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Canella dopo le indagini della Digos: «La libertà di protesta non è una licenza di violenza»

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Daniele Canella, presidente della Provincia di Padova, interviene dopo le indagini sui possibili episodi violenti legati al corteo studentesco. Le richieste di scuole più sicure meritano risposte, ma la protesta non può giustificare minacce e aggressioni.

La protesta studentesca e il rischio di episodi violenti sono al centro dell’intervento di Daniele Canella. Il presidente della Provincia di Padova prende posizione dopo le indagini della Digos, che hanno fatto emergere messaggi su possibili azioni violente in vista della manifestazione del 16 ottobre.

Canella definisce «inquietante» quanto emerso dagli accertamenti. Nelle conversazioni esaminate dagli investigatori, alcuni minorenni avrebbero parlato di molotov, pistole, incendi e aggressioni alle forze dell’ordine. Il presidente invita a non liquidare questi contenuti come semplici bravate.

«La libertà di protesta non è una licenza di violenza»

Nel suo intervento, Canella ringrazia il Questore e gli agenti della Digos e della Polizia di Stato per il lavoro svolto. Secondo il presidente, l’intervento preventivo ha permesso di affrontare una situazione potenzialmente pericolosa.

«Non si può invocare il diritto di manifestare e contemporaneamente progettare di mettere a ferro e fuoco una città», afferma Canella. Il presidente distingue così il diritto di esprimere il proprio dissenso dai comportamenti che possono mettere a rischio persone e beni.

La sua riflessione riguarda anche il ruolo delle famiglie, della scuola e della società. Canella invita a interrogarsi su come la violenza possa diventare, anche tra i più giovani, uno strumento considerato accettabile per esprimere il proprio malcontento.

Scuole più sicure, Canella chiede risposte concrete

Nella dichiarazione trova spazio anche il tema delle condizioni degli istituti superiori. Il presidente riconosce le ragioni degli studenti che chiedono edifici sicuri e scuole migliori.

«Le ragioni degli studenti che chiedono edifici sicuri e scuole migliori meritano rispetto e risposte concrete», sottolinea. Canella assicura inoltre che continuerà a confrontarsi con gli studenti e ad assumersi le responsabilità che spettano alla Provincia.

Il presidente ribadisce infine la necessità di condannare senza ambiguità chi trasforma una manifestazione in uno scontro. «La libertà si difende rispettando le regole, non calpestandole», conclude.

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