Il nuovo episodio di Atelier d’artista presenta il percorso di Anna Piratti tra pittura, installazioni, didattica e laboratori. L’artista padovana descrive una ricerca aperta alla scoperta, alle relazioni e ai temi dell’umano, senza separare la pratica creativa dalla vita quotidiana.
Anna Piratti, arte e ricerca nel nuovo ritratto Unipd
Una formazione di uccelli migratori, con la guida che cambia durante il viaggio. È l’immagine scelta da Anna Piratti per raccontare la propria arte. Il paragone restituisce una pratica che passa dalla pittura alle installazioni, poi alla didattica e ai laboratori.
Il nuovo episodio della serie Atelier d’artista dedicato al suo lavoro è stato pubblicato il 24 agosto. Il servizio è firmato da Francesca Boccaletto e Massimo Pistore e comprende anche una testimonianza video.
Una pratica aperta alla scoperta
Nel ritratto, l’artista descrive il proprio percorso come un viaggio lungo e non privo di difficoltà. Tuttavia, lo sguardo resta rivolto alle possibilità offerte dalla ricerca. Ogni linguaggio può assumere, a turno, il ruolo di guida.
Perciò pittura, installazione e attività educativa non sono compartimenti separati. Sono strumenti diversi di una stessa indagine. Anna Piratti mette al centro le relazioni, l’osservazione e la capacità di entrare nelle cose.
Il rapporto tra arte e dimensione sociale
L’autrice respinge le definizioni troppo rigide. A suo giudizio, aggiungere etichette come “sociale” o “partecipata” può indebolire il significato dell’opera. I temi sociali, sostiene, appartengono già ai temi dell’umano e attraversano la storia delle immagini.
Questa posizione è una valutazione personale dell’artista, non una classificazione universale. Il nuovo profilo permette però di distinguere con chiarezza le sue parole dall’interpretazione critica del servizio.
Un legame riconoscibile con Padova
Il percorso di Anna Piratti è intrecciato anche agli spazi urbani padovani. Nel 2010 progettò la nuova configurazione di piazza Azzurri d’Italia all’Arcella, un precedente che mostra il rapporto tra ricerca artistica e luogo pubblico.
Il ritratto pubblicato oggi non annuncia una mostra né un nuovo intervento urbano. Offre invece un aggiornamento culturale sul metodo e sulla visione dell’artista. Ne emerge un lavoro mobile, capace di cambiare linguaggio senza perdere il filo delle relazioni e della curiosità.
