Padova 2020 lancia un appello: "Una super civica senza simboli di partiti per riconquistare la città"

Padova sta vivendo degli anni molto difficili. Il fallimento della giunta Bitonci è sotto gli occhi di tutti e presto potrebbe condurre a una crisi istituzionale e a nuove elezioni. Di fronte a tale scenario e all'abbandono quotidiano in cui versa la nostra città, riteniamo necessario da parte di tutte le opposizioni dare un segnale forte, straordinario e responsabile ai cittadini.
Serve il coraggio di andare oltre le bandiere e gli schieramenti per guardarci in faccia da padovani che amano la loro città e che si impegnano quotidianamente per renderla un luogo migliore, più vivibile, più sano e più umano.
Dobbiamo giocare questa nuova partita a carte scoperte, con trasparenza e partecipazione, fuori dalle segrete stanze, dai tavoli e dagli accordi riservati a pochi. Dobbiamo coinvolgere i cittadini, i nostri elettori, i nostri attivisti e renderli protagonisti di questa nuova fase politica. Una fase nuova in cui la nostra città possa veramente affrontare le sfide che le pone il nostro tempo con la voglia di essere un punto di riferimento a livello nazionale ed europeo come in passato ha saputo ripetutamente essere.
Perciò proponiamo a tutte le forze politiche di opposizione, con l'obiettivo di coinvolgere tutti gli attori politici e sociali che a Padova credano che sia necessario un cambiamento, di provare a costruire insieme una Coalizione Civica Padovana a partire dai seguenti presupposti:
che tutte le forze politiche che accettano di partecipare si impegnino, nel caso in cui la costruzione della coalizione dovesse andare a buon fine, a non presentare il proprio simbolo alle prossime elezioni;
che si apra da subito con la cittadinanza un tavolo di confronto programmatico che porti alla stesura partecipata di un programma di coalizione;
che questa coalizione proponga alla città un programma fondato sui seguenti valori: riconoscimento dei diritti fondamentali di ogni persona, rispetto dell'ambiente, misure urgenti per ridurre l'inquinamento in città, stop al consumo di suolo, gestione pubblica dei beni comuni, sperimentazione di nuove forme di partecipazione democratica.

Ci rendiamo perfettamente conto che questa proposta è una grande sfida. Una sfida ai luoghi comuni, ai pregiudizi, alla disaffezione e alla logica della vecchia politica. È una mano tesa nei confronti delle altre forze di opposizione e ai cittadini in primis. È solo un primo passo e la strada che abbiamo di fronte è, come spesso accade nelle sfide cruciali per una comunità, una strada in salita; ma è l'unica possibile da percorrere per una reale nuova stagione politica di Padova.
Una strada che va nella direzione della democrazia, della partecipazione, della trasparenza. La direzione giusta!
Questa proposta è soprattutto una domanda alle altre forze di opposizione: è più importante il bene comune di Padova o gli interessi dei partiti e dei partitini, delle correnti e dei gruppetti?
La risposta alla nostra proposta è anche la risposta a quest'ultima domanda.

Nicola Rampazzo
Portavoce Padova2020

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Calcio LegaPro: Padova naufraga 2 - 0 contro una Sambenedettese prima in classifica. Brevi con le spalle al muro?

Se quella di San Benedetto era l'ultima spiaggia allora possiamo parlare di naufragio Padova. Una squadra mai davvero pericolosa, che conferma drammatici problemi a pungere quella vista allo stadio di San Benedetto, gremito nonostante l'orario e il giorno, martedì alle 14.30 non suggerissero alla vigilia aspettative di grande pubblico. E chi è andato al "Riviera delle Palme" ha avuto ragione perchè la squadra delle Marche ha portato a casa tre punti che vogliono dire vetta della classifica in solitaria. Un risultato che invece ha gettato nello scondorto i cinquanta padovani che sono stati talmente folli da sobbarcarsi una trasferta di quasi mille chilometri tra andata e ritorno per vedere una squadra, quella agli ordini di mister Brevi, ancora senza capacità di segnare. Basti un dato per tutti per spiegare la situazione del Padova: un goal da un mese a questa parte. Davvero poco per sperare, come strombazzavano a inizio stagione i vertici societari, di "fare meglio dello scorso anno". Il Padova è lì, a 10 punti dopo 8 gioranate. Una miseria di cui forse pagherà il fio l'allenatore, ormai sulla graticola, nonostante appaia evidente che forse il problema tattico è l'ultimo dei molti problemi che pare palesare questo Padova senza mordente. Di Di Massimo (pt. 40' e Berardocco su rigore al 20esimo della ripresa i goal)

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Abano dice no: pochi aponensi manifestano contro i profughi in piazza Antenore, troiano, fondatore di Padova, scappato dalla guerra

Pochi, appena un centinaio. Non è certo stata quella calata su Padova che alcuni immaginavano la manifestazione promossa dal comitato "Abano dice no" svoltasi in mattinata davanti alla Prefettura. Dietro uno striscione scritto con lo stesso stile calligrafico di quelli realizzati in occasione dei cortei di Forza Nuova si sono schierati qualche dozzina di aponensi. Il tempo di rilasciare un paio di interviste e il drappello, un'oretta dopo la convocazione della manifestazione si è sciolto.

"Dove siete cittadini aponensi? La chiamata di oggi era chiara! La partecipazione minima... che vergogna!". Scriveva così una aponense sulla pagina facebook del comitato. A ben guardare la vergogna sarebbe stata una manifestazione massiccia dopo che è risultato del tutto evidente ai cittadini in buona fede la matrice elettoralistica della mobilitazione, con dietro agli striscioni ed a favore di telecamera, attivisti politici già schierati tra i fedelissimi del sindaco in carcere Luca Claudio. E certo nessuno dei presenti avrà provato vergogna a manifestare di fronte a quel palazzetto con le finestre alla veneziana che ospita la libreria Feltrinelli. Se avessero alzato lo sguardo costoro, avrebbero visto che lì i padovani affissero una targa, voluta dallo storico Carlo Leoni, che in quel palazzetto collocava la dimora padovana di un esule, perseguitato per motivi politici, Dante Alighieri. Un altro profugo, secondo la tradizione popolare, riposerebbe, almeno idealmente, dentro il sarcofago che si vede sulla destra della foto: si chiamava Antenore, fuggiasco dalla guerra di Troia, compagno d'armi di Enea, capostipite secondo il mito della gens Giulia. Stop immigrazione, prima gli italiani hanno scritto i ragazzotti aponensi. Se lo avessero deciso alla fine del medioevo i padovani, Sant'Antonio, naufrago anche lui nel canale di Sicilia e proveniente dal "finis terrae" di allora, straniero quanto più non si poteva, avrebbe probabilmente reso famosa nel mondo un'altra città. Se conoscessero la storia di Padova coloro che sono stati a manifestare contro i profughi in una piazza intitolata ad un profugo, si renderebbero conto che nessuno dei grandi padovani era nato in questa città: nè Galileo Galilei, nè San Leopoldo Mandic e tantomeno Giotto o Giusto De' Menabuoi o Donatello che scolpì quel capolavoro che è la statua di Erasmo da Narni detto il Gattamelata. Insomma amici aponensi Pietro d'Abano forse si vergognerebbe di voi, lui che visse tra Parigi e Costantinopoli prima di insegnare nell'allora giovane università di Padova. Certo il fatto che foste solo appena un centinaio, può aiutare Abano a guardare in maniera diversa al proprio futuro.

 

 

 

Nel video qui sotto portavoce di "Abano dice no" Martina Pillon, già eletta alle ultime elezioni nelle fila delle liste che sostenevano il sindaco Luca Claudio

Oggi e domani nelle piazze di Padova l'Operazione occhi dolci: miele in ricordo di Marco Lovison che diventa speranza per molti

L’8 e il 9 ottobre 2016 torna nelle piazze di Padova, per l’ottavo anno consecutivo,”Operazione Occhi dolci. Un impegno concreto ricordando Marco”: l’ormai celebre iniziativa benefica in memoria di Marco Lovison, scomparso il 22 maggio 2009 in un incidente stradale, a soli 18 anni.

 

L’Operazione Occhi Dolci prende il via sabato 8 ottobre e vede impegnate nel mese di Ottobre oltre 100 persone, amici e parenti di Marco, nell’allestimento di banchetti, nelle piazze, nelle chiese, in centri commerciali e all’ospedale, presso i quali, a fronte di un piccolo contributo, viene offerto un vasetto di miele fornito dalla Cooperativa Sociale di San Giorgio delle Pertiche “Il Graticolato”, promotrice di attività finalizzate all'inserimento lavorativo di persone disabili.

Nel 2016 con Operazione Occhi Dolci si sosterràMedici con l’Africa Cuamm, per finanziare l’acquisto di set chirurgici per il taglio cesareo e per isterectomia, da donare al Princess Christian Maternity Hospital, principale ospedale materno–infantile di Freetown, Sierra Leone, che conta un bacino d’utenza di oltre 1 milione di persone.

Questo contributo si inserisce in un importante progetto in memoria di don Luigi Mazzucato, già direttore di Medici con l’Africa Cuamm.

Ciò conferisce una doppia valenza - locale e internazionale - ad Operazione Occhi Dolci: un circolo virtuoso che, da Padova alla Sierra Leone, trasforma una perdita in solidarietà, un ricordo in vita.

 

www.occhidolci.it

PER APPROFONDIMENTI

Operazione Occhi dolci, un impegno concreto ricordando Marco

 

E’ l’iniziativa benefica con cui gli amici e i familiari di Marco lo vogliono ricordare.

I fondi vengono raccolti attraverso l’organizzazione di concerti, eventi benefici e la distribuzione di vasetti di miele, fornito dalla Cooperativa Sociale di San Giorgio delle Pertiche “Il Graticolato”.

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Marco

Marco Lovison studiava presso il Liceo della Comunicazione Maria Ausiliatrice di Padova. Appassionato di calcio e moto, aveva 18 anni quando, il 22 maggio 2009, ha perso la vita in un incidente stradale. Le cornee di Marco sono state donate a due giovani di 15 e 26 anni, che hanno così riacquistato la vista. La famiglia, già al momento del funerale, aveva invitato quanti volevano ricordare Marco a non inviare fiori, bensì donazioni a favore di CBM Italia Onlus, per far continuare a vivere Marco attraverso gli occhi e gli sguardi delle persone aiutate e curate.

Info:www.occhidolci.it

 

MEDICI CON L’AFRICA CUAMM

 

Nata nel 1950 a Padova, MEDICI CON L’AFRICA CUAMM è la prima ONG in campo sanitario riconosciuta in Italia e la più grande organizzazione italiana per la promozione e la tutela della salute delle popolazioni africane. Realizza progetti a lungo termine in un’ottica di sviluppo, intervenendo con questo approccio anche in situazioni di emergenza, per garantire servizi di qualità accessibili a tutti. Cuamm si impegna anche nella formazione, in Italia e in Africa, di risorse umane dedicate, nella ricerca e divulgazione scientifica in ambito tecnico di cooperazione sanitaria, nell’affermazione del diritto umano fondamentale alla salute per tutti, anche dei gruppi più marginali, diffondendo nelle istituzioni e nell’opinione pubblica i valori della solidarietà e della cooperazione tra i popoli, della giustizia e della pace.

 

Info:www.mediciconlafrica.org

 

IL GRATICOLATO

 

La società cooperativa sociale Il Graticolato è una cooperativa a scopo plurimo, con sede a San Giorgio delle Pertiche (PD),  nata nel 1988 perfavorire l’inserimento sociale delle persone disabili. Oggi sono oltre 100 gli utenti ospitati dalla cooperativa, che fornisce loro assistenza di base e promuove attività mirate al miglioramento del loro benessere psico-fisico, coltivando un’educazione al lavoro inteso come riscatto personale, e  alla formazione occupazionale delle persone disabili, in collaborazione con 20 aziende del territorio.

La cooperativa è supportate a promossa dall’Associazione “Amici del Graticolato”.


Info:www.ilgraticolato.it

Padre Oliviero Svanera da Brescia succede a padre Enzo Poiana come nuovo rettore della basilica di Sant'Antonio di Padova

Oggi nella santa messa delle 17.30, solennità di San Francesco d'Assisi, il Delegato Pontificio, monsignor Giovanni Tonucci annuncerà ai fedeli il nome del rettore della Basilica di sant'Antonio di Padova, già comunicato ai frati del Santo nella tarda mattinata.
Il nome di padre Oliviero Svanera è stato indicato dal Santo Padre tra una terna di nomi presentati dal Ministro Generale, padre Marco Tasca, secondo quanto previsto dalla Costituzione Apostolica Memorias Sanctorum (V, 3) che regola le modalità di conduzione della Basilica del Santo, in accordo con il Delegato Pontificio e il Ministro Provinciale della Provincia Italiana di S. Antonio di Padova, padre Giovanni Voltan.
Padre Oliviero Svanera subentra a padre Enzo Paolo Poiana, morto prematuramente lo scorso mese di agosto, e rimarrà in carica fino al Capitolo del 2021.
I frati francescani della Basilica di S. Antonio in Padova esprimono la loro gioia nell'aver appreso dalla Santa Sede la nomina del nuovo Rettore della Basilica: «ringraziamo il Santo Padre, Papa Francesco, per questo dono, nella certezza che, in collaborazione con il Delegato Pontificio, padre Oliviero saprà continuare l'opera di padre Enzo a servizio dei pellegrini che ogni giorno visitano la Basilica del Santo di Padova».

Padre OLIVIERO SVANERA è nato a Lumezzane (Brescia) il 12 aprile 1959. Attualmente svolge l'ufficio di Vicario provinciale della Provincia Italiana di S. Antonio di Padova dei Frati Minori Conventuali, carica che manterrà fino al Capitolo di marzo 2017.
Dopo la professione definitiva dei voti religiosi avvenuta il 4 ottobre 1984, padre Oliviero è stato ordinato sacerdote il 28 giugno 1986 a Brescia da Mons. Antonio Vitale Bommarco.
Ha conseguito il Dottorato in Teologia Morale presso l'Accademia Alfonsiana di Roma nel 1989, svolgendo nel corso degli studi romani anche il ruolo di cooperatore parrocchiale nella Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo in Roma (1986-1988).
Rientrato nella propria Provincia religiosa di Padova, padre Oliviero è stato professore di Teologia Morale sia all'Istituto Teologico S. Antonio Dottore di Padova, sia nella sezione di Padova della Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale, sia infine nella Facoltà Teologica del Triveneto (1988-2016).
È stato Vicerettore del Seminario Teologico S. Antonio Dottore in Padova (1988-1996), quindi Rettore del Seminario Teologico OFM Conv. di Camposampiero (Padova) (1996-1997), Preside dell'Istituto Teologico S. Antonio Dottore e Vicedirettore del Corso Istituzionale "S. Antonio Dottore" della Sezione di Padova della Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale (1997-2005).
Ha avuto importanti compiti anche in seno alla Provincia religiosa: Definitore provinciale e Presidente della Commissione provinciale per la Pastorale Giovanile e Vocazionale (1997-2005), Superiore del Convento dei Santuari Antoniani di Camposampiero (2005-2013) ed infine, come ricordato, è attualmente Vicario provinciale (2013-2016).
Da una quindicina d'anni padre Svanera, attraverso la sua competenza di teologo morale, si è impegnato in una intensa attività di consulenza e accompagnamento dei fidanzati, delle famiglie, delle persone separate o in crisi matrimoniale, promotore e animatore del Movimento Francescano delle Fraternità Familiari ai Santuari Antoniani di Camposampiero.
Fa parte della redazione della rivista teologica "Credereoggi". Ha all'attivo numerose pubblicazioni, tra cui le recenti: Sposarsi? Una scelta di libertà e grazia, EMP, Padova 2011; Tu sei amore. Una prospettiva francescana sulla coppia, EMP, Padova 2013; Amori feriti. La chiesa in cammino con separati e divorziati, EMP, Padova 2013.

Avis Padova fa festa per i 65 anni dell'associazione donatori di sangue di Padova, ricordando gli amici di Amatrice in maniera concreta

L'Avis del Comune di Padova ha fatte foseta ieri mattina prima con una messa e una sfilata dei labari e degli attivisti dell'associazione da piazza Eremitani a palazzo Moroni, e poi con il pranzo sociale al Crowne Plaza di Limena. E' stata anche la celebrazione dei 65 anni della fondazione dell'associazione dei donatori di sangue di Padova che raccoglie ogni anno l'impegno di sempre nuovi soci. La cerimonia al Crowne Plaza è stata anche il momento dei saluti da parte del presidente Enrico Van De Castel, da otto anni alla guida dell'Avis di Padova. "Siamo sempre cresciuti in questi otto anni - ha ricordato il presidente visibilmente commosso - e spero che il nuovo direttivo comunale che verrà eletto a febbraio sappia dare ancora maggiore slancio di quanto siamo riusciti a dare noi in questi anni che hanno sempre visto il segno più davanti ai dati degli iscritti e delle donazioni".
Erano presenti labari da molte città d'Italia, eccetto che da Amatrice, città che ha visto crollare tra i molti edifici che hanno causato la morte di 300 persone, anche l'azzermento della sede dell'Avis comunale. su iniziativa del presidente Van De Castel e del consiglio dell'Avis l'associazione dei donatori di Padova ha deciso di consegnare alla delegazione di Amatrice un maxi assegno da 5000 euro, che andrà a promuovere la rinascita dell'associazione abruzzese.

 

La sede dell'Avis di Padova è in via Marzolo 13 telefono 049 651518 su facebook a questo link

La crisi di nervi di Massimo Bitonci diventa parodia per il sindaco di Padova accumunato dal video satirico sul web ad Adolf Hitler nel bunker

La crisi di nervi di Massimo Bitonci dopo l'ennesimo tassello perso dalla sua maggioranza diventa parodia sul web. Aveva scritto sul giornale di giovedì Davide D'Attino di un sindaco che "scende dall'auto scurissimo in volto e si fa largo tra chi lo attende in cortile. [...] "Levatevi dalle p... lasciatemi in pace", sbotta il primo cittadino per poi ordinare al suo portavoce Carlo Melina di allontanare i cronisti di stanza in municipio". Gira infatti sui social network una rivisitazione della celebre scena de "La Caduta", film sugli ultimi giorni di Adolf Hitler nel bunker di Berlino. Hitler diventa un Bitonci infuriato per la notizia della defezione del consigliere comunale Riccardo Russo, con sproloqui contro i fedelissimi che rimangono nella stanza delle riunioni: Melina, Boron, Recaldin e mio fratello" come intima il Bitonci/fuhrer. 

Chi ha scritto i sottotitoli evidentemente  deve essere una persona dotata, oltre che di un sommo senso dell'ironia, anche di una conoscenza approfondita delle vicende interne a palazzo Moroni. "Melina ti mando via e al tuo posto metto il cane di Paolocci", frase parodisticamente indirizzata al portavoce un tempo molto influente sul sindaco e ora relegato in un angolo a ruolo di buttafuori, è una frase che ha due livelli di lettura. Pochi sanno che il cane del comandante della polizia municipale, a leggere le cronache del Corriere del Veneto di qualche settimana fa, si chiama Adolf. Il subentro al posto della presidente del consiglio comunale Pietrogrande (difficilmente conosciuta se non da chi ha frequentazioni approfondite con la politica comunale) in una eventuale nomina ad assessore della misconosciuta consigliera Viero, è evidentemente un ulterioere indizio sulla matrice interna o almeno "di palazzo" di un video che rende ancora più farsesca tutta la situazione. Clicca qui per vedere il video postato dalla pagina facebook "Padova abbandonata""

 

Massimo Bitonci: "Non mi piego: se mi dimetto rivinco col 60%". E la vicenda di Luca Claudio ad Abano Terme gli da ragione

Massimo Bitonci rischia di non avere più la maggioranza a Palazzo Moroni. Ma per darlo per morto a sinistra bisogna essere più vivi di così

Massimo Bitonci: "Non mi piego: se mi dimetto rivinco col 60%". E la vicenda di Luca Claudio ad Abano Terme gli da ragione

"Io non mi piego. Io non ho intenzione di governare sul filo. Piuttosto a gennaio vado a casa, andiamo ad elezioni anticipate, mi ricandido da solo e vinco al primo turno col 60% dei voti". Parole di Massimo Bitonci, sindaco indebolito dalle recenti e passate disillusioni tra i componenti della maggioranza che ne decretò la vittoria al ballottaggio dell'8 giugno di due anni fa.
Scommette, il sindaco leghista alla festa leghista denominata "La Gaetana" al PalaGeox, sulla possibilità che ci sia ancora una maggioranza di padovani che lo sosterrebbero in una eventuale elezione a maggio/giugno. La stessa scommessa che fece e vinse un sindaco molto più inguaiato di lui: Luca Claudio ad Abano Terme. Anche in quel caso tutti i partiti eccetto uno, di fatto quello personale del sindaco, lo vedevano come fumo negli occhi. In più Claudio, anche lui non residente nel comune che amministrava, aveva sulla groppa una pesantissima inchiesta giudiziaria. Eppure vinse, perchè nessuno dei candidati a lui contrapposti appariva avere un sogno da contrapporre alla serie di incubi e mistificazioni che il sindaco termale aveva costruito nella sua narrazione. Ed in più i candidati erano addirittura 5, quattro si spartirono al primo turno una manciata di voti sufficiente a portare Claudio al ballottaggio, ma non a sconfiggerlo. Ed allora ha ragione Massimo Bitonci: se il centrosinistra si presenterà, facciamo una ipotesi, con 4 candidati contrapposti a lui senza contrapporre ai suoi incubi di rom e clandestini un sogno di città, vincerà di nuovo la paura.

 

Massimo Bitonci rischia di non avere più la maggioranza a Palazzo Moroni. Ma per darlo per morto a sinistra bisogna essere più vivi di così

 

Massimo Bitonci quasi senza maggioranza in Consiglio comunale a Padova. Caon e Conte (Fare): "Amministra con poche idee e tanti errori"

Nuovo ospedale di Padova: le ombre di faccendieri, affari sporchi e un'inchiesta della Guardia di Finanza ingarbuglia la "soluzione Bitonci"

Si fanno sempre più agitate le acque attorno allo spostamento del nuovo ospedale di Padova verso Padova Est. La decisione, presa dal sindaco Massimo Bitonci, all'indomani di una campagna elettorale vinta anche sul tema della realizzazione del nuovo ospedale sul vecchio sito di via Giustiniani, ora è al vaglio anche della Procura che sul pasticciaccio brutto brutto, ha aperto un fascicolo di inchiesta. E già due consiglieri comunali sono stati sentiti come persone informate sui fatti. Da capire se corrisponderà a verità il fascicolo secondo cui faccendieri collegati alla cricca che gravitava attorno agli affari della ricostruzione de L'Aquila, ebbero informazioni privilegiate a riguardo dello spostamento a est del nuovo ospedale, individuato a ovest da un accordo di programma tra Regione, azienda ospedaliera, Comune e Provincia a ovest. Nei mesi scorsi era emersa la circostanza secondo cui una delle persone collegabili alla cricca degli affari tra l'opaco e lo sporco delle famose risate al telefono nella notte del sisma d'Abruzzo, si accaparrò le aree dove insisterebbe il complesso ospedaliero immaginato da Bitonci & co. nel mese di agosto 2014. Mesi prima che il sindaco stesso spiazzasse tutti, per primi i suoi alleati, dicendo che l'ospedale era meglio farlo in zona Padova est.
Clicca qui per leggere l'articolo di oggi sul Mattino di Padova


Questa la posizione di Padova Civica sulla vicenda:
Solo due anni fa abbiamo condotto una campagna elettorale cercando di convincere la maggior parte dei padovani che era, ed è utile tutt'oggi, dotare la citta di un nuovo ospedale, per offrire agli stessi un migliore servizio e dare alla nostra sanità una struttura adeguata al ruolo che occupa nel panorama medico/scientifico nazionale ed europeo, ed ora sorprende vedere che un parte del Pd cittadino, che votò allora per "Padova Ovest", apre alla soluzione del "Nuovo su Vecchio", una prospettiva scartata dalla regione di Zaia, facendoci di fatto tornare indietro di circa 10 anni!
La prospettiva di contribuire anche noi al declino verso cui la città è precipitata con questa amministrazione, non appare la cosa più logica da fare, sia per senso di responsabilità, in primis verso di essa e poi anche verso chi ci ha sostenuto.
Dare un sostegno al sindaco pro-tempore appare incomprensibile.
Ha più senso sfidarlo sul merito delle sue promesse, certificando la sua incapacità e la inettitudine.
All'artefice della guerra con tutti, da quelle interne alla sua maggioranza a quelle con tutte le altre istituzioni, che si nutre di conflitti, non servono stampelle che apparirebbero solo tattiche e finirebbero per disorientare l'opinione pubblica.

Luigi Tarzia
Direttivo Padova Civica