L’operazione Fly Trap contro una rete internazionale di pedopornografia online ha portato a 17 arresti e 23 perquisizioni. L’inchiesta della Polizia Postale ha coinvolto anche Padova, dove sono stati eseguiti arresti in flagranza e sequestrati migliaia di file digitali illeciti.
Operazione Fly Trap: il ruolo delle indagini a Padova
Diciassette persone sono state arrestate nell’ambito di una vasta inchiesta contro una presunta organizzazione transnazionale dedita alla diffusione online di materiale pedopornografico. L’operazione ha interessato diverse regioni e ha coinvolto anche le province di Padova e Treviso.
Indagini iniziate nel 2024
L’attività, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura di Roma e condotta dal Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online della Polizia Postale, è partita da informazioni trasmesse dall’agenzia statunitense Homeland Security Investigations. Gli investigatori hanno ricostruito il funzionamento di gruppi privati attivi su Telegram, ai quali si accedeva pagando in criptovaluta oppure condividendo nuovo materiale.
Secondo i dati riportati da Sky TG24 nella ricostruzione dell’operazione, sono state eseguite sei misure cautelari, un fermo e dieci arresti in flagranza. Le perquisizioni locali, personali e informatiche sono state 23. Le persone coinvolte devono essere considerate innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.
I sequestri e il coinvolgimento veneto
Durante l’attività sotto copertura sarebbero stati acquisiti oltre 22 mila video, 34 mila immagini e circa 282,9 gigabyte di contenuti illeciti. Tra gli arresti in flagranza figurano persone residenti anche nelle province di Padova e Treviso. Il presidente del Veneto Alberto Stefani ha ringraziato gli investigatori della sicurezza cibernetica padovana per il contributo all’indagine.
La sicurezza digitale resta centrale
Il caso richiama l’importanza della cooperazione internazionale e delle competenze specialistiche contro reati che attraversano piattaforme e confini. Anche nel territorio padovano il tema della prevenzione dei rischi informatici è da tempo al centro del confronto pubblico. In questa indagine, il lavoro sotto copertura e l’analisi delle transazioni digitali hanno consentito di identificare amministratori e partecipanti della comunità online, secondo le contestazioni formulate dagli inquirenti. L’operazione ha inoltre coinvolto oltre cento operatori specializzati in varie città italiane. La dimensione internazionale dell’inchiesta conferma quanto siano decisive la condivisione tempestiva delle informazioni, l’analisi forense dei dispositivi e la collaborazione tra autorità giudiziarie e forze di polizia di Paesi diversi.