Personale medicine di gruppo, Cunegato: assunzione nelle AFT e continuità territoriale

 

Il personale medicine di gruppo deve passare alle nuove AFT, senza perdere il legame con zone e pazienti. Lo chiede Carlo Cunegato (AVS) alla Regione Veneto. La riforma delle cure sul territorio entra ora nella fase decisiva e dovrebbe avanzare entro la fine del 2026. Il nodo riguarda infermieri e addetti amministrativi.

Personale medicine di gruppo: la richiesta sulle nuove AFT

Il passaggio alle Aggregazioni funzionali territoriali, cioè le AFT, apre un nuovo confronto in Veneto. Carlo Cunegato, consigliere di Alleanza Verdi e Sinistra, pone un tema preciso. Chiede tutele per il personale medicine di gruppo. Infermieri e addetti, secondo la proposta, devono essere assunti nelle nuove AFT.

Il legame con le zone

Cunegato indica anche un secondo obiettivo: la vicinanza. Medici e staff dovrebbero restare, se possibile, nelle stesse zone. In questo modo potrebbero seguire gli stessi pazienti. È però una richiesta politica. La Regione non l’ha ancora accolta.

La nuova proposta sulle tutele dei posti segue i timori già emersi. Nel Padovano, una prima stima aveva indicato 310 posti coinvolti nel cambio.

Cosa dice l’accordo

Il quadro ufficiale nasce dall’accordo regionale con i medici di base, firmato a giugno. L’intesa serve ad avviare le Case della comunità. Inoltre, punta a dare più forza alle cure sul territorio. Tuttavia, non decide il futuro di ogni lavoratore.

Per Cunegato, il personale medicine di gruppo ha già esperienza e conosce gli utenti. Quindi, perdere queste persone potrebbe creare disagi durante il cambio. Lo stesso vale per il legame con gli ambulatori e le famiglie.

I prossimi passi

La riforma dovrebbe avanzare entro la fine del 2026. Restano da definire i contratti e le sedi. Va chiarito anche il rapporto tra AFT e Case della comunità. Perciò Cunegato chiede alla Giunta di proteggere sia i posti sia la presenza nelle singole zone.

La proposta dovrà ora misurarsi con gli atti della Regione e con le scelte delle aziende sanitarie. Fino ad allora, assunzione e vicinanza restano obiettivi politici. Un fatto, invece, è già certo: il nuovo piano per i medici di base è entrato nella fase operativa.

Il tema interessa in modo diretto anche Padova. Qui il passaggio dovrà evitare vuoti negli studi e ritardi per chi chiede assistenza.