Casette da giardino moderne: come e quale scegliere

Chi dispone di un giardino si sarà trovato sicuramente di fronte alla necessità di ottimizzare gli spazi e di coniugare il verde con eventuali addobbi o piccole costruzioni. Negli ultimi anni vi è stato un vero e proprio boom di vendite nell’ambito delle casette da giardino moderne, costruzioni alle quali in tanti si affidano per varie motivazioni. C’è chi le sceglie per necessità, perché ha bisogno ad esempio di un angolo riparato nel quale inserire attrezzi e quant’altro. Altri, invece, le comprano per fornire ai propri figli uno spazio di gioco all’interno del quale dare sfogo alla propria creatività. Non è raro, comunque, il caso in cui le casette di legno siano acquistate per mero gusto estetico.

Quale che sia l’obiettivo, comunque, le tecniche moderne hanno portato alla realizzazione di piccole costruzioni in grado di dare un tocco di modernità al proprio giardino, coniugando alla perfezione design e praticità. Tra queste, ad esempio, vi sono le casette Cubo, disponibili in tante dimensioni e realizzate con un design moderno e sofisticato al contempo. La struttura è solida, realizzata in legno certificato e consegnato con tutti i trattamenti necessari per garantirne la resistenza nel corso degli anni.

Questo tipo di casette prefabbricate, sono solitamente la soluzione preferita da chi vuole dedicare uno spicchio del proprio giardino al relax e al fitness, magari per ritagliarsi all’interno una palestra personale. La particolare struttura con ingresso a porte scorrevoli, rappresenta una soluzione pratica e al contempo assai funzionale, anche per chi vuole semplicemente realizzare un deposito per attrezzi. Le dimensioni partono dai 2 x 2 metri e arrivano fino ai 4 x 3 metri, con la possibilità di scegliere modelli solamente con la porta, o quelli che dispongono anche di una finestra.

Le casette Cubo sono al contempo ecologiche e facili da assemblare, grazie alle istruzioni dettagliate che vengono fornite a corredo e che guidano passo dopo passo prima e dopo l’installazione. E non è tutto, perché La Pratolina offre anche la possibilità di richiedere una struttura su misura: basterà richiedere un preventivo fornendo tutti i dettagli in termini di misure e design. Attenzione alle promozioni, poiché andando a zonzo tra gli scaffali virtuali dello store online, è possibile imbattersi in casette di legno da giardino in vendita con uno sconto importante sul prezzo da listino. Prima di perfezionare l’acquisto, inoltre, è possibile leggere i feedback di altri utenti che hanno scelto un determinato prodotto e che hanno fornito un voto a prodotto e azienda.

 

L'arredo bagno: ecco i segreti per sceglierlo

Problemi a scegliere l'arredamento per il vostro bagno? Siete indecisi sul tipo di stile che volete dare alla stanza da bagno della vostra nuova casa? Non disperate! A differenza degli altri tipi di arredamento, quello per il bagno è una modalità di arredo davvero particolare, in quanto è necessario ottimizzare lo spazio e non solo, puntare anche alla bellezza da un punto di vista estetico, ma fare in modo che lo stile e l'arredo vadano ad intrecciarsi in un connubio armonioso anche con la praticità e la funzionalità.

 

Una delle prime scelte da fare quando si parla degli arredi migliori per il bagno, è decidere l'ambientazione. Una volta definiti i modelli dei sanitari, ad esempio, sospesi oppure fissati, arrotondati nelle parti finali o anche quelli con forme geometriche nette e lineari con tendenze più verso lo stile moderno, allora potete finalmente sbizzarrirvi con la scelta della mobilia.

L'arredamento da bagno deve puntare su dei materiali che siano ricercati e che facciano particolare attenzione a delle finiture preziose e con elementi in grado di contraddistinguere in maniera netta il tipo di arredo scelto.

 

Uno dei particolari a cui fare attenzione è la possibilità di creare dei piani di appoggio a seconda dello spazio che avete, così da rendere utile ogni punto dedicato all'arredo. Poi bisognerà riservare un'area per la doccia, oppure per una vasca, sempre che sia in tinta ed in più in linea con quello che è lo stile dell'arredamento del vostro bagno.

 

La scelta poi è variabile ed esistono numerose proposte che vengono fatte dagli esperti architetti delle stanze da bagno, per darvi la possibilità di creare l'ambientazione giusta in modo che possiate vivere questa stanza in maniera gioviale e pratica. L'arredamento da bagno deve infatti creare uno spazio che diventi una vera e propria “oasi di benessere” dove a partire dalle pareti fino ad arrivare al mobilio e ai sanitari: tutto unito in maniera armonica, in modo tale da darvi serenità e farvi vivere questa stanza, dove amate coccolarvi e rilassarvi.

 

Il consiglio è quello di affidarsi sempre ad esperti del settore che raggruppano nei punti vendita i numerosi brand di qualità nell'ambito degli arredamenti da bagno, e poi successivamente anche riferirsi ad un architetto o ad un interior design che sia in grado di creare l'ambiente giusto fatto su misura per voi. Infine, non dovete dimenticare che il bagno non è staccato dalla vostra abitazione e per questo, l'arredamento che scegliete per la vostra stanza da bagno deve essere comunque coerente con quello che è l'arredo della vostra casa.

Tutto quindi dovrà occupare lo spazio giusto e poi gli elementi d'arredo, dovranno essere selezionati con cura nei particolari e anche per la rifinitura. Il rispetto dei punti luce, nonché la possibilità di creare dei momenti in cui ci sia più spazio a disposizione per espletare le attività legate all'igiene personale o magari semplicemente per lo spazio dedicato al trucco, quale fase preparatoria: fate sempre attenzione a questi dettagli di non poco conto! Per trovare una grande varietà di soluzioni per arredare il vostro bagno potrebbe quindi essere una buona idea quindi agli incantevoli arredi da bagno di Pozzi Ginori.

 

È fondamentale non strafare, altrimenti si rischia di appesantire lo spazio senza riuscire più a rispettare i criteri di eleganza, raffinatezza e praticità che devono essere le linee guida per arredare in maniera corretta una stanza da bagno.

 

Centro commerciale "Le Centurie": la lite giudiziaria premia la famiglia Piasente

Avevano chiesto 28 milioni e mezzo di euro di risarcimento. Dovranno pagarne 150 mila di spese legali.
E' questo l'epilogo al quale è giunta la vicenda giudiziaria legata alla realizzazione del Centro Commerciale "Le Centurie" di San Giorgio delle Pertiche e che ha visto coinvolti e contrapposti nomi noti dell'imprenditoria padovana e veneta contro Franco e Luca Piasente, assistiti dallo studio dell'avv. Giovanni Giacomelli di Padova, conclusa con la totale vittoria/assoluzione dei Piasente.

Ma vediamo di ripercorrere le tappe della vicenda. Era il 2007 quando Franco e Luca Piasente promuovevano la costituzione di una società, la Imprenditori Riuniti, costituita da un gruppo di 48 imprenditori, avente per oggetto, tra l'altro, la realizzazione del Centro Commerciale di San Giorgio Delle Pertiche.

Circa due anni dopo, agli inizi del 2009, i rapporti tra i soci si incrinavano ed i "soci costruttori" Merlo, Munaretto e Carron estromettevano dall'amministrazione della Imprenditori Riuniti i Piasente contro i quali decidevano di scatenare una guerra giudiziaria con la richiesta complessiva di 28 milioni di euro.

Oltre ai Piasente venivano chiamati in giudizio anche altri ex amministratori della "Imprenditori Riuniti", ritenuti corresponsabili di aver agito in conflitto d'interessi, a danno della società, per le decisioni adottate e le operazioni compiute nell'amministrazione della società, con particolare riferimento all'organizzazione della medesima società, ai prezzi pagati per l'acquisto dell'area su cui è stato edificato il centro commerciale nonché delle relative licenze, alla stipulazione dei contratti aventi ad oggetto la disponibilità del supermercato del centro commerciale, ed altri atti minori; accuse tutte contestate e respinte dai convenuti.

Nei giorni scorsi la decisione del Tribunale di Padova che, con la sentenza 913/2017 del Giudice Manuela Elburgo, ha scritto la parola fine a questa lunga guerra respingendo tutte le richieste della Imprenditori Riuniti contro i Piasente e gli altri amministratori, condannandola a rifondere ai soli Piasente 100 mila euro di spese legali, somma decisamente non usuale anche per uno studio "navigato" come lo studio legale Giacomelli, più altri 50 mila euro liquidati ai difensori degli altri amministratori convenuti in causa per un totale di 150 mila euro.

"E' stata una vittoria faticosa ma totale - ha commentato l'avv. Giovanni Giacomelli, difensore di Franco e Luca Piasente - che ci ha impegnati moltissimo perché contro i nostri assistiti erano state mosse accuse e richieste risarcitorie di qualsiasi tipo".

House sharing: un padovano su tre è pronto a condividere alcuni spazi nella propria abitazione

Una fonte di guadagno, ma anche un'occasione per conoscere gente nuova e stringere amicizie. Soprattutto, un modo alternativo di vivere la propria casa, specialmente nei periodi di vacanza. Perché l'house sharing, che all'estero è un fenomeno in continua crescita, sta ormai entrando anche nelle corde dei padovani, che, come tutti gli italiani, sono invece da sempre molto legati alle loro mura domestiche.

Secondo quanto emerge dall'ultima ricerca1 dell'Osservatorio di Sara Assicurazioni, la compagnia Assicuratrice ufficiale dell'Automobile Club d'Italia, infatti, un terzo dei padovani (il 33%) si dice pronto a condividere la propria casa con nuovi ospiti, mettendo in comune spazi e ambienti, mentre un ulteriore 25% non esclude di farlo nel prossimo futuro.

Il dato è ancor più di rilievo se si considera che la casa resta ancora oggi il luogo per eccellenza della loro intimità, quello in cui ci si sente sereni e rilassati (77%), ma anche un bene affettivo (44%), da trasmettere ai figli (13%).

Se da un lato, dunque, una fetta importante di padovani guarda con interesse all'house sharing, sono ancora numerosi quelli restii ad aprire la propria porta agli estranei (42%). Le ragioni? Il 29% non si fida di chi può entrare in casa, mentre un ulteriore 13% afferma categoricamente di non essere intenzionato a condividere la propria abitazione con nessuno al di fuori della famiglia.

Favorevoli o meno che siano, i padovani ammettono che non sia facile condividere la propria casa con ospiti che non si conoscono: il 75%, infatti, teme di ospitare persone maleducate e poco rispettose, mentre il 29% ha paura di perdere la propria privacy.

Gabetti immobiliare trova casa a O Bag a Campodarsego

Si è insediato a Campodarsego il nuovo head quarter del noto marchio del settore moda e accessori “O Bag”. Advisor nella trattativa immobiliare il Gruppo Gabetti, scelto ancora una volta dopo aver già seguito tre anni fa O Bag nella ricerca di una nuova sede. Il gruppo, famoso soprattutto per le sue borse, sta conoscendo infatti una crescita esponenziale, anche grazie alla diversificazione della gamma di prodotti e lo sviluppo della rete distributiva.

L’immobile è un prestigioso compendio di oltre 8500 mq ad uso uffici, shoow room e  deposito, di moderna concezione che vanta una posizione strategica a poca distanza dalla strada a scorrimento veloce denominata “Statale del Santo Bis”, che collega in pochi minuti allo svincolo autostradale di Padova est.

 

L’edificio a uso uffici, a pianta semicircolare, di circa 2500 mq di superficie lorda distribuiti su tre livelli, è dotato di pavimenti galleggianti e pareti mobili per consentire la massima flessibilità e luminosità alle attività direzionali e commerciali del Gruppo. L’edificio dove è stato collocato lo show room, ospiterà anche una zona fitness e relax per i dipendenti; la zona deposito logistica è dotata di rampe di carico scarico e ampia area esterna di movimentazione, pavimentata.

 

“Le imprese puntano a immobili efficienti sia in termini di costi che di benessere lavorativo,  collocati in zone strategiche della città - dichiara Alessandro Zanetti, Deputy Relationship Manager Veneto - In ambito terziario gli studi professionali optano prevalentemente per il Centro; la zona Stanga – Tribunale – Fiera è scelta invece dalle società di medie dimensioni, mentre la zona Padova est – Zip è caratterizzata dalla presenza di direzionale legato ad attività produttive, che necessita di spazi più ampi. Nell’ambito degli immobili produttivi si riscontrano invece buone richieste per la locazione nella zona Zip (Zona Industriale Padova) e nell’area metropolitana, oltre a un discreto turnover all’interno della zona interportuale”.

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Gabetti Property Solutions, attraverso le diverse linee di business delle società controllate, eroga servizi per l’intero sistema immobiliare, offrendo consulenza integrata mirata a soddisfare ogni esigenza e aspettativa di privati, aziende e operatori istituzionali. È proprio dall’integrazione e dalla sinergia di tutti i servizi che emerge il valore aggiunto del gruppo: un modello unico rispetto a tutti i competitors. Il modello organizzativo di Gabetti Property Solutions consente l’integrazione e il coordinamento delle competenze specifiche di ciascuna società del Gruppo nell’ambito delle seguenti aree: Consulenza, Valorizzazione, Gestione, Intermediazione.

Incidenti domestici, i padovani sottovalutano i pericoli

Casa dolce casa? A quanto pare non molto, anche se i padovani non se ne rendono conto. Secondo i dati dell’ultima ricerca1 effettuata dall’Osservatorio di Sara Assicurazioni, la compagnia assicuratrice ufficiale dell’Automobile Club d’Italia, se il 63% dei padovani dichiara di sentirsi al sicuro nella propria casail 31% degli intervistati ammette di non comportarsi in modo adeguato per evitare gli incidenti domestici. Il 38% sostiene che il problema degli incidenti non sia solo una questione di comportamento ma che stia negli edifici non a norma, mentre un altro 10% è convinto che non venga data abbastanza informazione a riguardo.

Gli incidenti più temuti tra i padovani risultano essere la fuga di gas per il 50% degli intervistati, gli incendi per un altro 46% e i fenomeni atmosferici per il 29%. Il piccolo incidente dovuto a distrazione quale ad esempio la scivolata, l’inciampo o la rottura di un vetro preoccupa solo il 27% degli abitanti della città veneta, segno del fatto che il problema sia decisamente sottovalutato: secondo i dati forniti dal Dipartimento di Medicina del Lavoro dell'Ispesl (Istituto per la prevenzione e sicurezza del lavoro), infatti, ogni anno circa 4,5 milioni di incidenti avvengono tra le pareti di casa di cui 8.000 mortali. Il più frequente è decisamente la caduta, che copre il 40% degli incidenti domestici.

Se i danni alle persone (73%) sono la conseguenza che i padovani temono di più a seguito di un incidente domestico, al secondo posto si colloca il timore di dover subire danni strutturali alla casa (54%). In questo caso, l’ansia maggiore per gli intervistati è legata al denaro da dover spendere per riparare il danno (71%), ma anche al fatto che l’incidente avvenga quando in casa non c’è nessuno, come ad esempio quando si è in vacanza (44%), o dover aspettare molto tempo prima di poter risolvere il problema (35%). Il 25% degli intervistati, infine, si rivela altruista: si preoccupa infatti per il danno che potrebbe essere arrecato ai vicini.

Casalinghe (29%), bambini (33%) e persone anziane (35%) sono, secondo i padovani, i soggetti più a rischio incidente tra le pareti domestiche: le prime perché trascorrono molto tempo in casa, utilizzando la maggior parte degli elettrodomestici, i secondi a causa del loro carattere spesso esuberante, che li porta a trascurare o sottovalutare le conseguenze del loro comportamento. La preoccupazione maggiore per quanto riguarda le persone anziane, invece, è legata ai pericoli in cui possono incorrere a causa dei problemi di deambulazione e vista debole.

Che fare allora per cercare di prevenire spiacevoli inconvenienti? Se al fato non si può comandare, certamente si possono indossare calze antiscivolo o mettere tappetini antiscivolo per evitare cadute, non lasciare candele o caminetti accesi incustoditi per prevenire incendi, controllare sempre che i fornelli siano spenti e che tutti i rubinetti siano chiusi prima di uscire di casa, evitare di maneggiare fili elettrici con mani bagnate per non prendere la scossa e tenere coltelli o detersivi lontani dalla portata dei bambini.

Indagine CAWI condotta dall’istituto di ricerca Nextplora nel 2016 su di un campione rappresentativo della popolazione italiana per quote d’età, sesso ed area geografica.

Sara Assicurazioni

Sara Assicurazioni, primo esempio europeo di joint venture tra un’associazione di consumatori - l’ACI - e una compagnia di assicurazioni, è nata nel 1946 con l’obiettivo di mettere a disposizione degli automobilisti un’ampia gamma di servizi assicurativi. Sara Assicurazioni è ad oggi la compagnia ufficiale dell’Automobile Club Italiano ed è punto di riferimento per le famiglie italiane e per tutte le esigenze legate alla sicurezza personale, patrimoniale e del tenore di vita. La sua organizzazione commerciale è formata da una struttura che comprende oltre 400 agenzie e circa 1.500 punti vendita. Oltre a Sara Assicurazioni, del Gruppo fa parte Sara Vita, compagnia specializzata nell'area del risparmio, della previdenza e della tutela, con un’offerta articolata anche nell’area degli investimenti.

Padova: prezzi stabili, in affitto sempre più separati e anziani

C'è di che riflettere a guardare il trend degli affitti, sia abitativi che commerciali, nella nostra provincia.
Una riflessione di tipo "sociologico" che non ha pretese scientifiche ma che la dice lunga sul grado di disagio che sta attraversando la nostra realtà.
Il "suggerimento" nei confronti di una lettura che non sia solo basata sui numeri, ma su un "sentiment" che è più di una percezione, arriva da Silvia Dell'Uomo, vicepresidente vicario degli agenti immobiliari della Fimaa Ascom Confcommercio di Padova che, nella sua veste anche di vicepresidente dell'Ascom e di componente di giunta della Camera di Commercio, ha raccolto tutta una serie di segnalazioni da parte dei colleghi che individuano comportamenti per così dire "nuovi".
"Nel mercato immobiliare segnatamente relativo agli affitti – spiega Dell'Uomo – stiamo assistendo ad un limitato aumento del numero delle locazioni in termini assoluti, mentre sul piano dei valori locativi l'ubicazione dell'immobile segna lo spartiacque".
Più semplicemente: sono in aumento i canoni delle aree centrali, mentre sono in diminuzione quelli delle aree più periferiche, soprattutto di quelle dove assenza di servizi e, manco a dirlo, di negozi, ha lasciato campo libero ad un degrado magari non eclatante ma non per questo meno insidioso.
Ma cosa spinge verso l'affitto?
"Innanzitutto – continua la vicepresidente dell'Ascom – la difficoltà dei giovani di accedere ai mutui. Per una coppia di giovani lavoratori precari il mutuo resta comunque un sogno nonostante i cordoni delle banche si siano un po' allentati negli ultimi tempi. Per certi versi persino l'affitto in aree non di grandissimo pregio diventa un ostacolo di non poco conto quando mancano le garanzie che i giovani oggi non possono dare".
Ecco allora che si fa strada il "welfare familiare", ovvero quel "cordone sanitario" messo in piedi da genitori e, soprattutto, nonni, che sono gli unici che possono offrire la garanzia di una pensione e, magari, anche qualche disponibilità supplementare faticosamente accumulata nel corso di una vita.
Ma c'è di più ed è qui che sta la vera novità.
"Alla ricerca di immobili in affitto – spiega Dell'Uomo – ci sono oggi due nuove tipologie di persone: chi si è separato e quegli anziani che, per estinguere il mutuo e non lasciare fardelli agli eredi o, come abbiamo visto, per anticipare un gruzzoletto ai nipoti o, ancora, per essere impossibilitati a rinnovare il vecchio immobile di proprietà, cedono quest'ultimo ed optano per l'affitto".
Fin qui l'abitativo. Diverso il discorso per il commerciale sul quale, vale forse la pena ricordare, l'Ascom, da diverso tempo è impegnata a rimodulare quei contratti che, magari sottoscritti in epoche di "vacche grasse", hanno finito per pesare in maniera eccesiva sui locatari una volta che la crisi ha investito pesantemente il settore del commercio.
"Direi che adesso – conclude la vicepresidente vicaria della Fimaa Ascom di Padova – il problema è soprattutto un altro: quello che la vita dei negozi si misura talvolta anche nell'arco di qualche mese (è il caso dei "temporary shop") e comunque non sono rari gli esercizi commerciali che chiudono nell'arco del primo biennio di attività. Un fenomeno che, vuoi per la crisi, vuoi per la mancanza di un'adeguata formazione, finisce per riflettersi anche sugli affitti che, anche in questo caso, sembrano privilegiare più le "garanzie" che non progetti di un certo respiro.
Padova, 6 febbraio 2017

Dopo le dimissioni di Sergio Giordani assemblea dei soci straordinaria entro fine mese per decidere il nuovo presidente di Interporto

Il Consiglio di Amministrazione di Interporto Padova SpA, su richiesta del Presidente Sergio Giordani, ha convocato l'assemblea ordinaria dei Soci per l'integrazione del CdA e la nomina del nuovo Presidente della Società. Sergio Giordani, in quanto candidato Sindaco alle prossime elezioni amministrative di Padova, ha ritenuto di lasciare il vertice dell'Azienda interportuale sia pur in assenza di un espresso divieto in tal senso. Dal momento che lo Statuto Sociale di Interporto prevede che la competenza per la nomina del Presidente sia in capo all'Assemblea dei Soci e non del Consiglio di Amministrazione, l'Assemblea stessa andrà ad individuare in quella sede il nuovo Presidente. L'Assemblea è stata convocata in seconda convocazione per il giorno 23 febbraio 2017

La Camera di commercio vara l'aumento di capitale in Interporto: Zilio, "Padova 4.0 significa maggiori infrastrutture per la città"

Il progetto Padova 4.0 cala il primo asso e punta forte sull'importanza dello sviluppo ferroviario, logistico e viario per far crescere l'economia locale e intermodale. Oggi la Giunta della Camera di Commercio di Padova ha deliberato l'aumento di capitale della società Interporto Padova SpA per un importo pari a 1,5 milioni di euro: sono risorse derivanti dalla dismissione delle società partecipate che vanno a beneficio della progettazione infrastrutturale per potenziare e rendere più competitivo il territorio provinciale sotto gli aspetti della mobilità ferroviaria e viaria. Una mossa strategica, questa camerale, che si pone quale prima concreta azione del progetto "Padova 4.0" e che ha come obiettivo -interviene il presidente ​Fernando Zilio​- "​la progettazione, il potenziamento e lo sviluppo dei principali collegamenti ferroviari e delle arterie viarie fra Padova e le direttrici Nord-Est-Sud d'Italia. Come Camera di Commercio crediamo fermamente nel ruolo dell'Interporto di Padova che deve diventare sempre più Hub della mobilità e cuore pulsante per lo sviluppo intermodale del nostro territorio e dell'intero Nordest". ​ Sono tre le linee di indirizzo su cui punta l'ente camerale attraverso l'aumento di capitale:

1) studiare un piano di fattibilità del collegamento ferroviario fra l'Interporto, la Stazione di Padova e lo svincolo per Trieste, creando un asse di raccordo Milano/Padova/Venezia/Bologna/Trieste lungo la linea Est-Ovest-Sud; ma anche la​ ferrovia ad Est lungo l'idrovia verso la Mestre - Adria e il collegamento per i pendolari fra la Stazione Centrale, Camin e la ZIP per rendere ancor più funzionale la zona industriale e potenziarne così il livello di attrattività per futuri investimenti;

2) l'ampliamento e l'ultimazione delle tangenziali fra cui il prolungamento della Statale del Santo;

3) l'ultimazione della Statale 10 Monselice - Montagnana e il prolungamento della Statale di Limena in direzione Cittadella - Bassano. Come sottolinea il presidente ​Zilio "questo​ è un primo importante mattone del progetto Padova 4.0 già peraltro concordato con alcune amministrazioni locali e regionali. Padova deve diventare sempre più snodo cruciale nelle reti di interscambio commerciale e civile a livello nazionale. I presupposti ci sono e con quest'aumento di capitale vogliamo mettere la società Interporto nelle condizioni di accelerare per sviluppare la mobilità del futuro e per rendere la ZIP maggiormente attrattiva anche in chiave di stimolare futuri importanti investimenti e creare di conseguenza nuovi posti di lavoro. Quest'ultimo infatti, è un punto ​ fermo del progetto Padova 4.0 e la Camera si impegna fin da subito a creare i presupposti per concretizzarlo"