Padova24ore.it - Cronaca

Carissimi fratelli e sorelle,
Gesù risorge! Ora è sempre con noi. La Pasqua che celebriamo è il cuore pulsante della vita per noi e per l’umanità intera.
È la sorgente della nostra fede e della nostra speranza.
Gli oltre 50 catecumeni che, in molte nostre comunità, riceveranno pubblicamente i sacramenti dell’Iniziazione cristiana nella Veglia pasquale, ci fanno sentire palpabile l’esperienza viva del Crocifisso, che ci fa rinascere nel battesimo. E ci richiamano alla radice della nostra fede.
I segni pasquali dell’acqua, della luce e della vita che accompagnano le sacre liturgie della Pasqua siano segni vivi e reali che immettono energie divine nel nostro spirito.
Con papa Francesco chiediamoci che cieco nato, che Samaritana, che Lazzaro siamo nella nostra vita… che luce, acqua, parole di vita portiamo nelle strade e negli incroci delle nostre esistenze.
Lo Spirito di Dio, amore e amante della vita, ha risuscitato Gesù dal sepolcro e nella sua Risurrezione ci fa sorgente, come Gesù, per vincere la tristezza e il disimpegno e affrontare con fiducia le prove della vita.
In questa Pasqua auguro a tutti voi di essere sorgente rinnovata.

Buona Pasqua!
Antonio, vescovo

Basta con l’Arcella “confine dell’impero” e, soprattutto, basta con l’immagine stereotipata di quartiere messo all’angolo da criminalità ed insicurezza. Le varie anime del commercio di un quartiere che per vastità e densità abitativa è più identificabile in una vera e propria città di 40mila abitanti distribuiti lungo una dorsale di quattro km si sono incontrate ieri sera in una sala riunioni di via Curzola, in una affollata assemblea voluta da Confcommercio Ascom Padova, alla presenza dell’assessore al commercio Marta Dalla Vecchia, del vicepresidente vicario Ascom Patrizio Bertin, del direttore generale Ascom Federico Barbierato, affiancati dal neo responsabile Ascom del quartiere Arcella, Michele Tommasi e dal segretario per i quartieri di Padova Mirco Giacomello.

Molte le tematiche sul tappeto, affrontate con spirito propositivo e con la consapevolezza che i soggetti coinvolti, proprio per la specificità del quartiere, devono crescere ancora, in modo da fornire un quadro esatto dell’esistente e favorire quindi un’efficace disamina dei problemi.
Dall’illuminazione insufficiente ai problemi legati alla richiesta di sicurezza, dall’esigenza di creare occasioni di rivitalizzazione del quartiere utilizzando anche lo strumento del mercato, svolto però dagli stessi operatori di zona, all’individuazione di aree critiche come quella del Bingo, che costituiscono fonte di richiamo per microcriminalità e delinquenza varia.
Una cosa hanno sottolineato i presenti alla riunione: l’Arcella non deve più brillare nella stampa locale come il quartiere insicuro emblema di Padova. Molte sono le attività commerciali gestite da stranieri che in questi anni hanno dimostrato di integrarsi con le realtà locali, dimostrando così che integrazione ci può essere e che se ben gestite anche queste dinamiche si trasformano in forze propulsive anche per la stessa economia.

“L’Ascom vuole essere presente – ha sostenuto Patrizio Bertin – nella vita commerciale di tutte le imprese del territorio. Siamo in grado di fornire tutte le soluzioni operative per facilitare la vita degli imprenditori del terziario e questo incontro vuole essere solo il primo di una serie. Il nostro obiettivo è quello di raccogliere le indicazioni utili che provengono dal territorio, per poter essere volano efficace di domande alle quali far seguire risposte concrete”.
“Si potrebbe – ha detto il delegato Tommasi – investire nel quartiere in cultura. L’insediamento di un campus, magari universitario dedicato alle arti espressive (teatro e danza) oppure allo sport, favorirebbe il “ringiovanimento”£ della popolazione locale”.

 

 

I carabinieri di Padova hanno portato a termine all'alba di oggi una operazione che negli ultimi mesi ha permesso di sgominare una banda sospettata di aver commesso furti in città e provincia, e di essere sul punto di passare alla realizzazione di rapine ai danni di imprenditori residenti in città.
Dodici nel corso dei mesi gli arrestati dai carabinieri che hanno sequestrato anche numerose armi da fuoco, materiale utile al confezionamento di sostanze esplosive e oggetti probabile provento dei furti imputabili al gruppo criminale.
Qui di seguito il commento all'operazione da parte del sindaco reggente di Padova Ivo Rossi.

"Mi sono complimentato personalmente questa mattina con il colonnello Salticchioli per l’ottimo risultato messo a segno dai suoi uomini, che hanno avuto la capacità di prevenire rapine violente in città compiendo arresti mirati nel tessuto malavitoso del piovese.
Gli ottimi risultati, frutto di un lavoro investigativo durato mesi, degli uomini del colonnello Salticchioli faranno forse un dispetto ai tanti cantori dell’insicurezza, che come vampiri del tanto peggio tanto meglio, e che si alimentano dei fatti criminosi che avvengono per cercare di trarne un vantaggio elettorale, dipingendo la città come se fosse in balìa di orde criminali, come se le forze dell’ordine fossero girate dall’altra parte. E invece no, non è così.
C’è chi ogni giorno lavora per garantire la serenità della nostra bella città, e i carabinieri con gli arresti di oggi che seguono importanti risposte date nei giorni scorsi anche dalla squadra mobile della Questura, raccontano di quanti risultati straordinari sappiano conseguire gli uomini che lavorano ogni giorno in silenzio, nonostante i molti attacchi che piovono loro addosso da chi sa solo agitare i problemi senza indicare soluzioni. Il lavoro degli uomini dell’Arma dimostra una volta di più che il crimine non ha e non avrà vita facile a Padova.
Sono certo che il lavoro costante di tutti coloro che hanno a cuore Padova, portato avanti con un ritmo continuo contribuirà a farci guardare con fiducia verso il futuro, sapendo di poter contare su forze dell’ordine sempre presenti".

Ivo Rossi
Sindaco reggente di Padova

Un nigeriano di 49anni ha denunciato oggi di essere stato picchiato da un agente della polizia locale. L'uomo, in Italia da 20 anni, di professione addetto alla sicurezza presso la fiera di Padova, ha raccontato di essere stato fermato da alcuni controllori mercoledì pomeriggio intorno alle 16.30 mentre si trovava nell'autobus della linea 22. I controllori avrebbero obiettato che il biglietto in suo possesso non era regolare e avrebbero poi chiesto l'intervento di una pattuglia della polizia locale, che in quel momento stava transitando lì vicino.

L'uomo ha raccontato di essere stato immobilizzato con le manette e poi picchiato in strada senza alcuna ragione da uno dei due agenti (nonostante avesse accettato di essere multato). Al pronto soccorso i medici hanno parlato di una prognosi di 15 giorni per le ecchimosi al volto. Il 49enne sarebbe stato poi portato in questura e denunciato per resistenza a pubblico ufficiale (che lui nega di aver fatto), danneggiamento e mancata esibizione dei documenti. L'associazione Razzismo Stop ha annunciato di essere pronta ad assistere l'uomo (che ieri ha presentato una denuncia ai carabinieri) costituendosi parte civile nell'eventuale processo. Clicca qui per vedere l'intervista al fermato da parte di Stefano Edel del TgrRai

La versione dei fatti della polizia municipale è invece radicalmente differente. Nel verbale si legge infatti di un iniziale tentativo di fuga del nigeriano e di una resistenza a pubblico ufficiale che ha dato vita ad una violenta colluttazione "durante la quale il soggetto aggrappandosi ad una inferriata di una finestra del fabbricato perdeva l'equilibrio e picchiava il volto contro la stessa, e cominciava a sanguinare; nonostante la lesione l'uomo continuava a divincolarsi, colpendo gli Agenti di Polizia Municipale con gomitate, pugni, calci, prima di essere definitivamente ammanettato". Il comando della polizia locale ha fatto sapere che entrambi gli agenti interventi hanno fatto anch'essi ricorso alle cure mediche, ottenendo una prognosi di 7 giorni ciascuno.(ANSA).

Pugno duro della polizia municipale nei confronti di un bar di via Altinate che aveva promosso nel corso delle ultime settimane alcune "gare" di shottini. In una occasione la locandina che promuoveva l'evento invitava alla sfida di berne 12 in 30 secondi.
La promozione prevedeva il consumo di note bevande che nella loro abituale composizione contengono anche liquori che superano il 21% di grado alcolico - si legge in una nota diffusa alla stampa - A giudizio del Comune tale iniziativa è riconducibile a una strategia commerciale che provoca comportamenti a rischio in quanto il maggior guadagno passa attraverso un consumo di alcol pro capite molto elevato, parte del quale somministrato gratis. E in effetti nel corso delle verifiche si è accertato che molti clienti del bar a seguito della promozione manifestavano segni di alterazione dovuta alla assunzione di bevande alcoliche. Il Comune è attento ad evitare ogni promozione, da
parte degli operatori commerciali, che porti all'abuso di alcol, tenuto conto che ciò può provocare seri danni alla salute e inoltre rappresenta una fonte di rischio per chi si mette poi alla guida. Per quanto sopra la Polizia Municipale  - alla luce appunto di quanto accertato nel corso di apposite verifiche - ha formulato al Settore commercio del Comune una proposta per vietare la vendita e la somministrazione in quel bar di bevande alcoliche di qualsiasi gradazione per un periodo di giorni trenta dalla notifica dell'atto.

Il provvedimento - che fa sua la proposta della PM di cui sopra - predisposto dal Settore commercio, finalizzato alla sospensione della vendita e della somministarzione di bevande alcoliche di qualsiasi gradazione nel pubblico esercizio di via Altinate, è stato firmato dal Sindaco reggente mercoledì ed è stato notificato ieri . I controlli sono affidati alla PM e alle altre forze di polizia.

Blitz dei carabinieri del Ros all'alba di oggi in molte città venete contro un gruppo secessionista accusato di aver messo in atto "varie iniziative, anche violente", per ottenere l'indipendenza del Veneto, e non solo. Ventiquattro gli arresti in corso di esecuzione da parte dei militari dell'Arma in varie regioni, su ordine della magistratura di Brescia. Lo riferisce l'agenzia Ansa che racconta anche di un secondo "tanko" simile a quello costruito dai venetisti serenissimi che vent'anni fa diedero l'assalto al campanile di San Marco.

Nelle ordinanze - continua l'Ansa - di custodia cautelare, emesse dal gip del tribunale di Brescia su richiesta della procura, sono contestati i reati di associazione con finalità di terrorismo ed eversione dell'ordine democratico e fabbricazione e detenzione di armi da guerra. I Carabinieri stanno anche eseguendo perquisizioni a carico di altri 27 indagati. Secondo le indagini del Ros, le persone arrestate avrebbero fatto parte di un "gruppo riconducibile a diverse sigle di ideologia secessionista che aveva progettato varie iniziative, anche violente, finalizzate a sollecitare l'indipendenza del Veneto e di altre parti del territorio nazionale dallo Stato italiano".

I carabinieri di Padova hanno denunciato 4 writer indiziati di aver deturpato oltre 400 pareti in città con altettanti "tag", scritte colorate realizzate con la bomboletta spray. Il sindaco reggente Ivo rossi sull'accaduto commenta quanto segue:
“Il Comune si costituirà parte civile nel procedimento contro i quattro denunciati dagli investigatori dei carabinieri di Padova. Già nelle scorse settimane i tecnici dell’edilizia pubblica hanno collaborato con i carabinieri della compagnia di Padova nell’individuazione dei palazzi comunali bersagliati dai cosiddetti “taggers”. Chiederemo al pubblico ministero che gli autori delle scritte che deturpano i palazzi della città, vengano condannati a ripulire direttamente le scritte effettuate. Siamo pronti sin da subito ad arruolare questi imbrattatori, che nulla hanno a che vedere con l’arte, nelle squadre di imbianchini che quotidianamente per il Comune lavorano sodo cancellando e ripulendo in continuazione le pareti del centro storico e dei quartieri periferici. Vogliamo una città più bella, ordinata, e chi si è reso responsabile dell’insozzamento di pareti con scritte che non appartengono ai canoni della street art, ora avrà la possibilità invece di esercitarsi con il pennello e le varie gradazioni dei colori a tempera".

E' stato identificato dalla Polizia di Stato l'uomo che aveva aggredito un'infermiera, sequestrandola e legandola mentre era ferma nella sua auto nel parcheggio dell'ospedale di Padova. Si tratta di un cittadino marocchino rapinatore seriale, già noto alle forze dell'ordine. La squadra Mobile ha ricostruito i movimenti dell'indagato e raccolti a suo carico indizi in merito all'aggressione e rapimento della donna e sta accertando se l'agguato fosse solo a scopo di rapina o ci fosse l'intenzione di una violenza sessuale. Determinanti sono risultati gli accertamenti tecnico scientifici per evidenziare tracce genetiche riconducibili al rapinatore.(ANSA).

Nuovo colpo degli uomini della Guardia di finanza di Padova che hanno arresto uno spacciatore albanese. A.G., pregiudicato di 35 anni residente a Padova, accusato di aver messo in piedi un traffico di cocaina dai paesi dell’est, che gli consentiva di incassare quasi 10mila euro al mese.
Le Fiamme Gialle, infatti, hanno ricostruito un vorticoso giro di affari, rivolto esclusivamente a clienti italiani, accertando la cessione di oltre 1.500 dosi di cocaina nell’arco di 10 mesi, per un controvalore di circa € 100.000 euro.
I clienti - imprenditori, professionisti ma anche semplici operai - contattavano lo spacciatore chiedendo di “bere una birra”, “prendere un caffè”, “farsi un spritz”, ma gli incontri che ne seguivano si risolvevano in pochi secondi, con la cessione della cocaina ed il pagamento con banconote da € 50 o € 100.

Ad insospettire gli investigatori del Nucleo di Polizia Tributaria di Padova è stata l’enorme sproporzione tra l’elevato tenore di vita dell’albanese, ed il suo profilo reddituale. Lo stesso, infatti, risulta essere nullatenente. Per tale motivo le indagini proseguono con la ricostruzione della posizione patrimoniale dell’arretato, al fine di giungere anche all’applicazione delle misure di prevenzione patrimoniali.

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