Il ciclo Mura invisibili Padova torna dal 7 ottobre al 18 novembre nella Sala del Romanino ai Musei Eremitani. Sette incontri gratuiti, ogni mercoledì alle 17:30, esplorano fortificazioni scomparse, sepolte e nascoste, con studiosi, archeologi e visite a luoghi normalmente chiusi.
Mura invisibili Padova, il programma
Dal 7 ottobre al 18 novembre la Sala del Romanino dei Musei Eremitani ospita ogni mercoledì alle 17:30 il ciclo «Le mura invisibili. Urbs ipsa moenia». Gli appuntamenti sono organizzati dal Comitato Mura di Padova insieme ai Musei Civici e sono aperti gratuitamente fino a esaurimento dei posti.
Secondo la scheda ufficiale dell’Università di Padova, l’iniziativa porta al centro fortificazioni scomparse, nascoste o sepolte: strutture che continuano a raccontare la storia urbana anche quando non sono immediatamente visibili.
Il primo incontro sulle torri comunali
Ad aprire il programma, mercoledì 7 ottobre, sarà Ugo Fadini con un intervento dedicato alle torri delle mura comunali di Padova. Il calendario proseguirà con approfondimenti sulle cinte di Vicenza, sull’architettura militare temporanea e sui rapporti con la città di Padova.
Gli incontri successivi affronteranno anche i sistemi digitali utilizzati per studiare le mura di Lucca, le nuove conoscenze archeologiche sulla Patavium romana e alcuni tratti fortificati riscoperti grazie a indagini recenti. Il taglio divulgativo permette di seguire il percorso anche senza una preparazione specialistica.
Sette appuntamenti e una visita finale
Il ciclo si chiuderà martedì 24 novembre con un itinerario guidato nei musei. Per alcune conferenze sono inoltre previste visite a luoghi normalmente non accessibili: la partecipazione sarà riservata a chi segue l’appuntamento collegato e le modalità verranno comunicate durante l’incontro.
La sede è la Sala del Romanino, ai Musei Eremitani in piazza Eremitani 8. Il progetto offre così un’occasione concreta per osservare Padova attraverso le sue stratificazioni e si collega all’attenzione per il patrimonio fortificato del territorio, come mostra anche la recente campagna archeologica alla Rocca di Monselice.