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Aneurismi dell’arco aortico, a Padova tre interventi mininvasivi pianificati in 3D

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Aneurismi dell’arco aortico trattati a Padova con tre procedure endovascolari mininvasive concluse senza complicanze. L’équipe dell’Azienda Ospedale-Università ha utilizzato modelli anatomici stampati in 3D per pianificare gli interventi ed evitare apertura del torace e arresto della circolazione.

Aneurismi dell’arco aortico

Tre pazienti con aneurismi complessi dell’arco aortico sono stati trattati all’Azienda Ospedale-Università di Padova con una procedura endovascolare mininvasiva. Secondo la comunicazione dell’Università, tutti gli interventi sono stati completati con successo e senza complicanze successive.

Intervento attraverso le arterie

La UOC Chirurgia Vascolare diretta dal professor Franco Grego ha impiantato specifiche endoprotesi passando attraverso le arterie. I dispositivi consentono di escludere l’aneurisma dalla circolazione e, nello stesso tempo, di mantenere il normale afflusso di sangue al cervello e agli arti superiori.

La notizia pubblicata dall’Università di Padova spiega che la tecnica ha permesso di evitare l’apertura del torace e l’arresto della circolazione. Rispetto alla chirurgia tradizionale, l’obiettivo è ridurre il trauma operatorio e le possibili complicanze.

I modelli anatomici stampati in 3D

Per ogni paziente l’équipe ha ricostruito l’aorta partendo dalle immagini della tomografia computerizzata. La copia anatomica è stata quindi stampata in 3D e utilizzata per studiare le caratteristiche individuali, scegliere la strategia e anticipare i passaggi più delicati.

Le procedure sono state realizzate nelle sale ibride e coordinate dal professor Michele Antonello. Hanno lavorato insieme chirurghe e chirurghi vascolari, anestesiste, anestesisti, infermiere, infermieri e personale di sala operatoria.

Due accessi percutanei

L’intervento è stato condotto dall’interno dei vasi attraverso due accessi, uno nell’arteria femorale e uno nell’arteria omerale. L’arco aortico è una zona complessa per la vicinanza al cuore e per la presenza delle arterie che portano sangue al cervello.

La procedura richiede sale ibride ad alta tecnologia e competenze multidisciplinari. Il risultato si inserisce nella tradizione padovana della chirurgia cardiovascolare avanzata, già protagonista di ricerche su trattamenti cardiologici personalizzati.

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