Padova24ore.it - Cronaca

Ultima tappa domani sera per la la "Corri X Padova", l'iniziativa che ogni giovedì sera anima il centro città con centinaia di runner che invedono le strade padovane. La quarta stagione inizia e termina in Prato della Valle.
Orari e Percorsi
Come consuetudine rimane invariato il programma della serata con l'apertura del Villaggio CXP alle ore 19.00, il riscaldamento mentale e fisico alle ore 20.00 e la partenza alle 20.30.
Percorsi come sempre realizzati dalla Polizia di Stato, in particolare dal Vice-Questore Andrea Straffelini e da Paolo Venturini e Nicola Rampazzo delle Fiamme Oro sul sito ufficiale www.corriperpadova.it con 4 Km per i Walkers compreso un giro completo del Prato della Valle e un escursus "turistico" nelle Piazze; i Runners affronteranno i 7,4 Km iniziando un tre quarti di giro del Prato della Valle ed allargando il tragitto nella Padova storica fino ad un saluto alla Cappella degli Scrovegni.
Come arrivare e parcheggiare
Per chi arriva in auto parcheggio gratuito nell'ex Foro Boario - Piazza Rabin grazie alla collaborazione di APS Parcheggi.

Oggi, 24 giugno 2014, il Consiglio di Scuola di Scienze Umane è stato chiamato ad esprimersi in merito alla riduzione del numero degli appelli scritti (da 5 a 4), derogando il regolamento didattico, nei corsi di Lingue e Mediazione Linguistica. Ci siamo espressi in maniera fortemente contraria a tale richiesta. In un momento così delicato per l’Università italiana in cui la valutazione è entrata prepotentemente in tutti gli indicatori di qualità e suddivisione delle quote premiali, anche all’interno degli stessi Dipartimenti, ci chiediamo quale sia il reale effetto di questa riduzione.
Partendo da un quadro nazionale, la prima cosa che notiamo è che il numero di appelli nella nostra università è già inferiore alla media nazionale, che varia appunto da 5 a 9.
Proseguendo, poi, a livello locale, abbiamo constatato come la riduzione del numero di appelli ad Ingegneria, Economia e Statistica non abbia prodotto i risultati desiderati, portando anzi a una diminuzione dei voti di laurea, costringendo i Dipartimenti, proprio in questi giorni, ad abbassare il voto richiesto per l’accesso alle magistrali.

Entrando nello specifico, il Consiglio degli Studenti ha redatto la "Carta dei Diritti e dei Doveri degli Studenti e dei Dottorandi”, che a breve sarà al vaglio degli organi preposti. Questo documento, redatto da tutta la rappresentanza studentesca, ribadisce il numero minimo di 7 appelli annuali indicato dalla Carta Nazionale dei Diritti degli Studenti.
Il peso di una riduzione si farebbe sentire maggiormente nella nostra Scuola, rispetto ad Ingegneria o Economia, vista la natura stessa dei nostri piani di studio. Nelle aree scientifiche il piano è per l’80% composto da esami obbligatori e la sovrapposizione degli appelli è facilmente risolvibile; nella nostra Scuola, invece, data la natura dei curricula principalmente aperti e a scelta dello studente, le sovrapposizioni degli appelli d’esame purtroppo sono spesso presenti.
Ridurre il numero di date, quindi, andrebbe ad intaccare l’organizzazione e la preparazione dello studente, che verrebbe costretto ad adattarsi a problematiche tecniche/burocratiche e non ad esigenze di formazione. Resta inoltre oscura la questione legata alla sovrapposizione degli appelli: ci è stato assicurato che questo sarà evitato in ogni modo, ma nutriamo forti timori in merito.

Vi sono state altre criticità durante il Consiglio odierno, su cui non possiamo transigere. Innanzi tutto non sono stati convocati i rappresentanti neoeletti degli studenti, lasciando presiedere il Consiglio ai rappresentanti formalmente decaduti, il che renderebbe nulla la seduta e tutte le votazioni in essere.
Un altro atto gravissimo è stata la mancanza della delibera, portata in discussione, arrivando quindi a doverci esprimere e a votare qualcosa di indefinito. Elemento di rammarico, inoltre, è stata la decisione del Preside della Scuola di interpellare la Commissione Paritetica solo dopo l’approvazione del Consiglio che avrebbe potuto beneficiare di un parere ulteriore, prima di portare una delibera tanto importante direttamente al Senato. Ad ogni modo la Commissione Paritetica esprimerà un parere a riguardo il primo luglio, sperando che la forte componente studentesca possa avere voce in capitolo e che il Senato Accademico ne possa tenere sufficientemente conto.

Non vorremmo che un’ulteriore deroga ai 5 appelli, sanciti dal Regolamento Didattico di Ateneo, porti all’aumentare delle richieste di deroga, sia all’interno della Scuola di Scienze Umane che all’interno di altre Scuole. Vorremmo inoltre, a tal proposito, far presente che pochi mesi fa il Consiglio aveva già approvato la riduzione degli appelli di Lingue e Mediazione da 6 a 5 e non capiamo quale sia il carattere di urgenza ed estrema necessità che dovrebbe caratterizzare le deroghe ai Regolamenti Didattici. Un comportamento più coerente e corretto avrebbe previsto almeno un periodo di monitoraggio, da parte dei due Corsi in questione, per vedere gli effetti del cambiamento e poi eventualmente richiedere la deroga. Speriamo dunque che il Senato Accademico tenga conto di queste nostre osservazioni e della modalità con cui si è svolto l’iter che ha portato alla richiesta e all’approvazione della diminuzione degli appelli di Lingue e Mediazione da 6 a 4 appelli nell’arco di pochi mesi.

I rappresentanti de “Il Sindacato degli Studenti”
Libertà è Partecipazione

Ramadan a Padova senza palestre comunali

E-mail Stampa PDF

“Le palestre comunali devono essere utilizzate per lo svolgimento dell'attività sportiva, l'educazione e l'avviamento allo sport dei giovani. Nella giornata di oggi siamo stati informati che l'ex prosindaco Ivo Rossi e l'ex assessore Umberto Zampieri, in data 5/06/2014, hanno concesso all'Associazione Marocchina di Padova la “Palestra Giotto” di via Sarpi 3 e giardino adiacente per effettuare le celebrazioni del Ramadan. La nuova Amministrazione intende specificare che, a partire dal suo insediamento, non saranno più riconosciute autorizzazioni per lo svolgimento di questo tipo di attività in palestre comunali – lo dichiara il Sindaco di Padova Massimo Bitonci – Esiste un regolamento sull'utilizzo delle sale pubbliche, per la disciplina delle attività rumorose e la somministrazione di cibo o bevande. Qualora venissero accertate trasgressioni da parte del personale della Polizia Locale addetto ai controlli, compresi il disturbo delle quiete pubblica o problematiche legate alla sicurezza, provvederemo alla revoca immediata della concessione”.

Primo discorso di Massimo Bitonci all'Arcella

E-mail Stampa PDF

"La porta del mio ufficio a palazzo Moroni sarà sempre aperta". Ha esordito così il sindaco di Padova Massimo Bitonci nel suo discorso al pala Spiller.Qui di seguito riportiamo alcuni stralci.
"E' il cambiamento il protagonista indiscusso di questa campagna elettorale. E' quello che i padovani hanno voluto prima di tutto. Per questo auspico che da oggi sappiamo guardare oltre le polemiche, oltre i dissapori, oltre le umane piccolezze. Il cambiamento dopo essere stato il protagonista della campagna elettorale, deve diventare protagonista e ispiratore delle nostre azioni.
Qui all'Arcella vivono decine di migliaia di padovani e migliaia di stranieri di buona volontà. Qui vivacchiano anche decine di piccoli delinquenti. L'Arcella possiede energie e contraddizioni per superare le scelte discutibili del passato che hanno creato piccoli ghetti, scelte di viabilità e urbanistica che hanno reso questa parte di Padova difficile per il commercio e il lavoro.
Occorre più legalità, dal basso, praticata da tutti i cittadini. Riformeremo il regolamento di polizia urbana e potenzieremo la polizia municipale, inserendo incentivi per chi lavora di più: potenzieremo il controllo delle residenze, pattugliamenti del nucleo cinofilo. Combatteremo ogni forma di abusivismo nel commercio e nella vendita di alimenti e bevande. E' finito il tempo delle scelte calate dall'alto".

Era stata licenziata da Agricola Berica, cooperativa operante a Monselice nel settore della lavorazione delle carni avicole, a causa delle assenze per malattia. Il Tribunale ha dichiarato illegittimo il licenziamento.
La ragione della decisione del Tribunale: le assenze della lavoratrice conteggiate dal datore di lavoro ai fini del superamento del comporto sono imputabili a malattia professionale riconosciuta dall'Inail (sindrome da tunnel carpale) e non a malattia comune.

Sono state dunque accolte le tesi della lavoratrice, secondo la quale le assenze per malattia non giustificano il recesso del datore di lavoro quando la patologia dipenda dalla nocività delle mansioni che, peraltro, lo stesso datore di lavoro ha omesso di prevenire o eliminare, come prevedono le norme sulla salute e sulla sicurezza dei dipendenti.
Il Giudice del Lavoro, Dott. Francesco Perrone, ha dunque condannato la Cooperativa alla reintegra della lavoratrice ed al pagamento della retribuzione globale di fatto dal licenziamento sino alla effettiva reintegra.

Andrea Gambillara, Segretario provinciale della Flai – Cgil di Padova, che ha patrocinato la lavoratrice (assistita dagli avvocati Giancarlo Moro e Camilla Cenci) ha dichiarato: “una lavoratrice aveva subito una grave ingiustizia, riparata dalla decisione del Tribunale di Padova. Questa la buona notizia. La cattiva notizia consiste invece nelle pessime condizioni di lavoro di molte lavoratrici e molti lavoratori, senza che i datori di lavoro provvedano a migliorale nel rispetto della legge. La Flai – Cgil continuerà a battersi perché la situazione cambi, non solo a beneficio dei dipendenti, ma delle stesse aziende che non possono che migliorare la qualità dei loro prodotti mettendo le persone nelle condizioni di lavorare in salute e in sicurezza”.

Tutto inizia oggi pomeriggio, quando il neo sindaco di Padova massimo Bitonci posta sul proprio profilo facebook un titolo di un articolo di Libero quotidiano dal titolo: "Il compagno "S" del Mose": "Ho fatto favori a Zanonato". Pio Savioli, considerato il collettore dei finanziamenti illeciti al Pd, rivela: "Con Mazzacurati abbiamo pagato un lavoro in nero all'ex ministro".
Il lavoro in nero, in realtà sarebbe la realizzazione dell'anello asfaltato sul lobo di Santa Giustina, servito per tre anni consecutivi alla realizzazione dei record collegati alla manifestazione run for children (la foto è relativa all'inaugurazione del 2011). Il lavoro sarebbe stato talmente in nero che venne inaugurato in pompa magna con conferenza stampa, taglio del nastro e corsetta di prova. Per altro il favore più che a Zanonato venne fatto alla Fondazione Città della speranza ed alla città di Padova.
Flavio Zanonato relativamente alle insinuazioni diffuse attraverso i social network scrive su facebook quanto segue:
Gli onesti proiettano la loro natura, si stupiscono se scoprono persone disoneste, Bitonci si stupisce quando vede un onesto

22 giugno 2014 alle ore 21.46
l "Sindaco di tutti" Bitonci ha postato la foto, che riproduco, sul suo profilo Facebook.
Solo un breve commento: nel giugno del 2011 l'Istituto di ricerca pediatrica CITTÁ DELLA SPERANZA ha organizzato in Prato della Valle una staffetta,chiamata RUN FOR CHILDREN, di 24 ore per raccogliere fondi e per entrare, era avvenuto l'anno prima con il nuoto, nel Guinness dei primati. Come per ogni attività culturale e di solidarietà mi sono attivato per favorire in vari modi questa iniziativa. Ho anche cercato sponsor per sostenere le spese. Dal Consorzio Venezia Nuova ho ottenuto gratis un'asfaltatura per avere una pista, liscia, sicura, adeguata alla corsa e al conseguimento del record. I partecipanti furono oltre 4531, tra questi centinaia di agenti di polizia, di carabinieri e di finanzieri, e il Guinness fu vinto.

Ripeto l'asfaltatura, ancora visibile, a forma di anello di 200 m di lunghezza e larga 4 corsie, fu regalata dal Consorzio al Comune e per questo Libero titola che furono fatti dei "favori a Zanonato" e che addirittura mi fu "pagato un lavoro in nero". Ribadisco che il lavoro non fu pagato dal Comune perché fu regalato.
Lo scopo di Libero é palesemente diffamatorio, l'obiettivo evidente è quello di lasciar intendere che avveniva qualcosa di losco tra me è il Consorzio, che è ora travolto da un'indagine che ha messo in luce un impressionante malaffare i cui protagonisti principali sono della forza politica sempre sostenuta da Libero.

Per difendere la mia onorabilità da questa diffamazione presenterò querela al giornale di Belpietro, noto diffamatore più volte condannato.
Anche Bitonci, ovviamente, pubblica sulla sua pagina Facebook l'articolo, di cui si legge quasi solo il titolo, con lo scopo di infangare, è un personaggio noto per questa sua tendenza e presto se ne accorgeranno i padovani ma... ma... mi fa un favore perché è la riprova del contenuto diffamatorio del pezzo di Libero come lo sono i luridi commenti che accompagnano la sua pubblicazione, una documentazione che sarà utile al processo. Per lui ho solo una considerazione, gli onesti proiettano sugli altri la loro natura e si stupiscono quando scoprono persone disoneste, lui si stupisce quando vede persone oneste, evidentemente si conosce bene e conosce bene il mondo da cui proviene.

L'emergenza conservatorio apre la cronaca del Mattino di Padova di oggi. In un articolo di Matteo Marian si leva il grido d'allarme dei 600 musicisti che, nelle strutture del Pollini, da anni studiano musica in condizioni disagevoli. Di proprietà del Comune, gestito dalla Provincia, il conservatorio versa in condizioni non più consone con normative di sicurezza e dignità di chi lo frequenta, a detta dei rappresentanti sindacali della struttura.
Qui di seguito titolo e incipit dell'articolo
L’addio al progetto Casa della musica preoccupa il conservatorio: «Adesso chi pagherà la ristrutturazione dell’istituto?»
«Grandi piani ma il Pollini cade a pezzi»

Da piazzale Boschetti, a piazza Eremitani per finire in Fiera. Un tour cittadino che, nell’arco di un anno, ha visto il progetto del nuovo auditorium infilare (per ragioni diverse) un cambio di rotta dietro l’altro. La convergenza di Confindustria e Camera di commercio sull’ipotesi di unica struttura multifunzionale nel futuro Centro congressi in Fiera si allinea all’idea caldeggiata dal sindaco Massimo Bitonci ma lascia, di fatto, irrisolto il nodo Pollini. «Siamo completamente fuori norma, il terzo piano non ha scale esterne di sicurezza» sottolinea Giovanni Tirindelli, rappresentante del gruppo docenti del conservatorio. «Va bene l’auditorium, ma l’emergenza è il Pollini. E l’addio al progetto della Casa della musica in piazza Eremitani ci allarma non poco». La soluzione pensata dalla precedente amministrazione con Fondazione Cariparo e Cariveneto teneva conto, infatti, dei necessari lavori di ristrutturazione del conservatorio. (il resto dell'articolo nel numero del Mattino di Padova in edicola)

Durante le ultime settimane, con cadenza sistematica, vengono riportate dalla stampa e dai network locali notizie ed informazioni false, fuorvianti e diffamatorie su situazioni relative alla Società biancoscudata, al suo azionista, ai partners e ai collaboratori.
Il Calcio Padova diffida formalmente tali testate dal proseguire nella diffusione di notizie e informazioni di questa natura.
Comunica inoltre di aver conferito ampio mandato ai propri legali di agire nei termini di legge a tutela degli interessi e dell’onorabilità della Società e di tutti coloro che sono stati e saranno oggetto di informazioni non veritiere, diffamatorie e lesive della propria immagine.

Il coinvolgimento di taluni dirigenti e amministratori di imprese cooperative aderenti a Legacoop Veneto nelle indagini sul Mose, accanto a rappresentanti della politica, dell’imprenditoria e di diverse istituzioni pubbliche e private, pone all’Associazione un’urgente priorità: operare per tutelare la continuità aziendale di imprese che danno lavoro a numerosi soci e dipendenti. È una responsabilità che si richiama anche alla specificità di un’impresa costituita in forma cooperativa: i soci - e solo loro - sono chiamati a decidere i propri organi di direzione.
Nel ribadire il rispetto per il lavoro della Magistratura, certamente serve attendere gli sviluppi delle indagini ancora in corso e, com’è giusto in uno stato di diritto, anche rispettare l’azione di difesa degli accusati. Ma intanto, proprio in nome della tutela della continuità aziendale e dell’occupazione - e indipendentemente da quelli che saranno gli esiti finali delle inchieste - l’Associazione ha chiesto a tutte le imprese interessate di procedere per garantire la massima distinzione tra le responsabilità personali dei singoli e quelle delle imprese.

Le persone coinvolte hanno provveduto in questi ultimi giorni a dimettersi da qualsiasi organo di direzione delle loro cooperative. In particolare per quanto riguarda il CO.VE.CO (60 anni di vita, oltre 80 imprese cooperative associate), l’intero Consiglio di amministrazione ha ritenuto opportuno dimettersi. Inoltre, al presidente di Legacoop è stato chiesto di favorire una consultazione tra i suoi soci, con l’obiettivo di arrivare all’Assemblea dei soci, convocata per i prossimi giorni, con una proposta finalizzata alla gestione di una nuova fase di vita del Consorzio, attraverso la nomina di un nuovo Cda.
Nella stessa direzione si sono mosse anche altre cooperative interessate dalle vicende, ma l’associazione ha con fermezza sollecitato tutte le imprese coinvolte a procedere in tal senso. Se così non accadesse, qualora le accuse dovessero essere confermate a seguito di sentenze o patteggiamenti, l’Associazione procederà con le misure conseguenti, fino alla presentazione di richiesta di espulsione a Legacoop nazionale. «Legacoop Veneto rappresenta un panorama ricco di esperienze di cooperazione e di solidarietà che fanno della legalità il proprio punto fermo – sottolinea Rizzi -: la strada per tutti è dunque obbligata».
«Siamo di fronte a una società gravemente malata nel suo complesso, come ci mostrano i comportamenti, individuali e non, di chi interpreta in modo scellerato il rapporto tra imprese e istituzioni, tra imprese e politica – conclude il presidente -. Ma sono convinto che la società ha al suo stesso interno le forze e le risorse per curarsi, e che la cooperazione, parte fondamentale dell’economia di questa regione e del nostro Paese, avrà un ruolo essenziale in questo compito di rinnovamento e di cambiamento».

Pagina 20 di 233