American Airlines: aggiornamento sui voli da e per Bruxelles

American Airlines esprime le sue più profonde condoglianze e vicinanza a tutti colori che sono stati colpiti dai tragici eventi di Bruxelles di questa mattina. American si sta prendendo cura dei propri addetti e clienti all'aeroporto di Bruxelles. Tutti i nostri addetti in aeroporto e gli equipaggi sono al sicuro e non hanno riportato ferite. Il check-in di American Airlines opera al Row 8 della sala partenze e l'esplosione non è avvenuta al Row 8.

Il volo American Airlines 751 di oggi da Bruxelles a Filadelfia è stato cancellato.
Appena l'aeroporto di Bruxelles sarà nuovamente operativo, sarà nostra cura riproteggere i nostri passeggeri sui voli disponibili. Il volo 750 da Filadelfia a Bruxelles non è in programma per oggi.

American ha istituito delle procedure di viaggio per quei clienti, con voli prenotati su Bruxelles, che vogliano cambiare itinerario. I passeggeri con prenotazioni il 22 e il 23 marzo possono chiedere un rimborso, scegliere un aeroporto alternativo o riprogrammare il volo entro il 5 aprile.

I passeggeri con voli da e per Bruxelles possono fare riferimento al sito aa.com o chiamare il nostro servizio clienti al numero +1-800-679-8215 per ricevere informazioni aggiornate. In Belgio i nostri clienti possono chiamare il numero (+32) 070 300 300

Su American Airlines Group
American Airlines e American Eagle offrono una media di 6.700 voli al giorno verso circa 350 destinazioni in oltre 50 paesi. American dispone di hub a Charlotte, Chicago, Dallas Fort Worth, Los Angeles, Miami, New York, Filadelfia, Phoenix e Washington D.C. American è tra i fondatori di oneworld, l'alleanza che con i suoi membri e membri eletti serve quasi 1.000 destinazioni e opera 14.250 voli quotidiani verso 150 paesi. Le azioni di American Airlines Group Inc. sono quotate al Nasdaq con la sigla di negoziazione AAL. Nel 2015 sono entrate nell'indice S&P 500. American Airlines è su Twitter @AmericanAir e Facebook Facebook.com/AmericanAirlines

Droga alle pompe funebri: tra i cuscini e le bare spunta un etto di marijuana. Nei guai un titolare di una Iof di Monselice

I Finanzieri della Tenenza della Guardia di Finanza di Este, nell'esecuzione di un'ordinaria attività di verifica fiscale intrapresa nei confronti di una nota agenzia di onoranze funebri di Monselice (PD), hanno rinvenuto circa un etto di marijuana e qualche grammo di hashish.
Le sostanze stupefacenti sono state immediatamente sequestrate dai militari che hanno anche proceduto all'arresto del titolare dell'impresa (Maurizio Boccardo, di anni 52).
Durante le meticolose ricerche della contabilità aziendale, le Fiamme Gialle hanno scovato la sostanza nei magazzini dell'agenzia, abilmente celata tra cuscini, drappi e luminarie, e custodita all'interno di tre barattoli di vetro.
Il soggetto, come disposto dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Padova, considerata l'attenuante della modica quantità e l'assenza di precedenti specifici in materia, è stato successivamente rilasciato.
Le attività di verifica fiscale verranno portate avanti dai militari, parallelamente alle indagini in materia di sostanza stupefacente, fra cui le analisi tecniche che dovranno confermare la purezza della sostanza nonché la quantità di principio attivo.

Libri fotocopiati: i finanzieri di Padova operano centinaia di sequestri

I finanzieri del Gruppo di Padova, unitamente ai funzionari della locale Siae, hanno portato a termine l'ennesimo servizio in materia di pirateria libraria, volto a contrastare il dilagante fenomeno della copia dei testi scolastici in uso, soprattutto, alle varie facoltà dell'Università di Padova, in frode ai diritti d'autore.

Questa volta nel mirino delle Fiamme Gialle è finita una cartoleria affiliata ad una nota catena di negozi specializzati nella vendita di cartucce per stampanti, non a caso vicina alla zona universitaria, facoltà di economia ed ingegneria, non provvista delle necessarie autorizzazioni della Siae e che, in totale dispregio della normativa sui diritti d'autore, vendeva copie di libri di studio di varie case editrici, anche locali.

Presso l'esercizio, riconducibile ad una imprenditrice originaria del padovano, sono stati trovati, pronti per la cessione agli studenti, 372 libri già fotocopiati e pronti per la commercializzazione, nonché numerose memorie informatiche, hard disk, penne Usb ed un PC portatile, che sono stati posti sotto sequestro a disposizione della Procura della Repubblica di Padova. La denuncia, per le ipotesi di reato previste dalla legge di tutela del diritto d'autore, è invece scattata per la titolare del negozio ed un collaboratore.

Le memorie informatiche sequestrate saranno ora oggetto di analisi al fine di rinvenire eventuali file di libri detenuti in frode per la copia e commercializzazione, nonché per l'eventuale contestazione ai fini dei diritti d'autore e delle imposte evase.

Si ricorda infine che la copia di libri e dispense è regolare nella misura del 15% totale delle pagine dell'opera a stampa, purché eseguita da imprenditori in regola con le autorizzazioni rilasciate dalla SIAE. Fotocopiare un libro significa invece commettere un reato e causare danni a chi lavora nella filiera della produzione della cultura (autori, stampatori, rivenditori, ecc.).

Macroregione triveneta: anche il Movimento 5 stelle è favorevole. Jacopo Berti incalza la Lega Nord: "Di cos'ha paura?"

Il Movimento 5 Stelle del Veneto dice sì alla macroregione. A tracciare la road map è il capogruppo del M5S in consiglio regionale, Jacopo Berti.

"Il M5S dice sì alla macroregione – taglia corto Berti - vogliamo l'autonomia del Veneto e non solo. Vogliamo che tutte le Regioni d'Italia siano a statuto speciale, e se non ce lo permetteranno ci prenderemo questo risultato con la nostra forza: il consenso dei cittadini, che devono tornare sovrani".

"Noi stiamo con Sappada e siamo stati i primi a dirlo – ricorda il consigliere regionale - questa è una battaglia senza colore politico, nella quale ci aspettavamo un atteggiamento più democratico anche da parte delle altre forze politiche. Significa che continueremo questa battaglia per le macroregioni da soli. L'Italia che immaginiamo è così".

L'attacco alla Lega: "La Lega rivela tutta la sua ipocrisia - continua Berti - impedendo ai suoi sindaci di partecipare e di conquistare nel modo più veloce l'autonomia. Un vero e proprio tradimento. Perché impedite a 200 sindaci di partecipare? Di cosa ha paura la Lega?"

"La macroregione è la risposta all'accentramento amministrativo romano del governo Renzi – gli fa eco il parlamentare bellunese M5S Federico D'Incà - l'Italia ha bisogno di diventare federalista, come voleva Cattaneo, con ampie autonomie locali in cui, attraverso lo strumento referendario, i cittadini possano effettivamente esprimersi per la gestione del territorio così come avviene in Svizzera".

"La macroregione – conclude il deputato - può essere un'opportunità se voluta dal basso e attraverso i passaggi costituzionali. Non aprire una discussione tra tutte le forze politiche e i cittadini significa solo ignorare una nuova strada verso il futuro". Macroregione si, macroregione no, ci auguriamo che la decisione presa, funga da codice per sbloccare e migliorare la situazione italiana.

Super Tonazzo batte Modena con una partita perfetta: play off di A1 in parità per i giovani tuttoneri

La Tonazzo Padova sfodera una delle migliori prestazioni della stagione e vince 3-1 contro la corrazzata Modena. I bianconeri trovano in Giannotti e Cook gli autentici trascinatori di una serata memorabile per i veneti. La DHL invece frena dopo il primo set, soffrendo l’assenza all’ultimo minuto di Vettori e non trovando la precisione necessaria nei momenti decisivi per chiudere i set a proprio favore. 
Subito out Vettori per un problema alla schiena riscontrato in fase di riscaldamento, al suo posto in campo Casadei. Ottimo l’avvio degli ospiti, che forzano al servizio portandosi sul 6-12 e con Giannotti a sparare sulla rete il servizio che manda tutti in panca al time out tecnico. Proprio sul finale le giocate di Giannotti e i muri di Padova riavvicinano la Tonazzo (19-23), ma la DHL è cinica e chiude 19-25 con il mani-out decisivo di Nikic. 
Più combattute le prime azioni del secondo set, ma a fare la differenza sono le imprecisioni al servizio di Padova che infatti manda le squadre in panca sul 9-12 dopo la battuta out di Averill. Modena inizia a sbagliare troppo e questo gira a favore dei bianconeri che riagguantano il punteggio sul 18-18. Giannotti, Berger e Cook si ergono protagonisti sul finale, con l’americano a mettere a terra il muro del 25-22. 
Molto combattuto l’avvio del terzo parziale, con la DHL a mantenere un leggero vantaggio grazie all’ace di Lucas (10-12). Cook piega la ricezione avversaria e sul 14-14 coach Lorenzetti chiama pausa. Cook tira a tutto braccio e sul 21-18 arriva nuovamente lo stop al gioco da parte di Modena. Padova trova coraggio e l’ace di Quiroga chiude il set 25-20. 
Razzente avvio di quarto set, con Cook protagonista anche in questa occasione con l’ace del provvisorio 6-4. Al time out tecnico il muro di Averill tiene avanti la Tonazzo 12-9. Il vantaggio prosegue fino a quando Ngapeth prende per mano i suoi mettendo a terra palloni pesantissimi che valgono il 20-20. Questa volta però Padova non si fa pregare e – trascinata da un poderoso Berger – l’austriaco trova l’ace del 26-24 che rimette in pari la serie. Valerio Baldovin (coach Tonazzo Padova): «E’ stata una partita difficile, perché abbiamo subito il  loro servizio nel primo set. Bisogna però dare merito ai nostri ragazzi che ci hanno creduto minuto dopo minuto. Dal terzo set in poi abbiamo avuto delle percentuali in attacco notevoli. Non dobbiamo deprimerci dopo una sconfitta e nemmeno illuderci dopo una vittoria. Continuiamo a lavorare come sempre, in modo da poter giocare a viso aperto le prossime sfide». 
Salvatore Rossini (libero DHL Modena): « Noi non abbiamo fatto una grande partita, questo è vero, ma ricordiamoci che in campo ci sono anche gli avversari. Loro hanno giocato una grande pallavolo e va dato loro merito di questa prestazione. Non ne usciamo ridimensionati dalla gara, sapevamo sarebbe stata dura. Lavoreremo bene in settimana in vista di Gara 3. Questi sono i play off». CHIAMATE VIDEO CHECK 1° SET
2-5 (servizio Ngapeth) Video Check richiesto da: Tonazzo Padova per verifica in-out. 
Decisione arbitrale confermata, punto assegnato a DHL Modena (2-6)


11-20 (attacco Berger) Video Check richiesto da: Tonazzo Padova per verifica in-out. 
Decisione arbitrale invertita, punto assegnato a Tonazzo Padova (12-20)
3° SET
10-13 (servizio Giannotti) Video Check richiesto da: Tonazzo Padova per verifica in-out. 
Decisione arbitrale invertita, punto assegnato a Tonazzo Padova (11-13)


22-20 (attacco Ngapeth) Video Check richiesto da: Tonazzo Padova per verifica invasione. 
Decisione arbitrale confermata, punto assegnato a DHL Modena (22-21)


4° SET
2-2 (attacco Giannotti) Video Check richiesto da: Tonazzo Padova per verifica invasione. 
Decisione arbitrale confermata, punto assegnato a Tonazzo Padova (2-3)9-8 (muro Bossi) Video Check richiesto da: DHL Modena per verifica in-out. 
Decisione arbitrale confermata, punto assegnato a Tonazzo Padova (10-8)

Alberto Sanavia 
Ufficio Stampa Tonazzo Padova 
www.pallavolopadova.com

Nuovi consigli di quartiere: le liste civiche che hanno sostenuto Saia-Bitonci preannunciano ricorso. "Ignorate le indicazioni di Foresta"

Dal coordinamento delle liste civiche di centro che alle scorse elezioni comunali hanno sostenuto al primo turno la candidatura dell'ex senatore Maurizio Saia ed al secondo turno Massimo Bitonci, riceviamo e pubblichiamo una nota molto critica con l'attuale amministrazione:
Nei giorni scorsi , dopo ben 18 mesi dal Suo insediamento, il Sindaco Bitonci ha formalizzato le nomine dei 18 Consiglieri componenti i nuovi Comitati di Quartiere approvati con Deliberazione di Giunta Comunale n. 485 in data 16 settembre 2014 in sostituzione dei precedenti Consigli di Quartiere aboliti da precedente legge.
Dunque dopo varie peripezie i padovani finalmente possono ora festeggiare il lieto evento.
Lo Statuto del Comune , a suo tempo appositamente modificato per adeguarlo alla nuova normativa sugli Istituti di Partecipazione, all'Art. 20 , indicava esattamente la procedura da seguire nella nomina.
In particolare il Sindaco avrebbe potuto nominare 16 dei Consiglieri membri dei nuovi Comitati di Quartiere sulla base dei voti rappresentati dalle liste presenti alle elezioni amministrative scorse su indicazione dei rispettivi Capigruppo mentre i due restanti membri (per arrivare a 18) sarebbero stati scelti dal Sindaco personalmente evidentemente su base fiduciaria e stretta osservanza della ideologia leghista.

E' successo invece, ancora una volta, che il nostro Sindaco, calpestando ogni regola e norma di legge, abbia sì proceduto alle nomine per i Comitati di Quartiere, ma nel caso della Lista Rifare Padova non abbia recepito i nominativi forniti dal Suo Capogruppo in Consiglio Comunale, Antonio Foresta bensì altri evidentemente più consoni alle sue vedute politiche.

PERTANTO

Si esprime totale solidarietà al Capogruppo Consiliare Antonio Foresta vittima di continui soprusi da parte del Sindaco Bitonci che evidentemente mal digerisce le legittime critiche che il Consigliere esprime sulla gestione, troppo spesso anche poco democratica, gestione del Comune di Padova ;

Si invita il Sindaco Massimo Bitonci a procedere alla nomina dei 6 Consiglieri dei Comitati di Quartiere così come indicati dal Capogruppo di Rifare Padova Antonio Foresta, riservandosi naturalmente, ove ciò non avvenga di tutelare, in ogni sede politico- istituzionale e giudiziaria Il ruolo istituzionale del Gruppo Consiliare Rifare Padova e del suo Capogruppo Antonio Foresta

 

Sebastiano Arcoraci (Coordinatore)
Domenico Menorello (Portavoce Coordinamento delle liste Civiche)

Traliccio a Terranegra: continua la lotta del comitato no antenna

Continua la lotta del comitato di cittadini contrari al mega traliccio da cento metri piantato "come una spada nel cuore" del quartiere verde a due passi dalla zona industriale. Qui di seguito riportiamo la bella narrazione in prima persona di Matteo Soranzo, anima assieme ad un pugno determinato di residenti della zona, del comitato che sta stimolando, finora purtroppo senza troppi esiti, gli amministratori locali a trovare una soluzione per questa delicata questione,
Se avete 10 minuti vi chiedo di leggere questo post è un po' lungo e forse non sarà scritto con il miglior italiano ma è sicuramente sincero:
Ho investito molto tempo in questi 9 mesi alla faccenda del traliccio piantato nel cuore di Terranegra; tempo che avrei potuto dedicare alla mia famiglia, al mio lavoro o al mio svago.
Preciso per l'ennesima volta che si tratta di un traliccio di 104 metri sorto per installazione di ANTENNE RADIOFONICHE. I telefonini non c'entrano nulla con questo monumento alto come un palazzo di 33 piani, anzi: di fianco al mostro sorge da più di dieci anni un'antenna telefonica di un noto operatore per la quale nessun residente ha mai minimamente protestato.
Amo la mia città, amo la mia terra e ogni volta che passo dinnanzi a questa spada piantata nel mezzo di questo quartiere ho un colpo al cuore e mi dico: "Ma che c'azzecca questa cosa qua con ciò che ci sta attorno?....ma perché mai dobbiamo tenercela e proseguire rassegnati? L' Arpav ci dice (per ora) che non e' dannosa per la salute?
Ma chissenefrega cavolo!!
Ma perché mai dovremmo abituarci al brutto? L'ambiente che ci circonda, gli argini, i numerosi animali che ci vivono, quel poco verde che ci resta ancora in città non fanno forse parte del Bene comune? Non sarà forse questo Bene comune più importante di un interesse economico privato?
A parlare coi residenti o con la gente che ci passa attorno cogli spesso un senso di impotenza, rassegnazione e frustrazione: "Oramai non si può fare più nulla, è tempo perso, oramai è troppo tardi, bisognava fermarli subito!!"
Ma perché dobbiamo tacere e continuare a soccombere?!?!
Sapevamo che la battaglia per tentare di abbattere o spostare quel maledetto "coso" di 100 e passa metri sarebbe stata dura ma era doveroso provarci e non perché non avevamo nulla di meglio da fare ma perché riteniamo di aver subito un'evidente ingiustizia.
Così, per un senso di responsabilità nei confronti di quanti ci hanno sostenuto firmando la nostra petizione (quasi 6000 persone) mi sento di fare un primo bilancio della nostra battaglia; bilancio che vuole essere obiettivo, dove mi limiterò a riportare semplicemente i fatti come sono accaduti, lasciando a voi tutti che leggete la possibilità di farvi un'idea.
Cosa abbiamo scoperto fino ad ora?
Che tutto è nato grazie a S.P.E.S. (Servizi alla Persona Educativi e Sociali) il cui CdA attuale nominato nel 2011, e' composto da due membri indicati dal Comune (Scantamburlo e Carron), due dalla Provincia (Venuleo e Beghin) e uno dalla Curia (tale Segafredo).
SPES e' un ente pubblico che ha sede a Padova, in via Ognissanti 70 e che gestisce diverse scuole montessoriane cittadine (e non solo). Stiamo parlando di un ente che nella propria mission prevede l'erogazione di Servizi alla Persona Educativi e Sociali e che promuove a tal punto il benessere altrui che affitta terreni per 8000 euro all'anno (avete capito bene) per piantare tralicci destinati ad installazioni radiofoniche (nello specifico Radio Gelosa e Radio Piter Pan). Purtroppo le numerose scuole della zona (San Gaetano, Forcellini, English School) non sono di gestione SPES e quindi il gioco è fatto! Gia' perche' voglio proprio vedere se le scuole del quartiere fossero state gestite da Spes se questi avrebbero consentito una tale installazione con tanta leggerezza. Ma d'altronde loro ci hanno detto non potevano rifiutare un'offerta del genere, che devono far fruttare i loro beni e quindi si sono rimessi nelle mani delle varie Istituzioni per capire se il progetto fosse possibile: F E N O M E N A L I direi, bel modo per tentare di uscirne...e probabilmente si sono talmente resi conto di quanto che ora sono perfino disposti a rescindere il contratto con Monte Barbaria: siamo veramente commossi!!
Comunque proseguiamo perché l'imprenditore Roberto Zanella (il proprietario del traliccio per intenderci, il titolare di diversi noti network radiofonici tra cui Birikina, Bella & Monella, Sorriso, Marilù, Gelosa e Piterpan) una volta ottenuto l'impegno da parte di SPES, comincia con tutte le varie richieste e autorizzazioni arrivando fino agli uffici dell'edilizia privata del Comune di Padova; già perché per costruire uno "strafanto" di oltre 100 metri bisogna pur ottenere un'autorizzazione edilizia. Così nell' agosto 2014 (Giunta attuale in carica da pochi mesi) viene protocollata la richiesta negli uffici di via Sarpi. E il Comune che dice? Il Comune tace...per 60 lunghi giorni...tace. Ci è stato detto dagli uffici dell'edilizia privata che questa e' una prassi nel campo delle Telecomunicazioni, che i Comuni purtroppo hanno le mani legate quando si presentano queste richieste...etc...etc...
Ma per noi dare un silenzio assenso è comunque dare un assenso, silenzioso, ma pur sempre assenso! Perché non informare in quell'occasione quindi la cittadinanza? Perché non dire: "Guardate cari residenti del quartiere Forcellini che ci è stata fatta questa richiesta e noi non possiamo dire di no, muovetevi per tempo altrimenti qui finisce male!" E invece, dato che per tutti è tutto a posto...il gioco è fatto.
Ovviamente appena scoperto ciò che stava accadendo (quando oramai il traliccio cominciava a salire giorno dopo giorno) ci siamo rivolti a SPES, al Comune, alla Provincia ed ovviamente è iniziato un fastidioso quanto imbarazzante scarica barile.
Sin da subito il Sindaco ci ha detto che era inutile tirarlo in ballo, che lui non c'entrava nulla; e noi vogliamo pure apprezzare il suo tentativo di spostare il traliccio altrove, vogliamo pure credere che non sia stato un suo atto deliberato ad autorizzare un simile scempio...ma il Sindaco "purtroppo" in quanto tale, è responsabile di ciò che accade nei propri uffici comunali. Qualcuno può forse pensare che un addetto dell'edilizia quando si trova innanzi ad una pratica che prevede di costruire un simile ECOMOSTRO possa lasciare che la pratica passi col semplice silenzio assenso senza quantomeno avvisare l'Assessorato di competenza o qualche altro responsabile?
E quindi? Che fare dinnanzi a questo continuo rimpallo di responsabilità?
Purtroppo per noi e per le nostre tasche abbiamo deciso di volerci capire qualcosa in più.....e così ci siamo dovuti rivolgere ad un legale.
Ora siamo ricorsi al TAR sborsando tanti soldini grazie anche al contributo di vari residenti e persone sensibili alla nostra battaglia e aspettiamo; aspettiamo qualche segnale a nostro favore sperando che nel caso in cui dovessimo avere ragione il tutto non si concluda con una mega beffa finale!
Già, perché se il TAR ci dovesse dare ragione significa che quel traliccio è stato eretto abusivamente o comunque senza seguire le adeguate procedure amministrative e quindi a maggior ragione la palla tornerebbe nelle mani dell"Amministrazione Comunale e del Sindaco e a quel punto allora capiremo veramente da che parte stanno i nostri amministratori!
Questo è quanto, almeno per ora.
Un solo favore vi chiedo: quando potete, fatelo un salto in zona, venite a vedere dal vivo quanto impressionante è quel "coso", vi assicuro che neppure 1000 foto possono rendere l'idea.
Grazie per l'attenzione e grazie del vostro tempo dedicato e se credete sosteneci, seguiteci sulla nostra pagina FB (COMITATO TUTELA AMBIENTE SALUTE QUARTIERE 3 PADOVA) molto presto partira' pure un progetto di crowdfunding e se credete potrete pure darci un piccolo ma significativo sostegno economico perché quello che è successo in questo quartiere di Padova potrebbe tranquillamente succedere altrove!
Grazie a mia moglie e ai miei figli per il sostegno e l'infinita pazienza per le tante serate negate, grazie a mio fratello che ha coperto eventuali buchi in orario di lavoro e grazie ai miei compagni di avventura: insieme abbiamo scoperto quanto possa essere bello, stimolante e appassionante affrontare uniti certe battaglie, perché è sempre facile lamentarsi di cio' che ci accade intorno ma finché ce ne stiamo rassegnati chiusi all'interno del nostro mondo o seduti comodamente sul nostro divano non cambieremo mai nulla!

Gara per il trasporto pubblico a Padova: la preoccupazione dell'ex sindaco Ivo Rossi. "Sotterrare l'ascia di guerra per il bene della città"

Niente di buono sotto il sole del trasporto pubblico a Padova. Almeno secondo la nota più che preoccupata diffusa dall'ex sindaco reggente di Padova Ivo Rossi che ha firmato un articolato appello al sindaco Massimo Bitonci ed al presidente della Provincia Enoch Soranzo, che riportiamo qui di seguito:

In queste settimane sulla gara per il trasporto pubblico del bacino di Padova assistiamo ad un crescendo di polemiche fra il sindaco e il presidente della Provincia che sembra la continuazione, su un nuovo terreno, di uno scontro rusticano che vede contrapposti, ancora una volta, due massimi rappresentanti delle istituzioni. Purtroppo il conflitto fra il Comune con quasi tutte le istituzioni cittadine sembra essere diventato una regola anziché l’eccezione, con il risultato del degrado dei rapporti e la perdita di vista degli interessi ultimi della città.
Da parte mia non avendo mai pensato alla politica come luogo della rappresentazione vuota dello scontro a beneficio di chi assiste allo spettacolo seduto in platea o leggendo i giornali, voglio continuare a soffermarmi sul merito delle questioni in gioco per cercare di riportare il confronto e le scelte dentro i confini dell’interesse della città.


Il pretesto del nuovo scontro è l’accelerazione unilaterale impressa dalla provincia nell’indizione della gara per l’affidamento del servizio di trasporto, tema su cui a suo tempo si era riusciti a concertare fra le diverse istituzioni (Comune, Provincia e Regione) tempi e modalità, con l’obiettivo di procedere ad una radicale riorganizzazione dell’intero settore del trasporto provinciale e regionale.

Clicca qui per continuare a leggere

AltaVitaIra: bilanci in positivo e trend in ulteriore miglioramento nel piano triennale di programmazione 2016/2018

Un utile di oltre centomila euro nel bilancio 2015 in corso di chiusura, che verrà approvato a breve e un risultato che si mantiene positivo anche per la gestione tra l'anno in corso e il 2018. Sono i due principali indicatori della gestione che il Consiglio di amministrazione di AltaVitaIra ha approvato nel corso dell'ultima riunione, votando la relazione del segretario direttore generale Sandra Nicoletto.
Il bilancio di previsione si attesta per l'anno in corso con un valore della produzione che sfiora i 24 milioni di euro, per un numero di posti letto autorizzati nei vari livelli di assistenza che rimane al numero di 604. Anche per il 2016 come avvenuto per l'anno scorso, il CdA di AltaVitaIra ha deciso di non aumentare le tariffe dei centri diurni e dei centri servizi di via Beato Pellegrino, di palazzo Bolis di Selvazzano Dentro e del pensionato Piaggi di piazza Mazzini.
Tra le novità di quest'anno l'adozione a partire dal prossimo mese di venti posti letto del nuovo progetto in collaborazione con l'ulss 16 dell'ospedale di comunità.
"I risultati dell'aumento di efficienza dei costi non direttamente connessi all'assistenza dei nostri ospiti si stanno palesando già sul bilancio di quest'anno - spiega il presidente del Consiglio di amministrazione Stefano Bellon - abbiamo avviato l'anno scorso, concertandola il più possibile con le rappresentanze sindacali, una riorganizzazione interna che ha significato, a parità di ore lavorate dai nostri dipendenti un miglioramento dell'assistenza e al contempo una diminuzione significativa dei costi quali quello della lavanderia o dei servizi di ristorazione, senza intaccare, ma anzi migliorando, anche il giudizio complessivo che l'ente riscontra presso i propri ospiti e familiari. Abbiamo investito in formazione del personale e nella ricerca di tecniche e prodotti che migliorano le performance nella cura della persona: ulteriori miglioramenti ce li aspettiamo nei prossimi due anni sul fronte del consumo energetico. Stiamo ottimizzando le risorse a disposizione, per non dover tagliare i servizi. Una logica che sta premiando la serietà dei nostri dipendenti e che mantiene eccellente la qualità della vita di chi vive e lavora all'interno delle nostre strutture: sempre più accoglienti e funzionali per una vita che deve essere il più possibile confortevole per tutti. I numeri dei bilanci dell'anno scorso e del piano triennale spazzano via equivoci e ombre che erano state sollevate a mezzo stampa nei mesi scorsi: il Consiglio di amministrazione in carica potrà effettuare un passaggio di testimone alla prossima amministrazione di vertice dell'ente consegnando non solo una "macchina" sanitaria ed assistenziale rodata, ma anche risultati di gestione che hanno pochi casi altrettanto virtuosi in tutta la Regione. Sono stati molti gli investimenti già realizzati e pianificati in questi anni, grazie alla gestione oculata del management e allo sforzo per migliorare in maniera continua le performance da parte di tutta la squadra dei collaboratori dell'AltaVitaIra. Continueremo a puntare sulla formazione del personale, come leva per migliorare anche in futuro la capacità dell'Ente di rispondere in maniera efficace alle esigenze degli ospiti, specie a quelli in una età che ne rende la qualità della vita più fragile".