Le Rsa venete riunite a Padova chiedono di rendere realmente utilizzabile il canale per assumere Oss formati all’estero. Il confronto al Civitas Vitae ha richiamato la carenza di personale nelle strutture e la necessità di procedure rapide, controllate e compatibili con la qualità dell’assistenza.
Oss formati all’estero, il confronto delle Rsa a Padova
Le strutture residenziali del Veneto chiedono strumenti più rapidi e concretamente utilizzabili per affrontare la carenza di operatori sociosanitari. Il tema è stato al centro del convegno “Le professioni del sociosanitario incontrano la politica”, ospitato al Civitas Vitae Angelo Ferro di Padova.
Secondo quanto riportato da Veneto Today, il presidente di Uneba Veneto Francesco Facci ha richiamato la necessità di rendere operativo il percorso che consente alle Rsa di impiegare professionisti con qualifiche conseguite fuori dall’Italia. La richiesta espressa durante l’incontro riguarda procedure più chiare e tempi compatibili con le esigenze assistenziali.
La cornice normativa regionale
La pagina informativa della Regione Veneto ricorda che, in deroga alle regole ordinarie sul riconoscimento dei titoli, l’esercizio temporaneo dell’attività lavorativa con qualifiche sanitarie o sociosanitarie conseguite all’estero è consentito fino al 31 dicembre 2029. La disciplina riguarda contratti nelle strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche, private o accreditate, comprese quelle del terzo settore.
La disponibilità della cornice normativa, tuttavia, non coincide automaticamente con un canale di reclutamento semplice. Le posizioni emerse al convegno sono richieste degli operatori del settore e vanno distinte dai dati amministrativi: servono verifiche sui titoli, sulle competenze, sulla conoscenza della lingua italiana e sull’inserimento nei gruppi di lavoro.
Personale, continuità e qualità dell’assistenza
Per le Rsa la stabilità degli organici incide sulla continuità delle cure e sull’organizzazione dei turni. Un percorso più prevedibile può ampliare il bacino dei candidati, ma deve mantenere controlli rigorosi e accompagnamento professionale. Il confronto padovano riporta così al centro la sostenibilità dei servizi per anziani, già condizionata dall’aumento dei costi e dalla difficoltà di reperire personale qualificato.
Il tema si collega anche all’andamento delle rette e dei bilanci delle strutture: un recente approfondimento ha esaminato i costi delle case di riposo nel Padovano. La soluzione indicata dagli enti gestori non è abbassare gli standard, ma costruire un sistema di ingresso controllato che protegga ospiti, famiglie e lavoratori.