Il giornalista padovano Diego Zilio premiato al "Grotte della Gurfa"

L'Associazione culturale la Fucina di Alia (Pa) comunica che sabato 5 settembre ad Alia (Pa), alle ore 22, in piazzetta Garibadi, si terranno le cerimonie di premiazioni della quarta edizione del premio letterario Grotte della Gurfa, un concorso riservato alle case editrici nazionali, le quali possono parteciparvi con uno o al massimo due autori Under 40 di opere di narrativa e della prima edizione del concorso letterario per racconti inediti "La bellezza della Tholos e delle Madonie". Nel primo caso a contendersi la vittoria, tramite la votazione di 100 giurati lettori, saranno gli autori Alessio Dimartino con il romanzo "C'è posto tra gli indiani" Giulio Perrone Editore; Davide Bacchilega col romanzo "I romagnoli ammazzano il mercoledì" Las Vegas Edizioni e Nadia Terranova col romanzo edito da Einaudi "Gli anni al contrario". Nel secondo caso il nome del vincitore si conosce già, infatti la giuria presieduta dal professore, lo scrittore Filippo Oliveri, ha premiato il padovano Diego Zilio,autore del racconto "Tutto il meglio è già qui".

L'esperienza di Officina Giotto fa scuola all'Expo di Milano

Ci sarà anche l'esperienza delle lavorazioni carcerarie padovane giovedì 3 settembre all'Expo, in uno dei convegni più importanti dell'intera manifestazione. Si intitola "Le 4 potenze dell'Enogastronomia Italiana" e radunerà nell'Auditorium di Palazzo Italia (con inizio alle 18.30) quindici personaggi, testimoni della bellezza, del saper fare, dell'oltrepassare il limite e della visione del futuro, accompagnati dall'autore de Il Golosario Paolo Massobrio. L'appuntamento, che fa parte dei sei grandi seminari del calendario di Padiglione Italia, è stato ideato dallo stesso Massobrio, che poi a ottobre (dal 17 al 19) animerà il più atteso "fuori Expo" dedicato all'enogastronomia italiana, con Golosaria.

Tra i relatori del seminario ci sarà anche Nicola Boscoletto, presidente di Officina Giotto, il consorzio che nella casa di reclusione di Padova promuove e coordina varie lavorazioni, tra cui la celebre Pasticceria Giotto, che coinvolgono in tutto oltre 140 detenuti. Boscoletto dovrà relazionare sulla più strana e inaspettata delle quattro "potenze", il limite. Che anzitutto è un limite fisico, come le sbarre del carcere. Ma che può essere affrontato e diventare occasione di ripresa se non addirittura di rinascita attraverso il lavoro. «A condizione», spiega l'imprenditore sociale veneto, «che si tratti di un lavoro reale. Il lavoro è l'antidoto al non far nulla che è il vero male delle carceri italiane, ben più del sovraffollamento, oggi peraltro minore rispetto al passato. E poi ci vuole qualcuno che ti tratti per quello che sei, per quello che vali, non per gli errori che hai compiuto in passato. L'uomo, come ricorda sempre anche papa Francesco, non coincide con il suo errore».

Non si può peraltro parlare di esordio per la presenza di Giotto il 3 settembre ad Expo. Si tratta anzi di una terza volta. La prima fu il 27 maggio nel carcere di Padova con Top Food Expoerience, l'incontro con duecento imprenditori, ristoratori e buyers di 36 paesi dei cinque continenti, dall'Australia alla Cina, dal Libano alla Svezia, presenti in Italia in occasione dell'Expo e interessati alle eccellenze dell'enogastronomia e in particolare della pasticceria italiana. Lo scorso lunedì 17 agosto poi Giotto portò all'Esposizione universale i prodotti di punta, il Panettone artigianale al Fior d'Arancio dei Colli Euganei e il gelato artigianale realizzato con le materie prime delle fattorie padovane di Coldiretti. Una giornata intensissima, ospiti del Padiglione Coldiretti "No Farmers No Party", in cui furono distribuiti oltre ottomila assaggi di panettone e gelato a un pubblico di tutte le nazioni.

Panettone e gelato sono solo alcuni dei numerosi dolci realizzati nella pasticceria del carcere di Padova, che in questi anni ha ricevuto numerosi premi (ultimo, il riconoscimento di Pasticceria dell'anno 2013 nel referendum del Gastronauta Davide Paolini) e i cui prodotti oggi sono conosciuti in tutto il mondo, al punto che in varie nazioni si guarda a Padova come esempio da una parte di imprenditoria sociale e dall'altra di eccellenza nel campo della pasticceria. Oltre a ghiottonerie di tutti i tipi, nella casa di reclusione poi si producono anche biciclette, valige, business key per la firma digitale ed è attivo un call center con oltre 60 postazioni per chiamate sia in ingresso sia in uscita.

Tornando al titolo del seminario del 3 settembre, parlare di "potenza del limite" equivale a una piccola rivoluzione copernicana: il contrario del limite inteso come elemento frenante o negativo. «Il limite», riprende Boscoletto, «accompagnato dal suo risvolto inevitabile che è l'errore, è l'elemento più importante dello progresso sociale, sia dell'uomo sia del pianeta. Pensiamo all'importanza dell'errore nel progresso scientifico. Non è che per caso tante cose oggi vanno male perché non teniamo conto di questo elemento? Nella società e nel lavoro, basta che uno sbagli per farlo fuori. E così fraintendiamo, o addirittura censuriamo, un elemento prezioso di ripresa e di sviluppo. Ha fatto bene Massobrio a proporre questa riflessione, è fondamentale non solo per il carcere ma per tutta la società».

La prima delle quattro potenze che verranno raccontate nel seminario è la bellezza e avrà come testimoni personaggi illustri quali lo chef Gualtiero Marchesi, Maurizio Riva, tra i maggiori designer italiani, e l'architetto del verde Paolo Pejrone. La seconda potenza è il saper fare tipico dell'artigianato. Ne parleranno il presidente di Euro Toques (l'associazione internazionale degli chef) Enrico Derflingher, un guru del mondo del vino quale Angelo Gaja e, come esponente di punta dell'artigianato alimentare, Massimo Spigaroli.

Il limite è la potenza più affascinante e più caratteristica dell'Italia, perché ne connota quasi tutti i prodotti, nati dalla capacità di oltrepassare gli ostacoli e immaginarsi strade dove prima non c'era nulla. Oltre a Boscoletto ne parleranno il padre della birra artigianale italiana Teo Musso, e Marina Cvetic che racconterà la storia della strada del vino in un territorio non facile come l'Abruzzo e la sua storia personale, quella di una giovane donna che pur avendo perso all'improvviso il marito è riuscita a sostenere e far crescere l'azienda. Ma ci sarà anche il neurochirurgo Vittorio A. Sironi, esperto di neurogastronomia e di neuroetica dell'Università di Milano Bicocca.

Ultima potenza, il futuro. E qui interverranno Alessandro Piana che ha appena terminato la sua serra dove cresce lo zafferano in aeroponica o Eleonora Bertolone che ha rilanciato una varietà di riso quasi dimenticata, il Rosa Marchetti. O ancora Aldo Bongiovanni, che giovanissimo ha scommesso sul mulino di famiglia e sui grani antichi combinandoli con la vendita su web, e ancora l'imprenditore Marzio Nocchi e Plinio Agostoni fondatore di ICAM che recentemente in Perù ha lanciato un progetto per permettere ai contadini di sostituire il cacao alla coca e sottrarsi così alla criminalità.

Autobus e tram a Padova: la lettera aperta di una giovane padovana all'assessore a viabilità e trasporti

Gentile assessore,
le scrivo qui perché non sono un'esperta di comitati e petizioni. Però sono un'esperta di autobus perché, non avendo l'auto, mi muovo solo con quelli. Quando all'Arcella c'erano il 16 e il 22 andava tutto bene, ero soddisfatta del mio abbonamento annuale e mi congratulavo mentalmente con Apsholding. Poi tolgono il 16, pensando, razionalmente, che tanto c'è il tram. Questo lo può pensare logicamente uno che il tram non lo prende, quindi mi sono sentita di scriverle. Il tram, di per sé, sarebbe ottimo. Ti porta quasi ovunque, è veloce, è puntuale. Questo in teoria. Perché in pratica i guasti sono frequentissimi, e sul tram non si può contare quando si hanno degli orari fissi (quando devo vedere dei clienti io vado SEMPRE a piedi). Certo, dirà lei, c'è il servizio sostitutivo. Peccato che è un carro bestiame. Peccato che, una volta che era completamente pieno (ma lo è sempre) l'autista abbia aperto la porta e il mio piede ci sia rimasto incastrato dentro per quasi 30 secondi, perché evidentemente il bus era troppo pieno perché l'autista sentisse le mie urla. Morale: caviglia slogata, sandali gioiello da buttare, un cliente perso per i 10 giorni di prognosi. Questo è successo a me, ma di racconti del genere ne ho sentiti. Non serve che le dica che l'Arcella è un quartiere popolato, che andare a piedi di sera è rischioso a causa della scarsa sicurezza in zona cavalcavia, che non si può concentrare la popolazione in un tram nelle ore di punta e tantomeno su un bus del servizio sostitutivo. Io dovrei rinnovare l'abbonamento annuale il primo settembre. Ero già incerta, visto che non ho ricevuto nemmeno una telefonata da Aps in occasione del mio infortunio, ma con un'offerta del genere non lo rinnoverò: preferisco andare a piedi sul cavalcavia anche se torno tardi dal lavoro piuttosto che rischiare di perderlo per un altro infortunio. Naturalmente questo non è un suo problema, ma volevo comunque che conoscesse la situazione da chi la vive con disagio. Perché io sono giovane e posso muovermi a piedi, ma le signore di una certa età che incontravo sull'autobus magari no. E sono tante, mi creda. Quindi le chiedo: è davvero il caso di lasciare così sguarnita via Tiziano Aspetti? Grazie per il suo tempo.

Infrastrutture: Zorzato critica l'inaugurazione della Valdastico sud. Grillini del M5S annunciano boicottaggio "Niente parlamentari, è enorme pattumiera"

Lunedì il governatore del Veneto Luca Zaia taglierà il nastro del tratto conclusivo della Valdastico Sud. Non tutti sono favorevoli a questa grande opera. Riceviamo e pubblichiamo le posizioni dell'ex vicepresidente della Regione Marino Zorzato (eletto in consiglio regionale con NCD) e del Movimento 5 stelle. 
Scrive Marino Zorzato:
Mentre le istituzioni, le autorità e i sindaci interessati si preparano a inaugurare la Valdastico, Marino Zorzato, consigliere regionale di Area Popolare, fa sentire la sua voce preoccupata: "inaugurare la Valdastico senza conoscere i tempi della SR10 vuol dire fare una festa a metà!"

Per questo con un'interrogazione presentata nella giornata di ieri, Marino Zorzato ha chiesto alla Giunta Regionale del Veneto di conoscere con precisione i tempi di realizzazione della SR 10 Padana Inferiore tra Este e Legnago.

Condividendo, infatti, i solleciti di tutti i Sindaci e dei cittadini interessati dall'opera, l'esponente di AP chiede di conoscere anche quali azioni la Giunta intenda intraprendere a favore del territorio, delle imprese e dei cittadini della Bassa padovana dato il ritardo per la realizzazione di un'opera strategica per tutto il territorio; Zorzato domanda inoltre di avere chiarimenti su come si intendano risolvere nell'immediato i problemi di collegamento tra la SR 10 e il polo "Ospedale riuniti Padova sud Madre Teresa di Calcutta", importante struttura sanitaria realizzata in un'area che si prevede raggiunta dal nuovo asse stradale.

Nell'interrogazione, Marino Zorzato ha ricordato anche che l'iter amministrativo e burocratico per il completamento della Padana Inferiore è già stato completato da tempo, tant'è che nel Bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2015, il Consiglio Regionale ha già stanziato € 36.000.000,00, soldi pubblici necessari per la realizzazione dell'opera.

 Questo il comunicato diffuso dal M5S regionale:
Lunedì 31 Agosto 2015, alla cerimonia d'apertura del nuovo tratto della Valdastico Sud, i parlamentari e i consiglieri regionali veneti del M5S non ci saranno.
Non ci saranno per non essere mescolati ai 27 indagati per traffico illecito di rifiuti, tra cui Attilio Schneck, presidente leghista di A4 Holding. Quest'autostrada infatti é una enorme pattumiera. E' stata utilizzata come un deposito di scarti di fonderia altamente tossici. Il cromo lambisce i contigui canali di irrigazione ed il rischio di inquinamento della falda é elevatissimo. Al di sotto dell'autostrada Valdastico sono stati interrati 155.836 metri cubi di scorie nocive, lungo un tratto lungo 14 km. Insomma, un disastro ambientale di proporzioni colossali, su cui indaga l'antimafia.
L'accusa é gravissima: traffico illegale di rifiuti in forma organizzata e falso ideologico. Con la nuova legge sui reati ambientali, approvata dal Parlamento, i responsabili rischiano oltre 15 anni di carcere.
"Legge che – guarda un po' il caso - la Lega Nord di Zaia non ha votato – tuona il parlamentare veneto Enrico Cappelletti - non stupisce. Zaia e Lega governano infatti nelle regioni più inquinate d'Italia. Tonnellate di rifiuti tossici sono state scoperte anche sotto il manto stradale dell'A4, ribattezzata l'Autostrada dei veleni e sotto la terza corsia della Venezia- Trieste, riempita di vanadio, cobalto, nichel e cromo".
"Ci auguriamo, una volta ancora, che la magistratura faccia velocemente il suo corso – dice il parlamentare - nel frattempo invitiamo politici ed imprenditori responsabili di questo ulteriore, gravissimo disastro a non celebrare alcuna inaugurazione, se non quella auspicata dei necessari lavori di bonifica. Possibilmente da realizzarsi a carico di chi, sul piano politico, se ne deve assumere la totale responsabilità".

Taglio delle tasse: quanto si risparmierebbe a Padova? Più di duemila euro l'anno

Il presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi ieri al meeting di Rimini ha annunciato il suo piano di taglio delle tasse. Si inizia l'anno prossimo dal taglio di Imu per tutti e della Tasi. Queste manovre, effettive già a partire dal prossimo anno, cosa comporteranno per i contribuenti di Padova? Una risposta la dà il Corriere della Sera che pubblica la tabella che accompagna questo articolo.
"Il prossimo anno togliamo Tasi e Imu per tutti. Non è possibile continuare questo giochino", afferma Renzi a Pesaro. "In Italia la tassazione è esagerata" e bisogna abbassare le imposte ma per fare questo "non basta un anno", ha detto il premier dove ha ribadito che abbassarle restituisce "equità sociale" e non lo si fa "per guadagnare consensi". "Abbiamo dimezzato i permessi sindacali: il sindacato è una cosa bella ma se riduci i permessi non fa male. Noi abbiamo il maggior numero di sindacalisti e politici e se noi riduciamo il numero un po' non è un attacco al sindacato ma è un modo per dire fai meglio il tuo lavoro". "Nel 2017 ci possiamo concentrare sull'Ires, cioè sulle tasse sulle imprese, portandola al 24% sotto la Spagna; e poi per il 2018 possiamo intervenire sull'Irpef"

 

 

 

 

Padova domenica all'Euganeo contro il Pordenone: obiettivo 2 a 0

Il calcio Padova torna allo Stadio Euganeo domenica pomeriggio con il primo appuntamento ufficiale di stagione contro il Pordenone in Coppa Italia di Lega Pro. L'obiettivo della squadra di Carmine Parlato è mettere a segno un 2 a 0, che permetterebbe ai padovani di eliminare il Mantova e qualificarsi per il girone successivo. Gli emiliani infatti non sono andati oltre al 2 a 1 contro i friulani, mentre Mantova - Padova è finita 1 a 1. 
Per la gara di Coppa Italia Lega Pro Calcio Padova – Pordenone Calcio, in programma domenica 30 agosto alle 17.30 sono disponibili in prevendita i tagliandi che possono essere acquistati nei punti vendita Ticketone, sul sito www.ticketone.it fino alle ore 15.30 di domenica 30 agosto. Le biglietterie dello Stadio Euganeo apriranno il giorno della gara alle ore 15.30.

La Società ricorda inoltre a tutti i tifosi che da questa stagione sportiva torna la nominatività dei biglietti, che comporta una procedura più lunga per l'emissione degli stessi.

Pertanto, il Calcio Padova vi invita ad acquistare il tagliando in prevendita per evitare inutili code ai botteghini con conseguente rischio di perdere parte dell'incontro. Ricordiamo infine che il costo del biglietto in prevendita è molto più conveniente che non il giorno della gara alla biglietteria dello Stadio, e che in entrambi i casi è obbligatorio presentare un documento di identità per richiederne l'emissione.

Punti vendita TicketOne abilitati alla vendita dei biglietti

- Cartoleria Tabaccheria 212 – via Montà 157/C – Tel. 049-713245 Aperto anche la domenica mattina

- Coin Ticketstore - via Altinate 16/8 - Padova - Tel. 049-8364084

- Toto Abano - viale delle terme 87 - Abano Terme - Tel. 049-810665

- Totoricevitoria "Casa Fortuna" - via Bajardi 5 (presso Centro Commerciale "La Corte") - Tel. 049-8647805

- Lastminute Tour Vigonza c/o Centro Matrix Shop – Via Udine 3, - Vigonza (Padova) – Tel. 049-629171

Per informazioni - Mail - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Tel. 3291058424

PREZZO UNICO (Biglietterie dello Stadio il giorno della partita)

Apertura Biglietterie ore 15.30
Poltrone Oro € 20,00
Tribuna Ovest € 15,00
Tribuna Est € 10,00
Tribuna Fattori € 5,00
Curva Nord Ospiti € 5,00

PREZZI PREVENDITA WEB e PUNTI VENDITA TICKETONE

SINO ALLE ORE 15.30 DI DOMENICA 30 AGOSTO
Poltrone Oro € 14,50 + D. P.
Tribuna Ovest € 11,50 + D. P.
Tribuna Est € 6,50 + D. P.
Tribuna Fattori € 2,50 + D. P.
Curva Nord Ospiti € 2,50 + D. P.

Tasse, per Confesercenti Padova il 30% fa fatica a pagarle, i vertici del commercio padovano alla denuncia dei redditi più "poveri" di un operaio

Nel giorno in cui la Confesercenti Padova lancia l'allarme tasse il Corriere del Veneto pubblica i redditi dei rappresentanti del mondo economico padovano in Camera di commercio. Con delle sorprese: ad esempio il presidente di Confesercenti Nicola Rossi che deve aver tirato parecchio la cinghia negli ultimi 12 mesi. Di poco superiore a 10 mila euro il reddito dichiarato. Va un po' meglio in casa Ascom con Patrizio Bertin che non arriva a 35mila euro e il suo vice, Franco Pasqualetti, che dichiara la metà, 15.427 euro. Clicca per leggere l'articolo del Corriere del Veneto
Qui di seguito l'articolato comunicato di Confesercenti Padova

Giovedì 20 agosto scadranno i termini per il pagamento delle imposte relative alle dichiarazioni dei redditi 2014 con la sola maggiorazione del 0,40%. Considerato il periodo di ferie, la totalità dei contribuenti ha già definito le modalità di pagamento (se pagate) delle imposte.

L’osservatorio della Confesercenti padovana ha rilevato su 1519 tra imprese e lavoratori autonomi della provincia di Padova quanti hanno provveduto al pagamento delle imposte a luglio, quanti le pagheranno il 20 di agosto, quanti rateizzeranno fino a novembre e quanti infine non le pagheranno proprio o perché non hanno reddito, o perché non hanno la possibilità di pagarle.

I dati purtroppo continuano a segnare difficoltà, è l’amaro commento del Presidente Nicola Rossi,

I segnali di una, pur timida, ripresa dell’economia francamente tardano a vedersi nel mondo della piccola impresa padovana, in particolare quella che opera nel mercato interno. Commercianti, esercenti, artigiani, lavoratori autonomi, agenti di commercio ecc. sembrano non sentire ancora segnali di ripresa.

Sono preoccupanti infatti, i dati che emergono dall’osservatorio economico della Confesercenti padovana: oramai le imprese lavorano fino al 20 luglio per pagare imposte e tasse e solo dopo il 20 luglio cominciano a lavorare per se stessi.

Non solo esistono dei veri e propri ingorghi fiscali (al 20 di agosto l’Agenzia delle Entrate indica oltre 110 adempimenti) ma sempre di più diventa difficile pesa sulle nostre imprese la possibilità di fare fronte alle richieste fiscali di Stato, Regioni e Comuni.

Con il 20 di agosto le imprese si trovano a dover versare le ritenute IRPEF ed i contributi previdenziali dei dipendenti e collaboratori, l’IVA mensile o trimestrale, la 2^ rata INPS per titolare e famigliari, l’IRPEF, IRAP, IRES (saldo 2014 e primo acconto 2015) con la maggiorazione dello 0,4%, il diritto Camerale, l’eventuale adeguamento agli studi di settore o le imposte sostitutive per determinati regimi.

Un vero e proprio ingorgo di scadenze alle quali oramai sono molti gli imprenditori non più in grado di fare fronte.

Con questa scadenza, dichiara il Presidente Rossi, possiamo toccare con mano le difficoltà finanziarie incontrate dalle nostre imprese nonché impietoso è il confronto con la situazione dello stessa scadenza agosto 2014.

Ebbene, continua Rossi, secondo i dati rilevati su 1519 tra società, ditte individuali, lavoratori autonomi, ben il 13% non pagherà le imposte risultanti, e non per volontà politica o per protesta me per il semplice motivo di non avere i soldi per pagare.

Diminuisce la percentuale delle imprese che hanno pagato a luglio senza maggiorazione (-1%) diminuisce anche la percentuale di coloro che hanno rateizzato le imposte fino a novembre (-5% passando dal 43 al 38%) in diminuzione anche coloro che pagano tutto ad Agosto (-3%) cresce del 5% la percentuale di coloro che neanche hanno chiesto la rateizzazione sapendo che non sarebbero in grado di pagare.

Il dato, se rapportato al mondo delle imprese del commercio del turismo e dei servizi padovane, risulta che almeno 10 mila piccole imprese in questi settori non sono in grado di pagare tutte le imposte.

La situazione finanziaria gravissima è documentata anche dalle altre scadenze: l’11% non è in grado di pagare l’IVA, il 31% non paga i contributi previdenziali per se stesso e per i propri familiari mentre. Seppur tra mille difficolta si continuano a pagare contributi ed imposte per i dipendenti (7%)

Parlare di ripresa in questa situazione sembra quasi una presa in giro, continua il Presidente Rossi, è evidente che seppur di fronte ad una serie di interventi positivi, sul lavoro dipendente ad esempio, la situazione continua ad essere gravissima. Sono tantissime le attività commerciali che sopravvivono in attesa di tempi migliori. Occorrono interventi immediati per rilanciare i consumi interni, come ad esempio la nostra proposta di un patto generazionale che permetta ai lavoratori anziani di andare in pensione in cambio di assunzioni di giovani, va alleggerito il carico fiscale delle imprese (gravato oramai dalla tassazione locale aumentata del 100% dal 2008) bisogna agire con più coraggio sulla leva degli investimenti: chi investe in azienda in innovazione, ristrutturazione, personale, marketing va premiato.

 

Tabella 1

 

modalità di pagamento IRPEF/IRES/IRAP  imprese

Provincia di Padova

modalità di pagamento   

anno 2015 (dic.2014)

anno 2014 (dic.2013)

variazione %

Versamento totale a luglio senza maggiorazione

6%

7%

-1%

Versamento ad agosto con maggiorazione 0,40% importo totale

30%

33%

-3%

Rateizzazione fino a novembre

38%

43%

-5%

Nessuno versamento per impossibilità

13%

6%

7%

Non dovevano versare

11%

8%

3%

Altre situazioni non verificabili

2%

2%

0%

Fonte: osservatorio economico Confesercenti Padova - dati su 1.519 piccole e medie imprese provincia di Padova- settori commercio-turismo- servizi alle imprese- servi alle persone

Tabella 2

 

% non paganti altre tasse e imposte - imprese                                                dati relativi alla scadenza del mese di Agosto 2014

Città di Padova e Provincia

IVA - versamento trimestrale/ mensile

11%

INPS -contributi diretti titolare e collaboratori

31%

INPS -quota aggiuntiva per superamento reddito minimo

8%

INPS- ritenute d'acconto su lavoro dipendente

7%

Altre ritenute d'acconto

8%

   

fonte: osservatorio economico Confesercenti Padova - dati su 1.519 piccole e medie imprese provincia di Padova- settori commercio-turismo- servizi alle imprese- servi alle persone

Tabella 3

 

numero contribuenti per tipologia di reddito

Provincia di Padova

 

anno 2014  

anno 2013

variazione %

Numero totale contribuenti

     660.170

     644.884

2,4%

Redditi da lavoro autonomo

       15.450

       15.542

-0,6%

Redditi da impresa ordinaria

         4.338

         4.800

-9,6%

Redditi da imprese semplificata

       28.782

       29.334

-1,9%

Redditi da partecipazione

       48.152

       49.328

-2,4%

Reddito da lavoro dipendente e assimilati - Frequenza

     345.896

     349.737

-1,1%

Reddito da pensione - Frequenza

     224.916

     226.963

-0,9%

elaborazione Confesercenti Pd su dati Ministero finanze  (dichiarazioni 2014 e 2013)

n.b. non sono indicate le dichiarazione per redditi da fabbricati
 

Sono stato all'Expo e mi sono sentito felice e addirittura orgoglioso di essere italiano. Vi spiego perchè voglio tornarci

Cos'è l'Expo? E' una fiera? E' un luna park? E' una colossale scatola vuota? Ne ho lette tantissime sull'esposizione universale in queste settimane. Polemiche, scandali, cronache al limite del disfattismo, altre al limite del marchettaro o dell'agiografico. Dico la mia in prima persona. Questa non è una cronaca in senso stretto: è un punto di vista. Il mio.
Per una bella presentazione interattiva sui must dell'Expo basta cliccare a questo link 
Per me l'Expo è stata l'immersione in un grande spettacolo, una rappresentazione teatrale del mondo, in cui lo spettacolo lo fanno innanzitutto i visitatori. Quando ci sono stato, lunedì 17 agosto c'erano decine di miglia di persone, da quasi tutti gli angoli del mondo. C'erano anche Angela Merkel e Matteo Renzi. E che ci fossero loro due se ne sono accorti solo quelli che passavano dal padiglione tedesco e dal padiglione italiano. Per dire quanto Expo sia una grande città ideale, grande abbastanza da non farsi parallizzare nemmeno dalla visita di un importante, forse il più importante in questo momento, capo di Stato europeo. Io l'ho vista come una straordinaria occasione di immergersi nel mondo, di fare una battuta con un visitatore del Barhain in fila al padiglione dell'Uzbekistan. Ho pranzato con tre turisti giapponesi, che ho convinto a sedere nel mio tavolo da quattro dove ero solo: "non vi mordo mica, sedetevi" ho detto loro. E loro hanno sorriso e ringraziato. Mi hanno fatto mille complimenti per l'organizzazione e per il padiglione Italia. Io ho spiegato loro che non centravo nulla, ma loro mi hanno fulminato con un "ma lei non è italiano? Siete stati bravi voi italiani". Un abisso tra due culture: noi individualisti, loro popolo.
Ho avuto anche il tempo per fare una gaffe orrenda con una ragazza della Corea del Nord, che forse ho ferito stupidamente con una risata di troppo su Kim Il Sung al telefono con un amico. Lei ha capito e c'è stata male. Io più imbarazzato di lei le ho chiesto scusa e lei allora ha sorriso. L'Expo può essere anche questo, capire che ci vuole un po' più di rispetto e di comprensione reciproca per stare meglio tutti in questo mondo sempre più piccolo.
Per me l'Expo è questo: è una finestra su quello che può essere il nostro tempo. Se nel secolo scorso la gara tra le nazioni era basata sulla potenza e sulla grandeur nazionalistica, ora un padiglione a fianco all'altro, la gara può essere quella di una fierezza dell'identità basata oltre che sulla cultura, sulla capacità di produrre innovazione e bellezza. E misurando queste due capacità sono tornato a casa un po' più fiero di essere italiano. Eravamo all'Expo, curiosi l'uno dell'altro, capaci finalmente di comunicare perchè dotati di una lingua comune, e della voglia, forse della prima volta nella storia di scoprire l'altro, prima ancora che di ostentare sè stessi. La trovo una rivoluzione straordinaria, se penso che mio nonno combattè gli austriaci sul Piave, mio padre che pure è una persona curiosa, non ha avuto la possibilità di viaggiare come avrebbe voluto e meritato, mentre io ho la chance di scoprire il mondo, o almeno la sua parte più bella, semplicemente andando a Milano, e posso immaginare un futuro per le mie bambine nate all'inizio di questo secolo, che grazie a due passaporti e due lingue di nascita, potranno sentirsi a casa dove fino a poco fa c'erano guerre, muri o nel migliore dei casi diffidenza per lo straniero.
Quando arrivo, anche se è pochi minuti dopo le 10, l'Expo la trovo già piena di gente. Faccio un primo giro e scopro l'albro della vita (che immaginavo più alto) e la graziosa curva di slow food, non distante dal Mc Donald's. Sì perchè all'Expo c'è anche questo, vicino ai presidi delle tipicità in via di estinzione c'è il ristorante più industriale della storia. Per altro gremito da gente che ha deciso di mangiare il Big Mac quando con lo stesso prezzo poteva gustare un kebap turco, del cous cous tunisino o un panino al prosciutto cotto di fianco a palazzo Italia. Ma l'Expo è anche questo.
Sei cose minime, perchè sono i particolari che fanno la differenza, che mi sono piaciute:
1) il messaggio subliminale che sottende l'Expo, un mondo senza auto, almeno quando sei in vacanza, è possibile. E fa bene. Ho camminato 10 chilometri in un giorno. Era dalla giornata mondiale della gioventù del 2000 a Roma che non mi capitava. 15 anni e 15 chili dopo, sono felice quasi come quel giorno.
2) cortesia e gentilezza di steward multilingue: l'Italia che ce la fa sono anche e soprattutto loro. Sono quasi tutti disoccupati immagino. Un appello agliimprenditori che leggono il loro curriculum da novembre in poi: assumeteli, hanno girato il mondo anche se sono stati sempre a Milano da maggio in poi
3) l'energia dei ragazzi che animano il padilione dell'Argentina. Reinterpretano il tango in chiave metropolitana, noi contemporaneamente pensavamo di attrarre visitatori con gli sbandieratori di Urbana in vestito finto rinascimentale. Risultato: sudati gli uni, per il ritmo indiavolato alle percussioni e gli altri causa palandrane in velluto. Hanno vinto gli argentini 6 a 0 quanto a coinvolgimento del pubblico clicca qui per vedere il video, fantastico, dell'esibizione degli argentini "el Choque urbano"
4) pulizia e acqua gratis: sembra di essere in Svezia, con tanto di fasciatoi in bagno. Fantastico, perchè come diceva una vecchia pubblicità, la casa si giudica dal bagno
5) lo slang da Expo. Le mamme che dicono ai figli "andiamo in Corea". E tutta questa gente con il copricapo da risaia vietnamita. La voglia di mettersi in gioco e stare al gioco, anche quando si applaude la parata dei personaggi vestiti da frutta. Che sono ridicoli ma piacciono tanto ai bambini.
8) Una mostra delicatissima dedicata al modo di stare a tavola in giro per il mondo, vicino al padiglione dell'Unione europea. C'è una foto di un vecchio con la nipotina in braccio. Il vecchio assomiglia a mio papà, la bimba è praticamente la sosia di mia figlia più piccola. Forse uno dei messaggi di una manifestazione così è anche questo: avere la capacità di specchiarsi negli occhi degli altri.
Poi ci sono anche le cose che non mi sono piaciute, tipo gli stand di plastica raccontati da questo sito Ma insomma l'alternativa era non mettere nulla oppure scegliere di avere una porcilaia in mezzo al decumano.
Mi è piaciuta anche un'altra cosa: all'Expo devo tornarci perchè c'era tantissima gente e quindi tutti in fila (ordinata!) e per vedere i padiglioni Italia e il padiglione zero occorre una giornata dedicata. Ed ho la voglia di tornarci anche se alla fine della serata i piedi non li sentivo più, ma la testa era leggera ed il cuore pieno di serenità perchè il mondo può essere anche questo: la gioia di incontrarsi per scoprirsi nelle differenze e nelle tante cose in comune che ci rendono una sola razza, quella umana.

Alberto Gottardo

Tornado in riviera del Brenta? Un dramma ma secondo Federcontribuenti titoli tossici in Veneto fanno ancora più danni

"Facciamo una proposta concreta: ci sono cinquanta milioni di euro ogni anno che anzichè andare ad aiutare le popolazioni colpite da eventi climatici sempre più distruttivi e frequenti, finiscono dalle tasche dei veneti ai forzieri delle banche. I grandi gruppi finanziari  hanno scaricato sulle pubbliche amministrazioni, compresa la Regione Veneto, il peso della crisi, strozzandone le possibilità di spesa attraverso contratti capestro. All’epoca della presidenza Galan, vice presidente Zaia, la Regione Veneto si è legata un cappio al collo, nelle mani di un gruppo fianziario irlandese che costa ogni anno quanto il valore di palazzo Balbi, sede della Giunta regionale".

La denuncia arriva dal presidente di Federcontribuenti Marco Paccagnella, nel giorno in cui un gruppo di politici locali (il senatore Federico D’Incà, del Movimento 5 stelle, assieme alla senatrice Emanuela Munerato, lista Tosi, ed il consigliere regionale del Pd Bruno Pigozzo) hanno visitato le aziende della riviera del Brenta squassate dal tornado di luglio.

 

"Sono decine i milioni di euro, forse un centinaio, quelli bruciati fino ad ora dalla finanza creativa, che entro il 2019 farà danni quanto il tornado a Dolo e Mira - ricorda Paccagnella - Altrettanti i milioni che rischiano di evaporare di qui al 2036". E’ la “mina” finanziaria nascosta tra le pieghe delle operazioni finanziarie che la nuova Giunta regionale erediterà dalla precedente.

“Abbiamo condotto una revisione approfondita dei contratti sottoscritti dalla Regione Veneto relativi ad un prestito obbligazionario aperto all’epoca della giunta Galan, quando vice era l’attuale governatore uscente Luca Zaia - spiega Paccagnella - la situazione è parecchio seria. Lo scenario a breve ci dice che dal 2006 ad oggi se ne sono andati in fumo tra i 50 ed i 100 milioni di euro. Ed altrettanti verosimilmente saranno mangiati dalla voracità della banca irlandese che ha sottoscritto la scommessa finanziaria con la Regione, fino alla fine del contratto tra 21 anni. Di fatto l’amministrazione Galan-Zaia ha ipotecato una parte cospicua dei bilanci regionali per le prossime quattro legislature”.

Il contratto con la banca irlandese.

Il 3 maggio 2006 la Giunta regionale deliberava di procedere alla negoziazione di un contratto derivato collar con la banca irlandese DePfa Bank Plc, per la copertura di un prestito obbligazionario a tasso variabile di 200 milioni di euro.

"Un contratto capestro - spiega Paccagnella - è assente dal contratto la cosiddetta schedule, ovvero un allegato che dovrebbe specificare le condizioni particolari volute dai contraenti. Non solo: il master agreement (contratto quadro) è stato sottoscritto dopo la conferma del collar. Sono elementi sufficienti per aprire dunque un contenzioso che annulli la tutta la procedura, come ad esempio ha già fatto il Comune di Rimini. Ultima zona d'ombra il modello generale di contratto (Isda) utilizzato dalla banca irlandese: risale al 1992 e già stato sostituito da un modello più preciso nel 2002".

Uscire dalla voragine.

"In giro per l'Italia ci sono molte Province e Regioni entrate in situazioni debitorie gravi che in qualche misura hanno iniziato un'azione di uscita o di ricontrattazione degli strumenti finanziari. C'è da chiedersi perché il governo veneto non dia analoghi segni di reazione. Zaia, che nel 2006 era vice presidente della Regione, non può chiamarsi fuori dalla partita e lavarsene le mani. Intervenire è invece un atto doveroso: basti pensare che in questi tre anni si è arrivati ad un'esposizione di oneri pari ad una cifra che da sola sarebbe sufficiente per risolvere, ad esempio, l'emergenza gravissima nel settore del trasporto pubblico locale" conclude Paccagnella.

Unica via per uscire da questo pozzo avvelenato, secondo Paccagnella, quello di "intraprendere la strada di un contenzioso con le banche, magari attraverso una class action che coinvolga tutti gli enti pubblici che si trovano nelle stesse condizioni della Regione Veneto. Di sicuro, andando avanti così, si va incontro ad un fallimento che costerà caro ai cittadini".

Nota a margine del comunicato

*Nello swap collar si crea una sorta di zona franca compresa tra due tassi di riferimento (il cap e il floor) entro il quale l'oscillazione del tasso di interesse non genera alcuna liquidazione di somme in denaro. Se i tassi superano la soglia massima convenzionalmente pattuita, la parte che ha venduto il cap (in questo caso la banca) paga all'altra (in questo caso la Regione Veneto) una somma di denaro. Nel caso in cui i tassi scendano sotto la soglia minima pattuita è invece la parte che ha venduto il floor, ovvero la Regione, a pagare alla banca una posta in denaro.