Lavoratori di AltaVitaIra in agitazione: licenziamenti ingiustificati in arrivo secondo le sigle sindacali

Lunedì 21 novembre, alle ore 13, presso la Sala Polivalente dell'Istituto Altavita Ira, si terrà una conferenza stampa alla presenza dei lavoratori, riuniti in assemblea.
Tanti di loro rischiano di subire licenziamenti ingiustificati e di rimanere, in un periodo di crisi come quello che stiamo attraversando, senza i mezzi per sopravvivere e per sostenere le loro famiglie.
Le conseguenze negative ricadranno anche sugli anziani, che rischiano di veder diminuire gli standard assistenziali in quanto l'ente ha decido di tagliare proprio le figure professionali che sono a diretto servizio degli ospiti.
Nel corso della conferenza stampa saranno comunicate le iniziative di lotta delle prossime settimane e illustrate le vere ragioni della scelta irresponsabile dei nuovi amministratori.

Saranno presenti i sindacalisti di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Adl Cobas.

La cooperazione tra Padova, Treviso e Udine salva la vita a due neonati: storia di una sanità che funziona tra mille difficoltà

Succedono cose straordinarie tutti i giorni negli ospedali veneti. Nonostante i problemi logistici (drammatici a Padova dove la pediatria è sovraccaricata e ridotta in spazi concepiti trent'anni fa) e lo stress di un personale infermieristico sempre più vecchio, che spesso sopperisce con l'esperienza all'appannarsi del vigore fisico.
E quella che segue è la cronaca minuto dopo minuto di una sinergia cocciuta e positiva tra diversi ospedali, tra medici e infermieri uniti da un unico scopo: salvare delle vite.

Riceviamo e pubblichiamo quanto segue dall'ufficio stampa dell'azienda ospedaliera di Padova.

 

Ore 9 arriva alla terapia intensiva neonatale dell'Azienda Ospedaliera di Padova – diretta dal prof. Eugenio Baraldi, una richiesta urgente di consulenza da parte della neonatologia di Udine per una neonata di 3 giorni con grave insufficienza respiratoria causata da inalazione massiva di meconio alla nascita.
La bambina era già in ventilazione meccanica massimale e, ciò nonostante, l'ossigenazione del sangue non era adeguata. La gravità della situazione dava indicazione al posizionamento immediato di una circolazione extracorporea a membrana (ECMO ExtraCorporeal Menbrane Oxygenation), tecnica di circolazione extracorporea utilizzata per ristabilire un' adeguata ossigenazione.
L'ECMO è una procedura estrema "salva vita", una sorta di polmone artificiale, che permette di sostituire la funzione dei polmoni facendo circolare il sangue del bambino al di fuori del corpo umano dove viene ossigenato e quindi re-immesso nella circolazione del paziente. Padova è attrezzata da anni e con un team del trasporto neonatale l'unità mobile ECMO composta dal cardiochirurgo pediatra Dr. Massimo Padalino, dal neonatologo Dr. Daniele Trevisanuto dal tecnico perfusionista Dario Fichera e dall'infermiera neonatale Laura Brombin con il supporto del 118 e della Croce Verde parte per Udine. Presso l'Ospedale di Udine, la neonata è stata posta in circolazione extracorporea e quindi trasferita a Padova.
Ore 14 dello stesso giorno, arriva una nuova telefonata dall'Ospedale di Treviso per un caso simile di grave aspirazione di meconio in neonato di 2 giorni già in ventilazione meccanica massimale.
Nell'arco di poche ore, c'era la necessità di posizionamento di due ECMO neonatali in Ospedali esterni.
Non essendo ancora rientrata la prima equipe da Udine, ne è stata organizzata un'altra d'urgenza, grazie alla tempestività della direzione ospedaliera di Padova. In men che non si dica un nuovo team di trasporto neonatale con la seconda unità mobile ECMO - composto dal cardiochirurgo Dr. Vladimiro Vida, dal neonatologo Dr.ssa Paola Lago, dal perfusionista Agostino Ebraico e dall' infermiere neonatale Gabriele Pennisi è partito per l'Ospedale di Treviso dove il bambino è stato posto in circolazione extracorporea e trasportato a Padova. I 2 neonati dimessi dalla Neonatologia di Padova sono ritornati negli ospedali di Udine e Treviso, in buone condizioni generali cioè respiravano autonomamente per il follow-up, ora sono stati dimessi dagli Ospedali di Udine e di Treviso e entrambi a casa sono in braccio ai loro genitori.
La gestione delle due emergenze è stata effettuata con successo dalla Cardiochirurgia Pediatrica diretta dal Prof. Giovanni Stellin e dalla Terapia Intensiva Neonatale diretta dal Prof. Eugenio Baraldi che raggiunto afferma: "E' una storia a lieto fine. E' sempre emozionante poter ridare in braccio ai genitori un neonato che aveva rischiato la vita. Cio' che mi riempie di orgoglio è, senza dubbio, la professionalità dei medici e delle infermiere del nostro reparto, ma soprattutto l'entusiasmo, la passione e la dedizione per quanto è stato fatto. Questo lavoro con i neonati va al di là di ogni orario e carico di lavoro, per questo ringrazio tutti coloro che hanno collaborato alla riuscita dell'operazione".

La sindrome da aspirazione di meconio grave ha una prevalenza di circa l'1% dei neonati e in alcuni casi è talmente grave da richiedere l'ECMO. Si associa ad una mortalità del 15-20%. Per questa patologia, in un'area come il nord-est, ci si possono aspettare 2-3 casi all'anno con necessità di ECMO. Nell'anno 2015 si erano verificati 2 casi analoghi (ma non nello stesso giorno!) e i neonati erano stati trasportati a Padova dallo stessa equipe della Cardiochirurgia Pediatrica e della Neonatologia padovana con unità mobile ECMO.
In Italia vi sono 3 centri (Roma, Genova e Padova) che sono dotati di trasporto neonatale con unità mobile ECMO in grado di far fronte all'urgenza di gravi insufficienze respiratorie acute del neonato. Il servizio di trasporto per l'emergenza neonatale (STEN) di Padova operativo H24 tutti i giorni dell'anno, è coordinato dal Dr. Daniele Trevisanuto, ed effettua oltre 200 trasporti all'anno, per la maggior parte neonati prematuri.

Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Udine
Dott. Luigi Cattarossi – Direttore Patologia Neonatale che aveva in cura il bimbo di Udine: "La nostra collaborazione con l'equipe di Padova ancora una volta si è dimostrata efficace, questo è il secondo caso che trattiamo insieme, ed entrambi i neonati hanno avuto un esito favorevole. Il piccolo che ci è stato ritrasferito da Padova sta bene ed è andato a casa alcuni giorni fa. E' stato un esito favorevole che ci ha riempito di soddisfazione e che ha dimostrato ancora una volta che la collaborazione tra centri di alto livello è sempre vincente."

ULSS 9 di Treviso - Terapia Intensiva Neonatale (TIN)
Dott.ssa Nadia Battajon ci comunica: "Ci è stata trasferita da un altro ospedale una neonata con una importante insufficienza respiratoria, fin da subito le sue condizioni generali sono apparse gravi, le terapie farmacologiche e ventilatorie a disposizione sono risultate insufficienti per garantire una adeguata ossigenazione tissutale. Pertanto si è resa da subito evidente la necessità di sottoporre la piccola a circolazione extracorporea ECMO. Contattato il Servizio Trasporto Neonatale (STEN) di Padova attrezzato, è stata organizzata rapidamente l'equipe sanitaria, costituita dal personale stesso dello STEN , da un cardiochirurgo e da un tecnico dell'emodinamica. Al loro arrivo tutto era pronto per avviare questa procedura ed in poche ore la piccola è stata trasferita a Padova.
Quattro equipe sanitarie, provenienti da due diversi ospedali, hanno collaborato insieme allo stesso fine: dare alla piccola l'unica possibilità di sopravvivenza. E' stato fatto un ottimo lavoro di squadra con grande intesa e efficienza. Nonostante la dovuta preoccupazione e trepidazione, tutto il personale ha gioito per l'esito del proprio impegno professionale e umano. Un grazie sentito va a tutto il personale infermieristico della TIN di Treviso per aver lavorato con grande competenza, efficienza e dedizione. Inoltre uno speciale ringraziamento va a tutte le persone che in quella giornata non hanno esitato a lasciare le proprie attività, al di fuori dell'orario di lavoro, per mettere a disposizione professionalità e preparazione, riuscendo a ridare futuro e fiducia ad una famiglia intera.

"L'amore resta" di Leandro Barsotti fa il pienone in sala Rossini di Padova: romanzo intimistico ma anche storia dal ritmo fitto tra Milano e l'Etiopia

Una sala Rossini gremita ha salutato martedì sera la presentazione del libro "L'amore resta" di Leandro Barsotti, giornalista ma anche catautore, compositore ed ora anche scrittore. "C'è una ragione per tutto ciò che accade. E non ha importanza che tu la conosca: importa solo che tu sappia che è lì per te. Perchè se è vero che tutto può finire, è vero anche che tutto può rinascere".
E' questa la frase scelta dall'autore per il risvolto di copertina. Romanzo intimistico? Zibaldone alla Fabio Volo? Domande che troveranno una risposta in ognuno dei lettori del libro, edito da L'orto della cultura, nelle principali librerie italiane da questa settimana.
"La cifra di Leandro è sempre stata la scrittura, prima con le canzoni (basti recordare "Mi piace" del 1995) e poi con il mestiere di giornalista - ha ricordato la giornalista Alessia Severin, già volto noto di Antenna3 anni fa - Mister B., il personaggio, vive la sua storia tra l'Italia e l'Africa, tra un amore che finisce e un intrigo internazionale che porta il protagonista in carcere". E come lo racconta l'autore, il suo romanzo?
"Questa è piuttosto una suite, una canzone lunga - spiega Barsotti - E' la storia di un uomo che interrompe una storia dolorosa e va incontro a una vita nuova. Quando noi accettiamo la fatica del nostro vivere incontriamo un angelo, che magari ci fa fare un percorso che non è sempre dritto, ma che trasformano il nostro protagonista, come ognuno di noi, in una persona nuova".
Ci sono due amori nel libro, quello mentale con Maria Maddalena. Il secondo è semplice, fisico, totale, con una donna etiope, Iman.
"Sono stato in Etiopia quest'anno e lì è nata l'idea di ambientare lì una parte del romanzo- spiega Leandro Barsotti - la vera immagine di Iman mi è venuta quando in un villaggio, in una piccola missione, ho incontrato una donna con una bimba in braccio. Ecco io in qualche modo ho visto in quella bambina, ustionata eppure tranquilla in mano alla madre, una forza che ho immaginato nel personaggio di Iman".

 

A Padova arriva il commissario straordinario Michele Penta: guidò Bolzano per alcuni mesi lo scorso anno fino alle elezioni

La notizia era stata anticipata dal sito web del Corriere del Veneto, e poco dopo le 13 è arrivata l'ufficialità dal Governo: sarà il 68enne Michele Penta a guidare Padova da qui alle prossime elezioni, dopo che 17 consiglieri comunali hanno sfiduciato Massimo Bitonci facendolo decadere dalla carica di primo cittadino tra venerdì e sabato scorsi. 

"Padova non aveva certo bisogno di instabilità, quindi pur non avendo condiviso la politica, l'atteggiamento e le scelte operate fino ieri dal Sindaco Bitonci, che avevo peraltro votato, non avrei mai auspicato che cadesse sfiduciato dal suo Consiglio e dalla sua Giunta. L'arrivo tempestivo del Commissario Michele Penta persona autorevole, super partes e profondo conoscitore delle dinamiche amministrative, mi conforta. E' stata individuata una persona forte ed equilibrata che ci può aiutare a superare un momento difficile, che la nostra città non si è mai trovata a vivere, permettendoci di arrivare alle elezioni che saranno in Primavera".

Così Barbara Degani Sottosegretario al Ministero dell'Ambiente avuta la notizia della nomina del Commissario Michele Penta a Padova.

Nubi dense sul cerchio magico di Bitonci: la Guardia di finanza "punta" aziende del fedelissimo Boron

Nuova tegola sul "cerchio magico" dell'ex sindaco di Padova, cacciato dalla poltrona di primo cittadino da 17 consiglieri comunali della maggioranza e dell'opposizione dopo che negli ultimi mesi la gestione della cosa pubblica a Padova si era fatta sempre più opaca. Dopo la notizia degli ultimi giorni di alcuni colloqui dell'ex assessore alla sicurezza Maurizio in Procura con al centro alcuni acquisti disposti dal comandante della polizia municipale, il nuovo fronte aperto sempre sul campo giudiziario coinvolge uno degli uomini più vicini a Bitonci: l'ex assessore comunale e ora consigliere regionale (presidente della commissione sanità) Fabrizio Boron. A rivelare il retroscena un lungo e documentato articolo del Corriere del Veneto firmato dai giornalisti Roberta Polese e DAvide D'Attino. Al centro di una serie di controlli da parte della Guardia di finanza ci sono due aziende di proprietà di Boron, destinatarie negli ultimi anni si una serie di succulenti appalti da parte di Etra, multiutility dell'alta padovana a controllo pubblico. Sulla stessa questione si starebbe muovendo anche la Corte dei conti.

Massimo Bitonci sfrattato da Padova. Non è più sindaco.Ora inizia la sfida più grande: saper dare ai padovani una buona proposta politica

Massimo Bitonci non è più sindaco di Padova. Caduto a causa delle troppe imposizioni, di uno stile di comando più da podestà che da sindaco. Aveva detto giorni fa "io sono il sindaco faccio e dico quello che voglio", lasciando trasparire una tracotanza che gli è stata fatale. Ed a nulla hanno potuto le minacce disperate delle ultime ore, l'appellarsi a Matteo Salvini, mettendo a repentaglio, almeno in teoria il futuro coalizzarsi del centrodestra a livello nazionale. Diciassette consiglieri comunali eletti dai cittadini alle ultime elezioni hanno deciso che bastava così, che la democrazia è un'altra cosa. C'erano tutti gli esponenti del centrosinistra che, dopo le divisioni della scorsa campagna elettorale, ha trovato un momento di unione. Hanno firmato gli esponenti di Padova2020, quelli del Pd, il consigliere di Padova civica. Hanno firmato nonostante pressioni notevoli i due consiglieri del Movimento 5 stelle. E poi si sono presentati alla firma anche i consiglieri di una maggioranza che non ha retto il peso di un governo monocratico della città: Antonio Foresta delle civiche di centro che avevano crfeduto in un sindaco di tutti, e si sono trovati un sindaco che tutti insultava. C'erano due consiglieri comunali di Forza Italia che da partito dei moderati si stava trasformando in partito dei fedeli al capo. Ed è arrivata alla fine anche la firma di Fernanda Saia, sorella di quell'assessore che è stato vittima della disfatta sul piano politico di una città amministrata come se fosse un condominio, con il comandante Paolocci nel ruolo di ringhioso portinaio della città che si voleva cittadellizzare. 

Bitonci parlerà di "traditori" come già fatto in passato. E invece costoro hanno fatto una cosa che accade di rado in Italia: si sono dimessi perchè vedevano calpestato ogni giorno un bene prezioso, che è quello della democrazia, della libertà, della dignità dei singoli cittadini. Perchè ogni volta che un cittadino veniva intralciata perchè di idea politica o colore della pelle diverso dal manipolo dominante, Padova veniva oltraggiata. Non co se il sindaco Bitonci ci ha mai fatto caso, ma Padova poggia la propria ragione di esistere su tre valori: l'accoglienza praticata sin dal mito della fondazione della città da parte del profugo Antenore, scappato da una guerra non distante dall'attuale Siria, valore rinnovato poi con Sant'Antonio che era da Lisbona prima di diventare di Padova e con Galileo Galilei, con gli armeni, con gli ungheresi scappati dai carri armati della cortina di ferro; Padova è orgogliosa della sua patavina libertas, una libertà padovana che è universa e universis cioè tutta intera fino in fondo e per tutti, altrimenti non è. Padova è la città in cui nascono prima che altrove i fenomeni politici e prima che altrove finiscono. Così è stato per i subbugli sanguinosi negli anni '70 così è stato per l'ulivo e così è stato anche adesso: quello che è finito ieri a Padova è un dispotismo dell'uomo solo al comando malvagio e tracotante. In questi mesi il foglio di via da Padova dato all'ex sindaco di Cittadella rimarrà effettivo se in vista delle prossime elezioni si saprà coltivare una idea alta e positiva di città, e si saprà individuare una squadra di persone di buona volontà capace di interpretare al meglio le molte ragioni per cui ci si può dire orgogliosamente padovani. Una piattaforma di buona politica, e poi certo, conseguentemente, un capofila di un movimento che deve essere corale e profondamente trasversale nelle varie anime di questa complessa città. Perchè uno che interpreta al meglio il peggio di questa città c'è già, e si chiama Massimo Bitonci, che ha già fatto sapere che proverà a riconquistare la città che lo ha cacciato stanotte. 

 

Alberto Gottardo

Il mezzadro di Cittadella inizia a fare le valigie il giorno di San Martino: è iniziata l'ultima settimana di Massimo Bitonci sindaco di Padova?

Chi è di origini contadine conosce la valenza simbolica dell'11 novembre, San Martino. Data in cui i padroni della terra ed i mezzadri facevano i conti. e se i conti non tornavano, il mezzadro metteva masserizie e famiglia sul carro ed andava a cercar fortuna altrove. E' quello che sta succedendo a Padova. Massimo Bitonci è arrivato da Cittadella con una grande promessa: cambiamo Padova, Padova più sicura. Due anni e mezzo dopo Padova è ben lontana dall'essere sensibilmente più sicura e certamente se è cambiata è cambiata in peggio con 70 milioni di euro di finanziamento della nuova linea tramviaria che nel 2014 erano pronti a partire da Roma, persi; un ospedale che a Padova est rischia di non sorgere mai mentre quello vecchio langue sempre di più; con operazioni culturali catastrofiche nel rapporto costi ricavi, come Babele ma anche la mostra dei dinosauri e, danno più irreparabile degli altri, l'immagine della città della scienza e dell'apertura al mondo macchiata da ordinanze e atteggiamenti che rasentano la xenofobia e il più gretto provincialismo (vedasi alla voce ordinanza anti kebab ed ebola).

E' suggestiva agli occhi di chi scrive, la data di San Martino anche per un'altra coincidenza. Secondo la tradizione cattolica, tanto evocata da Bitonci e i suoi sodali che hanno brandito il crocifisso come fosse una clava, San Martino era una persona buona, originario dell'attuale Ungheria, che visto un povero mendicante seminudo, tagliò in due il mantello militare e ne usò la metà per avvolgere il povero disgraziato. Non proprio l'atteggiamento con cui questa amministrazione ha trattato, nelle parole e purtroppo a volte anche nei fatti, mendicanti e persone fiaccate dai rovesci della vita.

E, parrebbe leggendo il Mattino e il Corriere del Veneto, così i padovani hanno deciso di staccare la spina. Una decisione attesa, sentendo gli umori dei tanti che si sono fatti abbindolare nella campagna elettorale del 2014, perchè rispetto alle promesse i conti non tornano e perchè c'è il sospetto, parrebbe fondato, che chi era stato messo a guardia del pollaio, abbia portato via qualche gallina di troppo. Sarà sufficiente destituire Bitonci per non vederlo più a Padova? No. Occorretrovare una proposta politica e carismatica sufficiente a contrastare la narrazione delle nevrosi e delle paure in cui il commercialista da Cittadella è maestro. Ed è lì che viene la parte più dura, ma anche più bella, della sfida che si apre oggi. 

 

Alberto Gottardo

Ikea Italia promuove la campagna "Compostiamoci bene": dal 18 novembre 2 euro per ogni abete acquistato va aree verdi

A Padova, IKEA Italia promuove la campagna "Compostiamoci bene" in occasione delle festività natalizie: da venerdì 18 novembre al negozio sarà possibile acquistare un albero di Natale e contribuire a un progetto di recupero ambientale.

Per ogni abete acquistato, IKEA Italia donerà 2 euro a AzzeroCO2, società di Legambiente e Kyoto Club, per la riqualificazione in aree a forte rischio idrogeologico nel Parco Nazionale delle Cinque Terre e nel Parco del Po, Vercellese-Alessandrino. Tutti i clienti potranno scegliere di donare altri 2 euro.

Inoltre, i clienti che, dal 5 al 15 gennaio, riporteranno gli alberi natalizi in negozio insieme allo scontrino di acquisto riceveranno un buono acquisto di 14,99 euro (il costo dell'albero) da utilizzare dal 16 al 31 gennaio. Per ciascun albero restituito IKEA Italia donerà 2 euro a AzzeroCO2. I clienti potranno ancora contribuire attivamente fino al 22 gennaio 2017 donando ulteriori 2 euro su qualsiasi acquisto.

Il Parco Nazionale delle Cinque Terre, diventato Patrimonio Nazionale dell'Umanità e il Parco del Po vercellese – alessandrino, beneficeranno della messa a dimora di 1.000 piante autoctone ciascuno ad opera di Azzero CO2 contribuendo così a una nuova cultura dell'utilizzo del suolo.

Kioene che succede? Nuova sconfitta per i tuttoneri di Baldovin

E’ un altro passo indietro quello che ha fatto la Kioene Padova in quel di Busto Arsizio. Un 3-1 che in parte ricalca la prestazione di domenica contro Vibo Valentia e nella quale sono emersi i numerosi errori dei bianconeri che hanno condizionato la squadra per gran parte del match. In attacco l’unico a superare quota 50% è stato Koncilja e le difficoltà in ricezione si sono fatte sentire nonostante i 23 errori di Milano in battuta (quanti la Kioene). Padova torna a casa con i cerotti, dovendo subito pensare al prossimo difficile match – ancora in trasferta – contro Latina. 
LA CRONACA. Avvio di match equilibrato, anche se un break positivo dei padroni di casa costringe coach Baldovin a chiedere il time out sul 12-10 dopo il muro out di Shaw. Al rientro in campo l’alzatore bianconero chiede troppo al suo tocco di seconda e Milano punisce: sul 15-11 è di nuovo time out. La Kioene sbaglia quasi tutto al servizio e questo consente alla Revivre di andare velocemente verso il 25-19 con l’attacco out di Giannotti. 
Comincia in salita anche il secondo set. Altri tre errori in casa bianconera consentono a Milano di andare in panchina sull’8-5 dopo l’ace della Revivre. Padova spreca troppo con il capitano Giannotti che spara fuori obiettivo il punto del provvisorio 14-9. La Kioene non riesce più a rialzare la testa e, simile al parziale precedente, Milano chiude 25-18 con un muro vincente su Maar. 
Nel terzo set sono i lombardi a commettere qualche errore di troppo in fase di ricostruzione. Padova ne approfitta e si porta sul 3-7 sfruttando il servizio positivo di Maar. Dal 10-15 la Kioene sprofonda di nuovo sul 15-15 e coach Baldovin inserisce la carta Zoppellari per Shaw in regia. La mossa sortisce i suoi effetti perché, pur soffrendo, Padova mette a terra il muro del 24-26. 
Nel quarto set rimane in campo Zoppellari in cabina di regia ma l’inizio è in salita. Milano si porta subito sull’8-3 dopo il colpo vincente di Dennis. Sul 10-4 rientra Shaw e Sestan prende il posto di Ferdizzi, ma sono gli errori dei bianconeri, combinati alle buone difese di Milano, a far volare la Revivre sull’11-4. Milano odora il colpaccio e Padova si sfalda. Il match si conclude 3-1 con il punto decisivo di Hoag. 
PROSSIMI IMPEGNI. I bianconeri saranno impegnati domenica 13 novembre (ore 18.00) al PalaBianchini in casa della Top Volley Latina. La Kioene Padova tornerà in scena alla Kioene Arena alle ore 18.00 di domenica 20 novembre contro la LPR Piacenza.Valerio Baldovin (coach Kioene Padova): “Non abbiamo giocato bene ma è una prestazione diversa rispetto a quella di domenica. Milano ha messo grande pressione al servizio ma va dato credito al loro gioco. Noi commettiamo ancora troppi errori, sia in ricezione che al servizio. In queste occasioni paghiamo cara la poca esperienza di un gruppo giovane e il fatto che si faccia sentire la pressione delle partite così ravvicinate l’una all’altra”. 
Francesco Zoppellari (Kioene Padova): “Ci siamo innervositi da subito. Sembrava che avessimo paura di sbagliare ma Milano ha fatto il suo dovere giocando comunque un buon match. La nostra reazione è arrivata troppo tardi”

Alberto Sanavia 
Ufficio stampa Kioene Padova 
www.pallavolopadova.com