Il capogruppo M5S interviene dopo la presentazione a Palazzo Ferro Fini del progetto di ZES per il Nord. Chiede di concentrarsi sui territori del Veneto orientale, assicurare fondi nazionali e tutelare i criteri ambientali. L’ipotesi resta una proposta, non un’agevolazione già disponibile.
ZES Veneto orientale, le condizioni indicate da Baldan
Una Zona Economica Speciale concentrata sui territori del Veneto orientale, con risorse nazionali certe e attenzione ai distretti già presenti. È la proposta avanzata da Flavio Baldan, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, nel comunicato diffuso il 22 ottobre dopo la presentazione a Palazzo Ferro Fini del progetto di ZES per il Nord illustrato dal deputato Riccardo Molinari.
Baldan considera l’ipotesi un’opportunità, ma pone alcune condizioni: chiarire la disponibilità dei fondi, stabilire le priorità territoriali qualora le risorse siano limitate e affrontare gli adeguamenti europei che, secondo il consigliere, sarebbero necessari alla Carta degli aiuti a finalità regionale. La nota esprime una posizione politica: non annuncia l’attivazione di una nuova zona agevolata né l’apertura di un bando.
Mobile, agricoltura e carpenteria
Il capogruppo indica il distretto del mobile lungo il Livenza, in continuità con le imprese friulane, la trasformazione agroalimentare e la viticoltura di Pramaggiore. Cita inoltre le reti innovative dell’agroalimentare, le aziende del biologico, la carpenteria metallica del Sandonatese e il turismo.
L’obiettivo dichiarato è favorire il consolidamento di nuove imprese nei sistemi produttivi esistenti e offrire strumenti ai Comuni di confine, nel dibattito sui rapporti con il Friuli Venezia Giulia. I possibili benefici economici sono prospettati dal consigliere e non costituiscono risultati già misurati.
La richiesta di criteri ambientali
Baldan richiama anche le Zone Logistiche Semplificate di Porto Marghera e del Polesine, chiedendo una verifica della loro applicazione e delle eventuali criticità. Per il capogruppo, l’accesso agli strumenti sostenuti da fondi pubblici deve accompagnarsi a criteri chiari sul profilo degli operatori e sulla tutela dell’ambiente.
Il confronto si inserisce nel più ampio dibattito sui rapporti tra Veneto e Friuli Venezia Giulia. La proposta di Baldan riguarda gli strumenti economici per i territori di confine: resta distinta dalle ipotesi di modifica dell’assetto istituzionale delle due regioni.