“Il trattamento glofitamab-GemOx si traduce non solo in un miglioramento dell’efficacia sanitaria per il paziente, ma porta benefici a tutto ciò che è correlato al suo percorso di cura. Nell’ambito di questa nuova strategia si possono annoverare vantaggi innegabili: in primo luogo, la durata fissa della terapia, un fattore cruciale che permette di programmare e definire una predittività sia sul piano dell’efficacia clinica, sia su quello dell’allocazione delle risorse economiche. Allo stesso tempo, si ottiene un risparmio, o quantomeno una riduzione dei costi, sui trattamenti successivi o più tardivi”. Lo ha detto Vito Ladisa, direttore della struttura complessa di Farmacia ospedaliera della Fondazione Irccs Istituto nazionale dei tumori di Milano, all’incontro con la stampa dedicato al nuovo trattamento che combina l’anticorpo bispecifico e chemioterapia per il trattamento del linfoma diffuso a grandi cellule B (Dlbcl) recidivato o refrattario, disponibile in Italia.
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