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70° Congresso nazionale ingegneri, categoria protagonista della società 5.0

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(Adnkronos) – Gli ingegneri italiani sono posti di fronte a un presente complicato sia dal punto di vista tecnico-scientifico che dal punto di vista normativo. Devono muoversi in un quadro in cui si intrecciano esigenze diverse: sicurezza, crescita, sostenibilità dei processi, governo delle tecnologie nel rispetto di un sistema di norme cogenti e tecniche in continua evoluzione. E’ questa la realtà da cui partirà il 70° Congresso nazionale degli ingegneri, in programma dal 23 al 25 settembre a Trieste, che ha per titolo ‘Nuove frontiere, nuove responsabilità’: un concetto che ben si addice al momento storico che la professione sta vivendo, chiamata come è ad affrontare molteplici sfide in un contesto economico e sociale sempre più complesso.  

In questo contesto, il Congresso nazionale 2026 individua come sfida centrale la capacità del sistema ordinistico e dei singoli professionisti di essere protagonisti della Società 5.0, ovvero del modello sociale e tecnologico, pensato intorno al 2016, in cui la tecnologia è al servizio dell’uomo ed è quindi strumento per risolvere problemi sociali, promuovere l’inclusione, garantire la sostenibilità ed in sintesi migliorare la qualità della vita. La costruzione di questo modello sociale rappresenta per l’ingegneria un’opportunità di crescita, ma pone molteplici responsabilità, che si misurano prima di tutto nella capacità di comprendere la complessità del presente e di governare rischi e opportunità legate alle nuove tecnologie. La scelta di Trieste come sede del Congresso ha una valenza strategica, in quanto città di frontiera che trasforma il confine in valore. Trieste guarda a Est ma lo fa restando profondamente italiana. Qui il confine non divide, unisce: diventa ponte logistico, scientifico, commerciale. Oggi Trieste è strategica perché sa tradurre la sua posizione di frontiera in opportunità di crescita per il Paese. 

“La sfida principale – afferma Angelo Domenico Perrini, presidente del Cni – che abbiamo di fronte è saper cogliere in tempo le trasformazioni che interessano la società, l’economia e la tecnologia, per mettere gli ingegneri nelle condizioni di affrontarle al meglio. Viviamo una fase in cui la scienza e la tecnica avanzano con una rapidità senza precedenti e questo richiede una capacità di adattamento sempre maggiore. Il compito dell’ingegneria è contribuire a governare queste trasformazioni mettendo a disposizione competenze, responsabilità e capacità di visione. Attraverso questo 70° Congresso chiediamo alle istituzioni di valorizzare maggiormente il contributo delle competenze tecnico-scientifiche nei processi decisionali. L’ingegnere è il punto di raccordo tra scienza, politica e società. Senza gli ingegneri molte delle grandi trasformazioni in corso rischierebbero di rimanere sulla carta. Il nostro compito è fare in modo che queste transizioni siano sostenibili, sicure, concretamente realizzabili e soprattutto orientate al benessere delle persone. In questo contesto deve essere inquadrata anche la riforma delle professioni di cui discuteremo approfonditamente. Tra gli aspetti che consideriamo prioritari c’è innanzitutto il riconoscimento delle nuove competenze che caratterizzano l’ingegneria contemporanea”. 

 

“Il territorio di Trieste – dichiara Giovanni Basilisco, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Trieste – all’interno del quale vi sono delle realtà scientifiche di primissimo piano e delle realtà imprenditoriali conosciute in tutto il modo, è il luogo adatto a trattare il rapporto tra ingegneria e scienza: le innovazioni che nascono nei laboratori e nei centri di ricerca diventano spesso applicazioni concrete grazie al lavoro degli ingegneri. Per questo abbiamo voluto che alcune delle peculiarità del territorio trovassero spazio anche all’interno del programma congressuale al fine di approfondire le nuove frontiere dell’ingegneria. Trieste è altresì una città storicamente di frontiera ed è il luogo idoneo a confrontarsi con i colleghi dei paesi limitrofi e creare nuovi ‘ponti’ che consentano una crescita comune degli ingegneri che oggi si trovano ad operare all’interno di un contesto europeo e internazionale e devono confrontarsi con mercati, normative e realtà professionali sempre più interconnesse. Per questo durante il Congresso organizzeremo una tavola rotonda con i rappresentanti nazionali di Croazia e Slovenia limitrofi proprio per confrontarci sull’evoluzione della professione e favorire nuove opportunità di collaborazione tra i professionisti”. 

Parallelamente alla celebrazione del Congresso, come di consueto, si tengono i campionati sportivi per gli ingegneri 2026, la cui organizzazione è stata affidata all’Ordine di Nuoro. “Ospitare e organizzare i Campionati sportivi nazionali 2026 – afferma Antonello Merella, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Nuoro – è stato per il nostro Ordine un immenso orgoglio. Gestire una manifestazione di questa portata ci ha messi di fronte alle storiche difficoltà logistiche e strutturali del nostro territorio. Se siamo riusciti a superarle, è stato grazie a una collaborazione straordinaria e commovente. Il supporto del Cni, la sinergia con gli altri Ordini della Sardegna e con il nostro Ordine gemello di Trieste, insieme alla dedizione di tutti i colleghi, hanno dimostrato nei fatti cosa significhi fare squadra. Ricollegando questo percorso ai temi del Congresso, possiamo affermare di aver affrontato le complessità logistiche mettendo al centro la comunità e le persone, declinando sul campo lo spirito della Società 5.0 e dimostrando la nostra capacità di governare le sfide con responsabilità”. 

I lavori prenderanno avvio mercoledì 23 settembre con i saluti istituzionali, cui farà seguito la relazione del Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri Angelo Domenico Perrini. In seguito comincerà il confronto che si articolerà attraverso tre panel. Il primo sarà dedicato all’inquadramento generale del paradigma Società 5.0 e alle sue declinazioni nei settori che oggi ridefiniscono il rapporto tra tecnologia, economia e dimensione sociale. L’obiettivo è restituire una lettura d’insieme delle traiettorie di sviluppo del Paese e individuare gli spazi nei quali la competenza ingegneristica può offrire un contributo decisivo all’interesse pubblico. Il secondo panel affronta il rapporto tra intelligenza artificiale, responsabilità professionale e governo pubblico. L’adozione su larga scala dei sistemi di IA pone interrogativi profondi sul piano tecnico, regolatorio ed etico, che chiamano in causa il ruolo dell’ingegnere come garante della qualità e dell’affidabilità dei sistemi.  

 

Il panel si propone di delineare i contorni di una governance dell’intelligenza artificiale che sappia coniugare innovazione e tutela dei diritti, sostenendo il ruolo della competenza tecnica nel processo regolatorio. L’ultimo panel è dedicato alla frontiera più urgente sul piano ordinamentale: la riforma del sistema delle professioni regolamentate, affrontata in chiave di interesse pubblico, evidenziando il rapporto tra qualità della prestazione professionale, garanzia per il cittadino e crescita del Paese. L’ambizione del panel è costruire una piattaforma comune di proposta, in grado di interloquire in modo costruttivo con il legislatore. A completamento della giornata ci sarà un confronto tra il presidente del Cni e gli omologhi presidenti delle organizzazioni degli Ingegneri della Croazia e della Slovenia. I lavori saranno moderati dal giornalista RAI Gianluca Semprini. Nella giornata di giovedì saranno sviluppati diversi argomenti specifici di forte interesse per gli ingegneri attraverso una serie di tavole rotonde, cui si affiancheranno gli incontri tecnici Masterclass. Il Congresso si chiuderà venerdì 25 settembre con la discussione del documento programmatico e con la premiazione dei campionati sportivi per ingegneri. 

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