A Montegrotto Terme il Comune rinnova per tre anni il sostegno ai nidi paritari Maria Immacolata e San Giuseppe: 22.998 euro annui per ciascuna struttura, calcolati sulle sezioni attive. Le convenzioni prevedono un rendiconto entro il 30 aprile. Non è un contributo diretto alle famiglie.
Nidi paritari Montegrotto: come funziona il sostegno
La Giunta comunale di Montegrotto Terme ha rinnovato le convenzioni economiche con i due servizi per la prima infanzia gestiti dalle parrocchie locali. Secondo quanto riportato da TgPadova sul provvedimento, il nido Maria Immacolata e il micronido San Giuseppe di Turri riceveranno ciascuno 22.998 euro all’anno per tre anni.
La cifra deriva da 7.666 euro per sezione, fino a un massimo di tre sezioni per struttura. Le due sedi accolgono rispettivamente 28 e 26 bambini. La somma di 22.998 euro è quindi riferita a ogni nido, non all’insieme delle due strutture: se entrambe mantengono tre sezioni, il sostegno annuale complessivo è di 45.996 euro.
Perché il Comune interviene
L’assessore all’Istruzione Pier Luigi Sponton ha spiegato alla testata che Montegrotto non dispone di nidi pubblici e che i servizi paritari svolgono una funzione per le famiglie del territorio. Maria Immacolata è gestito dalla parrocchia di San Pietro Apostolo; San Giuseppe dalla parrocchia del Santissimo Rosario.
La scelta è dunque un finanziamento ai gestori dei servizi, non un voucher assegnato direttamente ai genitori. Le informazioni disponibili non indicano nuove tariffe, una riduzione automatica delle rette o un bando per presentare domanda. Per iscrizioni, posti disponibili e costi occorre rivolgersi alle singole strutture.
Rendiconti e copertura di bilancio
Le convenzioni prevedono che ciascun nido consegni entro il 30 aprile un rendiconto annuale con il numero degli iscritti e delle sezioni effettivamente attive. Il contributo dipende infatti dalle sezioni: il valore massimo pubblicato presuppone che siano tre in ogni sede.
La copertura è indicata nel bilancio comunale 2026-2028. Per l’eventuale annualità 2029, precisa la ricostruzione, occorrerà il bilancio successivo. Non si deve quindi confondere l’orizzonte triennale della convenzione con una spesa già stanziata indistintamente per tutti gli anni futuri.
Il tema si inserisce nel quadro più ampio dei servizi alle famiglie nel territorio padovano, che comprendono strumenti diversi dal finanziamento delle strutture. In questo caso la novità concreta è la continuità del sostegno comunale ai due nidi esistenti.