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Padova, 56 chili di rifiuti in più a testa in tre anni: la sostenibilità non è solo una classifica

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Padova migliora nella classifica ambientale, ma la produzione di rifiuti aumenta per il terzo anno consecutivo. E i dati sull’ozono dell’estate 2026 riaccendono l’attenzione sulla qualità dell’aria.

Padova migliora nella classifica ambientale nazionale, ma c’è un dato che racconta una contraddizione: ogni abitante produce sempre più rifiuti. Nel 2025 la media ha raggiunto 649 chilogrammi pro capite, contro i 593 del 2022. Sono 56 chili in più a persona in tre anni, mentre la raccolta differenziata continua a crescere, arrivando al 66%.

È uno dei dati che emergono da Ecosistema Urbano 2026, il rapporto di Legambiente realizzato con Ambiente Italia, che valuta le performance ambientali dei 106 capoluoghi italiani attraverso 20 indicatori. Padova guadagna sei posizioni e sale al 33° posto, con un punteggio del 62,87%, rispetto al 58,93% dell’edizione precedente.

Rifiuti, la crescita non si ferma

La serie storica evidenzia un aumento costante: 593 chili per abitante nel 2022, 608 nel 2023, 633 nel 2024 e 649 nel 2025. La crescita della raccolta differenziata, quindi, non coincide con una riduzione della quantità complessiva di rifiuti prodotti.

Il dato apre una questione concreta per la città: oltre a separare meglio i materiali, quanto si riesce a ridurre ciò che finisce nel circuito dei rifiuti urbani? Il rapporto fotografa il risultato, ma non basta da solo a spiegare le cause dell’aumento.

Aria in miglioramento, ma l’estate riaccende l’allarme

Il quadro ambientale non è uniforme. Nel 2025 la media annua del PM10 è scesa a 27 microgrammi per metro cubo, rispetto ai 32 registrati nei tre anni precedenti. Anche il PM2.5 è diminuito, passando da 22 a 20 microgrammi per metro cubo. I giorni di superamento della soglia per l’ozono sono stati 37, dodici in meno rispetto al 2024.

Ma i dati diffusi da Legambiente il 23 ottobre raccontano un’estate 2026 molto più critica: a Padova sono stati registrati 84 giorni di superamento della soglia per l’ozono tra maggio e settembre.

La città, dunque, migliora in diversi indicatori, ma resta alle prese con problemi che non si risolvono con una posizione in classifica. Ora è necessario trasformare i progressi misurati in risultati duraturi, riducendo la produzione di rifiuti e affrontando l’inquinamento anche nei mesi più caldi.

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