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Violenza sui sanitari, sit-in della Cisl Fp a Monselice: «Situazione ingestibile»

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La violenza sui sanitari torna al centro del confronto dopo il sit-in della Cisl Fp Padova Rovigo all’ospedale di Monselice. Il sindacato denuncia un aumento delle aggressioni fisiche e verbali e chiede più personale, prevenzione e misure strutturali per proteggere chi lavora nei reparti.

Violenza sui sanitari, il presidio a Monselice

Un sit-in davanti all’ospedale Madre Teresa di Calcutta di Monselice ha riportato l’attenzione sulla sicurezza di medici, infermieri e operatori sociosanitari. L’iniziativa è stata organizzata giovedì 17 settembre dalla Cisl Fp Padova Rovigo per denunciare aggressioni fisiche e verbali nei luoghi di cura.

La denuncia del sindacato

Come riferisce Il Mattino di Padova nel resoconto del presidio, il dirigente sindacale Alessandro Piovan ha definito la situazione «ingestibile» e ha sostenuto che il numero delle aggressioni aumenta di anno in anno. La Cisl chiede di sensibilizzare i cittadini, ma collega il problema anche alla disponibilità di personale e all’organizzazione del lavoro.

Le dichiarazioni sono attribuite al sindacato e descrivono la sua valutazione del fenomeno. Non sostituiscono dati ufficiali completi, ma segnalano una preoccupazione che riguarda la tutela dei lavoratori e la continuità dei servizi sanitari.

Il precedente al pronto soccorso

Il presidio arriva dopo il grave episodio avvenuto all’inizio di settembre nel pronto soccorso degli Ospedali Riuniti Padova Sud. Un paziente in stato di agitazione aveva danneggiato l’area rossa, coinvolgendo circa dieci operatori nella gestione dell’emergenza. Nessuno era rimasto ferito, ma l’attività aveva subito ripercussioni fino alla sera.

La vicenda era stata ricostruita nell’articolo sul danneggiamento del pronto soccorso di Padova Sud, con le dichiarazioni della direzione dell’Ulss 6 Euganea e il ringraziamento al personale intervenuto.

Le richieste per la sicurezza

Il confronto riguarda prevenzione, formazione, vigilanza e dotazioni, ma anche carichi di lavoro e presenza di personale sufficiente nei reparti. Per il sindacato servono misure strutturali, non interventi limitati alle singole emergenze. Il tema interessa l’intero sistema sanitario: proteggere gli operatori significa garantire condizioni più sicure anche ai pazienti e alle famiglie che accedono ai servizi.

Il sindacato richiama quindi istituzioni e aziende sanitarie a un confronto stabile, capace di tradurre le segnalazioni del personale in protocolli verificabili. La risposta, secondo la mobilitazione, deve combinare prevenzione degli episodi, presenza adeguata nei turni e sostegno immediato a chi subisce minacce o violenze.

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