Home restaurant: anche il ministero al fianco dell'Appe Padova nei confronti della ristorazione abusiva nelle case private

«L'avevamo detto più di 3 mesi fa – dichiara Erminio Alajmo, Presidente dell'Associazione Provinciale Pubblici Esercizi di Padova – che queste erano attività abusive in tutto e per tutto!».
Le attività a cui fa riferimento il numero uno dell'APPE, che conta 1500 associati, di cui 600 ristoranti in provincia di Padova, sono i cosiddetti "Home Restaurant", vale a dire l'offerta di pasti presso private abitazioni, a fronte del pagamento di un corrispettivo e con pubblicità su siti appositamente creati.
«Abbiamo lanciato l'allarme – prosegue Alajmo – per i potenziali rischi igienici e per la salute pubblica, derivanti da attività svolte senza alcun controllo, oltre naturalmente agli aspetti amministrativi, fiscali, di sicurezza e tanto altro».
I privati gestori di questi "ristoranti casalinghi" si sono finora difesi affermando che, non essendovi norme specifiche in materia, vige il principio per cui "ciò che non è espressamente vietato, è consentito".
Ora, a mettere un punto fermo sull'argomento, interviene il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), con la Risoluzione n. 50481 del 10 aprile 2015, nella quale si afferma che "l'attività in discorso [quella di Home Restaurant], anche se esercitata solo in alcuni giorni dedicati e tenuto conto che i soggetti che usufruiscono delle prestazioni sono in numero limitato, non può che essere classificata come un'attività di somministrazione di alimenti e bevande".
«Non è altro – sottolinea Alajmo – che la conferma di quanto abbiamo sempre sostenuto e, cioè, che l'Home Restaurant è un vero e proprio ristorante abusivo, passibile delle relative sanzioni».
Che, precisano all'APPE, partono dai 1.032 euro di multa per esercizio di attività abusiva, ai quali si aggiungono le sanzioni igienico-sanitarie, formative, di sicurezza, previdenziali, fiscali ed urbanistiche.
L'Associazione si è già attivata per far pervenire la Risoluzione del MISE alle Autorità di controllo per le necessarie verifiche.
«Suggeriamo – conclude Alajmo – ai gestori di sospendere immediatamente le loro attività, per evitare di esporsi a pesantissime sanzioni. Se sono interessati a regolarizzarsi, prendano contatti con l'Associazione che potrà dare tutti i migliori suggerimenti».

A Padova quattro giorni di eventi e riflessioni contro l'omofobia

Dal 16 al 19 maggio nella città di Padova si svolgeranno eventi, convegni, proiezioni cinematografiche in occasione della “Giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia”, ricorrenza promossa dall'Unione europea che si celebra dal 2007 il 17 maggio di ogni anno.
Sono molteplici quest’anno le iniziative che si svolgeranno nella città di Padova per celebrare la “Giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia” (o IDAHOBIT, acronimo di International Day Against Homophobia, Bifobia and Transfobia), giornata promossa dall'Unione europea che si celebra dal 2007 il 17 maggio di ogni anno. La data ricorda la rimozione dell'omosessualità dalla lista delle malattie mentali nella classificazione dell'Organizzazione mondiale della sanità nel 2005 e la giornata ha come scopo quello di sensibilizzazione e contrastare il fenomeno dell'omofobia, della bifobia e della transfobia.

Insieme alla Cooperativa Radiotaxi di Padova il Circolo Arcigay Tralaltro Padovapromuove una campagna di lotta all'omofobia che vedrà capeggiare sulle macchine della cooperativa l’adesivo “Alcune persone sono gay (o lesbiche, bisex o trans). Fattene una ragione”, uno slogan volutamente ruvido, ripreso dalla omonima iniziativa organizzata dalla associazione inglese Stonewall, che invita gli italiani a prendere atto della banalità della realtà e che li incoraggia a confrontarsi e approfondire il tema dell’esclusione, del pregiudizio e dell’indifferenza.

Sabato 16 Maggio, dalle ore 10.00 alle ore 18.00, in aula E al Palazzo Bò si terrà il convegno “Tutte le famiglie” patrocinato dal Comune e dall’Università degli Studi di Padova, organizzato in collaborazione con il Centro Interdipartimentale di Studi di Genere e promosso da un coordinamento di associazioni padovane: Associazione Studenti Universitari (ASU) Padova, Il Sindacato degli Studenti, Arcigay Tralaltro Padova, Antéros LGBTI Padova, Arcilesbica Il Riparo Padova, Act - Agire, Costruire, Trasformare Padova, Studenti Per - UDU Padova, Rete degli Studenti Medi.  Nel corso del convegno si affronteranno i temi legati all’educazione delle differenze, per la promozione di un modello di società in cui tutti i soggetti possano sentirsi accolti;  Diritti civili, pluralità e riconoscimento, dove verranno discussi i percorsi e dei mutamenti dell’istituto familiare in Italia, sia da un punto di vista giuridico che sociologico e psicologico, affrontando anche gli aspetti psicologici della discriminazione e del mancato riconoscimento sociale della sfera affettiva. Si parlerà, infine di Welfare e nuove famiglie: struttura del welfare italiano in relazione alle famiglie e alle coppie, considerando quali modifiche lo potrebbero rendere più inclusivo delle relazioni esistenti e delle persone,LGBTQI e non, che vivono all’esterno del nucleo familiare.

Parteciperanno Luca Trappolin membro del Forum universitario di politiche e studi di genere e del Centro interdipartimentale Studi di Genere, Franca Bimbi; responsabile del curriculum “Genere, Cittadinanza e pluralismo delle identità” per la Scuola di Dottorato in Scienze Sociali. Mariagrazia D`Aquino responsabile nell’ULSS 16 della Struttura Alta Professionalità Immigrazione e Area Materno Infantile; Chiara Baiamonte, psicologa e psicoterapeuta, curatrice di diversi progetti di educazione alle differenze in Emilia Romagna; Anna Francesca Basso, referente di Agedo (Associazione Genitori di Omosessuali) per il Veneto;  Giacomo Viggiani,Dottore in giurisprudenza, membro di Rete Lenford; Paola BiondiPsicologa e psicoterapeuta, Consigliera Segretaria dell’Ordine degli Psicologi del Lazio.Sarà presente, inoltre, Federico Zanon presidente di AltraPsicologia, e vice presidente di ENPAP, ente previdenziale che ha di recente esteso il contributo di genitorialità anche alle coppie omosessuali, mentre Marina Miscioscia,dottoranda dell’Università di Liegi, presenterà i risultati di un recente studio sull’omogenitorialità, condotto da un’equipe dell’istituto belga in collaborazione con l’Università degli Studi di Padova.

Domenica 17 maggio, alle 11.00, il Gruppo Emmanuele, gruppo di omosessuali credenti di Padova ha organizzato una Preghiera ecumenica alla Chiesa Evangelica Metodista di Padova di Corso Milano. Dalle 12.00 in poi, in Prato della Valle è stato organizzato un pic-nic anti omofobia. Gli organizzatori, Act! Agire, costruire, trasformare!  Antéros LGBTI Padova, Arcigay Padova TralaltroArcilesbica Il Riparo PadovaASU Associazione Studenti Universitari e il Sindacato degli Studenti invitano tutti coloro che lo desiderano a partecipare, portandosi da casa tutto il necessario per un pranzo sull’erba. “A parte l'intolleranza, la poverina resta a casa da sola”.

Martedì 19 maggio alle ore 20.45 al MultiAstra di via Tiziano Aspetti, Arcigay Tralaltro Padova, assieme a Cineteca di Bologna e Cinema Astra, presenteranno il film "Una nobile Rivoluzione", documentario, diretto da Simone Cangelosi, dedicato a Marcella Di Folco, transessuale, attrice, militante, consigliera comunale, fondatrice a Bologna della prima associazione italiana transgender, prima transessuale al mondo a coprire una carica pubblica. Presentata all’ultima edizione del Torino Film Festival, l’opera racconta la vita, o meglio sulle molte vite, di Marcella Di Folco, scomparsa nel settembre 2010. «Chi fosse Marcella ho cominciato a capirlo standole a fianco nella sua vulcanica vita di attivista, in viaggio per l’Italia, durante i pride, le interviste, le campagne elettorali, i comitati cui prendeva parte con generosità ineguagliabile. – racconta Simone CangelosiQuella frequentazione mi ha permesso di ascoltare i racconti della sua vita e di scoprire la vulnerabilità dietro la forza d’animo, la complessità, il magnetismo e il coraggio. Quello che però ho avuto chiaro sin dal nostro primo incontro era che avevo di fronte un personaggio storico».

Per informazioni
www.tralaltro.it

Sisma in Nepal: da Padova un ponte di solidarietà verso le popolazioni colpite dal terribile terremoto che ha causato migliaia di vittime

Per iniziativa di alcune realtà del terzo settore e di alcuni singoli cittadini nasce a Padova un comitato per raccogliere fondi a sostegno di progetti di solidarietà in favore della popolazione del Nepal, così duramente colpita nei giorni scorsi dal sisma devastante che ha messo in ginocchio l'intero Paese.

Il bilancio consegnato dalle ultime notizie Ansa è davvero tragico: oltre 5.300 morti, 8.000 feriti e 8 milioni di persone bisognose di assistenza umanitaria. Ora l'emergenza è proprio aiutare i sopravvissuti. Con questo scopo si è costituito il comitato padovano che vede primi promotori Anna Milvia Boselli, biologa e docente di Igiene e Legislazione sanitaria all'Università di Padova che per le sue ricerche scientifiche e le numerosi spedizioni affrontate in oltre venti anni di attività conosce bene il Nepal e ne ha a cuore il territorio e la gente; Antonino Ziglio, vicepresidente di Enaip nazionale, che anni fa, allora alla guida di Enaip Veneto, si è fatto promotore di progetti di cooperazione transnazionale con il Nepal; accanto a loro i responsabili di alcune organizzazioni locali del terzo settore, ossia Gianni Cremonese, presidente delle Acli di Padova, e Paolo Alfier, portavoce del Forum regionale del Terzo settore del Veneto.

Gli obiettivi del comitato – che già sta raccogliendo numerose altre adesioni dai diversi mondi -, le finalità concrete della raccolta fondi e tutte le informazioni di carattere organizzativo (compreso l'IBAN del conto corrente attivato ad hoc), saranno presentate in CONFERENZA STAMPA a Padova lunedì 4 maggio alla ore 11.45 presso la sala Gruppi consiliari a Palazzo Moroni. Intervengono i primi promotori dell'iniziativa.

L'università di Padova ricorda Stefano D'Agostin studente ventenne brillante e coraggioso

L'Ateneo di Padova per voce del Magnifico Rettore ha ricordato oggi Stefano D'Agostin, ventenne di Cison di Valmarino morto lunedì a vent'anni.
"È andato a lezione fino poche ore prima della sua morte - ha spiegato il Magnifico Rettore in una nota -, seguendo gli insegnamenti del corso di Fisica all'Università di Padova, dove era uno studente modello dagli esami in regola e dalla media molto alta. L'Ateneo piange la scomparsa di Stefano D'Agostin, 20 anni di Cison di Valmarino (Tv), morto lunedì mattina per le complicazioni dovute al quadro di distrofia muscolare che lo affliggeva dalla nascita.
Nonostante la malattia, Stefano (che lascia mamma, papà e un fratello) viveva nel collegio universitario di via Monte Cengio e seguiva le lezioni del corso di laurea in Fisica. Costretto a muoversi in carrozzina, spesso attaccato ad un ventilatore, Stefano non faceva a pesare a nessuno la sua condizione e si era conquistato negli anni autonomia e indipendenza, ed era seguito dall'Hospice Pediatrico dell'Azienda Ospedaliera.
«In questi casi le parole non servono certo a consolare, ma voglio esprimere alla famiglia, parenti, amici, conoscenti la tristezza mia e dell'intera comunità dell'Università di Padova – afferma il Rettore Giuseppe Zaccaria – la vicenda di Stefano mi ha molto colpito: era un esempio per i suoi amici, conoscenti, e mi permetto di dire anche per tutti noi. Pur di fronte a gravi difficoltà fisiche, mi hanno raccontato come non avesse mai perso la fiducia nella vita, costruendosi con tenacia la sua indipendenza, proseguendo con grande brillantezza negli studi.
Chiederò al Consiglio di Dipartimento competente di avviare l'iter per il rilascio di un attestato di studi che rimanga a testimonianza dell'eccezionale percorso di Stefano».
Anche Paolo Guiotto, docente di matematica, ha avuto Stefano D'Agostin come allievo e lo ricorda così su facebook:
"Una tristissima notizia mi è giunta qui, lontano dall'Italia. Purtroppo è mancato Stefano D'Agostin, un nostro studente di Fisica.
Ho conosciuto Stefano quest'anno al corso di Analisi 3 che ho insegnato a Fisica. Stefano, pur con le difficoltà con cui purtroppo era costretto a convivere (soffriva di distrofia muscolare), è stato sempre presente a lezione. Ricordo molto bene il suo esame. Si presentò al primo scritto prendendo 30 e lode risolvendo con cura ed eleganza i problemi proposti nel compito. Ha sostenuto subito l'orale, presumo consapevole della sua preparazione. Avendo il voto di ammissione molto alto a lui, come ad altri con voti simili al suo, ho proposto un paio di domande di rito ed una domanda creativa, difficile. Stefano è stato uno dei pochi a rispondere con semplicità, correttezza ed eleganza al tempo stesso. Una dote rara in un fisico quale Stefano indubbiamente era.
Mentre riflettevo per decidere il voto in realtà non pensavo quale voto dargli, non avevo dubbi su questo. Pensavo piuttosto a quanto ammiravo la forza che evidentemente Stefano aveva. Se mi fossi trovato nelle sue condizioni non so se ce l'avrei fatta come lui. Ma Stefano, semplice e sempre con un sorriso, era lì e ce l'aveva fatta. Un esempio luminoso per tutti.
Mi viene letteralmente da piangere ora, mentre scrivo queste parole, a pensare che tutto questo accadeva solo qualche settimana fa' e che oggi Stefano ci ha lasciati. Sono certo che avrebbe avuto un prosieguo di carriera bellissimo e anche per questo è una perdita doppia.
Ciao Stefano, è stato un onore conoscerti".

La Corce Verde di Padova massacrata dalla lentezza nei pagamenti della Regione (e il presidente/candidato non può certo dirlo per non indispettire Zaia)

Kafkiana la situazione della Croce Verde, al limite del ridicolo la lamentela del presidente/candidato che si lamenta contro la stessa Regione che sostiene. Accade a Padova e ci sarebbe da ridere se di mezzo non ci fosse una istituzione che ha più di 100 anni, fondamentale per la salute dei padovani. Il presidente della Croce Verde è indicato asetticamente "l'avvocato Carlo Bermone". Lo conosco bene, è una brava persona, ma siccome lo conosco bene mi ricordo anche che era candidato con Forza Italia alle ultime comunali a sostegno di Massimo Bitonci. E proprio quella appartenenza è stato un asset decisivo per la sua elezione a presidente della Pia Opera Croce Verde di Padova. Ora Bermone si scaglia contro l'Usl 16. Cioè la Regione. Queste le prime righe dell'articolo del Mattino di Padova.
«Se non arriveranno i soldi entro venerdì l'attività dei 38 mezzi della Croce Verde si fermerà: non abbiamo neanche i fondi per la benzina». Un ultimatum, una protesta e un grido d'allarme quello del presidente della «Pia opera» di via Nazareth, l'avvocato Carlo Bermone. In pratica le casse della Croce Verde sono drammaticamente vuote e la colpa sarebbe del credito di 900 mila euro che l'associazione vanta dall'Usl 16. Si tratta di fatture non pagate, alcune risalenti addirittura al 2010. A rischio ci sono i 40 dipendenti dell'associazione, più altri 40 che sono dipendenti di una società collegata la «Croce Verde servizi» di Adria.

Evasore totale per due milioni e mezzo di euro: la Guardia di finanza di Padova gli sequestra quadri, auto di lusso e immobili

La Compagnia della Guardia di Finanza di Cittadella ha eseguito un decreto di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca per equivalente, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Padova, su beni e utilità del valore di oltre due milioni e mezzo di euro, riconducibili ad un evasore totale "titolare di fatto" di una società avente sede legale in Carmignano di Brenta (PD), che si occupa della compravendita di capi di abbigliamento dall'estero e successiva rivendita ad operatori nazionali.
L'attività d'indagine è scaturita da pregressa attività ispettiva eseguita dall'Agenzia delle Dogane di Padova nei confronti della stessa società, nell'ambito della quale era stato segnalato all'Autorità Giudiziaria un soggetto di nazionalità romena, rappresentante legale, ma solo "sulla carta", della s.r.l. in questione, resosi responsabile dei reati di omessa dichiarazione e occultamento o distruzione di documenti contabili.
Sin da subito, però, l'attività investigativa delle Fiamme Gialle di Cittadella ha portato a ritenere che il rappresentante legale di diritto, originario dell'est Europa, non avesse quei requisiti imprenditoriali idonei per gestire una tale attività commerciale con caratteri di transnazionalità.
Mediante l'esecuzione di accertamenti bancari, riscontri presso gli acquirenti della società oggetto d'indagine, sommarie informazioni testimoniali e perquisizioni, i militari sono riusciti a definire chiaramente chi fosse il reale amministratore della società in questione e ad ottenere l'emissione del decreto di sequestro preventivo di importo milionario.
L'artefice "italiano" dell'attività imprenditoriale nel 2010 aveva rilevato una società dell'Alta Padovana e l'aveva poi intestata al predetto soggetto romeno, sempre irreperibile. Successivamente a nome e per conto dello stesso, aveva messo in piedi una vera e propria "rete di distribuzione" di capi di abbigliamento acquistati perlopiù dalla Germania e dalla Cina, rivenduti poi ad operatori del centro-sud Italia. Il tutto senza versare le imposte dovute pari a oltre 2 milioni e mezzo di euro.

Sono stati sequestrati:
9 immobili (riconducibili all'indagato);
5 quadri d'autore detenuti presso l'abitazione di residenza dell'indagato, risalenti all'epoca storica a cavallo tra il 1600 e il 1700 (che saranno successivamente periziati);
un'autovettura marca BMW mod. X6;
un'autovettura d'epoca marca Cadillac mod. Fleetwood (presumibilmente dell'anno 1952) in fase di restauro presso un'officina del mantovano.
Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di beni "per equivalente", in caso di reati tributari, trae origine dalla legge finanziaria per l'anno 2008 e, nel rivestire carattere essenzialmente sanzionatorio, viene effettuato sui beni mobili, immobili e utilità appartenenti o riconducibili ai soggetti che si sono resi colpevoli di taluni reati tributari, per un valore "equivalente" all'imposta evasa dovuta all'erario.

Imprese padovane fanalino di coda per puntualità nei pagamenti

Il sistema dei pagamenti commerciali delle imprese italiane è mutato radicalmente con il perdurare della crisi: nei primi tre mesi del 2015 rimangono stabili i buoni pagatori ma continua ad aumentare il numero di imprese che saldano le fatture con gravi ritardi, un fenomeno oramai consolidato che sta mettendo in difficoltà molti fornitori.
All'interno di questo scenario le imprese venete si confermano tra le più virtuose dell'intero Paese, posizionandosi al secondo posto dopo quelle emiliane. Nel primo trimestre dell'anno in corso infatti il 46,1% delle imprese della Regione ha saldato puntualmente le fatture ai fornitori, mentre il 45,1% ha regolato i conti con un ritardo fino a 30 giorni dai termini concordati e l'8,8% oltre i 30 giorni.
Il dato che preoccupa maggiormente sono i pagamenti giunti oltre i 30 giorni di ritardo, cresciuti ben del 131,6% rispetto al 2010. Calati invece del 18,9% le imprese che pagano entro il mese di ritardo, mentre sono cresciuti del 13,5% i buoni pagatori. In sintesi, a fronte di un aumento della puntualità, in questi anni sono aumentate notevolmente le imprese che non riesco a far fronte agli impegni contrattuali.
Nonostante queste difficoltà, riscontrate comunque in tutto il Paese, nel primo trimestre del 2015 il Veneto esibisce performance di pagamento nettamente migliori sia della media nazionale (36,3% di imprese puntuali, 15,7% di ritardi oltre i 30 giorni) sia di quella del Nord Est (45,6% di imprenditori puntuali).
È quanto si evince dallo Studio Pagamenti 2015, aggiornato al 1Q 2015, realizzato da CRIBIS D&B, la società del Gruppo CRIF specializzata nelle business information, che ha analizzato i comportamenti di pagamento delle imprese venete.

Tre giovani veneti lanciano il tripadvisor per chi ha un amico a quattrozampe (con tanto di app): mai più sorprese al ristorante con fido

Dopo Be Puppy, e molti altri social dedicati al mondo degli animali, ecco arrivare myPetWorld, un vero e proprio tripadvisor a misura di animale, una community tutta italiana di riferimento, dove condividere recensioni, qualità dei servizi e informazioni. A realizzare il portale di servizi gratuito tre ragazzi veneti, due padovani ed un trevigiano: Marco Antonello, Matteo Cherubin e Andrea Faliva. In pochi giorni la pagina Facebook ha raccolto centinaia di mi piace.

L'obiettivo è quello di offrire a chi vive con un cane, un gatto, un coniglio o qualsiasi altro animaletto domestico o da compagnia, uno strumento semplice e veloce per cercare i servizi di cui hanno bisogno, come un veterinario, una farmacia notturna, ma anche una struttura alberghiera "dog friendly" o una spiaggia aperta anche agli amici a 4 zampe, i pachi piuttosto che i negozi dedicati. Oltre a questo, grazie alla sezione canili e gattili, sarà possibile avere una mappatura completa dei rifugi che ospitano animali abbandonati. Chi accede al portale troverà indirizzi e le recensioni lasciate dai naviganti, ma soprattutto avrà la possibilità di valutare la qualità del servizio scelto attraverso il giudizio espresso da altri utenti, e di lasciare il proprio contributo. Un vero e proprio TripAdvisor per proprietari di animali che ricopre tutta l'Italia.
Sono tre i fondatori di questo nuovo servizio Marco Antonello (43), Matteo Cherubin (44) e Andrea Faliva (27). L'idea è nata inizialmente da Marco, che poi ha trovato supporto negli altri due soci. Marco, alle prime armi con il mondo degli animali, si è trovato di fronte all'esigenza di individuare un veterinario per il suo cucciolo affetto da una sindrome genetica. Il primo problema è stato "Da chi vado?" i nomi erano tanti, ma senza sapere nulla di più. Si accorge così che mancava un servizio che andasse in aiuto a chi si trova a gestire emergenze o anche la quotidianità dei propri animali domestici, con recensioni e informazioni utili, mancava un vero portale informativo e di servizi dedicato. Marco ha condiviso l'idea con i amici ed il progetto ha preso il via: in tre mesi sito e app sono funzionati, già godono di tante recensioni e commenti, grazie ai social, nuovo motore della comunicazione. Il portale è www.mypetworld.it

COME FUNZIONA: Registrarsi è semplice, occorre un nome, una mail valida e una password (o potete fare accesso direttamente attraverso Facebook/Gmail), si attende la conferma della registrazione e poi si potrà accedere al sito. Il progetto myPetworld è nato e sviluppato a Padova: il servizio è fornito al cliente tramite sito web e soprattutto app mobile, disponibile per dispositivi IOS e Android.

APP iOS:https://itunes.apple.com/it/app/mypetworld/id960414449

APP Android: https://play.google.com/store/apps/details?id=it.mypetworld.app
ANDREA FALIVA, nato a Camposampiero (PD il 21 agosto 1987 e residente a Loreggia (PD)
Dopo il liceo ha continuato con studi economici presso l'università Ca' Foscari di Venezia, e parallelamente porta avanti al passione per la musica e l'insegnamento.
Nel 2013 fonda PEPE Interactive, un digital lab orientato al mondo del marketing, che offre servizi di sviluppo web/ecommerce, social media e servizi di comunicazione digitale per aziende.
La passione per gli animali c'è da tutta la vita: "Fin da piccolo sono cresciuto a stretto contatto con la "vita di campagna" grazie ai nonni, e nel mio piccolo ho cercato un continuo a questo, adattandolo alle possibilità offerte da una vita un po' più cittadina". Andrea vive con Sansone (Golden retriever) e Dado ( (bassotto).

MATTEO CHERUBIN, nato a Camposampiero (PD il 5 aprile 1971 e residente a Santa Giustina in Colle (PD)
Diplomato in informatica ha subito iniziato a lavorare come programmatore su personal computer, con gli anni ha aggiunto alle sue competenze lo sviluppo web e su dispositivi mobile (ios ed android).
Parallelamente ha sempre coltivato la passione per lo sport in particolare per la pallavolo ed il beach volley (praticati a livello agonistico), che lo ha portato a sviluppare la propensione per il lavoro in Team.
Cresciuto in campagna, l'amore per gli animali è stato trasmesso dai nonni, in particolare per cani e gatti da sempre presenti in casa come parte della famiglia.

MARCO ANTONELLO, Nato a Thiene (Vicenza) il 27 ottobre 1972 e residente attualmente a Castelfranco Veneto (TV).
Dopo la Laurea in Economia e Commercio a Parma, attualmente collabora come libero professionista in uno studio legale e segue due attività imprenditoriali in ambito alimentare. Nel tempo libero si occupa molto di sport e nel particolare di calcio, segue come allenatore le selezioni giovanili locali.
"Non ho avuto da sempre un grandissimo rapporto con gli animali – spiega Marco- fondamentalmente per motivi legati al poco spazio in casa. Ultimamente ho deciso di intraprendere una nuova avventura con OTTO (un cucciolo di Weimaraner), dal qualche mi sono dovuto separare presto per una malattia che l'ha colpito".

Scuole e famiglie: una riflessione sul patto educativo sabato a Padova

Scuole e famiglie. Proposte educative per una nuova umanità è il titolo del convegno in programma sabato 11 apriledalle 8.45 alle 12.30 in aula E di palazzo Bo (Università di Padova). L’incontro, organizzato e promosso dalla Fondazione Girolamo Bortignon per l’educazione e la scuola, si pone all’interno del percorso di avvicinamento al Convegno ecclesiale nazionale di Firenze del prossimo autunno, che ha come riferimento il “nuovo umanesimo”. Il convegno vuole essere un momento di ascolto e discernimento per la società civile e per le comunità cristiane, specificatamente in merito all’ambito educativo, al rapporto scuola/famiglia in un contesto così complesso come l’attuale.

Il convegno prevede, dopo il momento di accoglienza, i saluti e l’introduzione alle ore 9 di Michele Panajotti, presidente della Fondazione Girolamo Bortignon per l’educazione e la scuola. Seguiranno due interventi.

Il primo tratterà il tema Scuola/famiglia: che cosa sostanzia il patto educativo? e sarà proposto da Giuseppe Mari, ricercatore di pedagogia generale e docente alla Cattolica di Milano, all’Issr di Milano, allo IusVe e membro del comitato direttivo del Centro studi e ricerche sul disagio e sulle povertà educative.

Il secondo contributo, sul tema Educare oggi nella società complessa, sarà offerto da Stefano Quaglia, dirigente dell’Ufficio Quinto dell’Ufficio scolastico regionale del Veneto –Politiche formative e rapporti con la Regione e gli Enti locali – Progetti europei – Edilizia scolastica e Dirigente Reggente dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Verona. Segue il dibattito.

Modera l’incontro la giornalista Chiara Gaiani.