Una padovana a Sanremo canta a RaiRadio2: fenomenologia di Marianna Pagliarin

Non c'era mica solo Chiara Galiazzo a cantare a Sanremo. Nel calderone dei vip, di quelli che guardano i vip, di quelli che si sentono un po' vip c'era anche un volto noto delle trasmissioni sportive padovane: Marianna Pagliarin. Intervistata da Tgevents.it (clicca qui per vedere il video da youtube, con la bellezza di 98(!) visualizzazioni), Marianna si dà da fare a Sanremo partecipando a due puntate de "il salotto della Succi", monologo/dialogo di una tizia che parla alla telecamera e posta il video su youtube (clicca qui per vederlo).

Il climax dell'avventura da "inviata" a Sanremo Marianna Pagliarin lo raggiunge partecipando al programma,"I provinciali" del 10 febbraio. In diretta dalla cittadina ligure, condotto da Pif e Michele Astori. L'esibizione la potete ascoltare qui (clicca per aprire il link), Pif la definisce come "uno dei momenti più bui di RadioDue".

Aveva ragione Andy Warhol: quindici minuti di celebrità prima o poi arrivano per chiunque. 

Alberto Gottardo

Gli studenti dell'Itis Marconi di Padova utilizzano il crowdfunding per un fablab con stampante 3D e nuove tecnologie per l'innovazione

Oggi, martedì 10 febbraio alle ore 18.00 nell'Aula Magna dell'ITIS Marconi di Padova (Via A. Manzoni, 80), con STAMPA 3D a SCUOLA, l'evento organizzato dagli studenti dell'ITIS per presentare la campagna di crowdfunding finalizzata all'allestimento di un fablab all'interno dell'istituto.
In occasione della presentazione del progetto interverrà anche Francesco Peghin, Presidente di Fondazione Nord Est, che spiegherà la sua scelta di sostenere in prima persona come imprenditore questo progetto.
Per chi fosse interessato anche a conoscere il crowdfunding, alle 16.00 si terrà un workshop sul tema - gratuito e aperto al pubblico - realizzato da GINGER, la società che all'interno del progetto Fablab a scuola si è occupata della realizzazione della piattaforma di crowdfunding. Il workshop avrà lo scopo di fornire agli studenti dell'I.T.I.S. Marconi le indicazioni utili per organizzare nel modo più efficace la propria attività di raccolta fondi.
Fablab a Scuola è un progetto di Fondazione Nord Est – con il sostegno di UniCredit, DWS Systems e Roland – volto a creare una rete di fablab nelle scuole del Nord Est.
Ogni fablab sarà costruito sulle esigenze della scuola e del territorio e fornirà agli studenti la possibilità di unire l'attività didattica alla collaborazione con le imprese.

Esclusi: riflessione sulle periferie, urbane ed esistenziali stasera a San Bellino

Caritas Padova con la collaborazione della parrocchia di San Bellino di Padova (via Jacopo Della Quercia 24/c) ha organizzato una serata di presentazione del libro Esclusi. Nelle periferie esistenziali con papa Francesco, scritto a quattro mani da Nandino Capovilla e Betta Tusset. L'appuntamento è per questa sera lunedì 9 febbraio, alle ore 20.45 nella parrocchia di San Bellino a Padova.

Dopo la presentazione di don Luca Facco, direttore di Caritas Padova, interverranno gli autori. La serata vede la partecipazione degli ospiti e dei volontari delle accoglienze Caritas (appartamenti Stelle, Terra, Sole, Luna).

IL LIBRO (dalla scheda delle Edizioni San Paolo)

Il nucleo centrale del libro presenta otto storie vere di donne e uomini che vivono ai margini della società, nelle periferie non soltanto delle città, ma anche in quelle «esistenziali», di cui spesso parla papa Francesco. Sono vicende intrise di sofferenza, ma anche di speranza non ancora sopita, raccolte da alcuni volontari in una parrocchia del Nord-Est d'Italia. C'è, per esempio, chi ha vissuto gli orrori della guerra nella ex Jugoslavia; chi è entrato nel giro della criminalità organizzata; chi è rimasto senza tetto e senza lavoro.
Tutti raccontano in prima persona la loro storia. Gli autori intendono evidenziare come dietro ogni uomo (o donna) «escluso» vi sia una persona da ascoltare e amare, pur consapevoli della fatica che il «cristiano parrocchiale» sembra fare per vivere appieno il messaggio evangelico.
Ogni capitolo comprende: la narrazione, in stile romanzato, di alcuni frammenti di vita di Gaetano, «cristiano parrocchiale», stereotipo di chi si ritiene nel giusto ma ha difficoltà ad avvicinare gli «esclusi» dalla società; la storia tratta dalle «periferie esistenziali»; una sezione intitolata La rivoluzione di Francesco, in cui sono presentate riflessioni a commento di alcuni testi e parole del Papa – una sorta di filo rosso che dà unità al libro e ne costituisce al tempo stesso il motivo ispiratore –, per suggerire come ogni comunità possa concretizzare e diffondere il rinnovamento radicale avviato da papa Francesco.

GLI AUTORI
NANDINO CAPOVILLA. Nato a Venezia nel 1962, è parroco nell'isola di Murano (VE). È responsabile delle azioni in Israele e Palestina per Pax Christi Italia e dal 2004 referente nazionale della Campagna «Ponti e non muri» di Pax Christi International.

BETTA TUSSET. Nata a Venezia nel 1965, vive al Lido di Venezia con il marito e i tre figli.
Laureata in lettere moderne, è autrice del romanzo breve Chiuditi, cerchio! (2002).
Insieme a Nandino Capovilla ha scritto Aquiloni preventivi (2003); Nei sandali degli ultimi. In Terra Santa con Etty Hillesum (2005); Bocchescucite. Voci dai Territori Occupati (2007).

I giovani imprenditori di Confindustria Padova lanciano la proposta della carta etica anti corruzione

I Giovani Imprenditori scelgono la via della trasparenza e della legalità. Il Gruppo Giovani di Confindustria Padova e di Unindustria Rovigo hanno approvato un nuovo documento etico-valoriale, nell'ambito dell'attuazione del Codice dei valori associativi già adottato da Confindustria.
La "Carta dei valori e dei principi", com'è stata ribattezzata, trae la propria ispirazione dai principi di responsabilità, etica e legalità, posti a cardine nel rapporto con gli stakeholder divenendo, come sottolinea il presidente dei Giovani di Confindustria Padova, Rodolfo Cetera, «un preciso impegno che è già stato sottoscritto da molti giovani imprenditori, liberamente e con entusiasmo».
Chi sottoscriverà il documento, in pratica, nell'ipotesi rivesta cariche associative o rappresenti il mondo associativo in altri organismi esterni, si impegna a dimettersi nel caso di rinvio a giudizio da parte di una Procura della Repubblica del territorio nazionale per un capo di imputazione che rientri nei seguenti: reati contro la pubblica amministrazione, falsità in monete o carte di credito o valori bollati, reati societari, delitti con finalità di terrorismo o di eversione dell'ordine democratico, delitti contro la personalità individuale, abusi di mercato, ricettazione o riciclaggio o impiego di denaro e beni o utilità di provenienza illecita, delitti informatici e delitti di criminalità organizzata, delitti contro l'industria e il commercio, violazione di diritto d'autore, induzione a non rendere dichiarazioni o dichiarazioni mendaci all'autorità giudiziaria, reati connessi al fallimento, reati tributati, reati transnazionali commessi all'interno dell'Unione europea.
Nel caso di assoluzione, in qualunque fase o grado del giudizio, o di sentenza a non doversi procedere, l'associato potrà riprendere il proprio incarico. Ma nel caso di condanna o di applicazione della pena (ai sensi dell'ex articolo 444 del Codice di procedura penale) l'autosospensione diverrà definitiva.

Grande soddisfazione è espressa da Rodolfo Cetera. «L'avevamo annunciato durante l'assemblea congiunta di settembre e ora con i fatti riaffermiamo che l'etica e la legalità devono tornare al centro dell'agire. Subito dopo la nostra firma, anche i presidenti dei Giovani Imprenditori delle altre province vedranno il documento, allo stesso modo il presidente GGI del Veneto, presente alla firma e presto lo presenteremo in sede nazionale. Bisognava solo accendere la miccia. Siamo ancora più ambiziosi: in tutte le future tornate elettorali, politiche e amministrative, proporremo a tutti i candidati che incontreremo di sottoscriverlo. Il sogno di avere un Paese migliore, trasparente e legale muove ogni nostro passo».
Soddisfazione espressa anche dal presidente dei Giovani di Unindustria Rovigo, Andrea Pascucci. «Oltre ad essere una questione di principio, alla base c'è anche un forte impatto economico: basti pensare che la corruzione costa lo 0.8% del nostro PIL, numeri che la dicono lunga su quanto peso abbia questo malcostume».

Oliviero Toscani risponde con scuse ironiche alla levata di scudi dopo il "veneti ubriaconi"

Caro signor Presidente, Le scrivo con l'ansia e la fretta del Suo ultimatum di 48 ore che pende sulla mia testa. Deve riconoscere, Presidente, che persino le ingiunzioni dell'Isis lasciano 72 ore alla risposta.
Premesso ciò, le dico che ho una cosa in comune con la Lega: l'amore per le cose colorite. Sono leghista atavicamente, essendo lombardo. Ho anch'io, dentro di me, le due anime tipiche dei padani, che sotto l'illuminismo di Cesare Beccaria e Pietro Verri nascondono questo sentore del latte vaccino (che è l'alito della Lega) e di quel localismo rurale che è fatto di terra, di cielo, di laghi, di nuvole, di paesaggio, di cibo, di vino; ma anche di naturale voglia di non pagare le tasse, di tenere tutto per sé, di non essere solidali, di essere intolleranti, di mettere i cani da guardia ai cancelli di ferro battuto della propria villetta a schiera, per azzannare chiunque sia diverso: «Va ben el mat in piaza, ma che non sia dea mia raza». Purtroppo, da tanti anni, io non sono più completamente della vostra «razza», deve capire che io ormai sono toscano di fatto, oltre che di nome, e sono sicuro che se avessi fatto questa battuta ai miei conterranei, saccenti e saputelli come siamo, mi avrebbero subito citato Baudelaire e il suo «Per non essere gli schiavi martirizzati del Tempo, ubriacatevi, ubriacatevi sempre!». Perché proprio così, siamo noi Toscani, sempre ubriachi di virtù, di poesia, di bellezza. E di vino. Però, il vostro linguaggio, mi piace ancora, perché è eccessivo, iperbolico, espressionista, colorato; un linguaggio che morde e non accarezza, in una parola sola: un linguaggio, secondo me, atavicamente ubriaco.
Quindi chiedo ancora scusa a Lei, che è il Presidente di tutti i Veneti astemi, degli alcolisti sobri e dei bevitori moderati per il linguaggio un po' leghista che ho usato per fotografare i miei simpatici amici del Veneto. Nella sostanza, però, dentro di me, confermo tutto. Perché c'è un rapporto forte tra territorio, aria, fuoco, odori, saperi e sapori, sapori veneti come la polenta, il fegato alla veneziana .... le bolle acide del Prosecco, l'alcolicità dell'Amarone...
Quindi, mi scusi Presidente e scusatemi. Sono sicuro che, questa volta, la Sua gentilezza e quella di tutti i Veneti prevarrà, sicuramente mi perdonerete, invece di perdere tempo, denaro, energia e simpatia nelle infinite vie legali.

Findomestic "vede" una ripresa dei consumi in Veneto nel 2014 e durerà anche quest'anno

Dopo anni di numeri in calo, l'anno scorso e quest'anno il credito al consumo fa registrare numeri positivi. Lo attesta uno studio realizzato per conto di Findomestic da Prometeia, che autorizza ad un cauto anche se solido ottimismo dopo quasi due lustri di numeri deludenti per l'economia italiana.

Nel 2014 il reddito medio pro capite in Veneto è stato di 19.945 € su una media nazionale pari a 17.875 € con un aumento dello 0,6% rispetto al 2014.
Padova e Belluno si confermano le due province più ricche, rispettivamente con 20.643 e 20.686 €.
L'unica provincia di poco sotto la media nazionale è Rovigo, con 17.579 €. Crescono del 3,2% gli acquisti di beni durevoli, i settori che hanno fatto registrare i risultati migliori sono quello dell'auto nuova (+4,9% per una spesa complessiva di 1.310 milioni €), usata (+4,2%, per un totale di 1.397 milioni €) e quello dei motoveicoli (+2,9% rispetto al 2014, per un totale di 91 milioni). L'I.T. con dati di spesa positivi è in controtendenza sul dato "italico"

Male l'elettronica di consumo, unica categoria che vede una flessione (-4,7%) rispetto al 2013.

Questi sono i principali risultati della ventunesima edizione dell'Osservatorio di Findomestic Banca sul consumo di beni durevoli in Veneto, presentato oggi a Padova.

Nel 2014 il Veneto ha riportato una crescita del reddito disponibile dello 0,6%, che ha posizionato il valore medio a 19.945 €. Si tratta comunque di un reddito più alto di quello medio nazionale che si è attestato sui 17.876 €.
Nell'anno la spesa per i beni durevoli nella Regione si è attestata a quota 4.831 milioni €, il 3,2% in più rispetto all'anno precedente.

I settori di spesa

Auto e moto
Nel comparto mobilità la spesa più rilevante è stata fatta registrare dall'acquisto di auto usate: 1.397 milioni € (+4,2% sul 2013, rispetto a un +3,8% nazionale); per quanto riguarda le auto nuove, il volume di spesa totale è stato pari a 1.310 milioni €, in aumento del 4,9% sull'anno precedente. Bene anche il settore dei motoveicoli: i 91 milioni di spesa totale rappresentati da questa voce sono superiori del 2,9% sull'anno passato (+2,7% la performance nazionale).

Mobili
Per quanto riguarda il settore mobili i veneti hanno speso 1.267 milioni €. Il dato è superiore del 2,5% a quello del 2013, lievemente migliore del 1,5% medio nazionale.

Elettrodomestici
Aumentano gli acquisti di elettrodomestici grandi e piccoli: nel 2014 il volume di vendita è cresciuto del 1,8%, attestandosi a 373 milioni € totali. Per quanto riguarda l'elettronica di consumo, pur riportando un dato in contrazione sul 2013 (-4,7%, per 188 milioni € totali), il Veneto fa meglio della media nazionale, che ha riportato volumi di vendita di questo comparto in calo del 6,3%.

Information Technology
Gli acquisti totali per l'elettronica per famiglie sono stati pari a 205 milioni (+0,6%). Dato in controtendenza con la media nazionale che ha affrontato invece in una fase di calo di 3,1 punti percentuali.

Le province
Nel 2014 la provincia che ha fatto segnare l'andamento migliore in termini di reddito pro capite disponibile è stata Padova (+1,0% con 20.643 €). Al secondo posto Venezia, che vede questo dato aumentare dello 0,8 rispetto allo scorso anno. Terze classificate Rovigo e Belluno (rispettivamente 17.579 € e 20.686 €), la cui performance è stata in aumento dello 0,7%. Seguono Verona (+0,6%, 20.198 €), Treviso (+0,4%, 19.414 €) e Vicenza (+0,3%, 20.027 €).

Per quanto riguarda il mercato delle auto nuove, a guidare la classica dei volumi di spesa è Padova, con 268 milioni (-+3,4% sul 2013), in seconda posizione Verona con 267 milioni € (+3,7%). La performance peggiore è quella di Belluno, che ha fatto segnare un -0,4%, per un totale di 53 milioni €. La migliore, invece, è stata Treviso: +7,8% per una spesa complessiva di 239 milioni €. Sul fronte dell'auto usata, tutte le province fanno segnare risultati in crescita rispetto al 2013. In testa, Verona con 290 milioni € (+4,8%), seguita da Padova (272 milioni, +4,0%) e Vicenza (248 milioni, +3,4%). Rovigo chiude con 65 milioni (+4,2%). Per il mercato dei motoveicoli, anche in Veneto il 2014 è stato un anno positivo con il trend di consumi che sale del 2,9% a livello regionale. Belluno che è la provincia che ha avuto la crescita maggiore, ha visto aumentare del 9,0% il volume di vendite (3 milioni € la cifra complessivamente spesa); a Vicenza, la spesa è aumentata del 7,1% (attestandosi a 16 milioni €). Verona, prima per volume di vendite con 21 milioni €, ha invece perso lo 0,5%.

Nel settore dell'arredamento Padova si conferma come la provincia con i volumi di spesa maggiori (242 milioni €, con una crescita del 3,0% sul 2013), seguita da Verona, con 234 milioni € (+4,9%) e Vicenza, con 231 milioni € (+1,3%). A Belluno l'unico dato negativo sul comparto: -0,7%, per complessivi 54 milioni € di spesa finali.

Tutti segni positivi per il settore degli elettrodomestici grandi e piccoli. La provincia che ha fatto meglio è stata Verona: +3,5%, per 70 milioni € di spesa totali. Al primo posto nella classifica dei volumi, invece, c'è Padova, con 71 milioni (+2,1%). Belluno, ultima per volumi con 16 milioni, rimano costante sui numeri dell'anno precedente. Treviso seconda per variazione (+2,4%), ha generato volumi di spesa per 67 milioni €.

Di tutt'altro tenore l'andamento del comparto dell'elettronica di consumo: la provincia che ha tenuto meglio, rispetto al 2013, è stata Verona, con un -2,6% che ha contratto i volumi di spesa a 35 milioni €. Padova, che ha riportato i volumi maggiori con 36 milioni €, ha fatto segnare un -4,1%. Belluno, la provincia che ha fatto peggio (-11,5%, 8 milioni complessivi di spesa).

Il comparto dei prodotti informatici riporta per tutte le province una performance migliore di quella media nazionale (-3,1%). In testa alla classifica Treviso, con +1,7%, per un volume di spesa totale pari a 37 milioni €; In positivo anche Padova (+1,2%), Venezia (+0,4%), Vicenza (+0,2%) e Verona (+0,1%). Fanno invece registrare il segno negativo Rovigo (-0,2%) e Belluno (-1,5%).

Alcune tendenze che si riscontrano anche in Veneto

In occasione del trentesimo compleanno di Findomestic l'azienda ha analizzato e messo a confronto comportamenti d'acquisto e valori dei 30enni di oggi e dei 30enni di 30 anni fa. Si tratta di due universi distanti e distinti: nati e cresciuti in una realtà in espansione, i sessantenni odierni aspiravano a diventare qualcuno, tramite percorsi di vita stabili e tappe pianificate. I giovani di oggi vivono in una condizione di costante cambiamento, senza possibilità e prospettive di sviluppo, respirano scetticismo, sono costretti a fenomeni di adattamento continui. In questo contesto di precarietà si ampliano a dismisura le possibilità di scelta. Diventa premiante l'esperienza acquisita attraverso percorsi esplorativi, le scelte divengono instabili e fluttuanti. Quello che conta non ė più il possesso di un bene, ma l'esperienza che questo fornisce. Il motto dei trentenni odierni potrebbe essere "scopro dunque esisto", per i trentenni di allora era "solidi e sicuri".
I giovani di oggi vedono le spese per trasporti incidere maggiormente sui loro budget, trent'anni fa era il mutuo. Seguono per i trentenni di oggi le spese per un eventuale mutuo o affitto e, quindi, quelle per il cellulare e le ricariche/internet.
Le priorità per i trentenni e i sessantenni sembrano non essere troppo diverse ma presentano alcuni significativi scostamenti: i giovani di oggi vedono come prioritaria la stabilità del posto di lavoro, seguita dalla famiglia e della salute. I 30enni degli anni '80, invece, mettevano in testa la famiglia e appena sotto la stabilità del posto di lavoro e l'avere una casa di proprietà, bene sempre più inaccessibile per i giovani di oggi, scivolato al 4° posto nella classifica delle loro priorità. Da segnalare che a fronte del 26% dei giovani italiani che vivono con i genitori in Veneto questo dato si abbassa al 19%.
I giovani di oggi cercano acquisti facili da fare, leggeri da mantenere e semplici da restituire e le formule di consumo che sono compatibili con questo tipo di fruizione sono le formule low cost, l'e commerce, la sharing economy e il cloud shopping.

Jonathan Morello Ritter nella giunta nazionale dei giovani imprenditori di Confapi

Jonathan Morello Ritter farà parte della nuova Giunta di Presidenza nazionale dei Giovani Imprenditori Confapi. E' stato nominato dal neo presidente Angelo Bruscino, che affiancherà nel prossimo triennio alla guida del gruppo. Assieme a lui anche Alessandro Frola, appartenente all'associazione di Novara VCO e Vercelli, e Valeria Barletta, di Confapi Caserta.

«Oggi i Giovani Imprenditori di Confapi hanno la necessità e il dovere di porsi come un soggetto di riferimento per gli imprenditori under 40, in grado di valorizzare le risorse disponibili e far sintesi delle competenze già presenti all'interno del nostro sistema, sostenendo in particolare gli imprenditori che hanno idee e la volontà di realizzarle. E' questo l'obiettivo da perseguire» afferma Morello Ritter, padovano, trent'anni, già alla guida dei Giovani Imprenditori di Confapi Industria Veneto.

A livello regionale, il lavoro svolto ha dato risultati tangibili. «Sono state numerose le azioni concrete a sostegno delle piccole e medie imprese, come l'ottenimento di un fondo 10 milioni di euro di finanziamenti, la costituzione di uno sportello per le imprese in difficoltà e di un sistema integrato per la creazione e sviluppo di Start Up, in collaborazione con Università e Camera di Commercio» continua Morello Ritter.

«Assieme a Bruscino lavoreremo per dar vita a un gruppo capace di coagulare attorno a sé le tante correnti e le numerose sigle che oggi dividono il mondo delle piccole e medie imprese a livello nazionale, seguendo l'esempio che proprio il nostro territorio ha saputo fornire in questi mesi. Mi riferisco in particolare a quanto abbiamo fatto unificando la nostra rappresentanza a livello regionale, e a quanto hanno fatto in tal senso, a Padova, prima il Gruppo Giovani Uniti e poi il Comitato per l'imprenditoria giovanile».

Oltre a Morello Ritter, Frola e Barletta, in qualità di delegati nominati dal Presidente, sono stati indicati Pasquale Nicastro di Confapi Matera, con delega ai Grandi Eventi, Leonardo Buono, appartenente a Confapi Umbria, e Simone Niada di Confapi Varese. La prima riunione di insediamento è prevista per il prossimo 29 gennaio a Roma e, subito a seguire, è stato convocato il Consiglio Nazionale GIC per la programmazione delle attività del gruppo per l'anno 2015.

Salvini meglio degli europarlamentari Pd? Vero solo su twitter: a guardare bene si scopre una realtà opposta

Scambio di "complimenti" sui social network tra Bitonci e Zanonato. L'attuale sindaco di Padova e l'ex sindaco ora europarlamentare si scambiano reciproche aggettivazioni. Tema del contendere il paragone tra l'attivismo di Salvini e le performance degli altri europarlamentari. Secondo Bitonci Salvini sbaraglia tutti. Scrive il sindaco leghista su twitter: #ParlamentoEuropeo #attività, Bitonci: il #PD attacca #Salvini dandogli del fannullone ma i dati rivelano un "inesistente" #Zanonato!
Ribatte Zanonato a stretto giro di posta: Bit, il bugiardo cronico, continua la sua opera di diffamazione,non è contento se non racconta una panzana al giorno .
Effettivamente la classifica sia ponderata che lo score riassuntivo vedono Flavio Zanonato nettamente avanti rispetto a Salvini. Per costruirsi una propria idea su come stiano effettivamente le cose basta cliccare qui

Allarme bomba a Padova: il racconto tragicomico del giornalista che incontra il vigile in divisa

Dal profilo facebook del giornalista Sergio Aldighieri, firma storica del Gazzettino, riproponiamo questa storiella collaterale all'allarme bomba di ieri.
Sabato 24 gennaio 2015: a Padova scatta il temuto allarme bomba. Il centro è bloccato. Vigili ovunque, traffico deviato e pedoni pure: carabinieri, polizia e vigili urbani hanno bisogno di muoversi.
Seconda fase, piazza delle Erbe, angolo via Manin, sottoportico del Palazzo delle Debite: arrivano due vigili a bordo di un furgone; installano una transenna e bloccano il transito sotto il portico. Da quel momento l'ingresso ai negozi è vietato. Ma solo con direzione da via Manin a via Fiume e non viceversa. Stupore della gente: perché da un lato sì e dall'altro no. Risposta dei vigili: "Ordini dall'alto".
E ancora: "Chiedo scusa signori vigili, ma quelle persone ferme davanti al giornalaio, come sono arrivate lì ? ".
"Semplice risponde uno dei due, ora le spiego come fare: percorra via Daniele Manin, via Monte di Pietà, Piazza dei Signori, via Fiume e si trova alle spalle dell'edicola. E aggiunge: guardi che in zona ci sono anche altre edicole".
"Un'altra preghiera signor vigile: mi faccia fare quei due passi, così raggiungo il giornalaio, anche perché vedo altre persone lì in attesa".
Risposta: "Di qui non si passa".
C'è chi però ha già baipassato un paio di volte l'improvvisato check point .E' stato sufficiente girare attorno al compattatore di AcegasApsAmga, lì a due passi, per raggiungere il sottoportico dall'altro senso di marcia, ovvero quello libero dal divieto.
Nel frattempo il giornalaio non vuole perdere altri clienti e consegna il quotidiano a una persona che lo attende al posto di blocco: servizio a domicilio.
E' quasi mezzogiorno: la mattinata è scorsa veloce e qualcuno, ad alta voce, rivolto verso il Comune commenta: "Speriamo che lassù qualcuno dia l'ordine ai vigili di andarsene e di "liberare" il giornalaio, se no quello rimane isolato sino a sera". Pochi minuti dopo è accontentato. Arriva un'auto con due poliziotti a bordo, scambiano poche parole con i due vigili che smontano la barriera, la infilano nel furgone e se ne vanno.
L'allarme bomba è finito, l'edicola è libera, qualcuno ci ha rimesso la faccia, qualcun altro... alcune copie di giornali.