante 25 tonnellate riuscendo così a non emettere nell'ambiente 42 tonnellate di Co2 e a non abbattere 63 alberi.
I risparmi totali poi oscillano tra gli 8,8 milioni di euro (in caso di digitalizzazione di una singola fattura) e i 19,8 milioni di euro per gli interscambi di documenti digitali più strutturati. (elaborazione Menocarta.net sulla base dei dati dell'Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione ​della School of Management del Politecnico di Milano, Infocamere e Wwf)

Le 35 aziende e i 79 commercialisti (303 anagrafiche) che, grazie a Menocarta.net, hanno detto addio alla carta nell'ultimo anno sono la conferma, l'ennesima, che lavorare senza carta è possibile (oltre che doveroso). A maggior ragione alla luce dell'avvicinarsi del 31 marzo, data a partire dalla quale tutta la Pubblica Amministrazione sarà obbligata ad accettare solo fatture digitali e quasi 37 mila uffici di oltre 21 mila amministrazioni e due milioni di aziende dovranno scambiarsi fatture esclusivamente in modalità elettronica.

"E' evidente che solo pochi professionisti e poche aziende hanno ben chiaro che il rilancio passerà inevitabilmente attraverso un maggiore efficientamento degli studi professionali e degli uffici, grazie ad una riorganizzazione dei processi interni verso un efficace utilizzo delle tecnologie ICT - ha commentato Andrea Cortellazzo, dottore commercialista e partner di Menocarta.net – la conferma dei vantaggi ha l'evidenza dei numeri: grazie a fatturazione elettronica e alla sola "conservazione a norma" dei documenti digitali uno studio professionale riesce a risparmiare una cifra pari al 20% del proprio bilancio e più dell'80% del costo di produzione dei servizi di tenuta contabile e adempimenti fiscali; un'azienda riesce invece a risparmiare dai 3 agli 8,5 euro per singola fattura e dai 25 ai 65 euro per la digitalizzazione dell'intero ciclo dell'ordine. Continuare a stampare fatture e documenti su carta sarebbe come comunicare con i clienti solo attraverso posta ordinaria invece che email" .

Da queste premesse è nato nel febbraio 2014 a Padova il primo "Workspace Menocarta.net" per il supporto operativo dei professionisti e delle aziende: un centro di assistenza alla dematerializzazione dei documenti e alla conservazione sostitutiva a norma, due concetti chiave per il business del futuro e per il rilancio dell'economia. Un luogo minimalista fatto da tavoli, sedie, cloud, tablet, wireless e non una stampante, nessun archivio cartaceo né carta stampata: una scommessa di certo impegnativa, per dimostrare che dire addio alla carta è possibile.

Qualche numero può aiutare a capire meglio l'importanza di questa rivoluzione digitale. Il bilancio dei primi sei mesi di fatturazione elettronica (dallo scorso 6 giugno ad oggi limitato alla PA centrale) ha visto 1.930.222 fatture inviate (giugno-dicembre 2014), con un tasso di errori decrescente: quelle scartate dal sistema erano il 12,8% nell'ultimo mese, contro l'enorme 39,2% di giugno. I vantaggi sono evidenti. Quelli stimati dal Politecnico di Milano parlano di un risparmio di un miliardo di euro all'anno per la PA e di mezzo miliardo per le imprese (tra minori costi per i materiali, spazi fisici dedicati e trasmissione del documento). I vantaggi totali che si potrebbero ottenere dalla dematerializzazione dei 45 miliardi di documenti "business" prodotti in Italia ogni anno (circa 600 miliardi di fogli di carta) si tradurrebbero in 4 milioni di tonnellate di Co2 non immesse in atmosfera, in 24 milioni di alberi non abbattuti, in 10 miliardi di ore di lavoro in meno e in un risparmio economico di 12 miliardi di euro (solo considerando i costi di cancelleria)


Menocarta.net è uno dei principali attori che si occupano a livello nazionale di dematerializzazione documentale e conservazione sostitutiva. Nasce nel 2012 da un'aggregazione di diverse aziende a livello nazionale (Si.Ged., @Witness, Ipertrade, Delta Erre Formazione, Kart Consulting e Menocarta.pro) che compongono una rete di filiera "ICT per professional services", che copre tutti gli "step" necessari ai processi di digitalizzazione dei flussi documentali: dalla formazione delle figure di "responsabili della conservazione", all'assistenza dei delegati, fino alla soluzione integrata e completa per il servizio di conservazione a norma nel tempo.

Gli assistenti sociali del Veneto bocciano Luca Zaia: "Troppi tagli su fasce deboli della popolazione aumenteranno effetti della crisi"

Il Veneto rischia un pesante taglio di risorse per il welfare, soprattutto ai danni di minori, emarginati e donne vittime di violenza. Con una lettera-appello rivolta al Presidente Luca Zaia, all'Assessore ai Servizi Sociali Davide Bendinelli, al Presidente del Consiglio regionale Clodovaldo Ruffato e a tutti i Consiglieri regionali, l'Ordine degli Assistenti Sociali del Veneto lancia l'allarme sul Bilancio regionale di Previsione 2015 della Regione.
«In una fase di grande difficoltà per molti cittadini a causa della crisi economica – dice il presidente dell'Ordine degli Assistenti Sociali del Veneto Vittorio Zanon – dobbiamo evitare la riduzione di risorse per le politiche sociali. Il rischio è un vero e proprio collasso del sistema del welfare regionale e una rottura definitiva di quella rete sociale che ha contribuito a mitigare gli effetti della crisi economica. Sappiamo bene che la Regione deve fare i conti con il necessario rigore e pure con pesanti tagli da parte dello Stato, ma chiediamo a Giunta e Consiglio di rivedere le scelte sui capitoli relativi al welfare per i quali non servono ulteriori riduzioni, ma incrementi, come pure scelte per una maggiore efficienza nella gestione».

Minori, immigrati, donne, vittime di violenza e abusi: sono questi gli ambiti in cui i tagli previsti sono più pesanti, senza contare la scure dello Stato sul fondo per la non autosufficienza, che subisce un taglio di oltre 27 milioni di euro (-85% rispetto allo scorso anno) e sul fondo per le politiche sociali, che perde 24,5 milioni di euro (-72% sul 2014). Nella lettera (in allegato) gli Assistenti Sociali veneti espongono le loro preoccupazioni su diversi punti del Bilancio.
«L'azione di prevenzione e cura della società – sottolinea Zanon – è un grande investimento per il futuro e per la sicurezza sociale delle comunità in cui viviamo: serve più coraggio. Inoltre i servizi sociali non possono continuare a lavorare subendo un continuo stillicidio di tagli e decurtazioni: serve una programmazione che metta chi lavora in condizioni di farlo con un minimo di serenità

Il Consiglio regionale dell'Ordine ha così ricostruito, area per area, una "mappa" dei tagli rispetto al bilancio 2014, di cui una parte importante è legata all'azzeramento o alla riduzione di fondi

AREA MALTRATTAMENTO ABUSO SESSUALE MINORI E DONNE

Capitolo 61237: meno 30% (- 150.000 euro) delle risorse per programmi specifici di prevenzione/presa in carico dei minori abusati.

Capitolo 61460: meno 50% (- 100.000 euro) delle risorse per l'integrazione sociale di persone vittime di tratta, sfruttamento e violenza.

Capitolo 101878: azzerato (- 200.000 euro) il finanziamento specifico per i Centri antiviolenza e le Case rifugio per le donne e i minori.

AREA INFANZIA (asili nido e aziendali, servizi socio educativi per l'infanzia) 
Capitolo 100012: meno 30% (- 6.500.000 euro) delle risorse destinate al sostegno di iniziative a tutela dei minori (asili pubblici e privati).

Capitolo 101143: azzerato (- 739.385 euro) il fondo statale destinato agli interventi per la realizzazione del piano straordinario di intervento per lo sviluppo del sistema territoriale dei servizi socio educativi per l'infanzia.

Capitolo 100235 azzerato (-5.372.777 euro) il fondo statale per gli asili nido, interventi per lo sviluppo degli asili nido e nidi aziendali (art.70 L. 418/2013).

AREA POLITICHE GIOVANILI
Capitolo 101159: meno 25% (- 500.000 euro circa) delle risorse del fondo statale per le politiche

AREA NON AUTOSUFFICIENZA
Capitolo 101206: meno 85% (- 27.526.456 euro) delle risorse del fondo statale per la non autosufficienza. La Regione ha messo in previsione proprie risorse aggiuntive per complessivi 900.000 euro sul capitolo 101383.

FONDO NAZIONALE POLITICHE SOCIALI
Capitolo 102039: meno 72% (- 24.500.000 euro) delle risorse del fondo statale per le politiche Capitolo 61355 e Capitolo 61356: complessivamente il taglio è di 470.000 euro. Si passa da 1 milione di euro nel 2014 a 530.000 euro nel 2015.

AREA EMERGENZA SOCIALE
Capitolo 100766: azzerati (-100.000 euro) i fondi per i servizi destinati a persone in povertà estrema e senza dimora. In quest'area rientra anche il capitolo 101852, relativo al fondo regionale per l'erogazione di contributi per le famiglie in difficoltà (art. 11 LR 3/2013). In questo caso il progetto di legge prevede la conferma di un azzeramento, deciso nel 2014, delle risorse per il fondo, che nel 2013 ammontavano a 2.800.000 euro.

Boom di candidature a "starting grants" la partnership università e fondazione Cariparo per i giovani geni di Padova

È un vero e proprio boom di richieste quello registrato dal bando Starting Grants, iniziativa della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo in collaborazione con l'Università di Padova volta a favorire lo startup di carriere universitarie, dando il via a progetti di ricerca innovativi e di eccellenza. Il bando, per il quale vengono complessivamente messi a disposizione 3,4 milioni di euro (2,2 milioni stanziati dalla Fondazione e 1,2 milioni dall'Università), ha suscitato ampio interesse, come testimoniano i 332 progetti pervenuti di cui 141 nell'area "Scienza e Tecnologia", 104 nell'area "Scienze della Vita" e 87 nell'area "Umanistica e Scienze Sociali".

Tutti i progetti sono stati presentati da docenti e ricercatori di ruolo dell'Università di Padova, operanti nelle province di Padova e Rovigo. Docenti e ricercatori di ruolo hanno avuto unicamente la funzione di proponenti. Per la conduzione dei progetti selezionati verranno infatti reclutati studiosi (senza incarichi di ruolo nell'Ateneo) per i quali sarà previsto un contratto da ricercatore a tempo determinato (3 anni) e che assumeranno il ruolo di coordinatore scientifico (Principal Investigator) per gestire in completa autonomia i progetti.

La parola passa ora ad un Comitato Scientifico, composto da esperti del mondo della ricerca, che avrà il compito di valutare e preselezionare i progetti pervenuti. L'invio dei progetti di ricerca definitivi è previsto entro il 20 aprile mentre la pubblicazione dei progetti vincitori avverrà il 30 giugno. La valutazione terrà conto, fra l'altro, dell'originalità della proposta e del suo potenziale contributo alla conoscenza scientifica di settore, della capacità di definire in modo chiaro gli obiettivi e di dimostrare la verificabilità dei risultati, del rigore tecnico-scientifico delle metodologie adottate, nonché dell'adeguatezza delle competenze e delle strutture disponibili.

Antonio Finotti, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, dichiara: "Con il bando Starting Grants, ideato e promosso dal nostro ente, prosegue il nostro tradizionale impegno a favore della ricerca scientifica, con una novità tuttavia rispetto al passato, in quanto l'intervento prevede l'offerta di nuove opportunità di lavoro per ricercatori non strutturati. È questo, a mio avviso, l'aspetto qualificante dell'iniziativa, e ci fa piacere che essa abbia raccolto numerose adesioni, a conferma di come non manchino ricercatori desiderosi di affrontare nuove sfide in grado di offrire loro conoscenze e competenze utili alla loro crescita professionale".

«Il grande successo di partecipazione ci gratifica e dimostra, se ce ne fosse bisogno, il grande fermento di idee che l'ambiente universitario sa produrre – spiega il Magnifico Rettore dell'Università di Padova, Giuseppe Zaccaria – Sono progetti che aiuteranno a costruire e rendere migliore il futuro di tutti, e siamo lieti come Ateneo, grazie al prezioso e fondamentale contributo della Fondazione Cariparo, di lavorare affinché queste idee possano diventare realtà. Sono certo che la qualità dei progetti dimostrerà come ci sia non solo un forte valore scientifico, decisivo per confermare e rafforzare la posizione di vertice del nostro Ateneo nel mondo della ricerca, ma anche la capacità di compiere quell'ultimo miglio che separa una idea, anche brillante, da un risultato concreto».

«Il bando Starting Grants - ricorda Silverio Bolognani, Prorettore per la Ricerca dell'Università di Padova – integra le già presenti iniziative dell'Università di Padova, uniche in Italia, volte a riconoscere i giovani studiosi di valore e a richiamare nuovi studiosi dall'estero: il bando Assegni Senior, con selezione dei vincitori sulla base di progetti presentati dai candidati stessi e il bando Piscopia (con cofinanziamento europeo) destinato a italiani all'estero da almeno due anni e a stranieri europei o extraeuropei».