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Gabrielli (polizia postale): “Partnership pubblico-privato per tutelare infrastrutture critiche”

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(Adnkronos) – “Oggi è un momento in cui rinnoviamo punti di contatto tra la mia struttura e chi, poi, è chiamato a presidiare quotidianamente i perimetri delle grandi aziende, delle infrastrutture critiche del Paese. La logica della cooperazione e della partnership pubblico-privato nasce proprio con la tutela delle infrastrutture critiche da parte della polizia di Stato”. A dirlo è Franco Gabrielli, direttore del servizio polizia postale e per la sicurezza cybernetica, in occasione del Ciso meetup 2026, una giornata di confronto tra istituzioni e chief information security officer per la resilienza cybernetica del Sistema Paese, svoltosi presso Casa dell’aviatore a Roma. 

E ancora: “Dal 2005, da quando è stato istituito il Cnaipic – Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche – è previsto tramite norma che le infrastrutture dialoghino con le istituzioni attraverso convenzioni portando, poi, ad una condivisione quotidiana del lavoro che facciamo con i colleghi dei Siso – Senior information security officer. Oggi ci troviamo di fronte ad un’organizzazione, i responsabili della sicurezza cybernetica si sono organizzati, poiché sono figure sempre più importanti all’interno delle aziende, e momenti come questo offrono spunti di dialogo diretto e sincero tra le amministrazioni e i Siso, costruendo, talvolta, idee anche per migliorare quello che è l’assetto del Paese in termini di difesa del nostro perimetro cybernetico”. Ma cosa dovrebbero fare le istituzioni per contrastare le minacce cibernetiche a livello integrato, è presto detto: “In realtà stanno già facendo molto – continua -. È un processo articolato di rinnovamento. Gli addetti ai lavori seguono anche i processi normativi che accompagnano questi cambiamenti. Nel tempo abbiamo visto quanto è cambiata l’architettura nazionale di sicurezza cybernetica, i cambiamenti delle strutture di governance di vertice, dei vari comitati interministeriali per la sicurezza della Repubblica, dei comitati interministeriali per la cybersicurezza, ma anche l’ingresso dell’autorità giudiziaria in questo dialogo interistituzionale. Si sta andando verso un modello che integra le varie competenze, guardando con più fiducia anche al mondo dei privati”. 

“Oggi – precisa ancora Gabrielli – ritengo molto importante il richiamo alla non minimizzazione dei rischi. Chi fa sicurezza all’interno delle aziende, delle infrastrutture critiche, ha la responsabilità di non nascondere ciò che effettivamente accade. Perché? Perché siamo tutti collegati. Esistono supply chain complesse, esistono ecosistemi complessi, ed è necessario prendersi la responsabilità di far parte di questa organizzazione nuova che propone nuovi equilibri, nuove assetti anche tra le istituzioni”. 

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