Fossi e siepi spariscono a Borgoricco: Unipd prepara il progetto contro siccità e alluvioni

 

Fossi di Borgoricco in calo di 2,4 chilometri l’anno e siepi ridotte di 1,8: da settembre il progetto europeo WatHer, finanziato con 3 milioni di euro, sperimenterà il ripristino del sistema fosso-siepe contro siccità, alluvioni e degrado delle acque nel Graticolato Romano del territorio padovano.

Fossi di Borgoricco

Fossi di Borgoricco e siepi del Graticolato Romano stanno diminuendo a un ritmo misurabile. Tra il 2008 e il 2022 i fossi di Borgoricco si sono ridotti mediamente di 2,4 chilometri ogni anno; nello stesso periodo sono scomparsi circa 1,8 chilometri annui di siepi. I dati arrivano dalle analisi territoriali collegate al progetto europeo WatHer, al quale partecipa l’Università di Padova.

Una rete che si accorcia ogni anno

La semplificazione dei terreni agricoli, l’urbanizzazione e la frammentazione delle proprietà hanno progressivamente cancellato elementi che non avevano soltanto un valore paesaggistico. Fossi e siepi rallentano il deflusso dell’acqua durante le precipitazioni intense, favoriscono la ricarica della falda e aiutano a limitare l’evaporazione nei periodi siccitosi. Fossi di Borgoricco sempre meno estesi riducono quindi la capacità del suolo di assorbire gli eventi estremi.

L’analisi dell’Università di Padova sul progetto WatHer collega questo fenomeno al cosiddetto “trilemma dell’acqua”: scarsità della risorsa, rischio di alluvioni e peggioramento della qualità idrica. Sono problemi che devono essere affrontati insieme, perché la soluzione adottata per uno può influire sugli altri due.

Tre milioni per riportare fossi e siepi sul territorio

WatHer, finanziato con 3 milioni di euro dal programma Interreg Euro-MED, coinvolge dodici partner di otto Paesi mediterranei. Il gruppo padovano è coordinato dal geografo Mauro Varotto e lavora con la ricercatrice Tanja Kremenić del Dipartimento di Scienze storiche, geografiche e dell’Antichità. Il caso di studio comprende Borgoricco e l’area della centuriazione tra Padova e Venezia.

Da settembre 2026 saranno individuati alcuni tratti pilota. L’intervento prevede l’allargamento degli scoli e il ripristino delle siepi lungo le sponde: le piante dovranno creare ombra, contenere l’evaporazione e favorire la fitodepurazione, mentre i fossi potranno trattenere più acqua e attenuare i picchi di piena.

Il nodo delle proprietà e della manutenzione

Il progetto non riguarda soltanto la tecnica. La rete minore attraversa una moltitudine di proprietà private e manca una cabina di regia unica. La sperimentazione dovrà quindi coinvolgere Comune, proprietari, aziende agricole e Consorzio di bonifica, trasformando la manutenzione in una strategia territoriale condivisa.

Le emergenze legate a siccità e alluvioni avevano già riportato l’attenzione sull’idraulica romana. Fossi di Borgoricco: i nuovi dati consentono ora di misurare la perdita e di seguire, tratto per tratto, l’efficacia degli interventi previsti.