Gli scavi Rocca di Monselice dell’Università di Padova saranno visitabili l’1, 4 e 7 ottobre 2026. La campagna archeologica indaga un cimitero medievale e un grande edificio forse fortificato. La Regione annuncia le giornate aperte; orari e modalità saranno pubblicati dal Castello.
Scavi Rocca di Monselice: tre giornate aperte
La Rocca di Monselice torna a essere un laboratorio archeologico visitabile. La Regione del Veneto ha annunciato tre giornate aperte durante la quinta campagna di scavo condotta dall’Università di Padova: giovedì 1, domenica 4 e mercoledì 7 ottobre 2026. I visitatori potranno osservare gli archeologi al lavoro e conoscere le ricerche in corso.
Come seguire le visite
Nel comunicato del 29 settembre la Regione precisa che orari, modalità di partecipazione e altre informazioni saranno pubblicati sul sito e sui canali social del Castello di Monselice. Non indica quindi una fascia oraria né una procedura di prenotazione già confermata. Prima di raggiungere la Rocca è opportuno consultare gli aggiornamenti ufficiali del complesso.
Il cimitero medievale
La campagna, iniziata il 14 settembre, continuerà fino al 9 ottobre. Una parte delle indagini riguarda il grande cimitero individuato a sud della chiesa di Santa Giustina. L’area cambiò profondamente con la costruzione del mastio federiciano nel XIII secolo. Lo studio delle tombe servirà a ricostruire l’organizzazione del sepolcreto e le sue diverse fasi di utilizzo.
Secondo la Regione, i resti scheletrici saranno analizzati con metodi bioarcheologici per cercare informazioni sull’origine geografica delle persone, sui rapporti di parentela, sull’alimentazione e sulla salute. Le possibili cause di morte potranno essere indagate quando i reperti lo consentiranno: si tratta di obiettivi della ricerca, non di risultati già acquisiti.
Un edificio ancora da interpretare
Il secondo settore è nell’area nord-occidentale. Le campagne precedenti hanno portato alla luce un grande edificio medievale rettangolare associato a una torre. Gli archeologi valutano l’ipotesi che fosse una residenza fortificata destinata a una figura di rango elevato, ma la funzione deve ancora essere verificata attraverso lo scavo.
Partecipano trenta studenti dell’Ateneo provenienti da quattro continenti, organizzati in turni. Fotogrammetria e modelli tridimensionali documenteranno le strutture. Le nuove conoscenze potranno contribuire anche al rinnovo dell’allestimento del mastio. Il rapporto tra ricerca e visite al patrimonio locale è al centro anche del programma autunnale del FAI padovano.