La nuova strada del divertimento è sul web

Il mondo dei giochi online sta riscuotendo notevole successo in Italia. A dimostrarlo ci sono i dati che i Monopoli di Stato hanno diffuso in merito al primo semestre del 2015 che evidenziano un saldo positivo soprattutto per i casinò online: la spesa complessiva si assesta sui 153,6 milioni di euro, con un incremento del +27% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente in cui vennero incassati 130 milioni di euro. Indubbiamente si tratta di dati piuttosto interessanti che confermano un trend più che positivo per questo settore dei giochi online. E se gli operatori di gioco regolarmente riconosciute ad operare in Italia incassano di più, sorridono anche le casse dello Stato che ottengono sempre maggiori entrate.

Ad incidere particolarmente in questa crescita così esponenziale in Italia molto è dovuto al grande boom dei dispositivi mobile che permettono di poter giocare praticamente da qualsiasi luogo, eliminando quelle barriere che costringevano gli appassionati di giochi online a dover giocare solo e soltanto con il personal computer. Ovviamente per rendere tutto ciò possibile si sono dovuti attrezzare tutti gli operatori di gioco che hanno sviluppato in maniera piuttosto efficace le famose app che è possibile scaricare gratuitamente dagli store Apple, Google Play e Windows Phone. Tra i siti più lungimiranti in questo senso c’è sicuramente casino.paddypower.it che è stato tra i primi a lanciare nel mercato italiano diverse app del proprio casinò online.

Ci teniamo a ricordare per tutti gli appassionati di giochi come slot machine, roulette e blackjack che hanno voglia di iscriversi ad un casinò online di tenere presenti alcune regole fondamentali per non incorrere in nessun tipo di problema. Prima regola da seguire quando prima di iscriversi ad un casinò online, forse la più scontata, è sicuramente quella di scegliere sempre un operatore che abbia la concessione da parte di AAMS ad operare in Italia. Questo è un aspetto che molti sottovalutano, ma soltanto in questo modo non si sarà mai vittime di truffe e allo stesso tempo non si alimenta il mercato illegale. Una volta stilata una breve lista dei casinò legali e sicuri non dovrete far altro che dare un’occhiata alle varie promozioni che offrono ai nuovi clienti. Seguendo queste due semplici regole il divertimento è assicurato.  

 

La bici continua ad andare forte in Italia, ma manca una politica per il cicloturismo: se ne parlerà a Cosmobike Verona

Con 2.728.600 esemplari prodotti nel 2014, in crescita del 2,1% sull'anno precedente, l'Italia si conferma primo produttore di biciclette in Europa (fonte Ancma).
Ma l'obiettivo è diventare anche un Paese "a misura di bici". Perché pedalare, oltre a far bene alla salute e ridurre il numero di auto in circolazione, può rappresentare un'importante leva economica per il turismo nazionale.
Secondo l'Agenzia Nazionale del Turismo-Enit, infatti, il ritorno economico del cicloturismo ha una potenzialità a livello nazionale di 3,2 miliardi di euro di fatturato all'anno. Servono, però, infrastrutture adeguate e, se è pur vero che una pista ciclabile può costare fino a 400 euro al metro, studi internazionali dimostrano che ogni euro investito in questo settore ne restituisce 4 o 5 alla collettività in meno di tre anni.

Senza prendere come riferimento l'Olanda, patria storica delle due ruote a pedali, molti altri stati europei sono già ben avviati in questa direzione e anche alcune regioni italiane l'hanno imboccata con profitto da alcuni anni. In Francia il fatturato cicloturistico annuale è pari a 2 miliardi, mentre, restando nel nostro Paese, brilla la provincia autonoma di Trento con i suoi 400 chilometri di piste ciclabili che, dal 2009, generano oltre 100 milioni di euro l'anno.

L'Italia è la nazione più ricca al mondo per siti e paesaggi dichiarati dall'Unesco patrimonio dell'umanità e molti di questi si prestano ad essere raggiunti e visitati in bici. Vie verdi e piste ciclopedonali cominciano ad essere più numerose ma, purtroppo, restano ancora poco conosciute. Per questo CosmoBike Show, la fiera internazionale dedicata al mondo della bicicletta alla Fiera di Verona dall'11 al 14 settembre 2015, in collaborazione con Viagginbici, il Magazine del turismo sostenibile, ha istituito l'Italian Green Road Award: premio che valorizza tutti quei luoghi d'Italia caratteristici e visitabili in sella ad una bici.

Oggi la passione per la bicicletta - da strada, da corsa o mountain bike - si coniuga con una forma di turismo sostenibile, dinamico e salutare, a contatto con la natura e con l'ambiente. In Veneto, ad esempio, ci sono oltre mille chilometri di piste tabellate ed è stato annunciato, proprio in questi giorni, un progetto di itinerario cicloturistico di 300 chilometri per collegare Verona a Firenze.
È da tutte queste premesse che nasce CosmoBike Tourism, il collaterale espositivo di CosmoBike Show pensato per il mondo del turismo in bici dove enti, alberghi, agriturismi, consorzi di promozione, bike park italiani e stranieri presentano al grande pubblico le tipicità e le eccellenze dei territori di provenienza, oltre a opportunità e servizi specifici per una vacanza da vivere pedalando.

Quando la malvagità esplose a Padova: un racconto ancora attuale

Manuela Dviri Norsa, padovana d'Israele, nel suo bel libro, Un mondo senza noi, ed. Piemme, 2015, parla della sua famiglia e anche di noi, della nostra città.
Racconta dei suoi lontani parenti venuti dall'antica Ragusa (ora Dubrovnik), di ciò che accadde nel 1938 con la promulgazione delle leggi razziali, fino al 1945, alla liberazione e infine alla sua partenza per Israele.
E' un racconto che in qualche modo ci riguarda: attraverso le ricerche e le testimonianze dei suoi parenti, dalle finestre della casa di via Manin, Manuela ci fa riflettere sul nostro conformismo, sui silenzi del mondo della cultura e della borghesia padovana, su quel girarsi dall'altra parte per convenienza e quieto vivere che hanno caratterizzato quegli anni drammatici, culminati con le deportazioni e con la morte di milioni di ebrei, soldati, rom, omosessuali, handicappati.

"La storia della persecuzione razziale è prima di tutto una storia fatta di parole, di liste apparentemente innocue di dati anagrafici. Ma quelle parole e quelle liste apparentemente innocue furono, sette anni dopo, la differenza tra il diritto alla vita e la condanna alla morte", racconta la Dviri. Ed è questa la parte più sconvolgente e drammaticamente attuale: l'inizio di uno dei più brutti periodi della storia d'Italia si svolge con 'normalità', con semplici e apparentemente innocui elenchi, con una legge vergognosa che giorno per giorno viene applicata alle scuole, alle università, al mondo del lavoro, ai luoghi di soggiorno, ecc., per poi arrivare alla tragedia finale. Così, gli elenchi, da fogli di carta stilati con pedissequa obbedienza dalle istituzioni e perfezionati dai delatori, diventano infine il pass per entrare nei vagoni che porteranno alla morte nei lager nazisti, passando per i campi di concentramento italiani.
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Ascom Padova pungola il governo "Meno tasse per più spesa interna"

"Se vogliamo più crescita dobbiamo ridurre la spesa pubblica. E il governo, per essere credibile sulla riduzione delle tasse, deve contribuire in misura determinante a ridurla questa benedetta spesa pubblica".
Il presidente dell'Ascom, Patrizio Bertin ha partecipato col direttore generale Federico Barbierato ai lavori del convegno "Meno tasse meno spesa, binomio della ripresa" svoltosi questa mattina a Roma presso la sede nazionale di Confcommercio e nel corso del quale sono stati presentati i risultati del Rapporto dell'Ufficio Studi Confcommercio "La spesa pubblica locale" alla presenza del Ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan.
"Il convegno – ha proseguito Bertin – ha avuto il pregio di dire che "il re è nudo" nel senso che ha certificato ciò di cui tutti siamo convinti, ovvero che è di vitale importanza per il nostro Paese riportare la spesa pubblica sotto controllo".
Operazione più facile a dirsi che a farsi visto che le uscite complessive delle Amministrazioni pubbliche sono cresciute di poco più di 6 miliardi, passando dal 50,8% al 51,1% in termini di incidenza sul Pil.
Se si sposta poi il dettaglio sulla spesa delle Regioni, si scopre che quella con la minore spesa pro capite in assoluto (2.475 euro) è la Puglia, seguita dalla Lombardia (2.579 euro), dalla Campania (2.676 euro) e dal Veneto (2.738), mentre la spesa massima è appannaggio della Valle d'Aosta (6.943 euro), che precede Trentino Alto Adige, Sardegna e Friuli – Venezia Giulia.
"Stabilito – continua Bertin – che le Regioni a statuto speciale godono di privilegi determinati dalla Costituzione (e dunque difficilmente modificabili), risulta evidente che anche la stessa divisione per regione rischi di essere improduttiva. Infatti, le tre Regioni a statuto ordinario più piccole, Umbria, Molise e Basilicata, presentano una spesa pro capite (3.137 euro) del 5,8% superiore alla media. Questo significa che le economie di scala non sono un optional ma una necessità: maggiore è la popolazione servita, minore è il costo pro capite".
Dunque si può risparmiare. Secondo l'Ufficio Studi Confcommercio ai livelli attuali dei servizi pubblici si potrebbero risparmiare più di 74 miliardi di euro, pari al 42% del totale nazionale. In altre parole, se si potessero replicare dappertutto i prezzi della Lombardia i servizi pubblici locali in Italia potrebbero costare 102,3 miliardi di euro contro gli oltre 174.
"Un esercizio teorico – conclude il presidente dell'Ascom – visto che le economie di scala non sono possibili dappertutto (si pensi solo ai costi dei servizi in montagna rispetto alla pianura) ma un 70% di spesa in più potrebbe senz'altro essere ridotto. In subordine, ma per noi veneti non tanto in subordine, dovrebbe intervenire un sistema premiale per cui a spese virtuose dovrebbero corrispondere anche altrettanti riconoscimenti. Invece scopriamo ad ogni piè sospinto che più i veneti sono virtuosi e più gli vengono sottratte risorse!"

Flixbus tra Venezia e Milano ferma a Padova: tutti gli orari e le tratte per spostarsi low cost in Europa

FlixBus,  la start up dei servizi autobus a lunga percorrenza che è stata in grado di rivoluzionare il modo di viaggiare in Germania diventando, in meno di tre anni, il numero uno sul mercato, inaugura domani la prima linea nazionale in Italia, la Milano – Venezia, con fermate a Verona, Padova e Mestre, e, a partire da metà agosto, la Torino – Venezia, passando per Brescia, Verona, Padova e Mestre.

Queste destinazioni saranno raggiungibili quotidianamente fino a 3 volte al giorno, e sono già acquistabili online o tramite l’App FlixBus con tariffe promozionali a partire da 1 euro.  “E questo è solo l’inizio” – ha dichiarato Andrea Incondi, General Manager di FlixBus Italia. “Abbiamo progettato un network nazionale che, come è avvenuto in Germania,  collegherà capillarmente l’intero Paese, da nord a sud, integrando le nostre città con la fitta rete di collegamenti già esistenti e in continua espansione tra l’Italia e il resto d’Europa: Monaco, Stoccarda, Francoforte, Zurigo, e da oggi anche Dortmund e Amburgo, sono solo alcune delle città raggiungibili con FlixBus, facendo dell’azienda il primo network integrato per viaggiare in autobus in Europa. Il nostro innovativo modello di business ci consente di crescere più rapidamente e di offrire ai nostri passeggeri una rete più estesa rispetto a realtà più grandi e consolidate”.

Con una flotta di oltre 650 autobus e più di 300 destinazioni in 15 paesi, FlixBus ha già trasportato 20 milioni di passeggeri. La rapida crescita di FlixBus ha generato 4.000 posti di lavoro in Germania, di cui oltre 3.500 presso le compagnie di autobus partner.

Un modello di business innovativo, a vantaggio delle PMI italiane

L’offerta di FlixBus è caratterizzata da un modello di business unico, basato sulla collaborazione con una rete di aziende partner e una chiara distinzione dei ruoli. Con gli attuali 180 partner basati in Germania, Paesi Bassi, Belgio, Austria, Svizzera e ora anche in Italia, questo modello è ormai consolidato: da un lato la start up FlixBus, che si occupa della pianificazione delle linee, del marketing, e del servizio pre e post vendita. Dall’altro i partner locali, piccole e medie imprese di autobus italiane, che si occupano dello svolgimento del servizio operativo, rispettando gli standard qualitativi stabiliti da FlixBus e assicurando un servizio eccellente grazie alla loro impareggiabile esperienza. In questo modo FlixBus garantisce che aziende, autisti e manutenzione siano italiani al 100%: un aspetto che si concretizza anche nella creazione di nuovi posti di lavoro presso le aziende partner, oltre all’indotto che si genera intorno a questo contesto.

Nicola Biscotti, presidente di ANAV, ha commentato: « Oggi in Italia viaggiano in autobus già 10 milioni di persone, ma il potenziale di questo mercato è molto più ampio. L’arrivo di FlixBus porterà ad aumentare il numero di viaggiatori e ciò consentirà margini di crescita sia alle imprese già presenti sul mercato, sia a quelle che sceglieranno di competere con un partner esperto ed affidabile quale è FlixBus».

Con un network di linee sempre più esteso, gli italiani potranno viaggiare in tutto il Paese e in Europa a prezzi accessibili, e in totale sicurezza e comfort. A bordo troveranno WiFi gratuito, prese elettriche, toilette, il tutto in autobus moderni con sedili comodi e spaziosi. Potranno facilmente acquistare i biglietti online o sulla nostra App gratuita, ma anche attraverso agenzie di viaggio e rivenditori dislocati in tutto il paese, ricevere aggiornamenti di viaggio in tempo reale e portare con sé gratuitamente fino a due bagagli, oltre al bagaglio a mano. E con un piccolo sovrapprezzo, in fase di acquisto si potranno compensare le emissioni di CO2, rendendo il viaggio completamente verde.

1000 collegamenti al giorno e oltre 50 città italiane raggiunte entro il 2015

FlixBus Italia, sotto la guida di Andrea Incondi, 30 anni, ha l’ambizione di replicare il successo tedesco diventando leader di mercato anche nel nostro Paese. L’azienda conta già numerosi partner in Italia, che hanno dimostrato grande interesse nei confronti di questo innovativo modello di business. Entro il 2015, FlixBus prevede di raggiungere 50 città italiane, per un totale di 1000 collegamenti giornalieri solo in Italia. Nei prossimi anni il progetto consentirà la creazione di oltre 1000 posti di lavoro.

Immagini ad alta risoluzione da scaricare disponibili su www.FlixBus.it. (Fonte: FlixBus)

MILANO - 

VENEZIA

TUTTI I GIORNI

GI - VE - SA - DO

 

VENEZIA - 

MILANO

TUTTI I GIORNI

GI - VE - SA - DO

 
 
   

Milano

8:00

13:00

20:00

 

Venezia

7:00

14:00

19:00

 

Verona

10:10

15:10

22:10

 

Mestre

7:25

14:25

19:25

 

Padova

11:35

16:35

23:35

 

Padova

8:05

15:05

20:05

 

Mestre

12:10

17:10

0:10

 

Verona

9:30

16:30

21:30

 

Venezia

12:30

17:30

0:30

 

Milano

11:30

18:30

23:30

 

TORINO - 

VENEZIA

TUTTI I GIORNI

   

VENEZIA - 

TORINO

TUTTI I GIORNI

 

Torino

8:00

16:00

   

Venezia

8:15

16:15

Brescia

11:00

19:00

   

Mestre

8:35

16:35

Verona

12:15

20:15

   

Padova

9:10

17:10

Padova

13:40

21:40

   

Verona

10:35

18:35

Mestre

14:20

22:20

   

Brescia

11:50

19:50

Venezia

14:45

22:45

   

Torino

15:00

23:00

 

Il braccio di ferro sui buoni pasto partito da Padova con la battaglia Appe/Fipe verso un lieto fine con il giusto riconoscimento

«Siamo di fronte a un provvedimento che ci dà qualche speranza, ma abbiamo anche tanti dubbi su come verrà interpretato dalle aziende emettitrici». È un atteggiamento prudente quello di Matteo Toniolo, esercente, Consigliere dell'APPE – Associazione Provinciale Pubblici Esercizi – con delega specifica sui buoni pasto.
Il provvedimento di cui parla è la legge di stabilità 2015, con la quale il Governo ha alzato, a partire dallo scorso 1° luglio, a 7 euro il limite di defiscalizzazione dei buoni pasto (dai precedenti 5,29 euro): in pratica, fino a 7 euro al giorno erogati tramite "ticket", il datore di lavoro ed il lavoratore non devono pagare contributi e Irpef, con evidenti vantaggi economici.
«Attenzione – precisa però Toniolo – perché l'aumento della defiscalizzazione vale solo per i buoni cosiddetti elettronici, cioè quelli caricati su smart card, mentre per quelli cartacei rimane il limite precedente, fermo da anni a 5,29 euro».
Grazie al "ticket" elettronico, per l'esercente sarà più semplice gestire le procedure di rimborso: non sarà più necessario controllare che i buoni siano scaduti, contarli, suddividerli, predisporre la fattura e inviarli alla società emettitrice. Grazie alle nuove tecnologie, tutto si svolgerà in automatico, con minori perdite di tempo e spese gestionali.
«Purtroppo non è proprio così – evidenzia Toniolo – noi esercenti dovremo comunque controllare che le transazioni vadano a buon fine, che le fatture emesse automaticamente siano corrette, che i pagamenti avvengano nei tempi e per gli importi previsti... senza considerare i costi e le difficoltà collegate alla necessità di dotarsi di apparecchio Pos».
Per poter accettare i buoni elettronici, infatti, gli esercenti dovranno avere un dispositivo (Pos), collegato alla rete elettrica e a internet.
«Per la precisione – puntualizza il rappresentante dei baristi – noi esercenti dovremo dotarci di un Pos per ogni ditta emettitrice, quindi almeno quattro o cinque dispositivi da tenere sopra il bancone, con relativa occupazione di spazio, groviglio di cavi, consumi elettrici, possibili guasti ed errori... non sarebbe più semplice avere un unico dispositivo che legga le carte di tutte le ditte emettitrici?».
«Ogni apparecchio Pos – prosegue Toniolo – ci viene dato in comodato d'uso, con un canone mensile in media di 10 euro, oltre a un costo fisso per ogni "strisciata" che si va ad aggiungere alle ordinarie commissioni che già dobbiamo riconoscere alle ditte emettitrici... in pratica, alla fine per noi esercenti il buono elettronico è meno conveniente rispetto a quello cartaceo!».
L'APPE, che si è sempre battuta contro le "storture" del mercato dei buoni pasto, porta l'esempio del recente bando della ditta Ferservizi, aggiudicato da Sodexo, che prevede la fornitura di buoni elettronici: il costo per l'esercente è di 100 euro + Iva per l'installazione del Pos, 10 euro + Iva al mese come canone di noleggio, una commissione fissa di 48 centesimi per ogni "strisciata" oltre alla commissione del 4,5%, un corrispettivo annuo di 25 euro + Iva per "gestione contratto", 3 euro + Iva per ogni fattura emessa (10 euro + Iva se si chiede che la fattura venga inviata in formato cartaceo).
«Siamo di fronte – commenta amaro Toniolo – a una situazione paradossale: da anni chiediamo l'introduzione dei ticket elettronici e, adesso che ci sono i presupposti per poterli introdurre e diffondere, ancora una volta le ditte emettitrici vedono noi esercenti come limoni da spremere. Abbiamo già ricevuto la lettera di un esercente che ci ha comunicato che, proprio a causa dell'appalto Sodexo-Ferservizi, e i relativi insostenibili costi, probabilmente dovrà cessare l'attività. Abbiamo già chiesto alla nostra Federazione nazionale (FIPE) che si attivi sia a livello legislativo, che attraverso contatti con le ditte emettitrici, per cercare una soluzione a questa pesantissima situazione».

Gran lettori a Padova quarta città in Italia secondo Amazon

Per celebrare l'arrivo della stagione estiva e le letture sotto l'ombrellone, Amazon ha rilasciato per il terzo anno la classifica delle città italiane che leggono più libri, individuata secondo il numero di titoli in formato cartaceo e eBook acquistati dai lettori su Amazon.it durante l'ultimo anno su base pro capite, in città con più di 100.000 abitanti.

Questa la Top 10 delle città italiane che leggono di più:

Milano
Trieste
Trento
Padova
Cagliari
Bologna
Firenze
Roma
Bolzano
Bergamo
Una classifica stabile nel tempo
Rispetto al 2014 e per il terzo anno consecutivo, la città di Milano si attesta campionessa di lettura di libri cartacei e digitali. Trieste conferma il secondo posto già conquistato nel 2014. A cambiare sono le posizioni dalla quinta in poi: Firenze scende dal 5° al 7°, per fare posto a Cagliari e Bologna. Roma guadagna una posizione, mentre esce di scena Udine.
«La nostra classifica mostra che la lettura continua ad essere una passione per gli italiani» - ha commentato Jorrit Van der Meulen, Vice President EU Kindle - «Gli amanti dei libri stanno scoprendo i vantaggi della lettura in digitale: ne riscontriamo un incremento attraverso servizi come Kindle Unlimited, l'opzione in abbonamento di Amazon che permette di scegliere e leggere senza limiti fra centinaia di migliaia di titoli per soli 9,99 euro al mese».

In particolare, per quanto riguarda la classifica delle città che apprezzano maggiormente il formato digitale, Milano ottiene in prima posizione, seguita da Trieste e Trento. Alla base del podio si piazza Cagliari, seguita da Bologna. La seconda metà della classifica vede tutte città del Nord Italia: Bolzano, Padova, Bergamo, Monza e Verona.

Esplorando i gusti delle principali città
Anche quest'anno la classifica rilasciata da Amazon mostra una Milano appassionata per la lettura di ogni genere, ad esclusione della fantascienza, dove viene scavalcata da Trieste e Parma.
Trieste, anch'essa crocevia internazionale, appare al secondo posto nei generi legati ai viaggi, business, romanzi e cucina. Scende invece al settimo quando si tratta di saggi motivazionali.
Roma rimane a metà della classifica generale, ma il ranking sale quando si tratta di cucina, dove raggiunge il 5° posto, alle spalle di Milano, Trieste, Firenze e Bologna.
Torino quest'anno perde due posizioni e si trova al 13° posto della classifica generale, ma sale all'11° quando si scorre la classifica dei libri sui viaggi, fantascienza e self-help.
Firenze si trova appena sotto la metà della classifica generale, al 9° posto, e guardando ai generi preferiti dimostra maggiore preferenza per le letture in fatto di cucina e viaggi (3° in entrambi) e auto-aiuto (2°).
Napoli si attesa invece al 38° posto, battuta di una posizione da Salerno, 37a, mentre Palermo si posiziona un po' sotto alla 41esima posizione, battuta da Catania. Le città della Sicilia si posizionano compatte nella parte bassa della classifica generale con Siracusa e Messina rispettivamente 41a e 42a.

Tra viaggi e self-help
Alle spalle di Milano, le città in cui si sogna maggiormente di viaggiare sono Trieste, Firenze e Padova. A Firenze inoltre si sente un forte bisogno di motivazioni personale: la città conquista il secondo posto nella classifica dei testi di self-help seguita da Bologna, a sua volta in seconda posizione in fatto di attenzione per la salute, con Trento che raggiunge il terzo posto.

Titoli più apprezzati
Il Grande Gatsby conquista le prime posizioni in ben 42 sulle 48 città incluse nella classifica rilasciata da Amazon, incluse Milano, Trieste, Palermo, Bologna, Genova, Napoli, Torino, Verona, Catania, Firenze e Roma. Il tempo della verità di Glenn Cooper è il terzo titolo più apprezzato a Torino e Firenze, quarto a Roma e Milano ed è presente nella top 3 in 20 città.

Wifi gratis a Padova? Basta andare alla posta centrale

L'ufficio postale Padova Centro è il primo della provincia a mettere a disposizione dei cittadini, da qualche giorno, anche il nuovo servizio WiFi gratuito.

Accedere alla rete dall'ufficio postale è semplice: basta registrarsi comunicando il proprio numero di telefono mobile al quale verrà inviato un messaggio con le credenziali per l'accesso al WiFi.

A quel punto, attraverso smartphone, tablet o pc sarà possibile navigare in internet, dialogare sui social network o lavorare in attesa del proprio turno allo sportello.

Il servizio sarà attivato entro il 2015 anche negli altri più importanti uffici postali della provincia: Camposampiero, Albignasego, Monselice, Piove, Abano Bagni, Cadoneghe, Montegrotto, Selvazzano Dentro, Cittadella, Conselve e Rubano. In Veneto saranno 60 entro l'anno gli uffici postali dotati di WiFi.

Donald Norman padre dell'identità artificiale, torna a Padova

È psicologo, ingegnere, designer, studioso delle comunicazioni e non solo. Difficile sintetizzare la personalità sfaccettata di Donald Norman, uno dei più noti studiosi americani. Classe 1935, sarà domani, mercoledì 17, a Padova, nella sala dei Giganti di palazzo Liviano, dalle 14.30. L’Ateneo vuole infatti ricordare e festeggiare, insieme a lui, i 20 anni dalla laurea honoris causa in psicologia conferitagli nel 1995.
L'evento organizzato  da Università di Padova,  HIT Human Inspired Technology Research Centre, Dipartimento Psicologia Generale, Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della socializzazione, con il supporto degli studenti del corso di dottorato in Brain, Mind and Computer Science.
Ecco uno stralcio di quanto disse Norman nel 1995, dopo il conferimento della laurea a Padova. Parole ancor oggi attualissime. 
«E' possibile ormai usare identità e persone artificiali e ciò se da un lato permette una grande libertà di espressione, dall' altro può essere una franchigia da responsabilità, da educazione e da precisione. In un mondo in cui nessuno ha una identità reale o permanente, chi è nella condizione di avere più potere sugli altri può causare enormi danni. Per questo le realtà virtuali hanno dei potenziali enormi sia positivi che negativi. Come può funzionare la legge quando i confini nazionali sono facilmente superati e annullati? 
Come si può ignorare ogni responsabilità personale, quando l' identità può venire celata o cambiata? Cosa possono fare i copyright e le leggi di protezione dei brevetti quando le idee sono copiate, prese a prestito, duplicate e trasformate, spesso senza che l' autore ne venga a conoscenza? In che modo equilibrare il bisogno della privacy personale con l' esigenza dello Stato di avere informazioni sui propri cittadini? Infine le tecnologie sono costose, e non è dato a tutti di accedervi. Esse richiedono notevoli risorse, danaro, apparecchiature ed istruzione. Cosa succede di una società in cui alcuni sono in grado di possedere tecnologie avanzate che altri invece non possono raggiungere? I nostri tempi sono pieni di interesse e di incertezza. In passato, il mondo era composto da molte isole e gli eventi di un luogo avevano poca influenza su quelli di un altro posto. Oggi tutti siamo collegati strettamente gli uni con gli altri. Un terremoto in una zona del globo può avere effetti sull' economia di altre parti del mondo. Un cambiamento politico di uno Stato ha immediate ripercussioni ovunque. Per molta gente il cambiamento tecnologico è stato troppo rapido e i vecchi feudi religiosi ed etnici che si pensavano ormai assopiti, si sono riaccesi. Le comunicazioni moderne permettono la rinascita e il restaurarsi di vecchie rivalità e di odi, anche se al tempo stesso offrono la possibilità di una comprensione reciproca più completa e più piena. Una volta i punti di vista discrepanti e diversi delle minoranze potevano essere ignorati ma oggi con le comunicazioni capillari e con la possibilità di viaggiare, le piccole comunità locali sono in condizione di mettere insieme le loro forze e le loro attività e divenire, di conseguenza, potenti. Sia in meglio che in peggio, la società moderna non potrebbe esistere senza queste tecnologie. La nostra vita intellettuale dipende da esse, così come la nostra vita fisica e quella emotiva. Se vogliamo sperare di trasformare la tecnologia in una forza positiva, capace di rispondere alle esigenze umane, dobbiamo comprendere e imparare a padroneggiare questi problemi. Il modo migliore di cominciare è porsi delle domande adeguate».
 Il programma sempre aggiornato è su: http://hit.psy.unipd.it/activities-0/hit-featured-talks