Le imprese prevedono 9.700 assunzioni a Padova nel mese di settembre, secondo il bollettino Excelsior. Il territorio è secondo in Veneto per ingressi programmati, ma quasi un profilo su due resta difficile da reperire e oltre tre contratti su quattro saranno a termine.
Assunzioni Padova: 9.700 ingressi programmati a settembre
Le imprese della provincia prevedono 9.700 nuovi ingressi lavorativi nel mese di settembre. Il dato colloca Padova al secondo posto in Veneto, alle spalle di Verona con 12.110 assunzioni programmate e poco davanti a Treviso, indicata a quota 9.640.
Il quadro regionale
Nel complesso, le aziende venete hanno pianificato 51.610 entrate nel mese e quasi 135 mila nel trimestre settembre-novembre. La fotografia emerge dal bollettino Excelsior diffuso da Unioncamere del Veneto, costruito sui programmi occupazionali dichiarati dalle imprese.
I servizi assorbono il 59,8 per cento delle opportunità regionali, mentre industria e costruzioni valgono il 34,1 per cento. Il settore primario si ferma al 6 per cento. Le piccole imprese con meno di cinquanta addetti concentrano circa il 61 per cento delle richieste di personale.
Il nodo dei profili introvabili
La quantità delle posizioni aperte non coincide però con la facilità di coprirle. Unioncamere stima difficile da reperire il 49 per cento dei profili. Pesano la scarsità di candidati, le competenze non adeguate e la richiesta di esperienza specifica. Solo l’8 per cento degli ingressi richiede una laurea, mentre il 18,2 per cento riguarda dirigenti, specialisti e tecnici.
Resta elevato anche il peso della precarietà: nel trimestre il 78 per cento dei contratti previsti sarà a tempo determinato. Più di un’assunzione su tre riguarda giovani fino a trent’anni e il 28 per cento delle imprese prevede di inserire personale immigrato.
Un mercato che cresce ma resta fragile
Il nuovo dato aggiorna il quadro già emerso nell’analisi sul mercato del lavoro padovano nel primo semestre, quando il saldo occupazionale risultava positivo di 4.332 posizioni. Aumentano quindi le occasioni, ma restano centrali la qualità dei contratti, la formazione tecnica e la capacità delle aziende di rendere le offerte davvero attrattive. Il confronto con luglio mostra inoltre un aumento delle opportunità programmate, da 7.330 a 9.700, legato anche alla ripresa autunnale delle attività produttive e dei servizi. Il dato resta una previsione delle imprese e non coincide automaticamente con assunzioni già concluse.