Le velostazioni tram entrano nel dibattito politico di Padova. Una mozione del Partito Democratico chiede stalli coperti, protetti e videosorvegliati nei capolinea delle linee SIR, partendo da Chiesanuova, per favorire l’interscambio bici-tram e ridurre l’uso dell’auto privata.
Velostazioni tram, la proposta arriva in Consiglio
Portare la bicicletta fino al tram e ritrovarla al ritorno in condizioni di sicurezza. È l’obiettivo della mozione depositata dal gruppo del Partito Democratico nel Consiglio comunale di Padova, che sarà discussa nella seduta di lunedì 28 settembre. Il primo firmatario è il capogruppo Gianni Berno.
La richiesta per Chiesanuova
Il documento chiede alla Giunta uno studio di fattibilità per realizzare stalli coperti, chiusi e protetti al nuovo capolinea SIR 2 di via Michelotti, a Chiesanuova. La proposta comprende controllo degli accessi, videosorveglianza e punti di ricarica per le biciclette elettriche.
Secondo Berno, l’integrazione fra bicicletta e trasporto pubblico può diventare un’alternativa concreta all’auto solo se pendolari, studenti e residenti hanno la certezza di lasciare il mezzo in un luogo sicuro. Il consigliere richiama le sollecitazioni arrivate dalla Consulta di Quartiere 6A e da altre consulte cittadine.
Un modello per le linee SIR
La mozione propone di estendere la progettazione anche agli altri parcheggi e capolinea delle linee SIR 1, SIR 2 e SIR 3. Costi e risorse dovrebbero essere quantificati nel bilancio di previsione, con l’obiettivo di attivare le strutture insieme alle nuove linee tranviarie o comunque nel più breve tempo possibile.
Per la gestione vengono indicate Aps Parcheggi oppure realtà private specializzate. Come riferimento viene citata la velostazione in corso di realizzazione in piazzetta Sartori. A Padova Ovest il progetto si collega inoltre alla nuova ciclabile fra Brusegana, Santo Stefano e il capolinea di Chiesanuova.
La proposta è illustrata da PadovaOggi nel resoconto della mozione, che riporta le dichiarazioni dirette di Berno. Il tema si inserisce nel più ampio confronto sulla mobilità alternativa in città e sull’accessibilità dei nodi di scambio.