Il centro sociale Pedro torna al centro del dibattito a Padova. Secondo PadovaOggi, il Comune ha avviato un percorso che potrebbe definire la destinazione della sede di via Ticino. Roberto Marcato ed Eleonora Mosco contestano l’ipotesi; il collettivo rivendica le proprie attività e chiede un confronto pubblico.
Centro sociale Pedro, il dibattito sulla sede
La discussione riguarda l’ex magazzino Anas di via Ticino 5, all’Arcella, occupato dal Pedro dal 1987. PadovaOggi riferisce che il Comune sta valutando un percorso per definire la destinazione dell’immobile ad attività ricreative, culturali e di aggregazione. La testata scrive che il tema è passato in Consiglio comunale nell’ambito del piano delle alienazioni e che alcune associazioni avrebbero presentato una manifestazione di interesse.
Questi passaggi, riportati dalla testata, non equivalgono a una concessione già approvata al centro sociale. Nell’articolo consultato non sono indicati un accordo concluso, una procedura di assegnazione definita o i suoi termini. Il confronto politico riguarda quindi un’ipotesi e il futuro utilizzo dello spazio, non un trasferimento già compiuto.
Le critiche di Marcato e Mosco
Roberto Marcato, indicato tra i possibili candidati sindaco nel 2027, critica la priorità attribuita alla questione dalla Giunta Giordani. Nella dichiarazione riportata da PadovaOggi collega la vicenda ai problemi economici e al tram, sostenendo che l’amministrazione dovrebbe occuparsi di altre urgenze.
Eleonora Mosco, consigliera regionale e capogruppo della Lega in Consiglio comunale, esprime contrarietà alla regolarizzazione. Richiama episodi di tensione e afferma che legalità, sicurezza e riqualificazione debbano restare centrali. Le ricostruzioni e le responsabilità da lei menzionate sono parte della sua dichiarazione politica: non costituiscono, da sole, accertamenti autonomi di questo articolo.
La posizione del Pedro
Il collettivo rivendica le attività sociali, culturali e politiche svolte in città, tra cui scuole d’italiano e iniziative di sostegno alle persone senza dimora. Si dice disponibile a un percorso pubblico e partecipato per il riconoscimento della propria esperienza e chiede più spazio per stabilizzare i progetti.
La vicenda riapre il confronto su uso degli immobili comunali, legalità e spazi di aggregazione all’Arcella. Un precedente confronto sugli scontri risale al 2019; le dichiarazioni di oggi riguardano invece il futuro della sede di via Ticino.